{"id":53350,"date":"2013-05-30T19:45:44","date_gmt":"2013-05-30T17:45:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=53350"},"modified":"2016-12-30T10:37:18","modified_gmt":"2016-12-30T09:37:18","slug":"torino-teatro-regio-evgenij-onegin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/torino-teatro-regio-evgenij-onegin\/","title":{"rendered":"Torino, Teatro Regio: &#8220;Evgenij Onegin&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, <\/em><em>Stagione d\u2019opera 2012-2013<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;EVGENIJ ONEGIN<\/strong>&#8221;<br \/>\nScene liriche in tre atti (e sette quadri) su libretto di P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij e Konstantin \u0160ilovskij dall\u2019omonimo poema di Aleksandr Pu\u0161kin<br \/>\nMusica di <strong>P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij<\/strong><br \/>\n<em>Evgenij Onegin<\/em> VASILIJ LADJUK<br \/>\n<em>Tat\u2019jana<\/em> SVETLA VASSILEVA<br \/>\n<em>Vladimir Lenskij<\/em> MAKSIM AKS\u00cbNOV<br \/>\n<em>Ol\u2019ga<\/em> NINO SURGULADZE<br \/>\n<em>Il principe Gremin<\/em> ALEKSANDR VINOGRADOV<br \/>\n<em>La vedova Larina<\/em> MARIE MCLAUGHLIN<br \/>\n<em>Triquet<\/em> CARLO BOSI<br \/>\n<em>La njanja Filipp\u2019evna<\/em> ELENA SOMMER<br \/>\n<em>Zareckij<\/em> SCOTT JOHNSON<br \/>\n<em>Guillot<\/em> GIUSEPPE CANNIZZO<br \/>\n<em>La giovane Tat\u2019jana<\/em> FRANCESCA RABALLO<br \/>\n<em>Il giovane Onegin<\/em> ANDREA FRISANO<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore <strong>Gianandrea Noseda<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Fenoglio <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Kasper Holten<\/strong><br \/>\nScene <strong>Mia Stensgaard<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Katrina Lindsay <\/strong>ripresi da <strong>Elena Cicorella<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Wolfgang G\u00f6bbel <\/strong>riprese da <strong>John Charlton<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Signe Fabricius<\/strong> ripresa da <strong>Toniah Pedersen<\/strong><br \/>\n<em>Nuovo allestimento in coproduzione con Royal Opera House Covent Garden, Londra e Opera Australia<\/em><br \/>\n<em> Torino,<\/em> <em>22 maggio 2013 <\/em><br \/>\n<strong>Il nuovo allestimento di <em>Evgenij Onegin<\/em>, proposto dal Regio di Torino in coproduzione con il Covent Garden di Londra, \u00e8 uno di quegli spettacoli che mette in luce come la regia sia cosa assolutamente diversa dalle scene e dai costumi<\/strong>. In questo caso, infatti, scene e costumi sono di impianto tradizionale, seppur non didascalicamente fedeli, mentre la regia tratteggia la vicenda secondo un\u2019ottica decisamente anticonvenzionale. Nucleo dell\u2019interpretazione di <strong>Kasper Holten<\/strong> \u00e8 una lettura psicanalitica che immagina Tat\u2019jana e Onegin cresciuti (al tempo del III atto) che osservano s\u00e9 stessi ragazzi rivivendo come in flashback le vicende dei primi due atti. La realizzazione scenica di questa concezione registica \u00e8 affidata alla presenza dei doppi dei protagonisti, che si aggirano per il palcoscenico in misura decisamente sovrabbondante e in maniera un po\u2019 incoerente: talvolta, infatti, il doppio \u00e8 un\u2019apparizione, uno spettro che aleggia sullo sfondo o si raggomitola in un armadio (come lo scheletro del detto popolare); tal altra, viceversa, \u00e8 il doppio a muoversi in scena e a interagire con gli altri personaggi, mentre l\u2019interprete \u00e8 una sorta di controfigura cantante che gli impresta la voce; per tacere del cadavere di Lenskij, che rimane in scena per tutto l\u2019ultimo atto, o della misteriosa comparsa del principe Gremin (nella coscienza di Tat\u2019jana e Onegin, pare di intuire) durante la scena finale.<strong> Insomma, ci si trova di fronte a una di quelle regie che, se gi\u00e0 si conosce l\u2019opera, si comprende alla seconda visione; se non si conosce l\u2019opera, lascia con grandi punti interrogativi.<\/strong> Conseguenza della concezione a flashback \u00e8 un\u2019impostazione di taglio cinematografico che fa confluire una scena nell\u2019altra senza soluzione di continuit\u00e0, anche a costo di operare piccoli tagli o di sconvolgere la drammaturgia di \u010cajkovskij. Il mancato rispetto della drammaturgia si estrinseca, in primo luogo, nella dissoluzione dell\u2019articolazione in tre atti \u2013 che corrispondono a tre precise unit\u00e0 temporali, distanziate l\u2019una dall\u2019altra di parecchi mesi (I e II atto) o di diversi anni (II e III atto) \u2013, sostituita da un\u2019arbitraria suddivisione dell\u2019opera in due parti con intervallo a met\u00e0 del II atto: il che rompe la continuit\u00e0 tra la sfida e il conseguente quasi immediato duello; e sminuisce il significato delle chiuse d\u2019atto in pianissimo, che nell\u2019attuale produzione divengono meri ponti verso il proseguimento dell\u2019azione, che in scena si prolunga direttamente sulle note d\u2019apertura dell\u2019atto seguente. Emblematica, al proposito, la fine del II atto: Onegin si aggira sulla scena del duello circondato da sensuali fanciulle, mentre l\u2019orchestra suona la Polacca sulla quale si dovrebbe svolgere il ballo nel palazzo del principe Gremin in cui si apre, sei anni dopo, il III atto; sicch\u00e9, quando il siparietto scopre la scena del palazzo principesco, il protagonista afferma di essere capitato nel mezzo di un ballo che nessuno ha potuto vedere.