{"id":53901,"date":"2013-06-09T19:06:21","date_gmt":"2013-06-09T17:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=53901"},"modified":"2016-12-17T00:04:30","modified_gmt":"2016-12-16T23:04:30","slug":"uto-ughi-violino-romantico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/uto-ughi-violino-romantico\/","title":{"rendered":"Verona, Teatro Filarmonico: Uto Ughi, &#8220;Violino romantico&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Filarmonico<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra \u201cI Filarmonici di Roma\u201d <\/strong><br \/>\nViolino <strong>Uto Ughi <\/strong><br \/>\n<em>F. Kreisler: <\/em>Preludio e Allegro<em> \u201cnello stile di Pugnani\u201d*<br \/>\nC. Saint-Sa\u00ebns: <\/em>Introduction et Rond\u00f2 Capriccioso in la minore, Op. 28<em><br \/>\nL. van Beethoven: <\/em>Romanza per violino e orchestra in fa maggiore Op. 50 n. 2<em><br \/>\nP. de Sarasate: \u201cCarmen Fantasy\u201d, <\/em>Op. 25<em><br \/>\nH. Wieniavski:<\/em> Polonaise in re maggiore, Op. 4 n. 1<em>*<br \/>\nP.I. Caikovskij: <\/em>Meditation in re minore Op. 42 n. 1<em>*<br \/>\nA. Dvo<\/em><em>\u0159<\/em><em>\u00e1k: <\/em>Humoresque in sol bemol maggiore, Op. 101 n. 7<em>*<br \/>\nJ. Massenet: <\/em>Meditation da<em> \u201cThais\u201d*<br \/>\nM. De Falla\/F. Kreisler: <\/em>Danza Spagnola da<em> \u201cLa Vida Breve\u201d *<br \/>\nA. Piazzolla: <\/em>\u201cOblivion\u201d<em><br \/>\nA. Bazzini: <\/em>\u201cLa Ronde des Lutins\u201d, Op. 25 (bis).<br \/>\n*Trascrizioni per orchestra da camera di Angela Montemurro Lentini.<br \/>\n<em>Verona, 6 maggio 2013<br \/>\n<\/em>Risulta complicato e fonte di un certo imbarazzo professionale raccontare l\u2019esibizione di personaggi di carriera e fama mondiale come Uto Ughi, quando quello che si ha da dire non \u00e8 esattamente una\u00a0 \u201csviolinata\u201d.\u00a0<strong> I Filarmonici di Roma si presentano in un organico con archi, due corni e due oboi.<\/strong> Strano \u2013 pensiamo \u2013 nessuno dei brani in programma prevede quest\u2019organico classico e cos\u00ec ridotto\u2026 avranno fatto trascrizioni ad hoc?<br \/>\n<strong>Dopo qualche minuto di attesa entra il Maestro, accolto dagli applausi di un teatro al completo<\/strong>. Inizia con <strong><em>Preludio e Allegro<\/em> \u201c<em>nello stile di Pugnani<\/em>\u201d di Fritz Kreisler<\/strong> un programma curioso e vario composto da brani arcinoti e piuttosto brevi che, per intenderci, potremmo far rientrare nella categoria dei bis di fine concerto. La prima parte della serata prosegue con pagine di carattere virtuosistico, tutti introdotte e spiegate alla platea personalmente dal Maestro, che in esecuzione opta per tempi sempre piuttosto scorrevoli mettendo il luce il suo virtuosismo digitale. Seguono dunque<strong> Introduzione e <em>Rond\u00f2 Capriccioso<\/em> di Camille Saint-Sa\u00ebns, la <em>Romanza in Fa maggiore<\/em> di Beethoven e la <em>Carmen Fantasy<\/em> di Pablo de Sarasate.<\/strong> Il pubblico entusiasta applaude (anche quando non dovrebbe), Uto Ughi si lamenta del caldo e annuncia una breve pausa. Nella &#8220;buvette&#8221; del teatro si dipanano commenti entusiastici a non finire, e la soddisfazione del pubblico \u00e8 evidente.