{"id":56162,"date":"2013-07-30T00:00:27","date_gmt":"2013-07-29T22:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=56162"},"modified":"2016-12-21T12:44:58","modified_gmt":"2016-12-21T11:44:58","slug":"firenze-palazzo-pittiorfeo-allinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/firenze-palazzo-pittiorfeo-allinferno\/","title":{"rendered":"Firenze, Palazzo Pitti:&#8221;Orfeo all&#8217;inferno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Firenze, Palazzo Pitti, Cortile dell&#8217;Ammannati<br \/>\n<\/em>\u201c<strong>ORFEO ALL\u2019INFERNO<\/strong>\u201d (<em>Orph\u00e9e aux Enfers) <\/em><br \/>\nOp\u00e9ra-f\u00e9erie in quattro atti e dodici quadri di Hector-Jonathan Cr\u00e9mieux e Ludovic Hal\u00e9vy<br \/>\nMusica di<strong> Jacques Offenbach <\/strong><br \/>\nVersione ritmica italiana di Gino Negri, libera traduzione italiana del testo di Lorenzo Arruga.<br \/>\n<em>Euridice \u00a0<\/em>MARINA BUCCIARELLI<br \/>\n<em>Plutone-Aristeo \u00a0<\/em>ROBERTO COVATTA<br \/>\n<em>Giove \u00a0<\/em>LEONARDO GALEAZZI<br \/>\n<em>Orfeo \u00a0<\/em>BLAGOJ NACOSKI<br \/>\n<em>John Styx \u00a0<\/em>ANTONIO PANNUNZIO<br \/>\n<em>Mercurio \u00a0<\/em>SAVERIO BAMBI<br \/>\n<em>Marte \u00a0<\/em>SIMONE ALBERTI<br \/>\n<em>Diana \u00a0<\/em>ROMINA CASUCCI<br \/>\n<em>Opinione pubblica \u00a0<\/em>ROMINA TOMASONI<br \/>\n<em>Venere <\/em>ARIANNA DONADELLI<br \/>\n<em>Cupido \u00a0<\/em>IRENE FAVRO<br \/>\n<em>Giunone \u00a0<\/em>IRENE MOLINARI<br \/>\nPrimi ballerini e corpo di ballo di Maggiodanza<br \/>\nOrchestra\u00a0 e Coro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nIn collaborazione con <em>Maggio Fiorentino Formazione\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nDirettore \u00a0<strong>Xu Zhong <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Lorenzo Fratini<br \/>\n<\/strong>Regia \u00a0<strong>Marco Carniti <\/strong><br \/>\nScene \u00a0<strong>Carlo Centolavigna <\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0 <strong>Maria Filippi <\/strong><br \/>\nLuci \u00a0<strong>Gianni Paolo Mirenda <\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Paolo Arcangeli <\/strong><br \/>\n<em>Firenze, 24 luglio 2013<br \/>\n<\/em>Che bello uscire da uno spettacolo ancora sorridendo! Questa sera mi sono divertito molto e, se un senso ha il difficile lavoro dello spettacolo, dovrebbe essere proprio quello di dare sincera felicit\u00e0 e buono svago al pubblico, a prescindere che si tratti di repertorio comico o tragico. E fare del bene facendo bene, <em>tout court<\/em>. Se alla sua epoca (1858) questa operetta, o meglio \u201copera fatata\u201d secondo la definizione dei librettisti, \u00e8 stata interpretata come la corrosiva satira di una societ\u00e0 moralista e puritana, perfetta in superficie (la terra e il cielo) ma che nasconde vizi e tradimenti al suo interno (l\u2019inferno), <strong>l\u2019ottima intuizione e la geniale creativit\u00e0 del regista Marco Carniti<\/strong> ci ha catapultati nel presente dramma del precariato. Ridere non vuol dire deridere, il \u201cmusicista disoccupato\u201d che ci accoglie nell\u2019ouverture come gli striscioni della protesta contro Giove che inneggiano \u201ccon la cultura si mangia\u201d ci hanno strappato un sorriso pieno di sentimenti di amicizia e sostegno per tutti i colleghi degli enti lirico-sinfonici che in questi stessi giorni aspettano importanti verdetti sulla loro sorte futura. Ma ci sono anche le altre forme di precariato a cui pensa questa moderna satira. Cito dalla breve introduzione a firma dello stesso Carniti: <em>\u201cLa mancanza di lavoro. La fragilit\u00e0 del quotidiano. L\u2019insicurezza del sistema economico. L\u2019impotenza di fronte alla confusione di una societ\u00e0 da riorganizzare.