{"id":56266,"date":"2013-07-29T00:36:41","date_gmt":"2013-07-28T22:36:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=56266"},"modified":"2013-12-09T04:22:25","modified_gmt":"2013-12-09T02:22:25","slug":"verdi-opera-prieres","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/verdi-opera-prieres\/","title":{"rendered":"Verdi Opera.Pri\u00e8res"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Roberto Scandiuzzi<\/strong> (basso), <strong>Mara Bezzi<\/strong> (soprano), <strong>Andrea Stefenell<\/strong> (pianoforte). Giuseppe Verdi, <em>Nabucco<\/em>, \u00abVieni, o Levita!&#8230; Il santo \/ codice reca\u00bb;\u00a0<em>I Due Foscari<\/em>, \u00abTu al cui sguardo onnipossente [\u2026] La clemenza?&#8230; s\u2019aggiunge lo scherno!&#8230;\u00bb;\u00a0<em>Giovanna d\u2019Arco<\/em>, \u00abSempre all\u2019alba ed alla sera\u00bb;\u00a0<em>La Forza del Destino<\/em>, duetto \u00ab- Or siam soli\u2026 [\u2026] &#8211; Se voi scacciate questa pentita\u00bb; <em>I Lombardi alla prima Crociata<\/em>, \u00abTe, Vergin santa, invoco!\u00bb, \u00abOh madre, dal cielo soccorri al mio pianto\u00bb; <em>J\u00e9rusalem<\/em>, \u00abGr\u00e2ce, mon Dieu!\u00bb;\u00a0<em>La Traviata<\/em>, \u00ab\u201cTeneste la promessa&#8230;\u201d [\u2026] Addio del passato bei sogni ridenti\u00bb; <em>Otello<\/em>, \u00abAve Maria, piena di grazia\u00bb; <em>Il Trovatore<\/em>, \u00abD\u2019amor sull\u2019ali rosee [\u2026] Tu vedrai che amore in terra\u00bb; <em>I Masnadieri<\/em>, duetto \u00ab- Mio Carlo&#8230; &#8211; Ei sogna\u00bb. Registrazione: Teatro Alfieri di Asti, settembre 2012. <strong>1 CD Peacock Classic Record<\/strong>.<br \/>\n<!--more--><strong><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/registrazione-cd-teatro-alfieri-asti-ottobre-2012-mara-bezzi-e-roberto-scandiuzzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-56268\" title=\"registrazione-cd-teatro-alfieri-asti-ottobre-2012-mara-bezzi-e-roberto-scandiuzzi\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/registrazione-cd-teatro-alfieri-asti-ottobre-2012-mara-bezzi-e-roberto-scandiuzzi-149x200.jpg\" width=\"163\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/registrazione-cd-teatro-alfieri-asti-ottobre-2012-mara-bezzi-e-roberto-scandiuzzi-149x200.jpg 149w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/registrazione-cd-teatro-alfieri-asti-ottobre-2012-mara-bezzi-e-roberto-scandiuzzi-575x768.jpg 575w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/registrazione-cd-teatro-alfieri-asti-ottobre-2012-mara-bezzi-e-roberto-scandiuzzi-270x360.jpg 270w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/registrazione-cd-teatro-alfieri-asti-ottobre-2012-mara-bezzi-e-roberto-scandiuzzi.jpg 649w\" sizes=\"auto, (max-width: 163px) 100vw, 163px\" \/><\/a>Le sicure note del pianoforte di Andrea Stefenell introducono la scena terza della seconda parte di <em>Nabucco<\/em><\/strong> (<em>L\u2019empio<\/em>) con una cadenza ieratica; quindi sgorga la voce, altrettanto sicura, sacrale, forte, di<strong> Roberto Scandiuzzi quale Zaccaria. Non potrebbe inaugurarsi in modo pi\u00f9 appropriato una novit\u00e0 discografica<\/strong> centrata sulle scene di preghiera individuale dei melodrammi verdiani, in cui trova comunque spazio qualche brano fuori programma, non strettamente riconducibile alla tipologia indicata dal titolo. Non si tratta per\u00f2 di una rassegna di duetti, e neppure dell\u2019alternarsi di arie per basso o per soprano, perch\u00e9 Scandiuzzi compare soltanto in quattro brani (da <em>Nabucco<\/em> e da <em>J\u00e9rusalem<\/em> in qualit\u00e0 di solista, dalla <em>Forza del destino<\/em> e dai <em>Masnadieri<\/em> a due con il soprano), mentre gli altri sono affidati alla voce sola di Mara Bezzi, giovane e promettente allieva dello stesso Scandiuzzi (e impegnata con il maestro, tra luglio e agosto 2013, in una <em>tourn\u00e9e<\/em> piemontese che ripropone il concerto ora consegnato alla registrazione discografica).