{"id":56733,"date":"2013-08-06T00:02:47","date_gmt":"2013-08-05T22:02:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=56733"},"modified":"2016-12-07T20:28:15","modified_gmt":"2016-12-07T19:28:15","slug":"roma-terme-di-caracallatosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/roma-terme-di-caracallatosca\/","title":{"rendered":"Roma, Terme di Caracalla:&#8221;Tosca&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro dell\u2019Opera di Roma Stagione Estiva 2013, Terme di Caracalla<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;TOSCA&#8221;<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Opera in tre atti libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini <\/strong><br \/>\n<em><em>Tosca <\/em><\/em>\u00a0MARTINA SERAFIN<br \/>\n<em>Mario Cavaradossi<\/em>\u00a0 ALFRED KIM<br \/>\n<em>Il Barone Scarpia<\/em> CLAUDIO SGURA<br \/>\n<em>Angelotti <\/em>ALESSANDRO GUERZONI<br \/>\n<em>Sagrestano <\/em>\u00a0PAOLO MARIA ORECCHIA<br \/>\n<em>Spoletta <\/em>\u00a0ANTONELLO CERON<br \/>\n<em>Sciarrone<\/em> FRANCESCO VERNA<br \/>\n<em>Carceriere <\/em>ALESSANDRO FABBRI<br \/>\nOrchestra e Coro del Teatro dell\u2019Opera<br \/>\nDirettore <strong>Renato Palumbo<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro <strong>Roberto Gabbiani <\/strong><br \/>\nRegia Scene e Costmi <strong>Pier Luigi Pizzi <\/strong><br \/>\nMovimenti mimici <strong>Roberto Pizzuto <\/strong><br \/>\nLuci<strong> Vincenzo Raponi<br \/>\n<\/strong>nuovo allestimento<br \/>\n<em>Roma, 01 agosto2013<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>\u201cTre sbirri.. un\u2019automobile..\u201d. forse decidendo di cambiare ambientazione<\/strong> bisognerebbe essere coraggiosi fino in fondo, o irrispettosi dipende dai punti di vista,\u00a0 e cominciare a cambiare anche il testo tanto per renderlo congruo con \u00a0quanto avviene in scena. Non si comprende\u00a0 altrimenti il senso di voler ambientare la vicenda di Tosca negli anni trenta\u00a0 circa, in epoca fascista operazione forse non proprio originalissima ma certamente meritevole agli occhi dei pi\u00f9 per valore etico-politico, creando poi numerose incongruenze tra quanto avviene in palcoscenico e quanto espresso dalle \u00a0parole del libretto. Va bene voler sottolineare la malvagit\u00e0 e l\u2019arroganza del potere e la scelta di usare un regime dittatoriale per meglio descriverne l\u2019efferatezza per altro gi\u00e0 pienamente rappresentata senza margini di dubbio dal testo e dalla musica, ma il risultato complessivo di questo allestimento di <strong>Pier Luigi Pizzi \u00e8 alla fine una trasformazione della vicenda dell\u2019opera in un piccolo dramma borghese dallo scialbo sapore<\/strong> un p\u00f2 televisivo. Tosca nel primo atto ricorda a colpo d\u2019occhio la Stefania Sandrelli della Famiglia di Ettore Scola, Cavaradossi \u00e8 un piccolo signore in giacchetta e maniche di camicia pi\u00f9 funzionario dello stato che artista, Scarpia non \u00e8 certo un barone siciliano e, sinceramente, neppure un uomo di potere del ventennio ma un incolore e vile questurino che percorre in continuazione il palcoscenico a grandi passi, spesso con la mano sinistra sullo stomaco \u00a0in una posa non si sa se \u00a0napoleonica o semplicemente incerta. Le scene sono occupate per tutti e tre gli atti da uno spaccato della cupola probabilmente di S. Pietro innanzi al quale c\u2019\u00e8 la piet\u00e0 di Michelangelo in trasferta a Corso Vittorio nel primo atto, un grande tavolo per la cena di Scarpia nel secondo, niente nel terzo e che nel finale si apre improvvisamente per permettere a Tosca di buttarsi da qualche parte. <strong>Va bene l\u2019anticlericalismo e la citazione del massimo tempio della cristianit\u00e0 come simbolo del potere tra l\u2019altro anche storicamente in perfetta linea con un certo sentire dell\u2019Italia<\/strong> post unitaria, ma la basilica di S. Andrea della Valle prevista dall\u2019opera e pi\u00f9 volte esplicitamente citata nei dialoghi poteva essere pi\u00f9 che sufficiente per lo scopo. \u00c8 comunque una delle pi\u00f9 importanti basiliche romane, progettata dallo stesso architetto autore della facciata di\u00a0 S.Pietro e, come ben sanno i romani, fino alla costruzione della basilica dei Santi Pietro e Paolo all\u2019Eur voluta dal regime e finita nel dopoguerra, possedeva, oltre ad una spazialit\u00e0 monumentale, la seconda cupola della citt\u00e0 per altezza ed imponenza dopo quella di S. Pietro. <strong>La recitazione\u00a0 dei cantanti fatta di grandi passeggiate in lungo ed in largo per la scena<\/strong>, di corsette, giravolte di Tosca durante il duetto del primo atto, Scarpia stravaccato su un tavolo all\u2019inizio del secondo, niente crocifisso e candelieri nella scena del suo assassinio e via dicendo, in molte scene diluisce molto la tensione del dramma rendendo il tutto alla fine un po\u2019 monotono e ordinario, anche se alcuni momenti presi nel colpo d\u2019occhio della loro staticit\u00e0, risultano efficaci come il <em>Te Deum<\/em>.