{"id":53136,"date":"2013-05-24T01:19:19","date_gmt":"2013-05-23T23:19:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=53136"},"modified":"2016-12-04T16:30:19","modified_gmt":"2016-12-04T15:30:19","slug":"gidon-kremer-e-john-axelrod-chiudono-la-stagione-sinfonica-della-rai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/gidon-kremer-e-john-axelrod-chiudono-la-stagione-sinfonica-della-rai\/","title":{"rendered":"Gidon Kremer e John Axelrod chiudono la stagione sinfonica della RAI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\nDirettore<strong> John Axelrod <\/strong><br \/>\nViolino <strong>Gidon Kremer<br \/>\n<\/strong><em>Alfred Schnittke <\/em>: Concerto n. 4 per violino e orchestra<br \/>\n<em>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij<\/em> : &#8220;Francesca da Rimini&#8221;, fantasia sinfonica op. 32<br \/>\n<em>Richard Wagner <\/em><em>:&#8221; <\/em>Tannh\u00e4user&#8221;, ouverture<br \/>\n<em>Torino, 16 maggio 2013\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il ventiquattresimo, e ultimo, concerto della stagione sinfonica della RAI di Torino<\/strong> affianca grandi interpreti e pagine di estrazione molto distante. Il legame pi\u00f9 importante \u00e8 sicuramente quello tra <strong>Gidon Kremer<\/strong> e il concerto di Schnittke che apre la serata, poich\u00e9 l\u2019opera fu scritta nel 1984 e dedicata appunto al violinista nativo di Riga. Se Truls M\u00f8rk, nel precedente concerto, aveva incantato gli ascoltatori con il suo violoncello Domenico Montagnana del 1723, adesso Kremer entra impugnando un Nicola Amati del 1641; ed \u00e8 naturale che le prime aspettative del pubblico si concentrino sulla tipologia sonora di uno strumento cos\u00ec antico, impiegato per una partitura cos\u00ec moderna. A brandire l\u2019Amati \u00e8 un signore alto e flessuoso, abbigliato in modo eccentrico, poich\u00e9 indossa un abito a met\u00e0 tra la giacca dello <em>smoking<\/em> e il <em>gilet <\/em>senza maniche; ma non importa, non si nota neppure: Kremer riesce a essere elegante anche cos\u00ec, come in ogni sua apparizione artistica.<br \/>\n<strong>Solista e direttore sono abilissimi a rendere con intensit\u00e0 quell\u2019impressione di crollo dell\u2019impianto tonale<\/strong> che contraddistingue le composizioni sinfoniche di Schnittke. Da un\u2019introduzione neo-romantica, come mendelssohniana, si precipita improvvisamente nella convulsione del Novecento storico; il fattore pi\u00f9 interessante \u00e8 per\u00f2 costituito dall\u2019interpretazione delle parti armonicamente tradizionali, perch\u00e9 gli esecutori dimostrano di credere profondamente in quel refolo di Romanticismo, pur destinato a cadere di l\u00ec a poco, che Schnittke rielabora. E quindi le sonorit\u00e0 dell\u2019Amati si integrano perfettamente con quelle dello xilofono o delle campane tubolari <strong>nell\u2019Andante del I movimento,<\/strong> che si arricchisce gradatamente di apporti strumentali fino a coinvolgere tutta l\u2019orchestra. Purtroppo, a questo punto, Axelrod cade nel suo consueto errore di amplificare il volume sonoro in modo eccessivo, rendendo inudibile (ed \u00e8 errore imperdonabile) il violino di Kremer nella conclusione del tempo iniziale. <strong>Ad avvio del II blocco<\/strong> (Vivo) le movenze d\u2019insieme sono clavicembalistiche e barocche, e il violino \u00e8 trattato con mozartiana delicatezza; addirittura, la sezione lirica del concerto si trasforma in un ballabile di impronta neoclassica, in cui Kremer eccelle (senza concedere nulla a effetti gratuiti o, peggio ancora, istrionici). \u00c8 straordinario il suono politonale del violino secentesco, che pare fabbricato appositamente per servire l\u2019orchestrazione novecentesca di Schnittke. Quando l\u2019ensemble si concentra su un motivo semplice, una specie di fanfara arcaizzante, lo strumento solista si impegna a variarlo, in un profluvio di virtuosismo che conferisce al concerto un\u2019ulteriore, nuova facciata. <strong>L\u2019atmosfera diventa molto pi\u00f9 rarefatta con il III movimento<\/strong> (Adagio), in cui il violino si fa protagonista di numerosi frammenti melodici, appena collegati tra loro dalle trame orchestrali. Il nuovo dialogo tra violino e clavicembalo, per esempio, costruisce un\u2019ambientazione thriller prima dello scoppio conclusivo, di eredit\u00e0 mahleriana. <strong>Il finale (Lento) recupera l\u2019attacco del I movimento<\/strong>, ma con pi\u00f9 cupezza: una meditazione molto breve e pessimistica, pronta a spegnersi nelle filature dello strumento solista. \u00a0 <strong>Alle forti acclamazioni degli ascoltatori segue l\u2019immancabile bis<\/strong>; come sempre da parte di Kremer, si tratta della quintessenza del fuori-programma, della rarit\u00e0 del pezzo contemporaneo: una breve composizione per violino solo di Valentin Silvestrov, musicista e didatta ukraino che collabora con il virtuoso sin dal 1990.