<br \/>\n<strong>Se qualche perplessit\u00e0 lascia la regia, la componente musicale dello spettacolo \u00e8 prodiga di soddisfazioni<\/strong>. Chiave di volta del successo \u00e8 la direzione di <strong>Gianandrea Noseda<\/strong>, direttore musicale del Regio, forte di una lunga esperienza pietroburghese che gli ha messo nelle tasche il repertorio russo. Noseda governa lo spettacolo curando e ponendo nella dovuta luce la multiforme natura della partitura, ora drammatica e stringente, ora lirica, ora elegiaca e melanconica. Il sottoscritto, che ha ascoltato la prova generale (con la seconda compagnia, il 16 maggio) e poi la quarta recita, non ha potuto evitare di notare un forte miglioramento nell\u2019orchestrazione, evidente frutto del rodaggio in teatro: se alla prova tutta la luce era puntata, con un certo squilibrio, sull\u2019elemento drammatico, alla recita \u00e8 stato appieno restituito l\u2019equilibrio della composizione. Un avviso per il Regio, che sta sempre pi\u00f9 puntando i propri cartelloni sul teatro di repertorio: non si dimentichi che, per raggiungere un livello qualitativo elevato, sono necessari prove e rodaggio.<br \/>\n<strong>Svetla Vassileva<\/strong> \u00e8 una Tat\u2019jana intensa, dalla voce forse non sempre stabile, ma capace, nella scena della lettera, di restituire nella giusta alchimia il dramma interiore e la cantabilit\u00e0 lirico-introspettiva che caratterizzano il personaggio; la sua interpretazione, sempre vivida, nella scena finale si arricchisce di tensione \u2013 grazie anche alle accorte sottolineature di Noseda, che acquisiscono maggior peso nel momento in cui il dramma non viene steso come tinta monocroma su tutta la partitura \u2013 dando carne al conflitto tra passione e ragione che dilania Tat\u2019jana. Il baritono <strong>Vasilij Ladjuk<\/strong> interpreta Onegin con variet\u00e0 di sfaccettature: belle inflessioni nel quartetto del primo quadro, in cui osserva con occhio disincantato la serena famiglia di campagna, impostazione dura e decisa nell\u2019aria in cui \u201cfa la morale\u201d a Tat\u2019jana, impeto disperato nell\u2019ultimo atto. Un po\u2019 monocromatico, al confronto, pare il Lenskij del tenore <strong>Maksim Aks\u00ebnov<\/strong>: lo squillo \u00e8 incisivo e lucente, ma la spinta costante e poco modulata rischia di non dare riscontro della delicatezza d\u2019animo e di una certa fragilit\u00e0 del poeta innamorato; la stessa aria che apre il quadro del duello \u2013 pur chiusa, occorre riconoscerlo, con una smorzatura ricca di sfumature, e particolarmente applaudita dal pubblico \u2013, tutta tesa a tratteggiare la disperazione di Lenskij, rischia di non dipingerne in pienezza la personalit\u00e0. Ol\u2019ga viene ben raffigurata dal contralto <strong>Nino Surguladze<\/strong> con uno stile colloquiale che ne riproduce il carattere spensierato.<br \/>\nAl di l\u00e0 dei protagonisti, <em>Evgenij Onegin <\/em>\u00e8 opera in cui hanno fondamentale importanza numerosi comprimari, che possono impreziosirne o rovinarne la rappresentazione: nella presente produzione tutti contribuiscono alla complessiva riuscita dello spettacolo. Meritano menzione particolare il tenore <strong>Carlo Bosi<\/strong>, che tratteggia con carattere la figura macchiettistica del maestro di musica francese Triquet, reso nella sua affettazione attraverso una voce artificiosamente piccola. E merita menzione soprattutto il basso <strong>Aleksandr Vinogradov<\/strong>, al quale spetta una sola aria che basta a renderlo l\u2019interprete pi\u00f9 applaudito della serata: dominata dalla profondit\u00e0 e dal calore di un innamorato adulto, l\u2019aria si conclude con un sol grave dalla fermezza memorabile.<br \/>\nIl Coro del Regio, pur costretto in costumi sempre e ovunque neri, ha splendidamente dato voce tanto ai contadini russi che cantano le canzoni tradizionali quanto alla nobilt\u00e0 che partecipa alle feste mondane. Non si pu\u00f2 dire che se la sia cavata altrettanto egregiamente nei balli \u2013 ridotti al minimo dalla regia \u2013, ma occorre ricordare che pur sempre di un coro si tratta, e non di un corpo di ballo. <em>Foto Ramella&amp;Giannese<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, Stagione d\u2019opera 2012-2013 &#8220;EVGENIJ ONEGIN&#8221; Scene liriche in tre atti (e sette quadri) su libretto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":53360,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7837,3248,1840,1696,7834,7836,4006,145,3474,919,7835],"class_list":["post-53350","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-aleksandr-vinogradov","tag-carlo-bosi","tag-evgenij-onegin","tag-gianandrea-noseda","tag-kasper-holten","tag-maksim-aksenov","tag-nino-surguladze","tag-opera-lirica","tag-svetla-vassileva","tag-teatro-regio-di-torino","tag-vasilij-ladjuk"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53350","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53350"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53350\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88241,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53350\/revisions\/88241"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}