{"id":53600,"date":"2013-06-02T01:07:37","date_gmt":"2013-06-01T23:07:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=53600"},"modified":"2017-01-05T13:30:18","modified_gmt":"2017-01-05T12:30:18","slug":"salerno-teatro-verdisimon-boccanegra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/salerno-teatro-verdisimon-boccanegra\/","title":{"rendered":"Salerno, Teatro Verdi:&#8221;Simon Boccanegra&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Salerno, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012\/2013<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;SIMON BOCCANEGRA&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma in un prologo e tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma <em>Sim\u00f3n Bocanegra<\/em> di Antonio Garc\u00eda-Guti\u00e9rrez.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Simon Boccanegra<\/em> LEO NUCCI<br \/>\n<em>Maria Boccanegra<\/em>\u00a0 ISABEL REY<br \/>\n<em>Jacopo Fiesco<\/em> CARLO COLOMBARA<br \/>\n<em>Gabriele Adorno<\/em> FABIO SARTORI<br \/>\n<em>Paolo Albiani<\/em> DIMITRI PLATANIAS<br \/>\n<em>Pietro\/popolano<\/em> CARLO STRIULI<br \/>\n<em>Capitano dei balestrieri<\/em> FRANCESCO PITTARI<br \/>\nOrchestra Filarmonica Salernitana &#8220;Giuseppe Verdi&#8221;<br \/>\nCoro del Teatro dell\u2019Opera di Salerno<br \/>\nDirettore <strong>Daniel Oren<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Luigi Petroziello<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Riccardo Canessa <\/strong><br \/>\nScene e costumi <strong>Alfredo Troisi<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno<br \/>\n<em>Salerno, 24 maggio 2013<br \/>\n<\/em><em>\u201cSimon Boccanegra\u201d<\/em>, commissionata a Giuseppe Verdi dal Teatro La Fenice nel 1886, dal dramma\u00a0 Sim\u00f3n Bocanegra di Antonio Garc\u00eda-Guti\u00e9rrez, gi\u00e0 scrittore-fonte del Trovatore, \u00a0\u00e8\u00a0 la storia di un corsaro genovese che nel Trecento\u00a0 sale al trono dogale. La causa politica \u00e8 solo la linea che unisce le \u00a0vicende private del protagonista che si snodano nell\u2019arco di venticinque anni e che lo vedono coinvolto in aspetti privati e teneri, oltre che in quelli \u2018istituzionali\u2019.<br \/>\nLa prima va in scena il 12 marzo del 1857 e l&#8217;insuccesso \u00e8 clamoroso, quasi come quello de \u201cLa traviata\u201d quattro anni prima. Ventidue anni pi\u00f9 tardi, sotto suggerimento dell\u2019 editore e amico Ricordi, Verdi riprende in mano la vecchia partitura del <em>\u201c Simon Boccanegra\u201d<\/em> , rivolgendosi ad Arrigo Boito per le modifiche da apportare al libretto di Piave. Tra quelle pi\u00f9 importanti, quasi tutte sul primo Atto, ricordiamo, l\u2019inserimento della lettere di Petrarca \u00a0che condanna le lotte fratricide tra le due Repubbliche marinare, Genova e Venezia. \u00a0Il \u2018nuovo\u2019 \u201cSimon Boccanegra\u201d va in scena alla Scala di Milano il 24 marzo del 1881.<br \/>\nA Salerno \u00e8 un \u2018Simone\u2019 di grande sobriet\u00e0, eleganza e efficacia, quello messo in scena in un nuovo allestimento \u2018pensato\u2019 per questo teatro da <strong>Riccardo Canessa.