{"id":54715,"date":"2013-06-25T00:13:23","date_gmt":"2013-06-24T22:13:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=54715"},"modified":"2016-12-10T22:59:29","modified_gmt":"2016-12-10T21:59:29","slug":"la-butterfly-secondo-mariko-mori-alla-fenice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-butterfly-secondo-mariko-mori-alla-fenice\/","title":{"rendered":"Venezia: La \u201cButterfly\u201d secondo Mariko Mori alla Fenice"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro La Fenice di Venezia Stagione lirica e di balletto 2012-2013 nell&#8217;ambito del Festival \u201cLo spirito della musica di Venezia\u201d<br \/>\n<\/em><strong>\u201cMADAMA BUTTERFLY\u201d<br \/>\n<\/strong>Tragedia giapponese in due atti<br \/>\nLibretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal racconto Madame Butterfly di John L. Long e dalla tragedia giapponese Madame Butterfly di David Belasco<br \/>\nMusica di<strong> Giacomo Puccini\u00a0<\/strong><em><br \/>\nCio-Cio-San <\/em>AMARILLI NIZZA<br \/>\n<em>F. B. Pinkerton<\/em> ANDEKA GORROTXATEGUI<br \/>\n<em>Kate Pinkerton<\/em> JULIE MELLOR<br \/>\n<em>Sharpless<\/em> VLADIMIR STOYANOV<br \/>\n<em>Suzuki<\/em> MANUELA CUSTER<br \/>\n<em>Goro<\/em> NICOLA PAMIO<br \/>\n<em>Zio Bonzo<\/em> RICCARDO FERRARI<br \/>\n<em>Il principe Yamadori<\/em> WILLIAM CORR\u00d2<br \/>\n<em>Yakusid\u00e9 <\/em>CIRO PASSILONGO<br \/>\n<em>Il commissario imperiale <\/em>EMANUELE PEDRINI<br \/>\n<em>L\u2019ufficiale del registro <\/em>ENZO BORGHETTI<br \/>\n<em>La madre di Cio-Cio-San<\/em> MISUZU OZAWA<br \/>\n<em>La zia <\/em>MARTA CODOGNOLA<em><br \/>\nLa cugina <\/em>SABRINA MAZZAMUTO <em><br \/>\n<\/em>Orchestra e Coro del Teatro La Fenice<br \/>\nMaestro concertatore e direttore <strong>Omer Meir Wellber<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Marino Morettii<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>\u00c0lex Rigola <\/strong><br \/>\nScene e Costumi <strong>Mariko Mori<br \/>\n<\/strong>Light designer\u00a0 <strong>Albert Faura<br \/>\n<\/strong>Head design <strong>milliner by Kamo <\/strong><br \/>\nBallerini <strong>Inma Asensio, Elia Lopez Gonzalez, Sau-Ching Wong<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice<em><br \/>\nVenezia, 19 giugno 2013<\/em><br \/>\n<strong>Dal 21 giugno fino al 24 agosto 2013 si svolger\u00e0 nella Citt\u00e0 dei Dogi la prima edizione del Festival \u201cLo spirito della musica di Venezia\u201d,<\/strong> ideato e curato dalla Fondazione Teatro La Fenice in collaborazione con la Regione del Veneto, il Comune di Venezia e la Camera di Commercio di Venezia, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali. Il progetto coinvolger\u00e0 solisti, orchestre e gruppi da camera locali e internazionali e promuover\u00e0 la valorizzazione dell\u2019enorme tradizione propria della citt\u00e0 lagunare, che si \u00e8 contraddistinta in ogni tempo per il coraggio delle proposte in ambito musicale e scenico, sia in termini produttivi che per quanto riguarda l\u2019inesausta ricerca di novit\u00e0. <strong>All&#8217;insegna del nuovo appare anche l&#8217;evento d&#8217;apertura di questo festival: un&#8217;inedita produzione di <em>Madama Butterfly,<\/em> frutto della collaborazione tra due istituzioni particolarmente prestigiose<\/strong> nel panorama cittadino e internazionale come la Fenice e la Biennale Arte. L\u2019allestimento \u00e8 stato realizzato con il sostegno del Circolo La Fenice e affidato alle