{"id":56209,"date":"2013-07-28T16:41:34","date_gmt":"2013-07-28T14:41:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=56209"},"modified":"2016-12-02T20:25:33","modified_gmt":"2016-12-02T19:25:33","slug":"bolzano-danza-2013tragedie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bolzano-danza-2013tragedie\/","title":{"rendered":"Bolzano Danza 2013:&#8221;Trag\u00e9die&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bolzano Danza 2013, Teatro Comunale<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;<span style=\"font-size: small;\">TRAG<span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\">\u00c9<\/span>DIE&#8221;<\/span><br \/>\n<\/strong><strong>COD &#8211; Compagnie Olivier Dubois per il Festival d\u2019Avignon 2012, Cloitre des Carmes.<br \/>\n<\/strong>Coreografia <strong>Olivier Dubois<br \/>\n<\/strong>Musiche di <strong>Fran\u00e7ois Caffenne<\/strong><br \/>\nInterpreti: Benjamin Bertrand, Arnaud Boursain, Marie-Laure Caradec, Sylvain Decloitre, Marianne Descamps, Virginie Garcia, Karine Girard, Carole Gomes, In\u00e9s Hern\u00e1ndez, Isabelle K\u00fcrzi, S\u00e9bastien Ledig, Filipe Louren\u00e7o, Thierry Micouin, Jorge More Calderon, Loren Palmer, Rafael Pardillo, S\u00e9bastien Perrault, Sandra Savin.<br \/>\nLuci <strong>Patrick Riou <\/strong><br \/>\n<em>Prima nazionale in\u00a0 esclusiva<br \/>\nBolzano, 24 luglio 2013\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>Nudi, tutti nudi, sempre nudi e in movimento, tutti in movimento, sempre in movimento<\/strong>. Diciotto ballerini: 9 maschi e 9 femmine, occupano ogni spazio del palco per 90 minuti. Non c&#8217;\u00e8 tregua o azione che dia la facolt\u00e0 di capire chi siamo, cosa facciano e quale sia la loro meta. \u00c8 la tragedia umana, afferma Dubois nell&#8217;incontro con il pubblico avvenuto dopo lo spettacolo, in cui <strong>l&#8217;essere umano va credendo che la sua esistenza sia l&#8217;esito delle proprie azioni e decisioni, che in fine non sono che ci\u00f2 che gli lascia fare chi l&#8217;ha preceduto<\/strong>, chi ha gi\u00e0 fatto e deciso prima di lui.<br \/>\nQuesto entrare e uscire di scena dei ballerini, dapprincipio in sincrono col loop monotono di un battito (che scandisce il tempo), compiendo 12 passi avanti e 12 passi di ritorno dopo un mezzo giro sinistrorso, senza mai incontrarsi, n\u00e9 guardarsi, per poi, alla fine, incrociarsi e agitarsi scompostamente, significa appunto che \u201c<em>un essere umano non fa una umanit\u00e0<\/em>\u201d (<em>Dubois<\/em>). Ogni vita \u00e8 un ballerino che fa un proprio percorso, per decisione degli altri. Possiede una propria personalit\u00e0, un sesso, un colore dei capelli, una fisionomia, un carattere. Tuttavia per il coreografo francese, ci\u00f2 che interessa \u00e8 che egli faccia parte di un sistema, in cui fa il suo \u201c<em>dovere<\/em>\u201d (nel processo) biologico. <strong>E non vi \u00e8 alcun interesse amoroso, n\u00e9 intendimento sessuale tra di loro. Trag\u00e9die non riguarda la sfera sentimentale, e se alla fine dello spettacolo vi sono amplessi, ebbene questi sono espressi come bisogni fisiologici in s\u00e9<\/strong>. Ognuno, a turno alterno, mima l\u2019amplesso amoroso ma lontano dal\/dalla partner. Insomma appaiono volutamente distaccati, ovvero ammucchiati l\u2019un l\u2019altra a rotolare via e sparire nel buio, come le serpi che portano con s\u00e9 Laocoonte e i suoi figlioli, in fondo al mare. <em>Dubois<\/em> gioca tra l\u2019Eros e Thanatos e passa dall\u2019organizzazione complessa, alla forma inorganica.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/player.vimeo.com\/video\/49372114?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ffffff\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, <strong>che cos\u2019\u00e8 Trag\u00e9die?<\/strong> E\u2019 una sapiente organizzazione di figure che si muovono in uno spazio: impossibile seguirle tutte; di scrittura attraverso di esse: il 12 \u00e8 un doppio senario (dodecasillabo, che nella metrica francese \u00e8 un alessandrino); di segni significanti: il coprirsi il volto (gomito alzato, palmo della mano contrario al viso) e i genitali (braccia incrociate verso il basso) e le urla mute al cielo, ne fanno dei dannati che si scoprono nudi ma col loro peccato addosso, che non pu\u00f2 essere dismesso. Ecco, appunto, quell\u2019essere tutti nudi, che costituisce l\u2019elemento d\u2019attrazione (di curiosit\u00e0) per <strong>questa<\/strong> <strong>mise en scene della tragedia umana<\/strong>, se da una parte, quella ufficiale, \u00e8 una scelta che vuol esautorare l\u2019essere umano da sovrastrutture storiche, sociali e psicologiche, da quella non ufficiale si deduce che si \u00e8 voluto arricchire le coreografie delle forme del corpo umano, anch\u2019esso ricco di significati. Scolpirlo con la luce evidenziandone la bellezza anatomica, che \u00e8 gi\u00e0 un\u2019arte naturale, seppur aiutata dall\u2019esercizio ginnico.