{"id":54936,"date":"2013-07-01T00:45:46","date_gmt":"2013-06-30T22:45:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=54936"},"modified":"2016-12-30T10:27:28","modified_gmt":"2016-12-30T09:27:28","slug":"regio-di-torinolitaliana-in-algeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/regio-di-torinolitaliana-in-algeri\/","title":{"rendered":"Regio di Torino:&#8221;L&#8217;Italiana in Algeri&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio, Stagione Lirica 2012\/2013<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;L\u2019ITALIANA IN ALGERI<\/strong>&#8221;<br \/>\nDramma giocoso in due atti su libretto di Angelo Anelli<br \/>\nMusica di <strong>Gioachino Rossini<\/strong><em><br \/>\n<em>Isabella<\/em><\/em> DANIELA PINI<br \/>\n<em>Lindoro<\/em> ANTONINO SIRAGUSA<br \/>\n<em>Mustaf\u00e0<\/em> CARLO LEPORE<br \/>\n<em>Elvira<\/em> LINDA CAMPANELLA<br \/>\n<em>Taddeo<\/em> ROBERTO DE CANDIA<br \/>\n<em>Haly<\/em> FEDERICO LONGHI<br \/>\n<em>Zulma<\/em> ALESSIA NADIN<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore <strong>Daniele Rustioni <\/strong><br \/>\nMaestro al cembalo <strong>Giannandrea Agnoletto<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Fenoglio<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Vittorio Borrelli <\/strong><br \/>\nScene <strong>Claudia Boasso <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Santuzza Cal\u00ec <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Andrea Anfossi<\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro Regio<br \/>\n<em>Torino, 19 giugno 2013<br \/>\n<\/em><strong>Oltre ai plurigettonati bicentenari di Verdi e di Wagner, nel 2013 cade una quantit\u00e0 d\u2019anniversari<\/strong> da far impallidire chi li volesse contemplare tutti in un cartellone; anniversari che, a dire il vero, avrebbero meritato di essere celebrati ben pi\u00f9 di quelli dei massimi operisti, perch\u00e9 sarebbero stati l\u2019occasione per rivalutare figure e composizioni oggi pressoch\u00e9 dimenticate. Nel 1813, ad esempio, nacque anche Errico Petrella, che, negli anni \u201950-\u201960 dell\u2019Ottocento, era considerato il secondo operista italiano in attivit\u00e0: quanti, oggi, al di fuori degli addetti ai lavori, conoscono il suo nome? ma nessun teatro ha pensato d\u2019allestire una sua opera in occasione del bicentenario. Il Regio, che pure, recentemente, non pare molto incline alla memoria storica \u2013 nel 2014 non celebrer\u00e0 il centenario di <em>Francesca da Rimini<\/em> di Zandonai, ultima grande opera data in prima assoluta sul palcoscenico di piazza Castello \u2013 ha pensato bene di inserire, nel programma di quest\u2019anno, un titolo <strong>rossiniano che ha appena compiuto duecento anni: <em>L\u2019italiana in Algeri<\/em>, frutto di quel 1813 c<\/strong>he per il ventunenne Rossini fu certamente pi\u00f9 significativo che per i neonati Verdi e Wagner, dato che lo vide passare dalle farse per il teatro di San Mois\u00e9 alla conquista delle piazze liriche italiane.<br \/>\n<strong>L\u2019esecuzione torinese si inscrive nel progetto del Regio di affiancare, al cartellone stagionale tipico dei teatri della Penisola, una forma di teatro di repertorio<\/strong> che riproponga di frequente, con allestimenti di propriet\u00e0 del teatro, alcuni titoli popolari in grado di fare il tutto esaurito al di fuori dei turni d\u2019abbonamento. Viene per\u00f2 il dubbio che, per il pubblico italiano, <em>L\u2019italiana<\/em> non sia abbastanza popolare da riempire per cinque serate la sala quando manchino gli abbonati; e questo la dice lunga sugli effetti che producono la mancanza di istruzione musicale nel nostro percorso scolastico e la trascuratezza riservata dai media al teatro d\u2019opera e alla musica classica in genere.<br \/>\nL\u2019allestimento in questione, a cura di <strong>Vittorio Borrelli<\/strong>, \u00e8 un vero esempio di regia \u201cmade in Regio\u201d, nata alcuni anni fa dalle maestranze interne del teatro. <strong>Il risultato, di impianto tradizionale (pur con alcuni elementi fuori epoca<\/strong>, come il carrello con moccio per lavare i pavimenti), \u00e8 assai pi\u00f9 gradevole di tante stranezze pagate a caro prezzo a registi esterni. Il difetto, se lo si vuole trovare, sta nell\u2019aver voluto esagerare con la comicit\u00e0, spingendola a livello farsesco: Rossini \u00e8 gi\u00e0 comico e divertente di suo, senza che sia necessario fisicizzare le colorature con gag sceniche che scatenano le risate (anche nella cavatina di Lindoro, che buffa non dovrebbe affatto essere) e fanno perdere la concentrazione. Oppure, che bisogno c\u2019\u00e8 di far vedere un gruppo di nuotatori inseguiti da uno squalo sullo sfondo del finale I? Gli spettatori, per\u00f2, paiono davvero soddisfatti.