{"id":52476,"date":"2013-05-11T11:30:11","date_gmt":"2013-05-11T09:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=52476"},"modified":"2016-12-10T17:40:41","modified_gmt":"2016-12-10T16:40:41","slug":"mozart-e-costanza-al-teatro-malibran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/mozart-e-costanza-al-teatro-malibran\/","title":{"rendered":"Musiche di W.A.Mozart e F.Costanza al Teatro Malibran"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venezia, Teatro Malibran, Stagione Sinfonica 2012-2013<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra del Teatro La Fenice<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Stefano Montanari<\/strong><br \/>\nFlauto <strong>Angelo Moretti<br \/>\n<\/strong>Arpa<strong> Nabila Chajai <\/strong><br \/>\n<em>Federico Costanza:<\/em> Il canto di un Mangiasuono (prima esecuzione assoluta)<br \/>\n<em>Wolfgang Amadeus Mozart:<\/em> Concerto per flauto, arpa e orchestra in do maggiore KV 299 (KV<sup>6 <\/sup>297<sup>c<\/sup>); Sinfonia n. 40 in sol minore KV 550<br \/>\n<em>Venezia, 8 maggio 2013 <\/em><strong><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: AR-SA; mso-bidi-language: AR-SA;\"><br \/>\n<\/span>Prosegue con grande partecipazione e successo di pubblico la stagione sinfonica 2012-2013<\/strong> del Teatro La Fenice, che si caratterizza \u2013 oltre che per la presenza di interpreti di alto livello \u2013 per tutta una serie di progetti, sottesi alla programmazione dei concerti, che si concentrano prevalentemente sui nomi di Mozart e <strong>\u010cajkovskij<\/strong>, ma aprono anche ai giovani compositori. Il programma della serata al teatro Malibran ne era una conferma: le due composizioni inserite nel progetto Mozart, comprendente \u2013 come abbiamo gi\u00e0 segnalato \u2013 le ultime quattro sinfonie coeve alla trilogia dapontiana, erano precedute da un brano per orchestra eseguito in prima assoluta: <strong><em>Il canto di un Mangiasuono,<\/em> del trentasettenne Federico Costanza<\/strong>, seconda delle tre partiture originali commissionate dalla Fondazione Teatro La Fenice a giovani talenti nell\u2019ambito del progetto \u201cNuova musica alla Fenice\u201d, promosso con il sostegno della Fondazione Amici della Fenice.<br \/>\nQuanto agli interpreti, poi, un direttore come Stefano Montanari, una delle presenze pi\u00f9 gradite e apprezzate a Venezia, musicista poliedrico, che spazia dal repertorio barocco al melodramma ottocentesco, al jazz, non ha bisogno di presentazioni; ma anche i due solisti, impegnati nel concerto per arpa, flauto e orchestra, non sono sconosciuti in laguna: si tratta del flautista<strong> Angelo Moretti <\/strong>e dall\u2019arpista<strong> Nabila Chajai, e<\/strong>ntrambi prime parti dell\u2019orchestra del teatro veneziano, che hanno rivelato assoluta padronanza del rispettivo strumento e sensibilit\u00e0 interpretativa.<br \/>\nDi tutto rispetto il <em>curriculum<\/em> del promettente Federico Costanza, diplomatosi in pianoforte, composizione e musica elettronica presso il Conservatorio \u201cBenedetto Marcello\u201d di Venezia, che ha inoltre partecipato a numerosi corsi e <em>masterclass<\/em>tenuti da prestigiosi compositori e direttori, e le cui opere sono eseguite in teatri e festival di musica contemporanea in Italia e nel mondo.<br \/>\n<strong><em>Il canto di un Mangiasuono<\/em> (\u201covvero sulla spensierata melodia divorata\u201d) prende spunto dalla leggerezza e spensieratezza delle melodie di Mozart e \u010cajkovskij<\/strong> per un lavor\u00eco sulla campitura sonora, sul \u201cdrone\u201d (ronz\u00eco) e la sua continua variazione: un suono continuo che suggerisce e mostra un canto, una melodia e il suo \u201cresiduo\u201d. Riverberi di spazi e personaggi sonori del <em>Flauto magico<\/em> e dello <em>Schiaccianoci<\/em> sono costantemente messi a confronto con lo sfondo, generando una sorta di \u201cmelodia masticata\u201d. Due flauti, due corni, due trombe, un trombone tenore, un trombone basso, due timpani, percussioni, otto violini I, sei violini II, quattro viole, tre violoncelli, due contrabbassi: cos\u00ec \u00e8 composto l&#8217;organico previsto per questo pezzo di sicuro effetto, a suo modo esempio di \u201cmusica pura\u201d, in cui l&#8217;elemento timbrico prevale su ogni altro in un <em>continuum<\/em> sonoro, costituito da note tenute e glissandi, in cui si alternano ed intrecciano i vari strumenti, dagli ottoni agli archi, ai timpani, ai metallofoni, ricreando a tratti, pur trattandosi di strumenti tradizionali, certe atmosfere evocate negli anni Sessanta da Maderna e Berio con le pionieristiche apparecchiature dello Studio di Fonologia della RAI a Milano. Pregevole la prestazione degli strumentisti dell&#8217;orchestra.<strong> Autorevole, preciso, espressivo il gesto di Stefano Montanari<\/strong>. Applausi alla fine anche per il compositore e per il socio della Fondazione Amici della Fenice Antonio Pagnan, il cui speciale contributo, assieme al sostegno della Fondazione nel suo insieme, ha reso possibile il buon fine di questa nuova commissione.