\u201d<\/em> L\u2019organizzazione scenica prevede uno sfondo di loculi-letto che sono un condominio di esseri muta-forma che passano dal cielo all\u2019inferno acquistando quanta pi\u00f9 vitalit\u00e0 ed energia quanto pi\u00f9 in basso scendono. Devo ancora una volta dedicare <strong>una lode particolare al Coro del Maggio Musicale Fiorentino per aver dato voce e corpo<\/strong> (anche letteralmente..!) in maniera perfetta a questa idea registica. Da fantasmi diafani che dormicchiano mentre smaltiscono in pigiama o camicia da notte una sbornia o uno sballo (o qualcosa di pi\u00f9 sexy) del primo atto alla grande protesta energica del secondo fino all\u2019esplosione orgiastica delle scene \u201cinfernali\u201d, divenuti spiriti elegantissimi e provocanti. Oltre alla consueta qualit\u00e0 vocale e musicale, gli artisti del coro sono stati \u00a0ottimi co-protagonisti di questo bello spettacolo. <strong>Anche i primi ballerini e tutto il Corpo di ballo di Maggio Danza sono stati molto ben presenti non solo con la loro bella fisicit\u00e0 e grazia<\/strong> (che sarebbero quasi date per scontate) ma anche con tutto il necessario humor disincantato. E assolutamente non in maniera di contorno ma costruendo insieme al cast vocale tutta questa complessa ed ingegnosa macchina teatrale che come una locomotiva si \u00e8 messa in moto di accelerazione continua. Motore per nulla immobile di questo fenomeno \u00e8 stata <strong>l\u2019Orchestra del Maggio Musicale, in gran forma grazie alla direzione molto solida e fantasiosa di Xu Zhong, che ha dato impulso dinamico alle pagine brillanti<\/strong> ben equilibrate con quelle decisamente liriche. L\u2019orchestra ha risposto sempre col suo caratteristico bel suono e la riconosciuta capacit\u00e0 di una vasta proposta di colori e dinamiche che raramente altrove si sente dal vivo, e quasi mai all\u2019aperto. In questo senso, da musicista che non ama n\u00e9 fare n\u00e9 ascoltare la musica all\u2019aperto (in totale concordanza con le idee toscaniniane su questo argomento) dichiaro la mia piacevole sorpresa nel trovare un luogo adatto ad uno spettacolo musicale il Cortile dell\u2019Ammannati. Forse, vorrei dire qualcosa contro la forma di amplificazione adottata per \u201caiutare\u201d il cast dei solisti nel parlato e in qualche punto del cantato: non so se fosse che lo strumentario tecnologico era di scarsa qualit\u00e0 e che i giovani interpreti avrebbero dovuto lavorare di pi\u00f9 sull\u2019articolazione del testo (chi pi\u00f9 chi meno), ma in effetti la bella efficace traduzione italiana del testo \u00e8 sovente rimasta nascosta ai pi\u00f9 tra il pubblico. Nonostante ci\u00f2, il lavoro di interpretazione scenica complessivo \u00e8 stato sufficientemente ben unito alla partitura musicale, sicch\u00e9 la narrazione \u00e8 arrivata comunque chiare agli spettatori (in effetti per maggioranza stranieri).<br \/>\n<strong>Un buon cast di belle voci ha dato forma a personaggi vitali e ben delineati.<\/strong> Forse alcuni artisti avevano un senso del ritmo comico pi\u00f9 sviluppato di altri, ma nel complesso una compagnia ben amalgamata e solida. L\u2019Orfeo di <strong>Blagoj Nacoski<\/strong> \u00e8 un elegante e compassato musicista incompreso che sembra venire da un\u2019altra epoca (quella settecentesca e rococ\u00f2 delle \u201cdivinit\u00e0\u201d olimpiche), felice di liberarsi di una moglie che esige una prestanza sessuale che lui non vuole (o non pu\u00f2) garantire. La voce di Nacoski ha un timbro vellutato e dolce che ben esprime questo distacco del personaggio da tutto quanto \u00e8 \u201cterreno\u201d e fisico. Di contrasto con la verve scenica e la brillantezza vocale dell\u2019ottima Euridice di<strong> Marina Bucciarelli<\/strong> e la mefistofelica presenza di un bravo <strong>Roberto Covatta<\/strong> che regge con facilit\u00e0 la tessitura acuta della scrittura vocale del suo personaggio.