<\/strong> Le scene di <strong>Alfredo Troisi<\/strong> presentano la struttura delle sale dei palazzi pre-rinascimentali, pi\u00f9 che gotici, \u00a0con leoni e massicce colonne e le luci piene sostengono anche esse questo rigore gi\u00e0 \u00a0quattrocentesco, prospettico\u2026oserei dire, con un \u00a0appropriatissimo, predominante colore,\u00a0 l\u2019avion che evoca atmosfere di composta e rassicurante solennit\u00e0. Anche le scene esterne \u00a0mantengono questa volont\u00e0 di definire con essenzialit\u00e0, rese dalla sola presenza del verde dei giardini e da un albero di barca, in fondo al palcoscenico, nelle ultime scene, \u00a0quale elemento \u2018marino\u2019. \u00a0Sontuosi senza essere eccessivi i costumi, sempre di Alfredo Troisi, dai bei colori morbidi che,\u00a0 con molte tinte pastello e \u00a0tocchi di tinte pi\u00f9 vivaci, pochissimi, \u00a0ben si stagliano sulle scene fondendosi morbidamente in\u00a0 esse. La vista ne risulta decisamente e stabilmente appagata.<br \/>\nIn scena si alternano voci di evidente capacit\u00e0 timbrica ed espressiva.<strong> Leo Nucci,<\/strong> nel ruolo del titolo,\u00a0 colpisce per la sua forza espressiva (a volte forse esasperata nel gesto, almeno per il gusto della scrivente) e la capacit\u00e0 di manifestare vocalmente i diversi aspetti della personalit\u00e0 di Simone, corsaro, doge, antagonista, padre. \u00a0<strong>Carlo Colombara<\/strong>, Fiesco, appassiona gi\u00e0 dalla sua Aria <em>A te l\u2019estremo Addio<\/em>, all\u2019inizio del Primo Atto, sicuramente la pi\u00f9 nota dell\u2019Opera, in virt\u00f9 della sua voce \u2018sul fiato\u2019 morbida ed espressiva che gli permette di presentare un modo di cantare giusto, senza forzature n\u00e9 dal punto di vista vocale, n\u00e9 da quello espressivo,\u00a0 fluido e naturale, supportato da una presenza scenica piacevole. \u00a0Valga la stessa cosa per<strong> Dimitri Platanias,<\/strong> il cui Paolo risulta essere efficacemente perfido senza scadere mai in espressivit\u00e0 grottesche o stentoree. Ottima, eccellente direi, la dizione e la chiarezza nell\u2019articolazione. Voce bellissima,\u00a0 quella di <strong>Fabio Sartori,<\/strong> Adorno, quanto lo sarebbe di pi\u00f9 se fosse un po\u2019 pi\u00f9 morbida e sul fiato\u2026.ma intanto ci prendiamo questa bellezza timbrica che piace, senza dubbio.\u00a0 <strong>Isabel Rey<\/strong> dipinge una Amelia\/Maria convincente, anche lei naturale, senza gesti o atteggiamenti convenzionali. Piacevolissima in scena, emozionante e sensibilmente partecipe. Canta correttamente e\u00a0 si evidenzia sempre nei pezzi d\u2019insieme per legato e tranquillit\u00e0 tecnica. Buoni gli interventi di <strong>Carlo Striuli<\/strong>, sempre troppo concentrato sul suono roboante che sulla parola e <strong>Francesco Pittari.<\/strong> Decisamente quello che si dice un bel cast\u2026.finalmente\u2026\u2026in tutto, musicalmente attenti, ricchi e vari nei colori, intonatissimi, sempre pronti ad assecondare il testo. E\u2019 da molto che non sentivo a Salerno questa qualit\u00e0.<br \/>\nLa direzione di <strong>Daniel Oren<\/strong> \u00e8 precisa e puntuale pur se infastidiscono, come sempre,\u00a0 i troppi versi che appartengono pi\u00f9 al folklore che all\u2019esecuzione con pubblico, potrebbe risparmiarceli\u2026\u2026\u00e8 Oren, lo capisco, ma insomma\u2026\u2026per il resto, nulla da eccepire. Coro e Orchestra rispondono con prontezza alle richieste espressive del Direttore e assecondano bene le esigenze sceniche e interpretative della partitura. Uno spettacolo di buona qualit\u00e0, all\u2019insegna della sobriet\u00e0 e del buon gusto.\u00a0 Pubblico plaudente e soddisfatto. <em>Foto Massimo Pica<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: AR-SA; mso-bidi-language: AR-SA;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salerno, Teatro Verdi, Stagione Lirica 2012\/2013 &#8220;SIMON BOCCANEGRA&#8221; Melodramma in un prologo e tre atti. 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