{"id":55366,"date":"2013-07-09T20:10:11","date_gmt":"2013-07-09T18:10:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=55366"},"modified":"2013-12-09T12:22:24","modified_gmt":"2013-12-09T10:22:24","slug":"der-ring-des-nibelungen-alla-scala-4-gotterdammerung","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/der-ring-des-nibelungen-alla-scala-4-gotterdammerung\/","title":{"rendered":"\u201cDer Ring des Nibelungen\u201d alla Scala (4.\u201cG\u00f6tterd\u00e4mmerung\u201d)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Milano, Teatro alla Scala &#8211; Stagione d\u2019Opera e Balletto 2012\/2013<\/em><br \/>\n<strong>\u201cDER RING DES NIBELUNGEN\u201d<\/strong><br \/>\nSagra scenica in tre giornate e una vigilia<br \/>\nLibretto e musica di <strong>Richard Wagner<\/strong><br \/>\n<strong>4.&#8221; G\u00d6TTERD\u00c4MMERUNG&#8221;<\/strong><br \/>\nTerza giornata, in un prologo e tre atti<br \/>\n<em>Siegfried\u00a0<\/em> ANDREAS SCHAGER<br \/>\n<em>Gunther\u00a0<\/em> GERD GROCHOWSKI<br \/>\n<em>Alberich\u00a0<\/em> JOHANNES MARTIN KR\u00c4NZLE<br \/>\n<em>Hagen\u00a0<\/em> MIKHAIL PETRENKO<br \/>\n<em>Br\u00fcnnhilde\u00a0<\/em> IR\u00c9NE THEORIN<br \/>\n<em>Gutrune, Die dritte Norn\u00a0<\/em> ANNA SAMUIL<br \/>\n<em>Waltraute, Die zweite Norn\u00a0<\/em> MARINA PRUDENSKAYA<br \/>\n<em>Die erste<\/em> Norn\u00a0 MARGARITA NEKRASOVA<br \/>\n<em>Woglinde\u00a0<\/em> AGA MIKOLAJ<br \/>\n<em>Wellgunde\u00a0<\/em> MARIA GORTSEVSKAYA<br \/>\n<em>Flosshilde\u00a0<\/em> ANNA LAPROVSKAJA<br \/>\nDanzatori della compagnia di balletto Eastman (Antwerpen)<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro alla Scala<br \/>\nDirettore <strong>Daniel Barenboim<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Bruno Casoni<\/strong><br \/>\nRegia e scene <strong>Guy Cassiers<\/strong><br \/>\nScene e luci <strong>Enrico Bagnoli<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Tim Van Steenbergen<\/strong><br \/>\nVideo <strong>Arjen Klerkx, Kurt d\u2019Haeseleer<\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Sidi Larbi Cherkaoui<\/strong><br \/>\nIn coproduzione con Staatsoper Unter den Linden, Berlino<br \/>\nIn collaborazione con Toneelhuis (Antwerpen)<br \/>\n<em>Milano, 29 giugno 2013<\/em><\/p>\n<p><strong> <em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gottterdammerung-IMG_8137.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-55372\" title=\"gottterdammerung IMG_8137\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gottterdammerung-IMG_8137-290x193.jpg\" width=\"290\" height=\"193\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gottterdammerung-IMG_8137-290x193.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gottterdammerung-IMG_8137-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gottterdammerung-IMG_8137-270x179.jpg 270w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>La musica della fine<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>A distanza di pochi giorni la produzione della <em>G\u00f6tterd\u00e4mmerung<\/em> va in scena alla Scala, prima quale titolo che completa il <em>Ring<\/em> iniziato nel 2010, e poi nei due cicli completi della Tetralogia.<\/strong> Ma tra le esecuzioni (sei recite a fine di maggio e primi giorni di giugno; due nelle settimane dedicate al <em>Ring<\/em> completo, il 22 e il 29 giugno) sono alcune differenze importanti: a maggio Daniel Barenboim non aveva potuto dirigere le prime tre rappresentazioni (e neppure sovraintendere alle prove e alla concertazione; era stato sostituito da Karl-Heinz Steffens); mutano poi due interpreti importanti nella compagnia di canto: il protagonista, Siegfried, a maggio Lance Ryan, ora Andreas Schager, e Waltraute, a maggio Waltraud Meier, ora Marina Prudenskaya.