cure del regista<strong> \u00c1lex Rigola<\/strong> (che per tre anni ha diretto con successo la sezione teatro della Biennale) e del direttore israeliano <strong>Omer Meir Wellber<\/strong> (una delle pi\u00f9 promettenti bacchette del momento). Nel ruolo, per lei inconsueto, di scenografa e costumista \u2013 ed \u00e8 questa la vera chicca dello spettacolo \u2013 troviamo <strong>Mariko Mori<\/strong>, attualmente tra le maggiori esponenti giapponesi di Visual Art, dopo essere stata modella ed aver conseguito la laurea in Fashion Design presso il Bunka Fashion College di Tokyo. In questo allestimento l&#8217;artista giapponese coniuga le tecniche visuali pi\u00f9 moderne \u2013 materiali d\u2019avanguardia, strumenti multimediali e tecniche di modellizzazione e stampa 3D, oltre all\u2019originalissimo <em>head design<\/em> di milliner by Kamo \u2013 con la tradizione giapponese.<br \/>\n<strong>La sua concezione, cifra distintiva di questa <em>Butterfly<\/em>, influenza anche la regia, sobria e discreta dal punto di vista gestuale,<\/strong> in linea con l&#8217;astrattezza dominante nella scenografia e nei costumi, con lo scopo di non sviare l&#8217;attenzione del pubblico dal percorso psicologico, verso una sempre maggiore consapevolezza, compiuto dalla protagonista, che dal suo piccolo mondo di fanciulla appena adolescente semplice di vita e di oggetti \u00a0(\u201cFazzoletti.-La pipa.-Una cintura.\/-Un piccolo fermaglio.\/-Uno specchio.-Un ventaglio.\u201d, in questo e poco altro consiste la sua dote) \u00e8 gettata in una realt\u00e0 crudele, dominata dall&#8217;egoismo arrogante e bugiardo d<em>i uno \u201c<\/em><em>yankee<\/em><em> vagabondo\u201d a rappresentare quello dell&#8217;intero<\/em> colonialismo occidentale.<strong> O meglio, nella lettura proposta da Mariko Mori \u2013 come vedremo fra un momento \u2013 l&#8217;egoismo di tutti gli sfruttatori che si annidano in ogni parte del mondo.<\/strong> In questo come in numerosi altri lavori dell&#8217;artista nipponica, l\u2019idea-base \u00e8 la comunanza di valori (e disvalori) tra Oriente e Occidente: sia nella cultura occidentale che in quella orientale, vige la concezione che la vita non ha mai fine, cos\u00ec l&#8217;eroina pucciniana, dopo essersi data la morte per sfuggire al disonore secondo il rituale <em>hara-kiri<\/em>, riappare \u2013 nell&#8217;ultima delle diverse proiezioni che arricchiscono lo spettacolo \u2013 \u00a0come stupenda farfalla che spicca il volo. Oltre a ci\u00f2, come abbiamo detto, nessuna distinzione tra giapponesi e americani, semmai tra sfruttati e sfruttatori, appartenenti, gli uni e gli altri, alla stessa umanit\u00e0. E sul piano visivo, nessuna concessione al verismo, nessuna trasposizione in tempi moderni, come troppe volte si \u00e8 visto, ma unicamente elementi simbolici, e per ci\u00f2 stesso dal valore universale, per esprimere, tra l&#8217;altro, il nesso tra bellezza e natura, sempre stilizzato e lontano anni luce dall&#8217;impatto visivo oleografico di gran parte degli allestimenti del capolavoro di Puccini. <strong>Assolutamente bianchi i fondali come i sobri costumi, con poche concessioni a delicati colori pastello, a rendere universale la tragedia dell&#8217;ingenua <em>Geisha<\/em>,<\/strong> che comincia in una sorta di giardino <em>Zen<\/em>, come suggeriscono le tre grosse pietre levigate sulla scena, un luogo per definizione essenziale ed astratto, dove grida vendetta l&#8217;edonismo superficiale del tenente Pinkerton. Funzionale all&#8217;azione scenica l&#8217;uso delle luci ad opera del <em>light designer<\/em> <strong>Albert Faura<\/strong>: diffusamente bianche, esse si colorano delicatamente nei momenti pi\u00f9 intimi del dramma come nel duetto d&#8217;amore del primo atto o nel celeberrimo coro a bocca chiusa, che il regista ha voluto far cantare in platea con un significativo effetto di spazialit\u00e0 del suono, cui ha contribuito anche la coesione di cui hanno dato prova i coristi.