<br \/>\n<strong>La seconda parte<\/strong> del concerto inizia con<strong> la <em>Polonaise n\u00b0 1<\/em> di Henryk Wieniawski,<\/strong> un ennesimo brano all\u2019insegna del virtuosismo tecnico &#8211; \u201c\u00e8 effettivamente un programma inusuale e molto composito, ma questi sono i brani contenuti nel CD che stasera pubblicizziamo\u201d spiega Ughi \u2013 cui segue invece una serie di composizioni dal carattere pi\u00f9 meditativo e melodico \u2013\u00a0 <strong>la <em>Meditation Op. 42<\/em> di Tchaikovsky,<\/strong> l\u2019 <strong><em>Humoresque Op. 101<\/em> di Dvo\u0159\u00e1k <\/strong>e la<strong> <em>Meditation de \u201cThais\u201d<\/em> di Massenet<\/strong> \u2013 in cui risultano massimamente le innate doti musicali del violinista che ne rende al pubblico un\u2019interpretazione struggente e sempre coinvolta. Sul finire due brani dal sapore latino,<strong> la Danza Spagnola\u00a0 da<em> \u201c<\/em>La Vida Breve\u201d di Manuel De Falla<\/strong> e <strong>\u201c<em>Oblivion<\/em>\u201d di Astor Piazzolla<\/strong>. Pubblico in delirio e standing ovation per Uto Ughi e i Filarmonici di Roma, i quali prima di congedarsi eseguono come<strong> bis \u201c<em>La Ronde des Lutins<\/em>\u201d di Bazzini. <\/strong><br \/>\nRicapitolando:<strong> grande concerto, teatro pieno, pubblico entusiasta, dischi venduti. L\u2019operazione commerciale quindi \u00e8 riuscita senza dubbio al meglio,<\/strong> e con un po\u2019 di malizia osiamo supporre che questo sia l\u2019interesse primo di chi ha investito in tale evento. Tuttavia dal momento che di musica si tratta ci sia concesso di fare una precisazione musicale:<strong> intonazione, insieme ritmico tra solista e orchestra, e note scritte sulla partitura sono dati decisamente oggettivi<\/strong>. <strong>E da questo punto di vista non possiamo purtroppo nascondere una certa delusione<\/strong>. Al di l\u00e0 delle trascrizioni (non sempre efficaci, parlando eufemisticamente) operate per adattare le partiture al ridotto organico dei Filarmonici, sia il solista che l\u2019orchestra si sono lasciati andare per tutto il corso del concerto ad un\u2019intonazione approssimativa e molto spesso imprecisa, finendo inoltre per sbagliare diversi attacchi d\u2019insieme. Inoltre ci sembra francamente un po\u2019 troppo comodo da parte di un grande solista come Uto Ughi scegliere brani estremamente virtuosistici ma allo stesso tempo semplificare i passaggi pi\u00f9 complessi degli stessi tagliando note, o mascherarne l\u2019imprecisione con la velocit\u00e0. Sarebbe forse meglio (e pi\u00f9 onesto) comporre un programma di brani tecnicamente meno complessi ma in cui ci si possa esprimere al meglio senza \u201cadagiarsi\u201d sul proprio nome offrendo una performance magari coinvolgente ma qualitativamente non elevata. Cosa avrebbero da dire in proposito grandi artisti come Krystian Zimerman o Grigory Sokolov, che dopo pi\u00f9 di trent\u2019anni di carriera ai massimi livelli studiano ancora sette o otto ore al giorno per rimanere all\u2019altezza di se stessi?<\/p>\n<p align=\"right\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"right\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Filarmonico Orchestra \u201cI Filarmonici di Roma\u201d Violino Uto Ughi F. 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