{"id":54997,"date":"2013-07-02T01:09:40","date_gmt":"2013-07-01T23:09:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=54997"},"modified":"2016-12-04T14:31:14","modified_gmt":"2016-12-04T13:31:14","slug":"prediletti-dalle-stelle-io-vi-lascio-un-gran-tesoro-lelisir-damore-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/prediletti-dalle-stelle-io-vi-lascio-un-gran-tesoro-lelisir-damore-a-torino\/","title":{"rendered":"\u00abPrediletti dalle stelle, \/ io vi lascio un gran tesoro\u00bb: \u201cL\u2019elisir d\u2019amore\u201d a Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><em>Torino, Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019opera 2012-2013<\/em><br \/>\n<strong>\u201cL\u2019ELISIR D\u2019AMORE\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma giocoso in due atti<br \/>\nLibretto di Felice Romani, da <em>Le philtre<\/em> di Eug\u00e8ne Scribe<br \/>\nMusica di <strong>Gaetano Donizetti<\/strong><br \/>\n<em>Adina<\/em>\u00a0 D\u00c9SIR\u00c9E RANCATORE<br \/>\n<em>Nemorino<\/em>\u00a0 FRANCESCO MELI<br \/>\n<em>Belcore<\/em>\u00a0 FABIO MARIA CAPITANUCCI<br \/>\n<em>Dulcamara<\/em>\u00a0 NICOLA ULIVIERI<br \/>\n<em>Giannetta<\/em>\u00a0 ANNIE ROSEN<br \/>\n<em>Assistente di Dulcamara <\/em>(mimo)<em>\u00a0 <\/em>MARIO BRANCACCIO<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore<strong> Giampaolo Bisanti<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Fenoglio<\/strong><br \/>\nMaestro al fortepiano <strong>Luca Brancaleon<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Fabio Sparvoli<\/strong><br \/>\nScene <strong>Saverio Santoliquido<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Alessandra Torella<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Andrea Anfossi<\/strong><br \/>\nAssistente alla regia <strong>Anna Maria Bruzzese<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Regio di Torino<br \/>\n<em>Torino, 26 giugno 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La stagione del Teatro Regio di Torino si conclude con nove recite dell\u2019<em>Elisir d\u2019amore<\/em>, la pi\u00f9 popolare e amata delle opere giocose di Donizetti<\/strong>. Non per questo la scelta del Regio pu\u00f2 essere bollata come un \u201cripiego estivo\u201d o una facile concessione al repertorio pi\u00f9 sicuro in termini di richiamo del pubblico; anzi, va subito precisato come il teatro torinese abbia voluto impegnarsi in un nuovo allestimento e con una coppia di protagonisti vocali di altissima levatura: <strong>Francesco Meli<\/strong> e <strong>D\u00e9sir\u00e9e Rancatore<\/strong>, presenti nelle cinque recite affidate alla prima compagnia. L\u2019opera mancava sul palcoscenico del Regio soltanto dal febbraio 2010, ma \u00e8 necessario tornare al maggio 2007 per ritrovare una produzione direttamente alle spalle di quella attuale: regista di quell\u2019allestimento proveniente dall\u2019Opera di Roma era gi\u00e0 Fabio Sparvoli, Meli si alternava nel ruolo tenorile a Juan Diego Fl\u00f3rez e a Massimiliano Pisapia, Nicola Ulivieri cantava nella parte di Dulcamara (mentre Adina era sostenuta da Eva Mei e da Serena Gamberoni, e direttore d\u2019orchestra era Antonello Allemandi).<br \/>\nOra a dirigere orchestra e cantanti \u00e8 il giovane, ma gi\u00e0 affermatissimo, <strong>Giampaolo Maria Bisanti<\/strong>, scrupoloso sin dalla sinfonia dell\u2019opera nel valorizzare l\u2019apporto di tutti gli strumenti e i rispettivi colori (specialmente quelli dei legni). Ottimo l\u2019aggancio dei fiati, che introducono il coro \u00abBel conforto al mietitore\u00bb, staccato a gran velocit\u00e0 (con qualche pesantezza nei colpi di piatti sul finale); il direttore tende ad accentuare le sonorit\u00e0 delle percussioni, anche nel corso dell\u2019opera, correndo il rischio di irrobustire un po\u2019 la resa orchestrale, ma la sua concertazione \u00e8 molto accurata: concede ai cantanti il giusto respiro, cos\u00ec come stringe i tempi nei concertati e nei momenti di snodo drammatico. Nell\u2019attacco del II atto, per esempio, Bisanti riesce a coniugare il vigore della sonorit\u00e0 con l\u2019analisi dei vari disegni strumentali, sortendo un effetto assai pregevole.<br \/>\n<strong>Sin dalla cavatina iniziale \u00abQuanto \u00e8 bella, quanto \u00e8 cara!