{"id":52488,"date":"2013-05-11T17:37:15","date_gmt":"2013-05-11T15:37:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=52488"},"modified":"2016-11-27T13:33:30","modified_gmt":"2016-11-27T12:33:30","slug":"interviste-dannata-gianni-raimondi-1923-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/interviste-dannata-gianni-raimondi-1923-2008\/","title":{"rendered":"Interviste d&#8217;annata: Gianni Raimondi (1923-2008)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gianni Raimondi<\/strong>, bolognesissimo, per almeno vent\u2019anni \u00e8 stato un tenore molto famoso che ha calcato tutti i pi\u00f9 prestigiosi palcoscenici del mondo. Raimondi fu alla Scala nella <em>Traviata<\/em> della Callas, nella <em>Bolena<\/em>, fu il Rodolfo della <em>Boh\u00e8me<\/em> di Karajan con Mirella Freni, sino al Pollione di <em>Norma<\/em> con la Caball\u00e9. Sia in <em>Traviata<\/em> che in <em>Boh\u00e8me<\/em>, Raimondi dovette subentrare a Di Stefano, tanto famoso ed amato dal pubblico scaligero quanto impreparato e periclitante. Fu, insomma, in Scala il tenore delle situazioni disperate, o quasi. Delle opere difficili o impraticabili, perch\u00e9 se Corelli fu il Raoul di <em>Ugonotti<\/em> ben confezionati sulle sue capacit\u00e0 e paure, Gianni Raimondi nel 1965 fu Arnold del <em>Tell<\/em>, opera che anche con i tagli di tradizione \u00e8 temibilissima. Era in natura dotatissimo ed estesissimo tanto \u00e8 che nella prima fase della carriera, ossia sino al 1966, cant\u00f2 frequentissimamente <em>Favorita<\/em>, <em>Puritani<\/em>, <em>Don Pasquale<\/em> e <em>Guglielmo Tell<\/em>, oltre che <em>Rigoletto<\/em>.<strong><br \/>\n<\/strong>Come tutti i tenori lirici affront\u00f2 <em>Boh\u00e8me<\/em>, opera che gli diede grande fama e notoriet\u00e0, perch\u00e9 oltre alla Scala fu l\u2019opera del debutto al Met. Nella seconda fase della carriera arrivarono opere pi\u00f9 sostanziose come il <em>Ballo in Maschera<\/em>, <em>I Vespri siciliani<\/em>, <em>Tosca<\/em> sino alla <em>Norma<\/em> ed all\u2019<em>Otello<\/em>.<br \/>\nIl cantante era dotatissimo in natura, soprattutto quanto ad estensione ed a facilit\u00e0 a sostenere tessiture scomode (per quanto ne so \u201cla gelida manina\u201d era sempre in tono anche negli anni 70, quando Raimondi ne aveva quasi cinquanta e venti di carriera e nella cavatina di Pollione il do era sempre presente all\u2019appello), difettava il fraseggiatore. E questo nonostante la frequentazione con direttori che avevano indiscussa nomea di grandi concertatori e con colleghe come Madga Olivero, Maria Callas, Renata Scotto e Leyla Gencer, maestre di accento prima di tutto. Stupisce ancor pi\u00f9 il limite perch\u00e9 Raimondi era un cantante di solidissima cognizione tecnica. Devo anche dire che la variet\u00e0 di fraseggio nel dopoguerra non \u00e8 proprio stata la caratteristica che ha contraddistinto alcun rappresentante della corda tenorile. Divissimi ancora in carriera o di recente scomparsi non hanno mai avuto il fraseggio fra le proprie peculiarit\u00e0. Forse i pi\u00f9 completi fraseggiatori della generazione di Gianni Raimondi sono stati il primo Bergonzi, il Kraus della seconda parte di carriera e, pi\u00f9 di tutti il misconosciuto Alain Vanzo (2 aprile 1928 \u2013 27 gennaio 2002 nato a Monte Carlo e morto a Parigi per un ictus) .<strong><br \/>\nIl 15 febbraio 2007 mi riceve in casa, a Pianoro, dove abita gi\u00e0 da un decennio<\/strong>. Dichiara subito i suoi ottantaquattro anni che porta con disinvoltura, sostenuto da quel fatalismo scanzonato comune nei bolognesi autentici.<br \/>\n\u00abSono nato il 17 aprile 1923 in quella strada che c\u2019\u00e8 dopo il ponte della Mascarella; in fondo alla strada ci stava la Frazzoni\u00bb.<br \/>\nLe chiacchiere volano. La simpatia di <strong>Gianni Raimondi<\/strong> \u00e8 molto accattivante e diventa difficile iniziare \u201cl\u2019interrogatorio\u201d che mi ero preparato.<br \/>\n\u00abLo conosce quel signore l\u00ec?\u00bb e mi mostra una fotografia di Beniamino Gigli che tiene sul tavolo come un santino. \u00abGigli \u00e8 il mio idolo, il pi\u00f9 grande!\u00bb e si ferma un attimo a contemplare la fotografia, cos\u00ec riesco a fare la prima domanda:<br \/>\n<strong>Quando ha debuttato e quando ha lasciato il palcoscenico? <\/strong><br \/>\n\u00abHo debuttato il 9 novembre 1947, <em>Rigoletto<\/em>, a Budrio e Rigoletto era il budriese Anselmo Colzani. Ultima opera 30 dicembre 1979, <em>Macbeth<\/em>, a Catania. Ho cantato in tutto il mondo ma in Giappone non ci sono mai andato\u00bb.<br \/>\n<strong>Preferisce il repertorio romantico o quello verista?\u00a0<\/strong><br \/>\n\u00abIl repertorio romantico richiede precisione: non ti lascia spazio, mentre nel verismo sei pi\u00f9 libero\u00bb.<br \/>\nA 33 anni, nel 1956, approda alla Scala con <em>Traviata<\/em> insieme a Maria Callas, dirige Giulini, regista Visconti. La sala del Piermarini gli si aprir\u00e0 quaranta volte. \u00abDopo <em>I Vespri<\/em>, che inauguravano la stagione del \u201870, venne in camerino Riccardo Bacchelli e mi disse \u201c&#8230;finalmente ho sentito un tenore dei miei tempi\u201d, guardi solo a dirlo mi commuovo\u00bb.