{"id":55163,"date":"2013-07-07T00:05:18","date_gmt":"2013-07-06T22:05:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=55163"},"modified":"2017-01-03T22:09:42","modified_gmt":"2017-01-03T21:09:42","slug":"intervista-ad-alessia-gay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/intervista-ad-alessia-gay\/","title":{"rendered":"Intervista ad Alessia Gay"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Incontro <strong>Alessia Gay<\/strong> dopo la bellissima <em>Sylphide <\/em>all\u2019Opera. Piombo a casa sua dopo pranzo. Due del pomeriggio. Un caldo soffocante, quello di Roma e del quartiere di Tor Pignattara dove vive. Non la conoscevo, se non professionalmente, ma al primo impatto subito molta simpatia. Due chiacchiere, un bicchiere d\u2019acqua, quello d\u2019obbligo, poi il caff\u00e8 naturalmente. Il suo fidanzato, futuro sposo, ci monta il ventilatore e cos\u00ec allevia i primi sudori. Iniziamo ad approfondire. Una bella storia, piena di fatiche, dolori ma soprattutto ostinazione e tenacia, raccontata per\u00f2 con serenit\u00e0 e leggerezza, quella di chi ha lottato, superato ed oggi sembra molto felice.<br \/>\n<strong>Passato, presente e futuro, Alessia. Partiamo dall\u2019inizio. Come nasce la tua passione per la danza e soprattutto era l&#8217;unica vera grande passione che avevi?<\/strong><br \/>\nEh, gi\u00e0. Mi raccontano che per casa ho sempre girato sulle mezze punte. Un signore che ci aiutava a sistemare il giardino disse a mia nonna: \u201c signora porti a far vedere la bambina che cammina sempre sulle mezze punte, c\u2019\u00e8 qualcosa che non va\u201d. In casa grazie a mio padre e mio nonno c\u2019\u00e8 sempre stata musica ed io zompettavo continuamente. A quattro anni dissi a mia madre: \u201cmamma voglio ballare come la Cuccarini\u201d. Mi accontentarono nonostante le gambe storte, cos\u00ec cominci\u00f2 l\u2019avventura. Sempre e solo quello.<br \/>\n<strong>Due scuole molto importanti La Scala e poi Stoccarda. Che ricordi hai dei tempi dello studio?<\/strong><br \/>\nLa Scala \u00e8 stato prima un grande sogno. Feci l\u2019audizione addirittura all\u2019insaputa delle mie insegnanti. Mi presero per il Quarto Corso. Pensavo dentro di me: \u201cvado alla Scala, vado alla Scala\u2026\u201d. Poi si \u00e8 rivelato un incubo. A livello tecnico andava tutto bene, ero stata ben preparata nella Scuola del Teatro Nuovo di Torino, la sede di Casale Monferrato. Sul piano fisico non ero molto considerata, non rispettavo i canoni, ma danzai molto il primo anno: le <em>Fate<\/em> di <em>Bella Addormentata<\/em>, le <em>Postine<\/em> di <em>Excelsior<\/em>. Poi cominciai ad ingrassare e dal Quinto niente pi\u00f9 spettacoli. La domenica quando si trattava di tornare a Milano era una tragedia. Quando scoprii di essere stata bocciata fu un sollievo. Comunque ero stata presa gi\u00e0 a Stoccarda. Aria nuova anche se a Stoccarda si lavorava tutto il giorno, era faticoso, la lingua diversa, per\u00f2 l\u2019ambiente era umano, ragazzi da tutto il mondo, i Maestri erano quasi dei genitori. La consiglierei senz\u2019altro, la citt\u00e0 \u00e8 bellissima, grande cultura, organizzazione, il collegio all\u2019interno, potevo vedere tutti gli spettacoli che volevo, avr\u00f2 visto il <em>Romeo e Giulietta<\/em> decine di volte.<br \/>\n<strong>Mai pensat<\/strong><strong>o di mollare?<\/strong><br \/>\nTutti gli anni. Fino al Natale andava bene ma a Gennaio entravo in crisi. Soprattutto gli anni della Scala. I miei mi hanno sempre detto: \u201ca Giugno fai quello che vuoi ma a met\u00e0 l\u2019anno non lo lasci\u201d.