<br \/>\n<strong>Grazie alla peculiare impostazione musicale di alcuni momenti, come gi\u00e0 accaduto nelle precedenti giornate, \u00e8 possibile cogliere il taglio interpretativo che Barenboim ha conferito a questo <em>Ring<\/em><\/strong>, allestito registicamente da <strong>Guy Cassiers<\/strong>. Per esempio, alla fine del prologo, prima dell\u2019enfatico attacco di Br\u00fcnnhilde, l\u2019orchestra si abbandona a un empito sonoro in corrispondenza di una leggera accelerazione del tempo: l\u2019accorgimento potrebbe essere inteso quale celebrazione eroica, e invece si tratta di esaltazione dell\u2019amore dei due personaggi (e dei rispettivi <em>Leitmotive<\/em>, naturalmente). Altro <em>stringendo<\/em> ritmico al termine del duetto tra Siegfried e Br\u00fcnnhilde, allorch\u00e9 il direttore fa rullare i timpani che preludono alla <em>Rheinfahrt<\/em> dell\u2019eroe; e nel corso del viaggio sul Reno l\u2019agogica direttoriale diventa quasi frenetica, tanto da stupire l\u2019ascoltatore per la sua bellezza e plausibilit\u00e0. Percussioni e archi sono in simbiosi perfetta; il triangolo canta addirittura, e le arpe s\u2019impongono all\u2019attenzione ancor pi\u00f9 degli ottoni (quelle sei arpe che sin dalla vigilia di <em>Rheingold<\/em> accompagnano la memoria dell\u2019ascoltatore, soprattutto con gli accordi del canto doloroso delle figlie del Reno). Ritorna anche quella \u201cfedelt\u00e0 nibelungica\u201d di cui si \u00e8 detto per il <em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/07\/der-ring-des-nibelungen-alla-scala-3-siegfried-2\/\">Siegfried<\/a><\/em>: nel meraviglioso duetto tra Alberich e Hagen Barenboim rende in modo chiarissimo, quasi didascalico, la ripresa dei temi musicali del primo nel canto del secondo; ed \u00e8 infatti doverosa attenzione, poich\u00e9 la trama che conduce all\u2019epilogo tragico \u00e8 ordita dai due antagonisti (padre e figlio, capaci di presentarsi come il parallelo della coppia Wotan-Siegfried). <strong>Pi\u00f9 che la <em>narrazione<\/em>, procede la <em>rivelazione<\/em> nel duetto tra Br\u00fcnnhilde e Waltraute<\/strong>, altro tentativo di persuasione finalizzata a evitare il destino rovinoso; il direttore, ben consapevole dell\u2019importanza di tale duetto per la caratterizzazione del personaggio di Br\u00fcnnhilde, divenuto \u201ctroppo umano\u201d, raggiunge il vertice dell\u2019introspezione grazie a un suono orchestrale di mirabile trasparenza e calligrafia. Con tutt\u2019altra funzione &#8211; ma con eguale esito artistico &#8211; Barenboim concerta la grandiosa scena nuziale del II atto, dove \u00e8 l\u2019unica comparsa del coro maschile in tutta la Tetralogia; al solito, per\u00f2, non si tratta di esaltazione nazionalistica ed eroica, ma di gioia un po\u2019 greve di popolani che festeggiano il matrimonio dei loro principi. Il III atto \u00e8 poi il momento delle inattese sorprese ritmiche: come se fosse in debito di tempo, a causa delle precedenti distensioni, Barenboim sorprende gli ascoltatori con ritmi piuttosto sostenuti, con una serie di abbrivi e impennate che presagiscono l\u2019inesorabilit\u00e0 della fine (nuovamente, come gi\u00e0 detto in <em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/07\/der-ring-des-nibelungen-alla-scala-2-die-walkure\/\">Walk\u00fcre<\/a><\/em>, <em>motus in fine velocior<\/em>: un broccardo medioevale che si adatta perfettamente alle necessit\u00e0 drammatiche).