<br \/>\n<strong>Mi racconta qualche aneddoto? <\/strong><br \/>\n\u00abDi aneddoti ne ho fin che vuole. Alla Scala facevamo <em>Favorita<\/em>, dirigeva Gavazzeni. Nel primo atto c\u2019\u00e8 da fare un do diesis nella romanza <em>Una vergine, un angiol di Dio<\/em>. Ero preoccupato e vado dal mio maestro a fare i vocalizzi. Quando arrivo alla fatidica frase mi salta fuori un do diesis pulitissimo. L\u2019orchestra applaude e Gavazzeni mi dice: \u201cGianni, alle dieci del mattino, che do diesis, bravo!\u201d. Intanto arriva la regista, Margherita Wallmann, che si rivolge a Gavazzeni: \u201cMaestro, Raimondi e Ghiaurov hanno sbagliato il movimento\u201d e la risposta fu che non interessava a nessuno se il tenore, dopo quella nota, sbagliava un passo\u00bb.<br \/>\nContinua Raimondi, sorridente e felice di ricordare un passato che ha sempre vissuto in souplesse, evitando i clamori dei media, cosa che avrebbe potuto fare il tenore che pi\u00f9 volte ha cantato al fianco di Maria Callas. Sono ben 270 le recite che lo hanno visto sul palcoscenico della Scala, protagonista di serate memorabili, alcune delle quali appunto nella <em>Traviata<\/em> del \u201856,\u00a0con la regia di Luchino Visconti e la Violetta di Maria Callas. Non meno memorabile il suo Rodolfo accanto a Mirella Freni, nella <em>Boh\u00e8me<\/em> del 1963.<br \/>\n<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/_X3KfsAp0ss?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/_X3KfsAp0ss?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><strong><br \/>\nParliamo dei suoi colleghi&#8230;<\/strong><br \/>\n\u00abHo sempre avuto un buon rapporto con i colleghi, anche se un po\u2019 di rivalit\u00e0 ogni tanto saltava fuori. Per esempio: <em>La boh\u00e8me<\/em> del \u201863 diretta da Karajan era in forse tra me e Di Stefano, ma il direttore voleva un tenore che avesse \u201cun do sicuro\u201d. Io di \u201cdo\u201d ne avevo fatti tanti e Karajan mi aveva sentito, quindi scelse me. Alla prima, quando arrivo alla \u201csperanza\u201d, pianto un \u201cdo\u201d bellissimo. Per fortuna, se mi veniva male ero rovinato!\u00bb.<br \/>\n<strong>Lei \u00e8 sempre stato amante di Riccione e mi pare che avesse anche una villa da quelle parti. <\/strong><br \/>\n\u00abS\u00ec, in collina dietro a Misano. Eh, a proposito di Riccione! Un giorno sono in viale Ceccarini con un amico che mi dice: \u201cAndiamo a prendere un aperitivo al Green Bar: il padrone \u00e8 un patito per l\u2019opera\u201d. Entriamo, l\u2019amico mi presenta e il padrone mi fa un sacco di feste, poi mi chiede se avevo cantato con la Callas e se era veramente brava. Certamente, rispondo, era bravissima. E lui ricorda che era morta da un anno, poi dice: \u201cSa, sig. Raimondi, se fosse morto lei avrei avuto meno dispiacere!\u201d. Ho fatto un salto e ho cominciato a toccare tutto quello che avevo sottomano\u00bb.<br \/>\n<strong>Ha lasciato il teatro a 56 anni e con tanta voce: perch\u00e9 abbandonare? <\/strong><br \/>\n\u00abHo avuto un\u2019allergia alla polvere di palcoscenico. Mi sono curato anche con il cortisone, ma non guarivo. No, mi sono detto, il cortisone a lungo fa male e dopo 33 anni di carriera posso fare a meno del palcoscenico\u00bb.<br \/>\nDel palcoscenico s\u00ec, del canto no. Ha cantato ancora per diversi anni in concerti memorabili fino al 1991, lasciando attonito e plaudente il pubblico incredulo. Gianni Raimondi mor\u00ec in casa domenica 19 ottobre 2008. Di Raimondi devo anche ricordare un piccolo dettaglio rivelatore, forse, della personalit\u00e0, il semplice e misurato necrologio che Raimondi e signora (Gianni e Gianna) fecero pubblicare in un profluvio di parole inutili o di dimenticanze, sul massimo quotidiano milanese.<br \/>\nQueste riflessioni e questo ricordo consentono di rilevare come oggi, dopo stagioni che vedono i tenori titolari di <em>Lucia<\/em> o <em>Puritani<\/em> annegare sistematicamente, il teatro per regalare quelle serate che dalla cronaca possano aspirare alla Storia, ha assoluto irrinunciabile bisogno di cantanti come Gianni Raimondi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianni Raimondi, bolognesissimo, per almeno vent\u2019anni \u00e8 stato un tenore molto famoso che ha calcato tutti i pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":52489,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[147,56,14667,9049],"class_list":["post-52488","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-album-dei-ricordi","tag-cantanti","tag-gianni-raimondi","tag-interviste","tag-opera-singers-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52488"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52488\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":86972,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52488\/revisions\/86972"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52489"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}