<br \/>\n<strong>Finita<\/strong><strong> la scuola il lavoro. Quali paure, quali difficolt\u00e0. Come mai Roma?<\/strong><br \/>\n\u00c8 stata dura. Venni a Roma per l\u2019audizione al Balletto di Roma. Rimasi folgorata. Era la prima volta. La citt\u00e0 pazzesca. Decisi di rimanere col grande appoggio dei miei genitori. Un anno senza lavorare. Diciamo un anno sabbatico. Discoteca, serate, tante amicizie al di fuori del mondo della danza. Andavo a studiare allo IALS. Tutti i tipi di lezione, di stili, <em>contact<\/em>, jazz, e naturalmente classico. Poi feci l\u2019audizione per la Compagnia di Raffaele Guerra. Non ci volevo neanche andare, era di domenica, proprio non mi andava. Il mio coinquilino mi costrinse. Mi presero e durante il periodo di lavoro conobbi Luc Bouy che all\u2019epoca lavorava in Teatro. Mi disse di provare l\u2019audizione, era convinto potessi piacere a Carla Fracci. Mi rimisi in forma. Nel frattempo provai al San Carlo. Arrivai fino alla fine ma non mi presero, per\u00f2 mi diede fiducia. Non ne ho mai avuta in me stessa. Serv\u00ec a caricarmi e infatti poi all\u2019Opera and\u00f2 bene. Vedi? Non si pu\u00f2 mai dire.<br \/>\n<strong>Se non fosse stata Roma, cosa sognavi? Se ti avessero chiesto di scegliere?<\/strong><br \/>\nSogni tanti. Pensa che a Roma incontrai Mara Galeazzi. Venne a fare <em>Corsaro<\/em>. Le ero piaciuta e ci fu subito simpatia, addirittura mi regal\u00f2 il suo tut\u00f9. Voleva presentarmi al Royal Ballet ma io stupidamente rifiutai. Ero appena entrata in Teatro. Mi spaventava l\u2019idea di andare via di nuovo. Da troppo tempo non avevo un po\u2019 di stabilit\u00e0 e poi i primi soldi guadagnati. Magari non mi avrebbero presa. Lei rimase un po\u2019 male, una bella persona molto disponibile.<br \/>\n<strong>Il primo impatto con la Compagnia?<\/strong><br \/>\nPrimo impatto? Incontrai Mario Marozzi, non lo conoscevo. \u201cscusi, mi sa dire dov\u2019\u00e8 il camerino?\u201d lui mi accompagn\u00f2, gentilissimo e disponibile. Poi tutti mi dissero: \u201cma ti sei fatta portare in camerino da Mario Marozzi?\u201d. Ma io non sapevo che fosse lui. Poi provavamo <em>Lago<\/em> della Samsova. Ero sostituta. La Compagnia era stanca e la Samsova decise di far provare il secondo atto alle sostitute. Panico. In tre facemmo tutto l\u2019atto. Pose comprese. L\u00ec ricevetti l\u2019ok della Compagnia.<br \/>\n<strong>Sembra filare tutto liscio qui<\/strong><strong>ndi, dai primi ruoli fino a <em>La Sylphide<\/em>. All\u2019epoca Carla Fracci era Direttore: immagino un&#8217;esperienza non da poco. Cosa ti ha insegnato?<\/strong><br \/>\nLei ovviamente grande artista, grande ballerina e poi grande attrice. Mi ha insegnato l\u2019importanza del gesto. Mi ricordo il giorno in cui venne da me a dirmi che avrei danzato. L\u2019ospite si era ammalato e ci fu poco tempo per provare, ma solo a guardarla imparavi. \u00a0Poi fu contenta, anche ed anche Menegatti. Alla fine mi disse: \u201c Brava ti sei ricordata tutto tranne il <em>double rond de jambe<\/em>\u2026\u201d in effetti, poi in quattro anni l\u2019ho imparato. Ero felice, potevo sostenere un ruolo cos\u00ec. Sentii anche la Compagnia molto vicina, e le sarte poi, avevo il camerino pieno di cioccolatini, fiori.<br \/>\n<strong>La tua bella Sylphide. Una grazia ed una facilit\u00e0 che colpiscono. Sembra tu abbia danzato sempre questo. Eppure potrebbe sembrare un ruolo fuori dal tempo\u2026 antico. Che emozioni ti d\u00e0?