<br \/>\n<strong>La cantante si cimenta in una serie di personaggi verdiani che attraversano tutta la produzione del compositore:<\/strong> dalla Lucrezia Contarini dei <em>Due Foscari<\/em> alla Violetta di <em>Traviata<\/em>, da Giovanna d\u2019Arco alla Desdemona di <em>Otello<\/em>. La prova \u00e8 certamente ardua, ma resa omogenea e persuasiva dalla scelta dei brani, poich\u00e9 &#8211; come il titolo precisa &#8211; l\u2019antologia contempla un tipo preciso di numero musicale, la preghiera, alla divinit\u00e0 o ad altra entit\u00e0 religiosa oppure simbolica. La selezione permette quindi di comprendere come in Verdi tale ritrovato scenico non si riduca mai a schema predefinito (l\u2019enunciazione della preghiera, secondo una struttura metrico-ritmica uniforme, come nell\u2019inno cletico della tradizione letteraria); fin dai <em>Due Foscari<\/em>, per esempio, al tono accorato e disperato della preghiera seguono lo slancio ribelle dell\u2019invettiva, lo scatto contro un destino malevolo e dispotico, per lo pi\u00f9 nato dalla malvagit\u00e0 dell\u2019intrigo politico (ed \u00e8, dopo il recitativo che segue la romanza, la cabaletta, agile e virtuosistica). Ma esiste anche una preghiera trapuntata dallo slancio e dall\u2019ardore della fede, che si traduce in puntature acute e agilit\u00e0 vocali, come quella della <em>Giovanna d\u2019Arco<\/em>.<br \/>\n<object width=\"480\" height=\"360\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/pxWUzkWfWiU?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"480\" height=\"360\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/pxWUzkWfWiU?hl=it_IT&amp;version=3\" allowFullScreen=\"true\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" \/><\/object><br \/>\n<strong>La voce di Mara Bezzi \u00e8 ricca, pastosa, capace di alternare momenti di meditazione ad altri pi\u00f9 concitati<\/strong>; per questo si staglia paradigmatica la prima scena presente nel <em>cd<\/em>, quella dai gi\u00e0 ricordati <em>Due Foscari<\/em>, articolata in due blocchi musicali non propriamente consecutivi nella partitura originale, che l\u2019esecuzione accosta a fini drammaturgici. Nella sezione recitativa il soprano s\u2019impone con marcata autorevolezza (anche se l\u2019emissione di certe note acute non \u00e8 ancora del tutto sicura), ma offre il meglio mentre porge la preghiera, soprattutto nella seconda parte (\u00abPer difesa all\u2019innocente\u00bb, al cui centro le messe di voce, le note acute, opportunamente preparate, e la cadenza finale sono encomiabili). Grandissima la difficolt\u00e0 degli <em>incipit<\/em> verdiani, soprattutto in occasione di momenti di disperazione femminile: l\u2019attacco forse pi\u00f9 bello e vibrante dell\u2019intero <em>recital<\/em> \u00e8 quello della preghiera dell\u2019<em>Otello<\/em>, in cui la Bezzi esegue magistralmente il recitativo, per collegarlo con naturalezza al primo verso della preghiera vera e propria. Ma il punto di forza del soprano, in questo brano specifico, \u00e8 la capacit\u00e0 di intendere alla perfezione la \u201cparola scenica\u201d verdiana, che ora diviene \u201cparola liturgica\u201d autentica, senza che sia necessario distinguere tra recitativo e romanza; anche grazie alla perfetta sonorit\u00e0 del pianoforte di Stefenell, il canto \u00e8 armonico ed equilibrato in ogni momento, il fraseggio accurato e meditato su ogni sillaba.<br \/>\n<object width=\"480\" height=\"360\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/kXRjj_Z1grc?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"480\" height=\"360\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/kXRjj_Z1grc?version=3&amp;hl=it_IT\" allowFullScreen=\"true\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" \/><\/object><br \/>\nCompletamente diverso, invece, \u00e8 il modo in cui la Bezzi modula il recitativo di <em>Traviata<\/em>, con la difficilissima lettura della lettera di Giorgio Germont: il soprano compie una scelta opportuna, evitando di sovraccaricare il testo di effetti drammatici sopra le righe (e l\u2019esito quasi allucinato delle prime frasi \u00e8 molto interessante), anche se forse esclamazione \u00ab\u00c8 tardi!&#8230;\u00bb, nella sua semplicit\u00e0, non \u00e8 abbastanza <em>desolata<\/em> come la didascalia di Piave e di Verdi richiederebbe. Le due strofi dell\u2019\u00abAddio del passato\u00bb sono cantate molto bene, ed \u00e8 sicuramente un merito della Bezzi averle riportate alla cifra della preghiera (da cui la scelta di inserimento del numero all\u2019interno del <em>cd<\/em>), come l\u2019invocazione \u00abA lei, deh, perdona; tu accoglila, o Dio, \/ or tutto fin\u00ec\u00bb rende pienamente giustificabile.