<br \/>\n<strong>Protagonista assoluta di questo \u201cdramma giapponese\u201d \u00e8 stata, com&#8217;era prevedibile, Amarilli Nizza,<\/strong> che ha certamente convinto il pubblico, meritandosi in pi\u00f9 occasioni scroscianti applausi. Tuttavia, a nostro avviso, il soprano milanese (romano d&#8217;adozione) \u00e8 risultato pi\u00f9 convincente nel secondo atto, dove si compie quel processo psicologico, rapido quanto straziante, che da ingenua fanciulla la far\u00e0 divenire una donna tragicamente consapevole del proprio destino. In effetti, nel primo atto la sua grande voce, increspata da un certo vibrato, non ha saputo rendere appieno il candore, la freschezza d&#8217;una <em>Geisha<\/em>-bambina, anche perch\u00e9 l&#8217;artista ha un po&#8217; esagerato nel cantare, come si dice, \u201cspingendo\u201d: cos\u00ec in \u201cIo seguo il mio destino\u201d, cui si addiceva anche un maggiore uso del legato, cos\u00ec nel duetto d&#8217;amore (\u201cButterfly rinnegata&#8230;\u201d, \u201cVogliatemi bene\u201d), dove non si \u00e8 apprezzata del tutto la contrapposizione \u2013 che invece Puccini intende evidenziare \u2013 \u00a0tra il puro sentimento della vereconda fanciulla e il \u201csubito des\u00eco\u201d, pur travestito di romantico lirismo, dell&#8217;ardente Pinkerton.\u00a0 Decisamente pi\u00f9 adatta la sua voce, che si \u00e8 rivelata duttile ed estesa, a rendere il <em>climax<\/em> drammatico, che nel secondo atto conduce l&#8217;eroina pucciniana dall&#8217;ingenua fiducia, al dubbio, alla lacerante scoperta della verit\u00e0. In \u201cUn bel d\u00ec, vedremo\u201d il soprano ha sfoggiato un fraseggio incisivo e una vocalit\u00e0 modellata sulle esigenze della musica e del testo fino ad intonare con rara intensit\u00e0 l&#8217;enunciato conclusivo (\u201cl&#8217;aspetto\u201d) di questa popolarissima romanza, accompagnata in modo esemplare dall&#8217;orchestra, che peraltro si \u00e8 dimostrata impeccabile in tutta l&#8217;opera. Capace di far sentire un&#8217;ampia gamma espressiva, Amarilli Nizza nella scena insieme a Sharpless ha interpretato con indimenticabile espressivit\u00e0 ed assoluto controllo dei propri mezzi vocali l&#8217;incalzare di quel processo psicologico cui poco prima si \u00e8 fatto cenno (\u201c Due cose potrei fare\u201d \u2026 \u201cAh!&#8230; mi ha scordata?\u201d). Di pari livello tecnico e interpretativo si \u00e8 dimostrata, del resto, in tutto il declamato drammatico che percorre l&#8217;atto fino alla pantomima dei fiori, come nel tragico epilogo.