{"id":55123,"date":"2013-07-05T17:58:38","date_gmt":"2013-07-05T15:58:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=55123"},"modified":"2016-12-30T10:22:48","modified_gmt":"2016-12-30T09:22:48","slug":"lelisir-damore-a-torino-cast-alternativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/lelisir-damore-a-torino-cast-alternativo\/","title":{"rendered":"&#8220;L\u2019elisir d\u2019amore&#8221; a Torino (cast alternativo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Teatro Regio \u2013 Stagione d\u2019opera 2012-2013<\/em><br \/>\n<strong>\u201cL\u2019ELISIR D\u2019AMORE\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani, da <em>Le philtre<\/em> di Eug\u00e8ne Scribe<br \/>\nMusica di <strong>Gaetano Donizetti<\/strong><br \/>\n<em>Adina <\/em>JESSICA NUCCIO<br \/>\n<em>Nemorino<\/em> IVAN MAGR\u00cc<br \/>\n<em>Belcore<\/em> VITO PRIANTE<br \/>\n<em>Dulcamara<\/em> SIMONE ALBERGHINI<br \/>\n<em>Giannetta<\/em> ANNIE ROSEN<br \/>\n<em>Assistente di Dulcamara <\/em>(mimo) MARIO BRANCACCIO<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro Regio<br \/>\nDirettore<strong> Giampaolo Bisanti<\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Fenoglio<\/strong><br \/>\nMaestro al fortepiano <strong>Luca Brancaleon<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Fabio Sparvoli<\/strong><br \/>\nScene <strong>Saverio Santoliquido<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Alessandra Torella<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Andrea Anfossi<\/strong><br \/>\nAssistente alla regia <strong>Anna Maria Bruzzese<\/strong><br \/>\n<em>Nuovo allestimento del Teatro Regio di Torino<\/em><br \/>\n<em>Torino, 27 giugno 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019elisir d\u2019amore<\/em><\/strong><strong> scelto dal Regio di Torino per concludere la stagione \u00e8 un gradevole spettacolo tradizionale, nella molteplicit\u00e0 di accezioni che questo aggettivo comporta.<\/strong> Tradizionale, innanzi tutto, quanto alla scelta del titolo: il Regio, che nei decenni passati era stato promotore della riscoperta di opere poco conosciute di Donizetti, dopo la <em>Lucrezia Borgia<\/em> del 2008 non si \u00e8 schiodato dalla triade dei titoli pi\u00f9 popolari, scelti, si ha l\u2019impressione, per richiamare pubblico pi\u00f9 che per rendere un servizio all\u2019autore. La tradizione, infatti, ha avuto un suo riscontro anche nella spiacevole pratica dei cosiddetti \u201ctagli di tradizione\u201d, comune alle produzioni donizettiane del Regio successive a quella magnifica (e integralissima) <em>Borgia<\/em>: non il taglio di interi numeri, come si farebbe alla Staatsoper di Vienna, per fortuna; ma quei colpetti di forbice qua e l\u00e0 nelle ripetizioni variate di cui fra il pubblico non s\u2019accorge quasi nessuno, ma che sono pur sempre una mutilazione di Donizetti e della sua scrittura belcantistica.<br \/>\nTradizionale \u00e8 stato altres\u00ec l\u2019allestimento, su regia di <strong>Fabio Sparvoli<\/strong> (per ogni considerazione su di essa rimando agli attenti commenti del collega Michele Curnis che ha curato la recensione della prima compagnia). Tradizionale, infine \u2013 almeno nella recita della seconda compagnia cui ho assistito \u2013 \u00e8 stata la tendenza della protagonista, il soprano <strong>Jessica Nuccio<\/strong>, a concentrare le proprie energie sul passo pi\u00f9 noto e pi\u00f9 gratificante del proprio ruolo, a discapito di una cura a tutto tondo del personaggio: i begli acuti tenuti in serbo per la cabaletta finale \u00abIl mio rigor dimentica\u00bb non avevano un corrispettivo nella precedente porzione di partitura, ove la voce \u00e8 parsa poco voluminosa, spesso coperta dall\u2019orchestra, e tendenzialmente scolastica, carente di quella duttilit\u00e0 necessaria ad incarnare il carattere volitivo, permaloso e capriccioso di Adina; la va dato merito, per\u00f2, di una cura alla cesellatura dei recitativi che lascia intuire buone possibilit\u00e0 d\u2019approfondimento interpretativo. Il tenore <strong>Ivan Magr\u00ec<\/strong>, viceversa, ha delineato Nemorino con un timbro, scuritosi negli ultimi anni, che ha messo in luce pi\u00f9 l\u2019elemento timido e dubbioso che quello ingenuo del suo carattere; e guardare il personaggio da una prospettiva insolita permette di comprenderlo meglio nella sua interezza. Dal punto di vista tecnico, non gli sono mancati lo squillo brillante e l\u2019acuto facile nel duetto con Belcore, n\u00e9 i filati a conclusione della \u00abFurtiva lagrima\u00bb. Proprio Magr\u00ec, insieme al baritono <strong>Vito Priante<\/strong> (Belcore), si \u00e8 reso protagonista del concertato del finale I, ove sull\u2019ensemble sono emerse la delicatezza d\u2019animo del fragile Nemorino e l\u2019ira mal tenuta a freno dal sergente. Priante si \u00e8 distinto per il nobile portamento e le belle inflessioni con cui ha caratterizzato il suo personaggio evitandone le derive macchiettistiche. Derive che sono state saggiamente evitate anche dal basso <strong>Simone Alberghini<\/strong>, interprete di un Dulcamara nel quale la classe e l\u2019intelligenza interpretativa non sempre sono state supportate da uno strumento smagliante. Schietta e espressiva la Giannetta del soprano <strong>Annie Rosen<\/strong>.<br \/>\nIl concertato del finale I \u00e8 stato anche il vertice di un\u2019orchestrazione partita lasciando qualche dubbio (nel preludio un po\u2019 grave e serioso, e nel coro iniziale dal quale troppo emergevano le voci soliste) ma divenuta via via pi\u00f9 convincente, per la capacit\u00e0 di <strong>Giampaolo Bisanti<\/strong> di dare spazialit\u00e0 al suono mettendo in risalto le prime parti senza compromettere l\u2019organicit\u00e0 orchestrale. E, passata la prima scena, anche il coro si \u00e8 assestato sui suoi eccellenti livelli consueti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Teatro Regio \u2013 Stagione d\u2019opera 2012-2013 \u201cL\u2019ELISIR D\u2019AMORE\u201d Melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":56,"featured_media":55590,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7989,1754,5780,4258,165,145,254,919,2403],"class_list":["post-55123","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-annie-rosen","tag-fabio-sparvoli","tag-giampaolo-bisanti","tag-jessica-nuccio","tag-lelisir-damore","tag-opera-lirica","tag-simone-alberghini","tag-teatro-regio-di-torino","tag-vito-priante"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55123","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/56"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55123"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88239,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55123\/revisions\/88239"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55590"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}