<br \/>\n<strong>Nelle dinamiche interne alla <em>G\u00f6tterd\u00e4mmerung<\/em> il direttore accentua una tecnica sperimentata in <em>Walk\u00fcre<\/em> e ripresa in <em>Siegfried<\/em><\/strong>: staccare tempi rilassati nelle grandi scene di canto solistico e di \u201cconversazione canora\u201d tra i personaggi, e stringerli invece negli snodi strumentali, e nelle sezioni sinfoniche copiosamente presenti nella Terza giornata (il trapasso dal prologo delle Norne alla rupe di Br\u00fcnnhilde, il viaggio di Siegfried sul Reno, la marcia funebre dell\u2019eroe, per non citare che i pi\u00f9 estesi). Il primo accorgimento \u00e8 funzionale alla qualit\u00e0 esecutiva, perch\u00e9 permette ai cantanti una respirazione naturale e non affannosa; il secondo sortisce sicuro effetto drammatico, perch\u00e9 incalza il susseguirsi degli eventi di scena in scena (non da ultimo, nella concezione musicale di Barenboim l\u2019accelerazione delle sezioni sinfoniche sottrae quell\u2019impressione celebrativa, solenne e magniloquente che per troppi decenni ha caratterizzato la percezione della musica di Wagner in generale, e del <em>Ring<\/em> in particolare).<br \/>\n<strong> <em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerug-IMG_7680.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-55373\" title=\"gotterdammerug IMG_7680\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerug-IMG_7680-133x200.jpg\" width=\"133\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerug-IMG_7680-133x200.jpg 133w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerug-IMG_7680-510x768.jpg 510w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerug-IMG_7680-270x405.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerug-IMG_7680.jpg 1886w\" sizes=\"auto, (max-width: 133px) 100vw, 133px\" \/><\/a>Compagnia e orchestra<\/em><\/strong><br \/>\nCorre l\u2019obbligo di render conto della prestazione di <strong>Andreas Schager<\/strong>, tenore dalla voce brunita, che in certi colori ricorda Jonas Kaufmann, anche se con meno armonici. Molto bravo sul piano attoriale, Schager \u00e8 uno di quei cantanti cos\u00ec spigliati sulla scena da entrare subito in empatia con il pubblico, sebbene non abbia una \u2018personalit\u00e0 vocale\u2019 marcata: l\u2019emissione non \u00e8 di per s\u00e9 n\u00e9 eroica n\u00e9 carezzevole, ma \u00e8 corretta; Ryan &#8211; il cui paragone \u00e8 inevitabile, visto che ha interpretato lo stesso ruolo pochi giorni prima &#8211; ha pi\u00f9 squillo e pi\u00f9 volume, ma Schager \u00e8 decisamente pi\u00f9 plausibile quanto a \u2018fisionomia vocale\u2019: non risulta mai ridicolo o farsesco; il camuffamento della voce quando indossa i panni di Gunther \u00e8 convincente; buono il do di risposta al saluto dei Ghibicunghi nel III atto, e assai espressivo il racconto finale prima dell\u2019uccisione (a differenza di Ryan, Schager non tenta di imitare i gorgheggi flautati dell\u2019uccellino; ed \u00e8 molto meglio cos\u00ec). <strong>Marina Prudenskaya<\/strong> \u00e8 sia Waltraute sia la seconda Norna: voce abbastanza potente e sicura nelle note di passaggio, anche se si stimbra appena in quelle acute; ottima tecnica e registro omogeneo; il timbro ricorda quello di Anna Larsson (Erda in questa edizione), ma l\u2019emissione \u00e8 molto pi\u00f9 corretta. I soli difetti derivano da alcuni suoni fissi in attacco (che nella parte della Norna si percepiscono molto meno), e dalla poca musicalit\u00e0 (in questo Waltraud Meier era insuperabile). Per il resto della compagnia (cos\u00ec come per le soluzioni registiche) si conferma quanto gi\u00e0 annotato nella <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/05\/%C2%ABti-canto-qualche-storia-dei-miei-giorni-di-un-tempo%C2%BB-gotterdammerung-alla-scala\/\">recensione<\/a> di maggio, con alcune peculiarit\u00e0: il Gunther di <strong>Gerd Grochowski<\/strong> \u00e8 ancora pi\u00f9 elegante, nonostante una certa difficolt\u00e0 nell\u2019affrontare