{"id":52513,"date":"2013-05-12T15:52:07","date_gmt":"2013-05-12T13:52:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=52513"},"modified":"2016-12-02T15:01:46","modified_gmt":"2016-12-02T14:01:46","slug":"il-wiener-staatsballett-al-teatro-ristori-di-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-wiener-staatsballett-al-teatro-ristori-di-verona\/","title":{"rendered":"Il Wiener Staatsballett al Teatro Ristori di Verona"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro<\/em><em> Ristori, Stagione di Danza 2012\/2013<\/em><br \/>\n<strong>Primi Ballerini, Solisti, Corpo di Ballo del Wiener Staatsballett<\/strong><br \/>\nDirezione artistica <strong>Manuel Legris<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cA Million Kisses to my Skin\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Coreografia<\/em> <strong>David Dawson<\/strong><br \/>\n<em>Musica<\/em> <strong>J. S. Bach<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cThe Vertiginous Thrill of Exactitude\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Coreografia<\/em> <strong>William Forsythe<\/strong><br \/>\n<em>Musica<\/em> <strong>F. Schubert<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cIn the Night\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Coreografia<\/em> <strong>Jerome Robbins<\/strong><br \/>\n<em>Musica<\/em> <strong>F. Chopin<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cBach Suite III\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Coreografia<\/em> <strong>John Neumeier<\/strong><br \/>\n<em>Musica<\/em> <strong>J. S. Bach<\/strong><br \/>\n<em>Verona, 10 maggio 2013<\/em><br \/>\nDecisamente un bel finale di stagione quello andato in scena il 10 maggio al Teatro Ristori di Verona per la Rassegna di Danza 2012\/2013: a motivo del programma proposto ma soprattutto per la compagnia chiamata ad esibirsi, il <strong>Wiener Staatsballett<\/strong>.<br \/>\nChe oggi un teatro italiano inviti primi ballerini, solisti e corpo di ballo afferenti ad un ente lirico sembra davvero\u2026 fantascienza! Sino a qualche anno fa, <em>tourn\u00e9e<\/em> di prestigiose compagnie, italiane ed estere, erano possibili anche in provincia: solo per fare un esempio tutto \u201cnostrano\u201d, potremmo ricordare le rappresentazioni del Balletto del Teatro alla Scala in citt\u00e0 come Brescia, Padova, Modena, Cremona\u2026 oggi, la crisi economica e di conseguenza le limitatissime risorse dei teatri non le consentono pi\u00f9. Il fenomeno che si va sempre pi\u00f9 delineando \u00e8 che le gi\u00e0 poche produzioni che nascono in seno agli enti lirici italiani muoiano dove nascono \u2013 tranne qualche rarissima eccezione -, mentre le <em>tourn\u00e9e<\/em> di compagnie estere nel Bel Paese si contano sulle dita di una mano. Occorre ricordare che questa era l\u2019unica tappa della Compagnia in Italia, quindi un\u2019occasione ghiottissima per farsi un\u2019idea di cosa sia oggi il Wiener Staatsballett sotto l\u2019egida di <strong>Manuel Legris<\/strong>. Legris, gi\u00e0 celebratissima <em>\u00e9toile<\/em> dell\u2019Op\u00e9ra di Parigi, arriva a guidare la Compagnia nel 2010 rimpolpandone il repertorio strettamente classico (\u00e8 lui, forte dell\u2019esperienza parigina, a rimontare il <em>Don Chisciotte<\/em> nella versione Nureyev) per poi allargarlo ad autori pi\u00f9 o meno contemporanei: dovrebbe essere prassi comune presso qualsiasi corpo di ballo ma la cosa non sembrerebbe cos\u00ec scontata\u2026<br \/>\nE qui veniamo al programma proposto: David Dawson, William Forsythe, Jerome Robbins, John Neumeier. Al di l\u00e0 delle definizioni di neo e post-classico, ci\u00f2 che accomuna questi autori \u00e8 quello che Elena Cervellati (<em>La danza in scena<\/em>) chiama \u00abrivivere la tradizione\u00bb. Ossia, tutti quei coreografi che, primo George Balanchine, guardano e hanno guardato con occhio diverso alla <em>danse d&#8217;\u00e9cole<\/em> per esplorarne ulteriori possibilit\u00e0. Tutti brani bellissimi e prestigiosi quelli messi in scena al Ristori, ch\u00e9 \u00e8 