<br \/>\nScritto per due musicisti dilettanti, Adrien-Louis de Bonni\u00e8res, duca di Gu\u00eenes, ottimo flautista, e per sua figlia, arpista di talento, nonch\u00e9 allieva di composizione di Mozart durante il suo deludente secondo soggiorno parigino (1778), <strong>il Concerto per flauto, arpa e orchestra KV 299<\/strong> deve il suo organico cos\u00ec insolito alle esigenze del committente, che intendeva eseguirlo privatamente insieme appunto alla figlia. Ne nacque una \u201cmusica di societ\u00e0\u201d, ricca di idee tematiche, in cui si rispecchia la <em>joie de vivre \u2013 <\/em>per quanto un tantino anacronistica o incosciente \u2013 che ostentava l&#8217;aristocrazia francese nell&#8217;epoca di Luigi XVI. Un lavoro in cui, come avviene sempre nel geniale salisburghese, gli aspetti virtuosistici non scadono mai nel decorativismo fine a se stesso, e dove l\u2019arpa e il flauto \u2013 \u00a0che alternativamente conducono la melodia o l&#8217;accompagnano, oppure insieme intrecciano le proprie linee melodiche in un continuo dialogo \u201cgalante\u201d tra di loro e con l&#8217;orchestra \u2013 creano una serie di sonorit\u00e0 incantevoli che impreziosiscono questo concerto scritto in un grazioso stile rococ\u00f2. <strong>Brillantissimi e musicalissimi i due solisti, Angelo Moretti e Nabila Chiajai,<\/strong> che nell&#8217;<em>Allegro<\/em> iniziale hanno ampiamente saggiato tutte le possibilit\u00e0 tecniche e le diverse sfumature timbriche dei loro rispettivi strumenti, senza mai perdere di vista le esigenze espressive. Il che si \u00e8 potuto constatare soprattutto nel successivo <em>Andantino <\/em>(paragonato da Alfred Einstein a un delicato quadro di Boucher e da Giovanni Carli Ballola a un prezioso arazzo Gobelins), dove hanno saputo rendere la soave mestizia tardo settecentesca che pervade questa pagina. Notevole la loro prestazione nell&#8217;<em>Allegro<\/em> finale, un rond\u00f2 in tempo di gavotta, che presenta un tema principale, pi\u00f9 tardi ripreso da Mozart, con qualche variazione, nella romanza della celeberrima serenata <em>Eine Kleine Nachtmusik<\/em>. Montanari li ha accompagnati con appassionata partecipazione, attento ad assecondare le loro delicate sonorit\u00e0, guidando la contenuta compagine orchestrale con un gesto che coinvolgeva un po&#8217; tutto il suo corpo attraverso movenze esplicitamente espressive, sprizzando la sua pressoch\u00e9 incontenibile gioia di fare musica. Festeggiatissimi, i due solisti hanno concesso un <em>bis<\/em>, lo spagnoleggiante <em>Entr&#8217;acte<\/em> per flauto e arpa di Jacques Ibert, un pezzo squisitamente brillante, che ha mandato in visibilio il pubblico.<br \/>\n<strong>Il temperamento esuberante del direttore si \u00e8 potuto apprezzare appieno nella conclusiva Sinfonia n. 40<\/strong> in sol minore, di cui ha proposto un&#8217;interpretazione vitalistica, energica, asciutta, mettendone in valore la mirabile coerenza strutturale e tematica, la straordinaria sapienza compositiva pi\u00f9 che l&#8217;intima mestizia, che pure pervade certe pagine di questo monumentale lavoro, composto di getto, insieme alle Sinfonie n. 39 in mi bemolle e n. 41 in do maggiore, nell\u2019estate del 1788. <strong>Del resto pare che ormai un&#8217;interpretazione del Mozart sinfonico, comprese le composizioni della maturit\u00e0, come quella, ad esempio, di Karl B\u00f6hm (tanto osannata negli anni 70) sia oggi improponibile<\/strong> in base al gusto imperante: il Mozart proposto dal grande direttore austriaco \u2013 \u00a0ritenuto statico, titanico, squadrato \u2013 non piaccerebbe pi\u00f9 neanche in ambito austro-tedesco. Si preferirebbe una visione pi\u00f9 asciutta ed essenziale, ritmica e danzante, pi\u00f9 adatta ad esprimere la freschezza e l\u2019innocenza tipica della genialit\u00e0 mozartiana, anche attraverso una scelta di tempi mediamente pi\u00f9 veloci che in passato: ne \u00e8 un autorevole esempio l&#8217;interpretazione di Harnoncourt. Di questa nuova concezione ci pare abbia tenuto conto<strong> Stefano Montanari, che tuttavia, come abbiamo sottolineato, ha voluto puntare sulla forza,<\/strong> il vitalismo, sottesi a questa musica, senza alcuna sdolcinatura o ridondanza, evidenziando la solida impalcatura strutturale dell&#8217;opera, come l&#8217;economia di mezzi, di ascendenza haydniana, con cui \u00e8 costruita, a costo di arrivare talora \u2013 ci permettiamo di notare \u2013 ad una secchezza monosillabica del suono, ad una stringatezza forse eccessiva. Spettacolo nello spettacolo, ancora una volta, la gestualit\u00e0 del maestro, ora danzatore di flamenco, ora spadaccino: in ogni caso dominatore della partitura e dell&#8217;orchestra, che lo ha seguito con precisione e comunanza d&#8217;intenti. Grande successo finale.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venezia, Teatro Malibran, Stagione Sinfonica 2012-2013 Orchestra del Teatro La Fenice Direttore Stefano Montanari Flauto Angelo Moretti Arpa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":52478,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[7730,14678,7731,5056,2836,253],"class_list":["post-52476","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-angelo-moretti","tag-concerti","tag-nabila-chajai","tag-orchestra-del-teatro-la-fenice","tag-stefano-montanari","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52476","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52476"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52476\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87504,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52476\/revisions\/87504"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}