<br \/>\nLa direzione \u00e8 stata affidata al maestro <strong>Renato Palumbo<\/strong> il quale alterna tempi molto rapidi a lunghi indugi anche in relazione ai movimenti di scena, sostenendo sempre le voci in maniera adeguata e senza squilibri. Bello ed intenso l\u2019inizio del terzo atto sia pure nella totale fissit\u00e0 di luci e scena. Buona la prova del coro. <strong>Difficile per onest\u00e0 esprimere un\u2019opinione completa sui cantanti<\/strong> a causa dell\u2019amplificazione che, sebbene di buona qualit\u00e0 e priva di effetti di eco, aveva per\u00f2 l\u2019effetto un po\u2019 sgradevole di far provenire il suono da un punto diverso rispetto a quello nel quale si vedeva il cantante, con un risultato almeno all\u2019inizio un po\u2019 disorientante.<br \/>\n<strong>Martina Serafin<\/strong> ha impersonato la protagonista con voce sicura ed estesa sebbene occasionalmente leggermente crescente in alcune note, presenza scenica di indiscutibile fascino ed ottimo gusto musicale. Nel ruolo di Cavaradossi il tenore coreano <strong>Alfred Kim<\/strong> ha cantato con generosit\u00e0, buona musicalit\u00e0 e bel colore vocale per quanto apprezzabile con l\u2019amplificazione. Il baritono <strong>Claudio Sgura<\/strong> ha offerto uno Scarpia sicuramente\u00a0 valido sul piano musicale e vocale ma purtroppo limitato nella resa espressiva da una impostazione di regia che ne ha voluto fare un personaggio troppo comune ed ordinario al punto da renderlo in alcuni momenti poco distinguibile se non fosse per la non indifferente statura fisica del cantante, dallo stuolo di quelli che dato il contesto, con linguaggio contemporaneo e molto di moda oggi, verrebbe da chiamare \u201ccollaboratori\u201d. Vociferante e sgraziato l\u2019Angelotti di <strong>Alessandro Guerzoni<\/strong> e corretti Spoletta, Sciarrone ed il carceriere rispettivamente<strong> Antonello Ceron<\/strong>, <strong>Francesco Verna<\/strong> e <strong>Alessandro Fabbri<\/strong>. Non \u00e8 stato indicato nella locandina l\u2019interprete del pastorello eseguito piacevolmente. Molto bravo invece <strong>Paolo Maria Orecchia<\/strong> nella parte del Sagrestano l\u2019unico del cast che sia riuscito o forse al quale sia stato permesso di ricreare l\u2019atmosfera della romanit\u00e0 di sagrestia che pervade l\u2019opera. Buona la sua esecuzione musicale sempre varia, espressiva ma misurata, ripulita da lazzi ed effettacci di cattivo gusto e unita ad una recitazione appropriata e mai stereotipata o convenzionale, aiutata anche da una presenza fisica singolarmente adatta e credibile per la parte. Alla fine applausi per tutti per una serata d\u2019estate romana nel complesso gradevole ma avara di grandi emozioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro dell\u2019Opera di Roma Stagione Estiva 2013, Terme di Caracalla &#8220;TOSCA&#8221; Opera in tre atti libretto di Giuseppe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":56738,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[8255,4670,8254,5740,1294,4389,136,4936,616,145,7376,1484,1272,2536,110],"class_list":["post-56733","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-fabbri","tag-alessandro-guerzoni","tag-alfred-kim","tag-antonello-ceron","tag-claudio-sgura","tag-francesco-verna","tag-giacomo-puccini","tag-martina-serafin","tag-opera-di-roma","tag-opera-lirica","tag-paolo-maria-orecchia","tag-pier-luigi-pizzi","tag-renato-palumbo","tag-terme-di-caracalla","tag-tosca"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56733","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56733"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56733\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56738"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}