veramente raro, come giustamente sottolineato nel programma di sala, vedere un lavoro di Robbins in Italia (ma del resto Robbins viene a malapena citato nei testi italiani di storia della danza\u2026 <em>sic transit<\/em>!). Apre la serata <strong><em>A Million Kisses to my Skin<\/em><\/strong>di<strong> David Dawson <\/strong>sul <em>Concerto per clavicembalo n.1<\/em> di Johann Sebastian Bach. Una bella sorpresa questa coreografia creata nel 2000 per l\u2019Het Nationale Ballet: vero e proprio \u201cbrano di bravura\u201d di impianto non narrativo, \u00e8 giocato su disequilibri repentini e inattesi, sull\u2019estensione estrema delle gambe e la stringatezza nel lavoro di braccia. Il secondo pezzo \u00e8 il celeberrimo <strong><em>The Vertiginous Thrill of Exactitude<\/em> <\/strong>di <strong>William Forsythe<\/strong>, sulla <em>Sinfonia n.9<\/em> \u201c<em>La <\/em><em>Grande<\/em>\u201d di Franz Schubert, del 1996 . Qui \u00e8 presa di mira la danza accademica nella verticalit\u00e0 che viene decentrata, in un dettato coreografico davvero stremante soprattutto per quanto riguarda il <em>footwork<\/em>. <strong><em>In the Night<\/em><\/strong> di <strong>Jerome Robbins<\/strong> del 1970, sui <em>Notturni op. 27 n. 1, op. 55 n. 1 &amp; 2, op. 9 n. 2<\/em> di Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin, ci presenta tre coppie: una nella fase di corteggiamento, una borghese, una pi\u00f9 burrascosa. In questi brevi brani dominano la cura sofisticata per il dettaglio e l\u2019ironia; proprio come la danza &#8220;classica&#8221; parrebbe prestarsi a soluzioni inattese anche queste tre coppie, sul finale, sembrerebbero propense ad ulteriori \u201cscambi\u201d\u2026 Quasi a fare da contraltare a Forsythe, al termine della serata, c\u2019\u00e8 <strong><em>Bach Suite III<\/em><\/strong> di John Neumeier, sulla <em>Suite n. 3<\/em> di Johann Sebastian Bach. Pi\u00f9 che la velocit\u00e0, ci sembra che sia il concetto di \u00abtempo\u00bb ad essere analizzato. La partitura si focalizza sulle aperture e chiusure veloci e reiterate delle gambe (come se fossero le lancette di un orologio), sul protendersi e il raggomitolarsi dei corpi.<br \/>\nSino ad ora non abbiamo detto nulla a proposito della Compagnia semplicemente perch\u00e9 ci \u00e8 parsa complessivamente buona, a tratti molto buona, per resa e aderenza stilistica, per tempra e per omogeneit\u00e0 tecnica ed estetica. Qualche ulteriore dettaglio. <strong>Olga Esina<\/strong> ha saputo unire tecnica sicura ed ironia nel pezzo di Dawson; al contempo, la presenza davvero aulica, ha garantito un\u2019ottima resa del secondo movimento in <em>Bach Suite III<\/em>, dov\u2019\u00e8 stata splendidamente accompagnata da <strong>Kirill Kourlaev<\/strong>. Per qualit\u00e0 del movimento, <strong>Maria Yakoleva<\/strong> e <strong>Masayu Kimoto <\/strong>ci sono sembrati gli interpreti pi\u00f9 analitici all\u2019interno di <em>In the Night<\/em>. Se qualche \u201cneo\u201d o asincronia c\u2019\u00e8 stata, ci sembra sia stata dovuta anche alla contingenza: ovvero un palco troppo piccolo.<br \/>\nUn ottimo spettacolo che ha registrato il tutto esaurito per entrambe le repliche, a dimostrazione che quando c\u2019\u00e8 qualcosa di bello il pubblico accorre\u2026 eccome!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Ristori, Stagione di Danza 2012\/2013 Primi Ballerini, Solisti, Corpo di Ballo del Wiener Staatsballett Direzione artistica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":52514,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[7735,3911,3945,7734,4976,7733,3599],"class_list":["post-52513","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-david-dawson","tag-jerome-robbins","tag-john-neumeier","tag-manuel-legris","tag-teatro-ristori-di-verona","tag-wiener-staatsballett","tag-william-forsythe"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52513"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52513\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/52514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}