<br \/>\n<strong>Trag\u00e9die \u00e8 un capolavoro ossessivo e ipnotico<\/strong> a cominciare dalla onnipresente colonna sonora di <em>Caffenne<\/em> che martella, ad alto volume, con refrain di percussioni e di chitarra elettrica dal suono ricercatamente distorto, qui e l\u00e0 contaminata da organetti che ne sottolineano la ricorsivit\u00e0 e la rendono ossessiva. L\u2019andirivieni dei ballerini e delle ballerine con le loro passerelle veloci e uguali, ovvero rallentate e disomogenee e le ricorsive piroette e i baldanzosi saltelli, braccia distese dietro, delle coreografie di gruppo conducono all\u2019ipnotismo, specie quando veniamo abbagliati da luci stroboscopiche che imprimono nella nostra retina le loro pose statuarie. Infatti <strong>nulla \u00e8 casuale o improvvisato<\/strong>. A sentire il regista si tratta di una lavoro di ricerca maniacale della perfezione. I 18 ballerini, con una et\u00e0 compresa tra i 23 e i 52 anni, scelti dopo 1300 audizioni, si muovono, gesticolano e si atteggiano riproducendo ogni gesto che \u00e8 stato prima pensato, scritto e poi provato dallo stesso coreografo. Ogni suono \u00e8 il risultato di sei anni di adattamenti. Ebbene, anche se tutto sembra caotico e disconnesso, alla fine si evince che le coreografie hanno raccontato una storia: quella del ciclo naturale della vita dell\u2019essere umano, di colui che vorrebbe decidere diversamente dal perch\u00e9 \u00e8 stato concepito. Tutto \u00e8 lineare e regolare, all\u2019inizio, ogni \u201celemento\u201d percorre deciso la propria strada privo di ogni missione, cio\u00e8 quella di esistere. Poi qualcuno rallenta, un altro si guarda alle spalle e addirittura c\u2019\u00e8 chi accenna ad un verso (vagito). <strong>Ecco che, come se privi di autocontrollo, questi esseri ignudi e indifesi scardinano l\u2019ortogonalit\u00e0 dei piani fin qui descritti per arrivare ad ammassarsi pur conservando la precipua individualit\u00e0, del pesce nel branco<\/strong>. Allora ci si incontra e ci si accoppia, sempre a dovuta distanza, perch\u00e9 non vi dovrebbe essere, come s\u2019\u00e8 detto, alcun sentimentalismo, ma istinto riproduttivo. Ci si raggruppa per sesso e poi di nuovo ci si separa e ci si distanzia nello scatenarsi ad esprimere tutta la propria prorompente presenza, all\u2019incalzare del progressivo e compulsivo sonoro.<br \/>\nUna bella coreografia dello spettacolo \u00e8 dedicata al girone dantesco, al cerchio di dannati ricurvi sotto il peso del proprio peccato, che girano intorno in cerchi concentrici dimenando le braccia al cielo. Quindi <strong>una sorta di sabbah, di ricorrenza tribale, dove stavolta corrono racchiudendo al centro una donna grassa dai capelli rossi, una venere di willendorf che porta con s\u00e9 l\u2019inequivocabile valore simbolico, ma che costituisce imponenza per l\u2019effetto marcatamente chiaroscurato dovuto alle sue grandi forme.<br \/>\n<\/strong>E\u2019 come se tutto d\u2019essere in qualche modo esorcizzato, come il voler passare dal composto classicismo al variegato barocco, passando per un manierismo che si fa volutamente ricerca estetica. Forti sono i richiami all\u2019iconografia dell\u2019arte: le figure ritorte, carnose e muscolose della sistina michelangiolesca e le sapienti composizioni dei gruppi con la gestione dei pieni e dei vuoti di <em>G\u00e9ricault (la zattera della medusa)<\/em><em>. <\/em><br \/>\nGrande Dubois! seppure novizio (ha debuttato nel 2006), gi\u00e0 direttore del Centre Chor\u00e9graphique National de Roubaix (al posto di <em>Carolyn Carlson<\/em>), considerato tra i cento migliori ballerini-coreografi al mondo, ispiratosi a Ni\u017einskij e ad <em>Angelin<\/em> Preljo\u00e7aj, ha creato coreografie tratte da Sinatra e Ravel. <strong>Trag\u00e9die \u00e8 il perfetto risultato di questa neanche decennale ma importante carriera, a costituire un\u2019opera prima degna di ovazioni da parte del pubblico e di cinque bei minuti di sentiti accorati applausi. <\/strong><em>Foto Francois Stemmer<\/em><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bolzano Danza 2013, Teatro Comunale &#8220;TRAG\u00c9DIE&#8221; COD &#8211; Compagnie Olivier Dubois per il Festival d\u2019Avignon 2012, Cloitre des [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":122,"featured_media":56259,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[8178,14677,8179,8180],"class_list":["post-56209","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-bolzano-danza-2013","tag-danza","tag-olivier-dubois","tag-tragedie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56209"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56209\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87198,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56209\/revisions\/87198"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56259"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}