<br \/>\nTecnicamente all&#8217;altezza, grazie ad una voce che non ha difficolt\u00e0 a salire nel registro acuto, il Pinkerton di <strong>Andeka Gorrotxategui<\/strong> non ci ha del tutto convinto sul piano espressivo. Certamente il tenente della Marina Americana non brilla per finezza di sentimenti, rivelando fin da subito la sua mentalit\u00e0 da colonialista senza scrupoli e risultando francamente antipatico, nondimeno nel primo atto la sua parte richiede una spigliatezza, una <em>verve<\/em> che il tenore basco non ha saputo efficacemente comunicare, soprattutto nelle pagine pi\u00f9 impegnative da questo punto di vista (\u201cDovunque al mondo\u201d, \u201cAmore o grillo\u201d). Analogamente nel duetto ha ricalcato troppo l&#8217;indole irruenta e superficiale dello <em>yankee<\/em> in cerca di avventure erotiche, anzich\u00e9 stemperarla in un seppur manierato lirismo, come, a nostro parere, esigerebbe questa pagina di struggente bellezza.<br \/>\nGiustamente beffardo <strong>Nicola Pamio,<\/strong> nel ruolo di Goro, che si presenta in una sorta di tonaca bianca inforcando degli occhiali da sole dal fusto del medesimo colore. Nobile lo Sharpless di Vladimir Stoyanov, di cui si \u00e8 apprezzato il fraseggio incisivo, oltre alle buone capacit\u00e0 interpretative. Ridicolmente enfatico lo Zio Bonzo offerto dalla voce un po&#8217; malferma di Riccardo Ferrari. Autorevole e ricca di <em>pathos<\/em> Suzuki (affidata alla voce e al gesto di <strong>Manuela Custer<\/strong>) soprattutto nel secondo atto, in particolare nell&#8217;iniziale preghiera. Stucchevole come dev&#8217;essere il principe Yamadori di <strong>William Corr\u00f2.<\/strong> Di adeguata professionalit\u00e0 tutti gli altri componenti del cast.<br \/>\n<strong>Calibratissima la direzione di Omer Meir Wellber,<\/strong> che ha saputo accompagnare i cantanti facendo cogliere ogni sfumatura anche nei passaggi in cui l&#8217;intervento dell&#8217;orchestra era imponente. La sua lettura, nitida, ricca di <em>pathos<\/em>, capace di mettere in valore le sottigliezze della preziosa orchestrazione pucciniana, \u00e8 risultata di straordinaria efficacia espressiva nell&#8217;intermezzo, una straordinaria pagina\u00a0 strumentale, che traduce in musica la lunga veglia di Butterfly, in apertura della seconda parte del secondo atto. Ma anche l&#8217;intensit\u00e0 con cui ha interpretato il commento orchestrale all&#8217;angosciosa domanda che nella parte precedente, lacera il cuore dell&#8217;infelice fanciulla giapponese (\u201cAh!&#8230; mi ha scordata?\u201d) credo non sar\u00e0 facilmente dimenticata dagli spettatori. Che hanno applaudito con convinzione, tributando, in particolare, ad Amarilli Nizza una vera e propria ovazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro La Fenice di Venezia Stagione lirica e di balletto 2012-2013 nell&#8217;ambito del Festival \u201cLo spirito della musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":54716,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1265,6229,136,465,3398,5760,145,1305,7969],"class_list":["post-54715","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-amarilli-nizza","tag-andeka-gorrotxategui","tag-giacomo-puccini","tag-madama-butterfly","tag-manuela-custer","tag-omar-meir-wellber","tag-opera-lirica","tag-teatro-la-fenice","tag-vladimr-stoyanov"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54715","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54715"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54715\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87523,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54715\/revisions\/87523"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54715"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54715"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54715"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}