{"id":54658,"date":"2013-06-23T01:50:11","date_gmt":"2013-06-22T23:50:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=54658"},"modified":"2016-12-09T01:07:22","modified_gmt":"2016-12-09T00:07:22","slug":"marsiglia-opera-municipal-cleopatre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/marsiglia-opera-municipal-cleopatre\/","title":{"rendered":"Marsiglia, Op\u00e9ra Municipal: &#8220;Cl\u00e9op\u00e2tre&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Marsiglia, Op\u00e9ra Municipal, Stagione Lirica 2012\/2013<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;CL\u00c9OP\u00c2TRE&#8221;<\/strong><br \/>\nDramma passionale in quattro atti e cinque quadri di Louis Payen<br \/>\nMusica di <strong>Jules Massenet<\/strong><br \/>\n<em>Cl\u00e9op\u00e2tre<\/em> B\u00c9ATRICE URIA-MONZON<br \/>\n<em>Octavie<\/em> KIMY MCLAREN<br \/>\n<em>Charmion<\/em> ANTOINETTE DENNEFELD<br \/>\n<em>Marc Antoine<\/em> JEAN-FRAN\u00c7OIS LAPOINTE<br \/>\n<em>Spakos<\/em> LUCA LOMBARDO<br \/>\n<em>Ennius<\/em> PHILIPPE ERMELIER<br \/>\n<em>Amnh\u00e8s<\/em> BERNARD IMBERT<br \/>\n<em>S\u00e9v\u00e9rus<\/em> JEAN-MARIE DELPAS<br \/>\nOrchestre et Ch\u0153ur de l\u2019Op\u00e9ra de Marseille<br \/>\nDirettore <strong>Lawrence Foster<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Pierre Iodice<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Charles Roubaud<\/strong><br \/>\nScene <strong>Emmanuelle Favre<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Katia Duflot<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Marc Delam\u00e9zi\u00e8re<\/strong><br \/>\n<em>Marsiglia, 15 giugno 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo <em>Elektra<\/em> e la Grecia e <em>La clemenza di Tito<\/em> e Roma, \u00e8 l\u2019Egitto che viene celebrato all\u2019Op\u00e9ra di Marsiglia con <em>Cleop\u00e2tre <\/em>di Jules Massenet<\/strong>. <em>Cleop\u00e2tre <\/em>\u00e8 una delle tre opere rappresentate dopo la morte del compositore, che concluse l\u2019orchestrazione due mesi prima di morire senza aver avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di sentire la propria opera. Debuttata a Monte-Carlo il 23 febbraio 1914, quest\u2019opera mette in luce un Massenet affascinato dai misteri e dai diversi caratteri della donna: \u00e8 la regina d&#8217;Egitto che viene messa in scena, coi suoi diversi volti e i suoi voltafaccia. <strong>Non bisogna ricercare delle grande arie in quest\u2019opera, ma piuttosto delle <em>melodie<\/em><\/strong> che illustrano questo affresco in quattro atti e cinque quadri. Composto inizialmente per un mezzo soprano, il ruolo di Cleopatra \u00e8 cantato da una soprano all&#8217;epoca della sua prima: Maria Kuznetsova. Qui \u00e8 il mezzo soprano B\u00e9atrice Uria-Monzon che canter\u00e0 il <em>r\u00f4le-titre<\/em>. Ritroviamo <strong>Emmanuelle Favre <\/strong>per le scene, <strong>Charles Roubaud <\/strong>per la regia, <strong>Katia Duflot <\/strong>per i costumi e <strong>Marc Delam\u00e9zi\u00e8re <\/strong>per le luci, squadra ben salutata dalla critica per il lavoro notevole in <em>Elektra<\/em> rappresentata in febbraio all&#8217;Op\u00e9ra di Marsiglia, coadiuvati qui da <strong>Marie-Jeanne Gauth\u00e9<\/strong> per i video. La scena \u00e8 abbastanza spoglia, e un accenno di tappezzeria fa pensare ad un scenario di un teatro; pochi gli accessori ma scelti, con le illuminazioni che fanno ben risaltare\u00a0 i personaggi e creano atmosfere e situazioni adatte. <strong>Charles Roubaud<\/strong> ci ha abituati a messe in scena sobrie e sempre di buono gusto: anche qui \u00e8 cos\u00ec, dove siamo trasportati in una sorta di film in stile hollywoodiano ma con molta misura. Le aquile romane sono piantate in ogni lato della scena senza ostentazione, lasciando il posto per l&#8217;arrivo dei centurioni di Marco Antonio che li riceve seduto con una certa maest\u00e0. <strong>Il ritmo dato dalla regia \u00e8 abbastanza vivace e ci terr\u00e0 in tensione fino alla fine senza tuttavia rinunciare ad alcuni momenti di languore o di tenerezza<\/strong>. L&#8217;arrivo di Cleopatra, splendido, segna il momento cruciale del primo atto dove ogni dettaglio della scena \u00e8 in rapporto con la musica. Un intermezzo musicale punteggia ogni scena che sembra farsi sfogliare come un libro di