gli acuti, un po\u2019 forzati e secchi. <strong>Mikhail Petrenko<\/strong> \u00e8 un ottimo Hagen, anche se rivela i segni della stanchezza (in quanto interprete anche di Hunding in <em>Walk\u00fcre<\/em>: per questo nel III atto rientra in scena senza l\u2019abituale eleganza). Altres\u00ec stanca &#8211; e comprensibilmente &#8211; \u00e8 <strong>Ir\u00e9ne Theorin<\/strong>, costretta a forzare pi\u00f9 del solito nelle note alte; ma la sua Br\u00fcnnhilde resta comunque molto convincente, e procede in crescendo fino all\u2019olocausto finale: all\u2019enfasi eroica si sostituisce piuttosto il <em>Lied<\/em> doloroso, e infatti la sezione che comincia dalla frase \u00abRuhe, Ruhe, du Gott!\u00bb (<em>Pace ora, pace, o dio!<\/em>) risuona indimenticabile.<br \/>\n<strong> <em><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerung-MG_4788.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-55371\" title=\"gotterdammerung MG_4788\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerung-MG_4788-290x170.jpg\" width=\"290\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerung-MG_4788-290x170.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerung-MG_4788-1024x600.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/gotterdammerung-MG_4788-270x158.jpg 270w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Il pubblico<\/em><\/strong><br \/>\n<strong> Una notazione sull\u2019interazione tra artisti e pubblico \u00e8 necessaria in ogni recensione musicale; lo \u00e8 tanto pi\u00f9 al termine di un ciclo impegnativo e complesso come il <em>Ring<\/em>.<\/strong> \u00c8 presumibile che, trattandosi di rappresentazioni fuori abbonamento rispetto al cartellone della stagione scaligera, e in pi\u00f9 collegate tra loro, in modo da rendere sensata la fruizione di tutti e quattro i drammi, il pubblico fosse costituito di appassionati wagneriani (e per pi\u00f9 del 40 % stranieri). <strong>Ogni serata il direttore d\u2019orchestra \u00e8 accolto da un applauso particolarmente sentito: \u00e8 come un ringraziamento per aver riportato alla Scala <em>L\u2019anello del nibelungo<\/em> in esecuzione continuata.<\/strong> Al termine del <em>Rheingold<\/em> l\u2019approvazione \u00e8 totale e prolungata, ma si percepisce che gli spettatori non sono ancora entrati appieno nel meccanismo della Tetralogia (e poi va ricordato che, per le sue forme inusitate, la vigilia del <em>Ring<\/em> \u00e8 quanto di pi\u00f9 lontano possa esistere rispetto a un melodramma italiano; tanto pi\u00f9 giustificato, dunque, il senso di smarrimento di molti spettatori). L\u2019atmosfera diventa molto pi\u00f9 coinvolgente ed entusiastica al termine del I atto di <em>Walk\u00fcre<\/em>, perfettamente riuscito sotto ogni profilo; e prima del II atto della stessa opera, quando Barenboim ritorna sul podio, il pubblico gli tributa una grande, appassionata ovazione. Nei finali I e II di <em>Siegfried<\/em> gli applausi sono prolungati e convinti, ma si unisce qualche isolata contestazione (molto probabilmente all\u2019indirizzo del tenore protagonista), al punto da far temere dell\u2019esito complessivo; al contrario, alla fine del III atto il teatro si produce soltanto in apprezzamenti e grida di ammirazione. Con <em>Il crepuscolo degli d\u00e8i<\/em>, da ultimo, si raggiunge l\u2019apoteosi: a ogni ingresso Barenboim \u00e8 clamorosamente festeggiato, e alla fine, dopo un lunghissimo applauso per figuranti, coro e cantanti, l\u2019intera platea si alza in piedi commossa per onorare il direttore d\u2019orchestra.