\u00bb Meli porge con eleganza e con l\u2019intento di alleggerire il pi\u00f9 possibile i suoni<\/strong>; d\u2019altra parte la sua voce \u00e8 ormai divenuta corposa, robusta, da tenore lirico (se non da lirico spinto), e si caratterizza per una specifica \u201cpersonalit\u00e0 vocale\u201d, una sorta di riconoscibilit\u00e0 che \u00e8 sempre molto positiva. La voce di Meli \u00e8 perfettamente funzionale a un Nemorino goffo e impacciato, con muscoli e vigore che il povero \u201ccoltivatore, giovane e semplice\u201d (come lo definisce Romani nelle <em>dramatis personae<\/em>) non sa gestire per nulla; al contrario, il cantante sa gestire alla perfezione i propri mezzi musicali, dalle espressioni di languore agli slanci belcantistici del duetto \u00abUna parola, o Adina\u00bb (in cui non c\u2019\u00e8 nulla di lacrimevole nell\u2019emissione, n\u00e9 di Meli n\u00e9 della Rancatore; un tipo di bel canto moderno, sempre robusto nel volume, ma con la giusta tentazione della leggerezza). Bellissimo e preciso l\u2019attacco di \u00abEsulti pur la barbara!\u00bb, in cui la calibratura di sonorit\u00e0, timbro, dosaggio del fiato, diventa perfetta; e nella ripresa della stessa frase Meli conferma il suo <em>status<\/em> di lirico al culmine di un percorso formativo e tecnico che lo impone quale miglior tenore italiano del momento.<br \/>\n<strong>Il cimento pi\u00f9 atteso \u00e8 naturalmente nel II atto, con la romanza \u00abUna furtiva lagrima\u00bb<\/strong>, la pagina tenorile pi\u00f9 celebre di tutto il melodramma donizettiano; va detto, a ulteriore riconoscimento della sua professionalit\u00e0, che Meli non risparmia i mezzi vocali nel corso del I atto per conservarli in funzione dell\u2019aria solistica del II (come fece, per esempio, anche Rolando Villazon alla Scala nel 2010). Il cantante, al contrario, interpreta la romanza quale culmine della estatica felicit\u00e0 dell\u2019umile personaggio, quale suo tratto pi\u00f9 genuino, forte e inebriante al pari di un liquore. Dopo l\u2019attacco in pianissimo l\u2019emissione si apre, si fa potente (a tratti anche muscolare), sprigiona una messa di voce meravigliosa, con acuto \u201ca ventaglio\u201d che fa esplodere l\u2019entusiasmo del pubblico (nonostante un piccolo cedimento del fiato nella difficile smorzatura conclusiva). Gli applausi scrosciano cos\u00ec copiosi da indurre direttore e tenore a concedere il <em>bis<\/em>; l\u2019attacco, sempre in pianissimo, \u00e8 appena un po\u2019 pi\u00f9 lezioso, ma il fraseggio \u00e8 ancora pi\u00f9 intenso di prima, e l\u2019acuto finale smorzato con pi\u00f9 abilit\u00e0: il pubblico \u00e8 di nuovo commosso, tanto dalla maestria tecnica quanto dalla bellezza di una voce che presenta un\u2019omogeneit\u00e0 di registro davvero rara.<br \/>\n<strong> D\u00e9sir\u00e9e Rancatore ha voce di soprano che si accompagna perfettamente al timbro e alle sonorit\u00e0 di Meli<\/strong>: alle agilit\u00e0 coniuga un colore abbastanza brunito, una cavata robusta (anche se debole su talune note basse, e talvolta oscillante a causa dello sforzo di numerosi acuti). La cantante \u00e8 spigliata e credibilissima come Adina, anche se non \u00e8 molto espressiva nelle due strofi iniziali della cavatina \u00abDella crudele Isotta\u00bb. Pi\u00f9 che altro, la Rancatore si impegna nell\u2019emissione di acuti e sopracuti, puntature inserite con generosit\u00e0 (anche se forse con gusto stilisticamente non sempre condivisibile). Dopo il mi bemolle nella stretta del finale I, rivaleggia con Meli in attacchi difficili e in altre prodezze vocali, che sbilanciano un po\u2019 il personaggio sul versante frivolo, quasi caricaturale; in realt\u00e0, un\u2019artista intelligente ed esperta come la Rancatore non avrebbe affatto bisogno di ricorrere a tali mezzi (anche perch\u00e9, alla lunga, i sopracuti si rivelano faticosi, e non sempre riescono impeccabili). In tutte le recite (tranne la <em>premi\u00e8re<\/em>) Meli ripete la sua romanza; il soprano non vuol essere da meno, e quindi bissa la seconda parte del duetto successivo (da \u00abil mio rigor dimentica\u00bb), arricchendolo di volatine e abbellimenti virtuosistici. Cos\u00ec, per\u00f2, la linea vocale di Adina assume tratti frastagliati, rappresentativi dell\u2019instabilit\u00e0, quasi dell\u2019isteria, della pazzia (e Adina non \u00e8 Lucia, neppure a volerla considerare improvvisamente impazzita per amore di Nemorino). Infine, se il <em>bis<\/em> di Meli &#8211; anche per il carattere di pezzo chiuso della \u00abFurtiva lagrima\u00bb &#8211; \u00e8 comprensibile e accettabile, quello della Rancatore risulta assai meno plausibile; ma tali considerazioni critiche non valgono nulla se rapportate all\u2019entusiasmo del pubblico torinese, che \u00e8 totale e che d\u00e0 senso alle scelte della cantante.