immagini. \u00c8 rinfrescante e rappresentato molto bene il palazzo di Marco Antonio che viene realizzato tramite proiezioni: bei colori, bella profondit\u00e0 con l&#8217;<em>atrium<\/em> dove compare la statua di un dio che potrebbe essere Apollo riflesso nelle acque di una fontana, mosaici al suolo ed effetto di torce sui muri che animano lo scenario. Alla fine di questo quadro c\u2019\u00e8 la musica del balletto, previsto all&#8217;epoca della composizione del lavoro, purtroppo tagliato oggi: questa musica crea una bella introduzione al quadro della taverna di Alessandria dove Cleopatra \u00e8 giunta vestita da uomo a dividere i piaceri del suo popolo in compagnia di Spakos. Ancora le proiezioni creano qui lo scenario. <strong>Tutto \u00e8 nel tono seppia, vivace per gli abiti dal pi\u00f9 chiaro al pi\u00f9 scuro; questo colore fa riuscire l&#8217;atmosfera particolare di una taverna dove tutto pu\u00f2 accadere<\/strong>. Un efebo coperto da una pelle di leopardo danza lascivamente su una bella coreografia. Qui la messa in scena sorregge il canto che potrebbe stancare per la mancanza di grandi arie, ma l&#8217;azione resta sostenuta in questa fine del secondo atto. Si possono immaginare molto bene le rive del Nilo con questa vegetazione che ondeggia sotto la brezza, i colori mutevoli del cielo che si infiamma, Marco Antonio mollemente disteso su cuscini mentre guarda Cleopatra ed i suoi schiavi. <strong>L&#8217;azione si svolge facendo riuscire i caratteri dei personaggi<\/strong>: Marco Antonio immobile nella sua felicit\u00e0, Cleopatra ostinata nella sua volont\u00e0 di conquista, Ottavia ingenua e sincera e Spakos scuro e geloso e gi\u00e0 si avverte la conclusione tragica nella fine di questo terzo atto. Il quarto atto \u00e8 senza dubbio musicalmente la summa dell&#8217;opera, introdotto da una musica strana e misteriosa con grandi assoli di violoncelli. Sobrio e maestoso lo scenario conviene completamente all&#8217;atmosfera che impregna la fine di Cleopatra e di Marco Antonio. Due bassorilievi che rappresentano una coppia di egiziani si schiudono per lasciar vedere una torcia accesa su un terrazzo; siamo nell&#8217;ipogeo di Cleopatra dove si affrettano i preparativi funerari intorno all&#8217;altare. \u00c8 il momento pi\u00f9 intenso, pi\u00f9 bello col duetto di Cleopatra e Marco Antonio dove le due voci si mescolano con purezza in una perfetta armonia.<br \/>\nIndubbiamente <strong>Jean-Fran\u00e7ois Lapointe<\/strong> domina il cast. Conferisce una dimensione veramente particolare a Marco Antonio; una bella andatura, una bella prestanza, vivo, energico, in preda ai dubbi, si mette alla prova con le sue debolezze anche se non sempre le comprende. Se il ruolo di Escamillo che ha interpretato all&#8217;inizio della stagione non gli conveniva perfettamente, qui si \u00e8 fatto molto valere. Ogni nota viene cantata con precisione e suona calda, nessuna debolezza in tutti i registri; gli acuti sono potenti ed gli attacchi sono netti senza durezza. Forse indulge un po\u2019 troppo nei <em>piani<\/em>? \u00c8 tutto ci\u00f2 che si potrebbe rimproverargli perch\u00e9 la sua voce di baritono ci fatto sentire un <em>medium<\/em> di rara intensit\u00e0. La dizione rifinita conferisce al suo personaggio una grande credibilit\u00e0. \u00c8 indiscutibilmente per Marco Antonio che Jules Massenet ha scritto le pi\u00f9 belle melodie. Spakos, cantato dal tenore <strong>Luca Lombardo,<\/strong> \u00e8 un altro buon elemento del cast maschile. Molto apprezzato in <em>Carmen<\/em> all&#8217;inizio della stagione dove incarnava Don Jos\u00e9, anche in questo ruolo si \u00e8 messo in luce. Bella dizione, buona proiezione, acuti potenti, facili e molto ben collocati. Canta sicuramente con musicalit\u00e0 e gusto fino alla morte, completamente immedesimato nel suo personaggio. Il ruolo di Amnh\u00e8s \u00e8 cantato dal baritono <strong>Bernard Imbert<\/strong> dotato di buoni mezzi: la sua voce \u00e8 di timbro caldo, la dizione rifinita. Un quartetto vocale maschile di grande qualit\u00e0 completato da <strong>Philippe Ermelier<\/strong> che canta Ennius con voce omogenea ed equilibrata. <strong>B\u00e9atrice Uria-Monzon<\/strong> \u00e8 una Cleopatra dall&#8217;<em>allure<\/em> splendida: il suo arrivo conquista subito il pubblico