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, forse un po\u2019 antica, ma io sono antica. Un po\u2019 \u201cOttocento\u201d. Eppure la trovo attuale, a parte come viene rappresentata, ma la ricerca dell\u2019amore impossibile o della donna perfetta, tu capisci che alla vigilia del mio matrimonio&#8230;<br \/>\n<strong>Certo, capisco&#8230; ma poi ne parliamo, sai? Ma andiamo per ordine: parliamo di <em>Eden<\/em> di Maguy Marin con Riccardo Di Cosmo. Siamo agli antipodi del repertorio classico. Un pezzo straordinario. Difficilissimo. Di rara bellezza.<\/strong><br \/>\nS\u00ec, fu difficile, difficile. Stavo addosso a Riccardo per la durata intera. Faticoso. Imbarazzi eliminati, posizioni assurde. Bello il ricordo di Maguy, pur essendo gi\u00e0 un po\u2019 avanti con l\u2019et\u00e0 mostrava tutto.<br \/>\n<strong>Cosa ti ha detto poi? Vi ha visti in scena?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, sia me e Riccardo che il secondo cast. \u00c8 rimasta per due sere, non succede spesso. Fu molto contenta. Ho dovuto dimenticare tutto quello che avevo fatto fino ad ora per quel pezzo e ricominciare, ma lavorammo bene col suo assistente Ennio San Marco, una persona di una pace ed una tranquillit\u00e0 incredibile, mentre noi eravamo con gli occhi fuori dalle orbite. A vedere il video sembrava facile. Loro ci lavorarono tre mesi noi in tre settimane lo abbiamo imparato, anche se certi giorni proprio non funzionava, non c\u2019era niente da fare. Alla fine riuscii a sentirlo ma con gli occhi chiusi per\u00f2. Una bellissima sfida.<br \/>\n<strong>Ultimamente la compagnia ha danzato un pezzo di Francesco Nappa. Neoclassico \u00a0di stampo fortemente nord europeo. Cosa rara per\u00f2 qui a Roma. Non ti manca quel genere di repertorio? Qualcosa di simile a Kyli\u00e1n o Forsythe per parlare dei classici? O qualcosa che spinga oltre la ricerca sul movimento?<\/strong><br \/>\nSicuramente. La danza ormai \u00e8 a 360 gradi. Impazzirei a danzare Pina Bausch. Sicuramente andrei in crisi, chiss\u00e0? Mi ci vuole un po\u2019 ad entrare in dinamiche nuove, ma poi non me le dimentico pi\u00f9, diventano mie. Certo danzare Kyli\u00e1n, che bello, o Mats Ek, ancora di pi\u00f9. Speriamo, anche perch\u00e9 con Francesco ci siamo divertiti molto. Io ero secondo gruppo ed ho trovato il pezzo gi\u00e0 pronto ma lui mostrava tutto, giovane e con un movimento bellissimo. Il rapporto che si \u00e8 creato \u00e8 stato molto bello, rispetto vero, una bellissima esperienza. Certo un po\u2019 di panico l\u2019ho avuto.<br \/>\n<strong>Hai ancora panico prima di andare in scena?<\/strong><br \/>\nDirei pi\u00f9 ansia da prestazione, anche quella sera all\u2019inizio ho chiuso gli occhi. Ha funzionato ancora. Nel classico sono pi\u00f9 tranquilla conosco i miei punti forti ma anche i miei limiti. Mi esalto ed entro in sfida. Nel contemporaneo mi sento sotto giudizio quindi occhi chiusi e via.<br \/>\n<strong>Per tornare al classico questa coppia Rezza-Gay fa faville a Roma. Sembrate molto affiatati, giuste proporzioni, ed entrambi con una tecnica limpida, brillante. Com\u2019\u00e8 il vostro rapporto?