<br \/>\nIl lato pi\u00f9 comico della partitura ha trovato riscontro negli ottimi interpreti che ricoprivano i ruoli buffi, i bassi <strong>Carlo Lepore<\/strong> (Mustaf\u00e0) e <strong>Roberto de Candia<\/strong> (Taddeo): il primo specialista del registro pi\u00f9 grave, corposo e ricco di sfumature; il secondo particolarmente espressivo e coinvolgente, in particolare nell\u2019aria \u00abHo un gran peso sulla testa\u00bb, dalla quale ha saputo far emergere, al di l\u00e0 del carattere macchiettistico, la fragilit\u00e0 dell\u2019uomo impaurito; entrambi, poi, si sono distinti per non esagerare nella caricatura dei propri personaggi, temperando alcuni eccessi dell\u2019impostazione registica. Per restare alle voci gravi, molto soddisfacente \u00e8 stato anche l\u2019Haly di <strong>Federico Longhi,<\/strong> messosi in luce, ancor pi\u00f9 che per \u00abLe femmine d\u2019Italia\u00bb (della quale, pi\u00f9 la si ascolta, pi\u00f9 si riconosce la mano non rossiniana), per l\u2019accento con cui ha sottolineato la frase \u00absta qui fuori la bella italiana\u00bb, nell\u2019introduzione del finale I: dettaglio che rivela la sua propensione alle cesellature del canto da camera. Il tenore <strong>Antonino Siragusa<\/strong> (Lindoro) tende invece ad accentuare l\u2019elemento caricaturale conferito dalla regia al suo personaggio, rischiando di lasciar sfuggire la delicatezza dell\u2019amoroso, in conformit\u00e0 con un\u2019interpretazione vocale che, pur corretta quanto all\u2019intonazione, ha convinto meno di passate prove rossiniane del tenore: \u00e8 parsa mancare un po\u2019 di grazia a vantaggio di un canto troppo incisivo e spinto. Situazione inversa \u00e8 quella del contralto <strong>Daniela Pini<\/strong>, che sfoggia grande classe nell\u2019emissione e scaltrezza nell\u2019espressivit\u00e0, come rivelano i recitativi soppesati parola per parola e la capacit\u00e0 di far comprendere la molteplicit\u00e0 delle direzioni comunicative dell\u2019aria \u00abPer lui che adoro\u00bb (cantata fra s\u00e9, ma in realt\u00e0 diretta a Lindoro, Taddeo e Mustaf\u00e0, che la ascoltano di nascosto e la intendono ciascuno a proprio modo); tuttavia, al momento attuale le mancano un po\u2019 di volume e di temperamento per ritrarre a tutto tondo l\u2019audace Isabella. Eterna questione quella della figura di Elvira: il ruolo che ha nell\u2019introduzione e nel finale I fanno di lei un personaggio di rilievo, ma spesso viene considerata alla stregua di un comprimario, e di rado viene affidata ad una solista che sappia darle il giusto risalto; il soprano <strong>Linda Campanella<\/strong> lo avrebbe saputo fare in uno dei suoi momenti di grazia, che purtroppo non era la sera in cui la si \u00e8 ascoltata. Di tutto rispetto la Zulma del mezzosoprano <strong>Alessia Nadin<\/strong>. La direzione di <strong>Daniele Rustioni<\/strong> (il quale, a differenza di quanto accaduto nell\u2019ultima edizione torinese, ha proposto l\u2019orchestrazione con la \u201cbanda turca\u201d) si \u00e8 distinta per l\u2019attenta cura delle dinamiche e per un ottimo accompagnamento delle voci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio, Stagione Lirica 2012\/2013 &#8220;L\u2019ITALIANA IN ALGERI&#8221; Dramma giocoso in due atti su libretto di Angelo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":54950,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7217,27,849,5020,3660,2644,421,820,145,1123,4031,919,5019],"class_list":["post-54936","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessia-nadin","tag-antonino-siragusa","tag-carlo-lepore","tag-claudia-boasso","tag-daniele-rustioni","tag-federico-longhi","tag-litaliana-in-algeri","tag-linda-campanella","tag-opera-lirica","tag-roberto-de-candia","tag-santuzza-cali","tag-teatro-regio-di-torino","tag-vittorio-borrelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54936","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54936"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54936\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88240,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54936\/revisions\/88240"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}