cos\u00ec come Marco Antonio si sente soggiogato ed esiter\u00e0 solamente alcuni istanti prima di perire a causa del suo fascino. I suoi abiti non sono rappresentativi di una regina dell&#8217;Egitto: solo veli che fanno uscire la femminilit\u00e0 del personaggio. Appare al primo atto vestita color oro, il copricapo come si pu\u00f2 ammirare su certi bassorilievi: si possono cos\u00ec comprendere meglio il timore e l&#8217;attrazione che esercitava questa regina associata al dea Isis. Crea un personaggio abbastanza distante che diventa sensibile solamente all&#8217;ultimo atto, ma \u00e8 una Cleopatra molto credibile, molto dominante la cui voce \u00e8 in rapporto col carattere, potente, duro, dalle inflessioni molto marcate talvolta. Gli acuti sono potenti ed il suo carisma \u00e8 all&#8217;altezza di quello di Marco Antonio. Canta con convinzione gli istanti di sottomissione per fare riuscire il carattere che domina il triumviro. Non \u00e8 una bella voce <em>strictu sensu<\/em> ma \u00e8 probabilmente la voce che conviene a questa donna, lasciandoci intravedere la sua sensibilit\u00e0 nello splendido duetto con Marco Antonio, un grande momento di tenerezza dove le voci si accordano col controcanto dei violini. <strong>Kimy McLaren<\/strong> \u00e8 un\u2019Ottavia graziosa; incarna a meraviglia questo ruolo delicato, un poco modesto ma non privo di carattere. Caratterizzata da una certa timidezza al secondo atto, si afferma al seguente atto per prendere pi\u00f9 forza nel suo dialogo con Cleopatra. Malgrado una voce un po\u2019 corta, arriva ad imporre i suoi acuti per dare un certo peso a questo personaggio di donna abbandonata. Si potr\u00e0 rimproverarle, come a B\u00e9atrice Uria-Monzon, una mancanza di proiezione ed una dizione che rende il testo incomprensibile. La voce femminile pi\u00f9 melodiosa \u00e8 quella di <strong>Antoinette Dennefeld<\/strong> che d\u00e0 a Charmion, lo schiavo di Cleopatra, molto fascino e grazia. \u00c8 una voce chiara e molto ben emessa, connotata da grande musicalit\u00e0 pur in un ruolo abbastanza breve: speriamo di sentirla presto in un ruolo di pi\u00f9 ampio respiro. La partitura non ha niente di particolarmente ragguardevole: il compositore ha voluto probabilmente una musica narrativa che si adattasse agli avvenimenti. I temi guerrieri cantati dai centurioni sono giocati con un po&#8217; di durezza. Gli intermezzi sono senza grande interesse ma questo \u00e8 probabilmente dovuto ad un&#8217;interpretazione un po&#8217; troppo marziale a scapito di una scrittura pi\u00f9 sfumata; si avrebbe voglia di sentire un Massenet un po&#8217; pi\u00f9 delicato in un&#8217;opera dove i caratteri forti dominano. Senza particolari velleit\u00e0 interpretative la conduzione di <strong>Lawrence Foster.<\/strong> Il coro molto ben preparato da <strong>Pierre Iodice<\/strong> presenta grande omogeneit\u00e0 e grande precisione nella sezione maschile del primo atto. Un vivo successo con numerosi chiamate da parte di un pubblico entusiasta per un&#8217;opera tutto sommato molto poco conosciuta la cui la scoperta ci ha incantati. <em>Foto Christian Dresse<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marsiglia, Op\u00e9ra Municipal, Stagione Lirica 2012\/2013 &#8220;CL\u00c9OP\u00c2TRE&#8221; Dramma passionale in quattro atti e cinque quadri di Louis Payen [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":74,"featured_media":54672,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7965,5815,7962,5580,7960,5876,6337,334,4876,7964,4873,958,7159,7961,5254,7963],"class_list":["post-54658","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-antoinette-dennefeld","tag-beatrice-uria-monzon","tag-bernard-imbert","tag-charles-roubaud","tag-cleopatre","tag-emmanuelle-favre","tag-jean-francois-lapointe","tag-jules-massenet","tag-katia-duflot","tag-kimy-mclaren","tag-lawrence-foster","tag-luca-lombardo","tag-marc-delameziere","tag-marie-jeanne-gauthe","tag-opera-di-marsiglia","tag-philippe-ermelier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/74"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54658"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87457,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54658\/revisions\/87457"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}