<br \/>\nAnche \u00abD\u2019amor sull\u2019ali rosee\u00bb del <em>Trovatore<\/em> \u00e8 una preghiera, o meglio una surreale invocazione, rivolta alla \u00abGemente \/ aura che intorno spiri\u00bb, che dovr\u00e0 raggiungere il carcere dove Manrico \u00e8 rinchiuso. La voce della Bezzi rende la dolorosa apostrofe di Leonora in modo appropriato, ma &#8211; tutto sommato &#8211; la sua prerogativa vocale sembra pi\u00f9 consona alle eroine del primo Verdi: Giselda, Lucrezia Contarini, Giovanna d\u2019Arco. D\u2019altra parte, l\u2019inevitabile taglio del concertato \u00abMiserere d\u2019un alma gi\u00e0 vicina\u00bb non giova, come al solito in sede concertistica, all\u2019effetto drammatico complessivo e alla resa della parte conclusiva della scena, che pare banalmente giustapposta all\u2019aria iniziale. La cabaletta \u00abTu vedrai che amore in terra\u00bb, pur cantata in maniera corretta, non rende appieno giustizia alla vocalit\u00e0 di Leonora. Mara Bezzi riesce ancora un po\u2019 acerba negli acuti e in taluni passaggi, anche se la cantante &#8211; che ha voluto coraggiosamente cimentarsi nella scena sopranile forse pi\u00f9 impervia di tutta la scrittura verdiana &#8211; potr\u00e0 certamente costruire un percorso di studio che sappia giungere gradatamente a risultati ancora pi\u00f9 lusinghieri di quelli gi\u00e0 ottenuti finora.<br \/>\n<strong>Nel duetto della <em>Forza del destino<\/em> Scandiuzzi orienta la sua interpretazione sull\u2019emissione in piano e pianissimo, leggera e soffusa<\/strong>, sul sussurro, in un\u2019atmosfera che \u00e8 tra il mistero e, appunto, la preghiera; al contrario, la Bezzi insiste su un\u2019emissione robusta, che non sempre persuade (anche perch\u00e9 non sempre negli acuti la voce risuona ben timbrata e omogenea). Al termine del brano l\u2019ascoltatore resta inoltre un po\u2019 deluso, perch\u00e9 la preghiera che dovrebbe concludere la grande scena (\u00abLa Vergine degli Angeli\u00bb) non \u00e8 contemplata nell\u2019esecuzione; come, nelle batture precedenti, mancava la parte di Melitone (ma il bravissimo pianista Stefenell ne accennava il tema ironicamente aggrottato), cos\u00ec la Bezzi avrebbe potuto cantare a solo l\u2019invocazione con cui il II atto dell\u2019opera si chiude.<br \/>\n<object width=\"480\" height=\"360\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/wIp-RBeQdjc?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"480\" height=\"360\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/wIp-RBeQdjc?hl=it_IT&amp;version=3\" allowFullScreen=\"true\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"true\" \/><\/object><br \/>\n<strong>La sezione pi\u00f9 interessante \u00e8 quella centrale nel <em>cd<\/em>, con i tre brani relativi in pratica alla stessa opera: le due arie di Giselda dai <em>Lombardi alla prima crociata<\/em> e quella di Roger dalla versione francese degli stessi, <em>J\u00e9rusalem<\/em>.<\/strong> La tessitura delle due preghiere della figlia di Arvino si adatta infatti molto bene alla voce del soprano, che ha modo di far risplendere le sue note centrali, particolarmente belle e ricche di armonici. Molto apprezzabili anche le messe di voce, specialmente nel finale di \u00abSe vano \u00e8 il pregare che a me tu ritorni\u00bb. Scandiuzzi sa differenziare con grande raffinatezza l\u2019emissione e il fiato nell\u2019invocazione di Roger, ma soprattutto sa cantare \u201csul fiato\u201d in modo veramente pregevole ed elegante; in pi\u00f9, ed \u00e8 precisazione importante dal momento che si parla d una realizzazione discografica, il basso ha una voce a tutti gli effetti fonogenica. Non \u00e8 affatto un dettaglio trascurabile: a differenza di molti cantanti, anche validissimi, Scandiuzzi conserva nella registrazione i suoi armonici naturali e la propria, costante \u201cpersonalit\u00e0 vocale\u201d.<br \/>\n<strong>Il recital si conclude degnamente con un secondo e breve duetto, dai <em>Masnadieri<\/em>, tra Massimiliano e Amalia:<\/strong> non \u00e8 una preghiera, ma un bellissimo, e tipico, duetto verdiano padre\/figlia, doloroso e tutto giocato sulle modulazioni patetiche (analogo, per esempio, a quello della <em>Luisa Miller<\/em>, anche se meno articolato), in cui le voci del basso e del soprano si abbinano perfettamente. L\u2019ultimo accordo di note congiunte, sulle parole non casuali <em>pianger\u00e0 \/ eternit\u00e0<\/em>, non ha nulla di reboante, ma lascia anzi nell\u2019ascoltatore quell\u2019aura di sofferenza, di passione domata, di remissione religiosa che caratterizza gli altri brani del programma: una conclusione mesta, perfettamente attendibile ed efficace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto Scandiuzzi (basso), Mara Bezzi (soprano), Andrea Stefenell (pianoforte). 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