<br \/>\n<strong>Fabio Maria Capitanucci<\/strong> \u00e8 un Belcore che restituisce in modo simpatico e divertente il tipo del <em>miles gloriosus<\/em>, ma accusa qualche difficolt\u00e0 sia nelle note basse sia in quelle acute; l\u2019emissione, poi, \u00e8 come trattenuta, leggermente ostacolata. <strong>Nicola Ulivieri<\/strong> \u00e8 un dottor Dulcamara che irrompe sulla scena a bordo di una Topolino color magenta, in abito chiassoso da ciarlatano calzato e vestito. Purtroppo, per\u00f2, la sua prestazione vocale \u00e8 abbastanza deludente, sin dalla cavatina \u00abUdite, udite, o rustici\u00bb: inquieto e ansioso di giungere al termine, Ulivieri causa un prolungato scollamento ritmico rispetto all\u2019orchestra, che fatica ad accompagnarlo; indulge troppo ai portamenti e al parlato; non imposta neppure un acuto in modo corretto, e fa risuonare una voce schiacciata e stimbrata, a tratti anche nasale. Un poco pi\u00f9 efficace \u00e8 la resa della barcarola all\u2019inizio del II atto, \u00abAdorata barcaruola, \/ prendi l\u2019oro e lascia amor\u00bb. Apprezzabile la Giannetta di <strong>Annie Rosen<\/strong>, al pari del coro, perfettamente istruito da Claudio Fenoglio.<br \/>\n<strong>Fabio Sparvoli ha abbandonato le idee registiche di stampo \u201cronconiano\u201d del 2007, a favore di un impianto registico molto pi\u00f9 naturalistico<\/strong>, immediato e semplice, in cui spicca un elemento importante: la fotografia (merito di Andrea Anfossi). La luce della prima scena, di origine cinematografica, sulle tinte calde e a contrasto, come va di moda oggi, \u00e8 cos\u00ec efficace da far dimenticare la prevedibilit\u00e0 dell\u2019ambientazione rurale; le gradazioni dei colori ocra e azzurro del cielo, insieme ad altre tinte pastello che si ripetono tra i due atti, sono sufficienti a colmare lo spazio sentimentale in cui si muovono Adina e Nemorino. Se nel I atto c\u2019\u00e8 un unico elemento propriamente mobile, ossia l\u2019auto di Dulcamara, nel II la <em>trouvaille<\/em> migliore \u00e8 quella del piccolo teatrino, un <em>retablo<\/em>, in cui Adina e Dulcamara recitano con movenze da burattini la barcarola veneziana (peccato che Adina conservi la recitazione schematica della marionetta anche in alcune scene successive: \u00e8 un\u2019infiltrazione di meta-teatro che indebolisce la resa del personaggio. Allo stesso modo, troppe sono le <em>gags<\/em> che interessano il coro mentre i protagonisti vivono il loro dramma a lieto fine). Sbarazzini e funzionali i costumi di Alessandra Torella, cos\u00ec come risultano ariose le scene di Saverio Santoliquido (in pratica un unico blocco di caseggiato agricolo, presentato da due punti vista diversi di atto in atto; nel II c\u2019\u00e8 qualche luminaria nuziale a completare il quadro).<br \/>\n<strong>L\u2019apprezzamento del pubblico \u00e8 notevole per tutti gli interpreti, per il coro, per il direttore d\u2019orchestra e per lo spettacolo in generale<\/strong>; ma esso diventa ovazione per i due protagonisti, Rancatore e Meli, di cui si acclamano giustamente bellezza della voce e bravura tecnica; grazie a una simile coppia di interpreti non si pu\u00f2 che concordare con l\u2019auspicio finale dell\u2019opera, trasposto da Dulcamara allo stesso <em>Elisir d\u2019amore<\/em>: \u00abpossa presto a noi tornar!\u00bb <em>Foto Ramella&amp;Giannese<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio &#8211; Stagione d\u2019opera 2012-2013 \u201cL\u2019ELISIR D\u2019AMORE\u201d Melodramma giocoso in due atti Libretto di Felice Romani, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":55000,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7989,29,1313,1754,536,1638,165,2972,145,919],"class_list":["post-54997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-annie-rosen","tag-desiree-rancatore","tag-fabio-maria-capitanucci","tag-fabio-sparvoli","tag-francesco-meli","tag-giampaolo-maria-bisanti","tag-lelisir-damore","tag-nicola-ulivieri","tag-opera-lirica","tag-teatro-regio-di-torino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54997"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54997\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87271,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54997\/revisions\/87271"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}