{"id":54348,"date":"2013-06-20T22:24:35","date_gmt":"2013-06-20T20:24:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=54348"},"modified":"2016-12-17T00:13:27","modified_gmt":"2016-12-16T23:13:27","slug":"arena-di-veronalaida-del-centenario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/arena-di-veronalaida-del-centenario\/","title":{"rendered":"Arena di Verona:l'&#8221;Aida&#8221; del Centenario"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Arena, Festival del Centenario 2013<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;AIDA&#8221;<br \/>\n<\/strong>Opera in quattro atti, libretto di Antonio Ghislanzoni<br \/>\nMusica di<strong> Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Il Re d&#8217;Egitto <\/em>ROBERTO TAGLIAVINI<br \/>\n<em>Amneris, sua figlia<\/em> GIOVANNA CASOLLA<br \/>\n<em>Aida, schiava etiope <\/em>HUI HE<em><br \/>\nRadam\u00e8s, capitano delle guardie <\/em>FABIO SARTORI<br \/>\n<em>Ramfis, capo dei sacerdoti <\/em>ADRIAN SAMPETREAN<br \/>\n<em>Amonasro, re d&#8217;Etiopia, padre di Aida <\/em>AMBROGIO MAESTRI<br \/>\n<em>Una sacerdotessa <\/em>ELENA ROSSI<br \/>\n<em>Un messaggero <\/em>CARLO BOSI<br \/>\nCoro, Orchestra e corpo di ballo dell&#8217;Arena di Verona<br \/>\nDirettore <strong>Omer Meir Wellber<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Armando Tasso<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Carlus Padrissa, Alex Oll\u00e9\/ La Fura dels Baus<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Roland Olbeter<br \/>\n<\/strong>Costumi <strong>Chu Uroz<br \/>\n<\/strong>Assistente alla regia \/ coreografa <strong>Valentina Carrasco<br \/>\n<\/strong>Luci <strong>Paolo Mazzon<br \/>\n<\/strong><em>Verona, 14 giugno 2013 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si apre la stagione del centenario areniano con il debutto del team spagnolo de \u201cLa Fura dels Baus\u201d nel nuovo attesissimo allestimento di <em>Aida<\/em>, in un anfiteatro gremito da oltre quattordicimila spettatori.\u00a0 Un breve antefatto mette in scena una spedizione archeologica che riscopre l\u2019imponente scultura di due amanti egizi abbracciati e quasi intrappolati nella pietra, la quale non appena riportata alla luce d\u00e0 nuova vita alla vicenda in s\u00e9 \u201cfossilizzata\u201d.\u00a0 Il ponte tra il mondo antico e la modernit\u00e0 rappresenta l\u2019idea centrale dell\u2019avveniristica regia, che volutamente crea un\u2019ambientazione atemporale in cui i caratteri dell\u2019antica civilt\u00e0 sono rivisitati e proposti in una chiave ultramoderna pur rimanendo riconoscibili. Un Egitto antico ma futuristico in cui il bottino di guerra di Radam\u00e8s assume la forma di un enorme pannello solare parabolico -chiaro qui il riferimento al dio sole Ra- che durante i primi due atti viene progressivamente costruito a blocchi come una piramide, e che come una piramide diverr\u00e0 infine tomba calando sui protagonisti nella scena finale.\u00a0 <strong>Chiara \u00e8 la dichiarazione della Fura: far rinascere nel teatro lirico pi\u00f9 grande al mondo l\u2019opera che cent\u2019anni orsono lo inaugur\u00f2<\/strong> attraverso la ricerca di nuovi spazi espressivi, in un\u2019operazione di rinnovamento radicale scevra da ogni riferimento alla tradizione.\u00a0 Non \u00e8 mancata da parte della compagnia catalana la consueta ricerca di forte suggestione: geroglifici infuocati, dune gonfiabili (non si poteva prepararle gi\u00e0 gonfiate in principio invece che disturbare il canto di Aida nel primo atto?) e ballerina sospesa in aria, fino al suggestivo fiume Nilo -con tanto di palme, barca e coccodrilli- ricreato nel terzo atto coprendo d\u2019acqua il palcoscenico, ai notevoli giochi di ombre e all\u2019utilizzo di un profluvio di comparse che hanno letteralmente invaso la platea alla fine del primo atto. Il risultato di tale complesso di espedienti spettacolari impiegati \u00e8 forse un po\u2019 eccessivo, ed ha in parte rischiato di distrarre lo spettatore dal testo musicale, ma non si pu\u00f2 in questo non vedere un arguto riferimento all\u2019ottocentesca megalomania del progresso che ha dato vita ad opere come il canale di Suez e che trova una certa affinit\u00e0 con l\u2019architettura gigantista e smisurata dell\u2019antico Egitto.