<br \/>\n<strong>Bisogna indietreggiare di pi\u00f9 di cento anni per disporsi all\u2019ascolto della fantasia sinfonica d\u2019ispirazione dantesca &#8220;Francesca da Rimini&#8221; di \u010cajkovskij;<\/strong> ma dopo la vibrante delicatezza di Kremer, con Axelrod tutto \u00e8, sin dall\u2019inizio (<em>Andante lugubre<\/em>) troppo forte, gettato innanzi senza risparmio e senza disegno. Cos\u00ec, quando l\u2019orchestra giunge a enunciare il tema principale (<em>Allegro vivo<\/em>) non c\u2019\u00e8 alcuna distinzione agogica, alcun risultato di crescendo complessivo; e poi, serpeggia un\u2019eccessiva frenesia, che inevitabilmente trasforma il tema di Paolo e Francesca in una marcetta clownesca, stucchevole e inutilmente fragorosa. L\u2019esecuzione migliora nella parte centrale (<em>Andante cantabile non troppo<\/em>), dominata dai legni, in cui il direttore rallenta un po\u2019, ma non per molto; la parte pi\u00f9 bella potrebbe infatti essere il controcanto tra archi e flauto (<strong>Monica Berni<\/strong>, bravissima), se il discorso non fosse di nuovo accelerato nella parte finale. Va precisato che il ritmo incalzante non \u00e8 un difetto di per s\u00e9, ma lo diventa quando sottrae forza espressiva al testo musicale e &#8211; ancor pi\u00f9 grave &#8211; alla prova degli strumentisti. Il suono dell\u2019orchestra, inevitabilmente, si riduce a un pasticcetto languido e romanticheggiante, a un rumoroso disordine, e \u010cajkovskij rischia di apparire per quello che proprio non \u00e8, ossia un artista volgare che tenda platealmente alla mozione degli affetti (non \u00e8 cos\u00ec, e sulla rappresentazione del dramma il personaggio dantesco chioserebbe: \u00abil modo ancor m\u2019offende\u00bb).<br \/>\n<strong>Axelrod affronta poi l\u2019<em>ouverture<\/em> dal <em>Tannh\u00e4user<\/em> con atteggiamento assai diverso, molto pi\u00f9 attento<\/strong>: buoni gli attacchi dei corni e delle trombe (anche se il loro tema \u00e8 ben presto gridato, pi\u00f9 che declamato), cos\u00ec come risultano apprezzabili la sonorit\u00e0 e il piglio ritmico del tema del Venusberg e del baccanale. Ottimi i ricami di primo e secondo violino (Alessandro Milani e Giuseppe Lercara), che avviano la sinfonia alla coda; e nel finale brillano i colorismi delle percussioni e degli ottoni, mentre l\u2019amalgama di tutti gli archi resta un po\u2019 sconnesso (forse a causa del tempo, staccato un po\u2019 troppo rapidamente). Il pubblico di Torino, da sempre wagneriano in modo intelligente, apprezza l\u2019omaggio conclusivo e tributa all\u2019orchestra e al direttore un ringraziamento molto caloroso, che pare riassuntivo non soltanto del concerto, ma dell\u2019intera stagione sinfonica 2012-2013 (un crescendo di emozioni e di altissima qualit\u00e0 interpretativa). D\u2019altra parte, nei termini ormai consueti per l\u2019anno delle celebrazioni, il finale wagneriano si appaia all\u2019<em>incipit<\/em> verdiano della prossima stagione: il 10 ottobre 2013, con la <em>Messa di Requiem<\/em> diretta da Juraj Val\u010duha.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2012-2013 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore John Axelrod Violino Gidon [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":53141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[7796,14678,345,7436,2290,173],"class_list":["post-53136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alfred-schnittke","tag-concerti","tag-gidon-kremer","tag-john-axelrod","tag-petr-ilic-cajkovskij","tag-richard-wagner"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53136"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53136\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87277,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53136\/revisions\/87277"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}