<br \/>\n<strong><em>Conclusione del Ring<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>Chi ha avuto la pazienza di leggere le quattro puntate della cronaca del <em>Ring<\/em> scaligero si sar\u00e0 certamente accorto della centralit\u00e0 del ruolo di Barenboim; ed \u00e8 ovvio, essendo egli il maestro concertatore e direttore d\u2019orchestra<\/strong>. Meno ovvia \u00e8 invece la simbiosi tra direzione e regia di Cassiers, che si profila meglio soltanto al termine del ciclo, non soltanto per l\u2019impostazione del tutto anti-eroica e anti-retorica (di per s\u00e9 non una novit\u00e0), ma anche per la visione critica della civilt\u00e0 tecnologica ed elettronica dell\u2019uomo postmoderno. Offrono tale prospettiva, tutt\u2019altro che lieta, sia il regista (con il suo gruppo di geniali collaboratori) sia il direttore d\u2019orchestra; la lettura di Barenboim \u00e8 infatti un\u2019ininterrotta disamina del tessuto orchestrale e della trama di cui il suono si compone. Senza mai frammentare l\u2019eterna melodia wagneriana, il direttore ne mette a nudo la testura, la grana microscopica, esattamente come accade nella ricerca della fisica atomica o nell\u2019ingrandimento dei <em>pixel<\/em> di uno schermo video: appunto, un disvelamento della \u201ctecnologia musicale\u201d coniata da Wagner, sulla scorta dei vari <em>Motive<\/em>, delle loro famiglie, della loro qualit\u00e0 positiva o nefasta.<br \/>\n<strong>Il presupposto forse pi\u00f9 significativo che direttore e regista condividono, per concludere, \u00e8 che l\u2019arte musicale e teatrale wagneriana possa indurre gli spettatori a modificare la loro azione nei confronti del mondo, o quanto meno a riflettere su tale possibilit\u00e0<\/strong>; l\u2019allestimento di Cassiers si propone di rivelare il valore pragmatico del <em>Ring<\/em>: questa saga non si limiterebbe a esprimere, ma spingerebbe ad agire o a modificare l\u2019azione. E il <em>trait d\u2019union<\/em> tra linguaggio musicale e narrazione drammatica consisterebbe proprio nell\u2019elemento artistico-simbolico comune ai quattro allestimenti: il bassorilievo delle <em>Passions humaines<\/em> di Jef Lambeaux, imposto all\u2019osservazione degli spettatori negli ultimi istanti della <em>G\u00f6tterd\u00e4mmerung<\/em>. Il pubblico si concentra sulla frontalit\u00e0 luminosa dell\u2019opera d\u2019arte, ed essa, \u00aba sua volta, ci guarda, con un semplice messaggio: voi siete cos\u00ec, ma dovete cambiare la vostra vita\u00bb (come scrive Erwin Jans a conclusione del suo saggio nel programma di sala, <em>Into the<\/em> Twilight Zone). L\u2019arte \u00e8 (o dovrebbe essere) il bene pi\u00f9 importante in una societ\u00e0 moderna e democratica; il <em>Gesamtkunstwerk<\/em> wagneriano, \u201cl\u2019opera d\u2019arte totale\u201d, dovrebbe esserlo a maggior ragione, a tutela della libert\u00e0 di ogni uomo. <em>Foto Brescia e Amisano \u00a9 Teatro alla Scala<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, Teatro alla Scala &#8211; Stagione d\u2019Opera e Balletto 2012\/2013 \u201cDER RING DES NIBELUNGEN\u201d Sagra scenica in tre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":55370,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[7749,7811,5535,7810,8030,172,3175,7812,8029,7808,145,173,6544],"class_list":["post-55366","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andreas-schager","tag-arjen-klerkx","tag-der-ring-des-nibelungen","tag-enrico-bagnoli","tag-gerd-grochowski","tag-gotterdammerung","tag-irene-theorin","tag-kurt-dhaeseleer","tag-marina-prudenskaya","tag-mikhail-petrenko","tag-opera-lirica","tag-richard-wagner","tag-tim-van-steenbergen"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55366","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55366"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55366\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}