<\/strong><br \/>\nSubito dalla prima volta siamo andati d\u2019accordo. E poi dallo <em>Schiaccianoci<\/em> del 2011 siamo cresciuti tanto insieme soprattutto nel <em>pas de deux<\/em>. Bellissimo feeling, stesso modo di vedere la danza ed il lavoro. Partecipando a molte serate fuori dal teatro ci siamo affiatati sempre pi\u00f9. <em>Flamme de Paris<\/em>, spesso <em>La Sylphide<\/em>. <em>Don<\/em> <em>Chisciotte<\/em> \u00e8 stata la prova del nove. Balletto lungo, difficile, tante ore insieme. \u00c8 nata una bella amicizia. Durante la diagonale di <em>pirouettes<\/em> <em>en<\/em> <em>suivi<\/em> del primo atto sentivo che urlava: \u201cvai, vai\u201d. Ultimamente <em>La Sylphide<\/em> tutta intera, insieme. \u00c8 stato bello. La mattina alla sbarra studiamo vicini. Lui arriva prima ma due chiacchiere sempre prima di cominciare. Ora lo vedo provare <em>L\u2019Arl\u00e9sienne<\/em> di Petit. Lo osservo con ammirazione. Tra l\u2019altro \u00e8 bravissimo e per me danzare con lui \u00e8 un onore.<br \/>\n<strong>A proposito di \u201cbravissimo\u201d, non si finisce mai di perfezionare, migliorare, \u00e8 la vita del danzatore. Con quale parte di te non vai d\u2019accordo e di cosa invece vai molto fiera?<\/strong><br \/>\nGuarda, posso dire? Ho imparato ad accettarmi. Prima il nulla. Poi cavolo. Mi son detta, proprio il nulla no! Per il resto non sopporto il mio <em>pench\u00e9e<\/em>, non solo elastica ma sono molto forte. D\u2019altronde non ho mai avuto un corpo facile da lavorare, dotato. Non certo come ce l\u2019hanno le russe. Su una base diciamo buona mi sono impegnata per migliorare sempre, puntando soprattutto sulla qualit\u00e0, sul modo di portare il movimento dai piedi in poi. La tenacia non mi manca affatto e ne sono orgogliosa, l\u2019esperienza poi completa il tutto.<br \/>\n<strong>Ogni danzatore ha un maestro di riferimento, un maestro che nel passato o nel presente ha lasciato un segno: chi ti viene in mente?<\/strong><br \/>\nCe n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 di uno. Bisogna ascoltare tutti. Provare. Il Maestro Stepkine \u00e8 stato il primo che ha creduto in me. Tra l\u2019altro lavorando con lui in un occasione conobbi Oderigi, il mio fidanzato. \u00c8 nato l\u2019amore. Poi Luc Bouy che mi spinse ancora di pi\u00f9 ad andare oltre, grande carica. Col Maestro Strajner ho un rapporto d\u2019amore odio, per\u00f2 \u00e8 stato molto importante per me. Ero manierata nel movimento, un po\u2019 antica. Con lui ho portato l\u2019attenzione al lavoro della parte inferiore. Patrice Bart quando \u00e8 venuto mi ha illuminato. Lavoro dei piedi, il glissato. Il Par terre. Ora mi prendono in giro perch\u00e9 glisso e glisso in continuazione. Certo a Caracalla non era facile, con quel palcoscenico, allora ho inventato il&#8230; <em>gliss\u00e8 en<\/em> <em>l\u2019air<\/em>.<br \/>\n<strong>Un ruolo che devi danzare assolutamente, che senti gi\u00e0 tuo, del quale senti di non poter fare a meno?<\/strong><br \/>\nAurora. Da sempre. Vidi su tele +3 una <em>Bella Addormentata<\/em> con Larissa Lezhnina. Era magnifica. L\u2019ultima <em>Bella Addormentata<\/em> in Teatro, quella di Paul Chalmer, ero sostituta. La studiai. In quella produzione c\u2019erano molte ospiti ma nessuna in quella prova. Serviva un Aurora e mi disse: \u201cprova tu!\u201d feci tutto il primo atto, l\u2019adagio della rosa, la variazione. Dissi fra me e me che prima o poi avrebbe dovuto accadere. Poi magari non sarei in grado.<br \/>\n<strong>Ma no, credo invece che sia un ruolo molto adatto a te.<\/strong><br \/>\nLo spero tanto, davvero.<br \/>\n<strong>A tal proposito, pensi che l\u2019Opera ti stia dando le giuste opportunit\u00e0?<\/strong><br \/>\nS\u00ec e no. Ho danzato molto anche con ospiti importanti. E poi ruoli che a volte pensavo fossero oltre le mie possibilit\u00e0. Ricordo le cinque repliche di <em>Tchaikovsky pas de deux, <\/em>senza ospiti, tutte per me. In quell\u2019occasione danzai con Giuseppe Picone. Bello. Insomma un posto fino ad ora c\u2019\u00e8 stato sempre. Certo se avessimo la possibilit\u00e0 di danzare di pi\u00f9, avere pi\u00f9 recite. L\u2019unico modo per acquisire sicurezza.