<strong> Romina Tomasoni,<\/strong> nelle vesti di una \u201ciron-lady\u201d con accento germanico, ha reso bene il personaggio dell\u2019Opinione pubblica che vuole coprire sotto il velo della questione morale il marcio di una \u201ccrisi\u201d che secondo lei \u201cnon esiste\u201d. Nell\u2019ottima pantomina del musicista disoccupato e poi nella resa del personaggio di John Styx (mendicante da \u201ctre soldi\u201d,\u00a0 spiritello infernale schiavizzato, una specie di Arlecchino ubriaco che cerca di dimenticare nell\u2019acqua di Lete la crisi, appunto) ho apprezzato la disinvoltura scenica e la coerenza interpretativa di <strong>Antonio Pannunzio.<\/strong> Nella folta schiera delle divinit\u00e0 olimpiche (vestite da nobili e monarchi del Settecento) una lode particolare va all\u2019ottima dizione e alla bella voce di <strong>Leonardo Galeazzi<\/strong> nelle vesti di Giove, autentico <em>premier<\/em> in delirio di onnipotenza sessuale, che seduce Euridice in un\u2019ennesima metamorfosi: il famoso e, qui, molto ben riuscito ed applaudito duetto \u201cdella mosca\u201d. Anche<strong> Saverio Bambi<\/strong> (Mercurio che fa il surf sulle onde del mare cosmico) e <strong>Irene Favro<\/strong> (un bel Cupido <em>farfallone amoroso<\/em>) hanno centrato in maniera molto convincente i loro personaggi dinamici e allegri ed hanno cantato bene le loro rispettive arie: il primo in una velocissima sequenza scioglilingua, la seconda con bel morbido fraseggio nella scena della metamorfosi in mosca del sommo padre Giove. Il quartetto degli altri dei \u00e8 stato impersonato in maniera convincente da <strong>Romina Casucci<\/strong> (bella voce sonora ed estesa, una simpatica Diana, capricciosa ragazzina viziata), <strong>Arianna Donadelli<\/strong> (Venere dal morbido timbro e molto graziosa figura), <strong>Irene Molinari<\/strong> (Giunone, sposa infelice, con brevi ma ben incisivi interventi vocali) e <strong>Simone Alberti<\/strong> (un Marte bamboccione viziato, dalla vocalit\u00e0 brillante e sicura). Un buon risultato complessivo anche per il programma di Maggio Fiorentino Formazione che ci ha fatto sentire, tra questi artisti, alcune giovani nuove voci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze, Palazzo Pitti, Cortile dell&#8217;Ammannati \u201cORFEO ALL\u2019INFERNO\u201d (Orph\u00e9e aux Enfers) Op\u00e9ra-f\u00e9erie in quattro atti e dodici quadri di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":56175,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[5067,3461,625,8697,4827,3462,4946,145,8074,17725,8170,9847,2763,3679,5131],"class_list":["post-56162","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-blagoj-nacoski","tag-carlo-centolavigna","tag-jacques-offenbach","tag-leonardo-galeazzi","tag-marco-carniti","tag-maria-filippi","tag-marina-bucciarelli","tag-opera-lirica","tag-orfeo-allinferno","tag-palazzo-pitti-di-firenze","tag-paolo-arcangeli","tag-roberto-covatta","tag-romina-casucci","tag-romina-tomasoni","tag-xu-zhong"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56162","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56162"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88065,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56162\/revisions\/88065"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}