{"id":52449,"date":"2013-05-01T18:38:53","date_gmt":"2013-05-01T16:38:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=52449"},"modified":"2017-01-05T14:16:47","modified_gmt":"2017-01-05T13:16:47","slug":"salerno-teatro-verdirigoletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/salerno-teatro-verdirigoletto\/","title":{"rendered":"Salerno, Teatro Verdi:&#8221;Rigoletto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em>Salerno, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2013 <\/em><br \/>\n<em>&#8220;<\/em><strong>RIGOLETTO&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave, tratto <em>da Le roi s\u2019amuse<\/em> di Victor Hugo<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<br \/>\n<\/strong><em>Il Duca di Mantova <\/em>CELSO ALBELO<br \/>\n<em>Rigoletto <\/em>LEO NUCCI<br \/>\n<em>Gilda <\/em>DESIR\u00c9E RANCATORE<br \/>\n<em>Sparafucile \/ Monterone <\/em>CARLO STRIULI<br \/>\n<em>Maddalena <\/em>FRANCESCA FRANCI<br \/>\n<em>Giovanna <\/em>NATASHA VERNIOL<br \/>\n<em>Marullo <\/em>ARMANDO GABBA<br \/>\n<em>Matteo Borsa <\/em>FRANCESCO PITTARI<br \/>\n<em>Il Conte di Ceprano \/ Un usciere <\/em>ANGELO NARDINOCCHI<br \/>\n<em>La Contessa di Ceprano \/ Un paggio <\/em>ELENA MEMOLI<br \/>\nOrchestra Filarmonica Salernitana Giuseppe Verdi<br \/>\nCoro del Teatro dell\u2019Opera di Salerno<br \/>\nDirettore <strong>Francesco Ivan Ciampa<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Luigi Petroziello<\/strong><br \/>\nRegia e Luci <strong>Lorenzo Amato<\/strong><br \/>\nScene e Costumi <strong>Alfredo Troisi<\/strong><br \/>\n<em>S<\/em>alerno, 21 aprile 2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il <em>Rigoletto<\/em> verdiano apre la Stagione Lirca 2013 del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno,<\/strong> a suggellare l\u2019apporto salernitano alle celebrazioni per il bicentenario della nascita del <em>Cigno di Busseto<\/em>. La serata si apre con un colpo di scena a sipario chiuso: l\u2019annuncio dell\u2019assenza di Daniel Oren per indisposizione. E\u2019 l\u2019ultima recita, il pubblico rumoreggia, contestando chiaramente, anche con fischi e con supposizioni di vario tipo su questo improvviso cambiamento ma, all\u2019entrata di \u00a0<strong>Francesco Ivan Ciampa<\/strong>, direttore musicale di palcoscenico, \u00a0risponde prontamente all\u2019incitamento che viene dalla buca che bene fa a sostenere il giovane Maestro chiamato alla sostituzione \u2018dell\u2019ultimo minuto\u2019. \u00a0Il Preludio iniziale resta, a mio avviso, la parte musicalmente pi\u00f9 interessante di tutta l\u2019esecuzione, ben eseguito sotto una direzione non sempre chiarissima nel gesto ma efficace nel risultato d\u2019insieme. Il primo Atto, per contro, \u00e8 deludente, soprattutto\u00a0 nella scena prima, quella della festa nel Palazzo del Duca, in cui manca del tutto l\u2019evocazione musicale della frivolezza libertina che invece \u00e8 descritta in palcoscenico da gesti esplici dei figuranti: un andamento pi\u00f9 \u2018in avanti\u2019 avrebbe probabilmente meglio accompagnato lo svolgimento dell\u2019azione. L\u2019 aria di sortita del Duca, \u201cQuesta o quella per me pari sono\u201d, presenta<strong> Celso Albelo<\/strong> sottotono, letteralmente parlando, con errori di intonazione piuttosto sparsi, forse proprio a causa di questo tempo \u2018slargato\u2019o forse magari perch\u00e9 non completamente in serata. Poco baldanzoso, poco \u2018a fuoco\u2019 anche come personaggio in questa scena di presentazione del <em>potente<\/em> della vicenda. Gli interventi di <strong>Francesco Pittari<\/strong> (Matteo Borsa), <strong>Elena Memoli<\/strong> (La Contessa di Ceprano), <strong>Armando Gabba <\/strong>(Marullo), <strong>Angelo Nardinocchi <\/strong>(Il Conte di Ceprano) e dei Coristi-Cortigiani, si inseriscono in questo clima generale di grande e monotona staticit\u00e0. Nulla da segnalare. \u00a0<strong>Leo Nucci<\/strong>, Rigoletto naturalmente, apre qui uno spiraglio di maggiore interesse, grazie all\u2019uso di una dizione chiara che favorisce sicuramente l\u2019azione e la fluidit\u00e0. L\u2019unico, in questo senso. L\u2019arrivo di Monterone, <strong>Carlo Striuli<\/strong> che troneggia per voce ma non per accento, che con il suo carico di gravit\u00e0 avrebbe dovuto, quindi, frenare la concitazione della festa e l\u2019euforia derivante dell\u2019invito del concertato appena eseguito in cui tutti, in scena, \u00a0esplicitano a godere in quella che \u00e8 \u2018la reggia del piacere\u2019, \u00a0sembra inserirsi in un\u2019atmosfera gi\u00e0 austera e non da nessuna particolare variet\u00e0. L\u2019Atto continua poi \u00a0con l\u2019incontro tra Rigoletto e Sparafucile, Carlo Striuli ancora, il Monologo di Rigoletto diviso tra il turbamento procuratogli dalla maledizione scagliatagli da Monterone e il tormento per quello che \u00e8, suo malgrado, costretto a fare: divertire i cortigiani che odia profondamene. Piacevole il successivo duetto Gilda- Rigoletto, malgrado diversi errori di intonazione di <strong>Desir\u00e9e Rancatore<\/strong>, la Gilda in scena, appunto.