<br \/>\n<strong>Eh gi\u00e0, il solito problema: il danzatore si forma in scena\u2026<\/strong><br \/>\nCerto. In quel <em>Tchaikovsky pas de deux <\/em>dopo la seconda serata ho cominciato a pedalare. Poi andai tranquilla.<br \/>\n<strong>Passiamo al privato, Alessia. Molti non immaginano che una danzatrice possa avere una vita casalinga&#8230; magari dolorante, esausta dopo una giornata di prove. Insomma sei una minuziosa e precisa donna di casa, una provetta cuoca o un\u2019inguaribile disordinata?<\/strong><br \/>\nDecisamente disordinata. Eppure da quando convivo col mio compagno mi sono impegnata e abbiamo trovato un punto d\u2019incontro. Lui \u00e8 molto preciso ma anche io sono brava, sai? E cucino pure. Lui arriva tardi la sera. Non credo possa dire che mi dia piacere, magari seguo un po\u2019 la Parodi e personalizzo. Meno male lui sa fare un sacco di cose ma non stira. Io s\u00ec, poi faccio il punto-croce. Se imparo a fare la pasta in casa divento quasi una donna da sposare.<br \/>\n<strong>Infatti il tuo prossimo impegno \u00e8 di quelli che contano: il matrimonio. Altro tipo di emozione.<\/strong><br \/>\nSono un po\u2019 agitata, ma vedr\u00f2 quel giorno. Noi stiamo insieme da otto anni e conviviamo da quattro. Un rapporto profondo ed il matrimonio \u00e8 stata un evoluzione naturale.\u00a0 Non vedo l\u2019ora. Abbiamo rimandato gi\u00e0, mia madre non stava bene e decidemmo di aspettare che si rimettesse. Purtroppo non \u00e8 stato cos\u00ec, grande rammarico. Quel giorno ci sar\u00e0 una mancanza importante.<br \/>\n<strong>Immagino che il tuo futuro marito sia il tuo pi\u00f9 grande fan?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, sicuramente. Ama la danza e ormai ne \u00e8 un profondo conoscitore. Mi critica pure. Un po\u2019 rimango male, da lui mi aspetto solo complimenti. In realt\u00e0 poi quando arrivano so che sono veramente sinceri. D\u2019altronde \u00e8 un musicista. Mi sopporta ma mi capisce pure. Dopo <em>Don Chisciotte <\/em>con tutte le mie ansie mi ha detto: \u201cpossiamo riprendere un rapporto normale io e te?\u201d<br \/>\n<strong>Ora passiamo al futuro. Un tuo sogno, qualcosa di grande ma non troppo lontano\u2026<\/strong><br \/>\nUn figlio sicuramente. Ho sacrificato molte cose per questo lavoro, la famiglia, i rapporti. Sarebbe molto bello. Certo a Roma non \u00e8 facile. La mia famiglia \u00e8 lontana, ma questo resta il mio sogno.<br \/>\n<strong>Come ti immagini tra vent\u2019anni?<\/strong><br \/>\nMi piacerebbe moltissimo rimontare balletti. Contrariamente al mio privato nel lavoro sono molto precisa. Sarebbe bello lavorare con un corpo di ballo, d\u2019altronde non ho una passione per l\u2019insegnamento. E magari perch\u00e9 no, tornare all\u2019universit\u00e0, studiare. Devo dire che non so se immagino il mio futuro a Roma. Sia io che il mio fidanzato veniamo da un posto piccolo, tranquillo. Chiss\u00e0\u2026<br \/>\n<strong>\u00c8 stato veramente un piacere incontrarti. Spero sar\u00e0 il primo di una serie. Ti auguro grandi soddisfazioni.<\/strong><br \/>\nGrazie. Ha fatto piacere anche a me e mi sono molto divertita. Ora posso andare a ritirare il mio vestito da sposa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro Alessia Gay dopo la bellissima Sylphide all\u2019Opera. Piombo a casa sua dopo pranzo. Due del pomeriggio. 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