\u00a0 Qualche fischio durante il trionfo, dove forse \u00e8 mancata la perfetta sinergia tra musica e rappresentazione scenica e in cui la regia ha eliminato l\u2019unico momento di ballo di <em>Aida<\/em> lasciando trasparire un\u2019attitudine volutamente pungente, anche nel portare in scena alcuni elefanti e cammelli meccanici come provocatorio riferimento all\u2019iconografia tradizionale dell\u2019opera.<br \/>\nIl cast si \u00e8 dimostrato complessivamente\u00a0 all\u2019altezza del grande appuntamento. Il soprano cinese <strong>Hui He <\/strong>ha fatto del personaggio di Aida il suo cavallo di battaglia. I suoi punti forza risiedono in\u00a0 un canto vibrante e appassionato ma anche languido e tenero, unito ad una grande sensibilit\u00e0 di fraseggio. Il soprano <strong>Giovanna Casolla, <\/strong>al contrario, non si \u00e8 mostrata a proprio agio nei panni di Amneris, a causa di una zona centrale alquanto impoverita a differenza del registro acuto ancora piuttosto solido e svettante. Quanto al personaggio che dovrebbe mostrare connotazioni aggressive e dominatrici, esce ben poco.<strong> Fabio Sartori <\/strong>al suo debutto areniano, ci ha offerto un Radam\u00e8s dalla vocalit\u00e0 solida e bene amministrata, mettendo in luce un\u00a0 fraseggio ampio ed espressivo, unito a belle intenzioni drammatiche. Fiero e scenicamente ben caratterizzato l\u2019Amonastro di <strong>Ambrogio Maestri<\/strong>, che ha dato sfoggio di un timbro vocale potente e pienamente maturo. Il suo approccio stilistico al personaggio \u00e8 stato per\u00f2 connotato da effetti marcatamente \u201cveristi\u201d. Buona prova per il giovane basso rumeno <strong>Adrian Sampetrean<\/strong> come Ramfis: disinvolta presenza sul palcoscenico, di emissione pulita anche se non sempre imponente in fatto di volume. <strong>Roberto Tagliavini<\/strong> (Il Re), anche\u00a0 se non dotato di una vocalit\u00e0 possente, ha cantato con emissione omogenea in tutta la gamma. Precisi e misurati<strong> Carlo<\/strong> <strong>Bosi<\/strong> (Il Messaggero) e <strong>Elena<\/strong> <strong>Rossi<\/strong> (La sacerdotessa). Il direttore <strong>Omer Meir Wellber<\/strong>, inesperto degli spazi areniani, ha mostrato una scarsa sensibilit\u00e0 interpretativa e disomogeneit\u00e0 ritmiche.\u00a0 Si sono altres\u00ec notate difficolt\u00e0 da parte di Wellber nel tenere insieme coro e orchestra, in ragione di un gesto direttoriale poco chiaro. Buona la prova dei complessi areniani. Un allestimento che far\u00e0 certamente discutere, cui per\u00f2 va senza dubbio riconosciuto il merito di aver creato una vera novit\u00e0 all\u2019interno di un contesto quantomai insidioso e con un soggetto assai complesso nonch\u00e9 delicato e difficile da reinventare.<em> Foto Ennevi per Fondazione Arena<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Arena, Festival del Centenario 2013 &#8220;AIDA&#8221; Opera in quattro atti, libretto di Antonio Ghislanzoni Musica di Giuseppe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":126,"featured_media":54532,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[9095,111,7955,1290,155,3248,3920,7032,2528,1235,153,1900,7526,3158,3077,4308,7031],"class_list":["post-54348","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-adrian-sampetrean-it","tag-aida","tag-alex-olle","tag-ambrogio-maestri","tag-arena-di-verona","tag-carlo-bosi","tag-carlus-padrissa","tag-chu-uroz","tag-fabio-sartori","tag-giovanna-casolla","tag-giuseppe-verdi","tag-hui-he","tag-la-fura-del-baus","tag-omer-meir-wellber","tag-paolo-mazzon","tag-roberto-tagliavini","tag-roland-olbeter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54348","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/126"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54348"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54348\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87876,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54348\/revisions\/87876"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54532"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}