\u00a0 In \u201cCaro Nome\u201d, il soprano alterna momenti non \u2018a fuoco\u2019 vocalmente parlando, quasi sempre nel centro, a piani interessanti in zona acuta e ad una registro grave piuttosto disomogeneo rispetto al resto della voce, quasi a \u00a0cercare forse un colore innaturale, accompagnato da vibrazione anomala, presentando, nell\u2019insieme, il suo personaggio in maniera sufficientemente corretta, non priva di qualche leziosit\u00e0 superflua e manierata.<br \/>\n<strong>Il secondo atto \u00e8 dominato dalle due grandi scene con le Arie dei personaggi maschili: \u00a0Celso Albelo<\/strong> si difende bene nella temibile Aria che apre il secondo atto \u201cParmi veder le lagrime\u201d, \u00a0con la puntatura alla fine della cabaletta, non scritta ma di tradizione e Leo Nucci mostra tutta la sua arte consolidata nel corso degli anni e in tante recite nei panni del Buffone, nella sua \u201cCortigian, vil razza dannata\u201d trascinando il pubblico e ottenendo calorosi e meritati applausi. Anche il duetto Gilda-Rigoletto, con cui si chiude questo Atto, ben coinvolge il pubblico che richiede un bis prontamente concesso a sipario chiuso, <em>in forma di concerto<\/em>. <strong>Il terzo risulta essere l\u2019Atto \u00a0\u2018pi\u00f9 giusto\u2019, scorrevole, musicalmente pi\u00f9 ricco di tensione.<\/strong> Bello il quartetto finale, timbricamente le voci si amalgamano bene e l\u2019orchestra accompagna con molta pertinenza. Il momento musicalmente pi\u00f9 riuscito insieme al Preludio. <strong>Francesca Franci<\/strong> (Maddalena), ascoltata spesso in questo teatro, sembra essere pi\u00f9 vicina ad un\u2019idea reale di canto rispetto ad altre occasioni, pronuncia un po\u2019 meglio e la voce \u00e8 meno piena di buchi e afonie, associando a questo migliore approccio vocale una perfetta credibilit\u00e0 scenica nei panni della sorella, alter-ego noir,\u00a0 di Sparafucile. Non mi entusiasma la \u201cDonna \u00e8 mobile\u201d di Celso Albelo, meglio l\u2019 intonazione, le note ci sono tutte, ben tenuto il si naturale finale ma non ottiene l\u2019ovazione che tutti quasi ci aspetteremmo.\u00a0 \u00a0Tutto scorre meglio, dicevo, La Tempesta, il sacrificio di Gilda, il ritrovamento nel sacco della figlia agonizzante da parte di Rigoletto, che credeva compiuta la sua vendetta e, invece, spinge indirettamente Gilda al sacrificio estremo. <em>Panta rei<\/em>\u00a0 nell\u2019Atto terzo, dunque, tutto scorre, dicevo, ma siamo molto lontani dalla commozione che queste scene potrebbero potenzialmente procurare. <strong>Registicamente la novit\u00e0 pi\u00f9 rilevante \u00e8 l\u2019utilizzo, con il contributo di Jean Baptiste Warluzel, di immagini astratte video-proiettate sulla scenografia<\/strong>, il sangue, soprattutto, un effetto che ritengo non dia n\u00e9 tolga nulla ma che menziono per dovere di cronaca. Belli i costumi, soprattutto quelli della scena-orgia iniziale e le luci che suggeriscono le atmosfere giuste, nelle varie scene. \u00a0Ultimo piccolo cenno al Coro che non mi sembra, in queste ultime produzioni particolarmente brillante mentre \u00a0l\u2019Orchestra fa il suo dovere in maniera piuttosto \u2018anonima\u2019, \u00a0con qualche dovuta eccezione legata a momenti gi\u00e0 menzionati. Forse questa \u2018apatia\u2019 \u00e8 anche da imputare al fatto che i Maestri lavorano praticamente senza percepire alcun compenso, da mesi\u2026.e questo, scusate, anche in presenza di forte motivazioni artistiche, pu\u00f2 anche fare differenza. <em>Foto Massimo Pica<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Garamond','serif'; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Salerno, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2013 &#8220;RIGOLETTO&#8221; Melodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave, tratto da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":52450,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5717,6278,5629,4343,1295,29,5231,6383,5671,153,150,5590,6968,145,102,3327],"class_list":["post-52449","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alfredo-troisi","tag-angelo-nardinocchi","tag-armando-gabba","tag-carlo-striuli","tag-celso-albelo","tag-desiree-rancatore","tag-francesca-franci","tag-francesco-ivan-ciampa","tag-francesco-pittari","tag-giuseppe-verdi","tag-leo-nucci","tag-lorenzo-amato","tag-natasha-verniol","tag-opera-lirica","tag-rigoletto","tag-teatro-verdi-di-salerno"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52449"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88459,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52449\/revisions\/88459"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}