{"id":57027,"date":"2013-08-13T00:01:58","date_gmt":"2013-08-12T22:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=57027"},"modified":"2016-12-17T03:22:26","modified_gmt":"2016-12-17T02:22:26","slug":"arena-di-verona-una-ola-per-rigoletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/arena-di-verona-una-ola-per-rigoletto\/","title":{"rendered":"Arena di Verona Opera Festival 2013: &#8220;Rigoletto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Arena Festival del Centenario 1913-2013 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cRIGOLETTO\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave.<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi <\/strong><br \/>\n<em>Il Duca di Mantova <\/em>SAIMIR PIRGU<br \/>\n<em>Rigoletto <\/em>LEO NUCCI<br \/>\n<em>Gilda <\/em>ALEKSANDRA KURZAK<br \/>\n<em>Sparafucile <\/em>ANDREA MASTRONI<br \/>\n<em>Maddalena <\/em>ANNA MALAVASI<br \/>\n<em>Giovanna <\/em>MILENA JOSIPOVIC<br \/>\n<em>Il Conte di Monterone <\/em>ABRAMO ROSALEN<br \/>\n<em>Marullo <\/em>MARCO CAMASTRA<br \/>\n<em>Matteo Borsa<\/em> SAVERIO FIORE<br \/>\n<em>Il Conte di Ceprano<\/em> DARIO GIORGEL\u00c8<br \/>\n<em>La Contessa di Ceprano<\/em> FRANCESCA MICARELLI<br \/>\n<em>Usciere di corte<\/em> VICTOR GARCIA SERRA<br \/>\n<em>Paggio della Duchessa<\/em> IRENE FAVRO<br \/>\nOrchestra e Coro dell\u2019Arena di Verona<br \/>\nDirettore <strong>Riccardo Frizza <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Armando Tasso <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Ivo Guerra <\/strong><br \/>\nScene <strong>Raffaele Del Salvio <\/strong><br \/>\nCostumi<strong> Carla Galleri\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Verona, 9 Agosto 2013\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>\u00c8 interessante notare l\u2019avvicendarsi delle varie tipologie di pubblico che affollano gli spalti dell\u2019arena durante i mesi del festival.<\/strong> A quello vagamente snob e generalmente parco di applausi ed espansivit\u00e0 dei primi spettacoli segue verso il mese di Agosto un pubblico pi\u00f9 spassionato e propenso ad entusiasmarsi, forse anche meno tecnico ma pi\u00f9 genuino nell\u2019accostarsi all\u2019apparato teatrale: il pubblico organizzato dei grandi viaggi in pullman per sostenere gli artisti prediletti, il pubblico degli applausi \u201canche quando non si dovrebbe\u201d e dei tanti apprezzamenti, tanti quasi da concedere un po\u2019 di riposo alla storica one-man-claque dell\u2019anfiteatro.<br \/>\n\u00c8 questo il genere di pubblico che alla prima di <strong><em>Rigoletto<\/em><\/strong> &#8211; vedendo tremare pi\u00f9 volte ed infine crollare a causa del forte vento una buona parte del fondale di mura del Palazzo Ducale, e vedendosi prolungare di pi\u00f9 di mezzora il gi\u00e0 piuttosto lungo cambio di scena tra il secondo e il terzo atto &#8211;\u00a0 incoraggia con applausi i tecnici fino ed esplodere in ovazioni quando questi ultimi riescono a risollevare le mura crollate. L\u2019episodio per\u00f2 si ripete, le scene crollano di nuovo, ma \u00e8 qui che il pubblico invece che indispettirsi da il meglio di s\u00e9: proposta ed incoraggiata nientepopodimeno che dai professori d\u2019orchestra <em>(ed in particolare dalla sezione delle viole)<\/em> parte una prima ola da stadio cui ne segue una seconda che coinvolge l\u2019intero anfiteatro, tribuna stampa compresa. L\u2019atmosfera si fa calorosa e divertita, l\u2019incidente tecnico diventa un momento di inaspettato ludibrio comune che si risolve in un\u2019ulteriore ovazione allo spegnersi delle luci per l\u2019inizio \u2013dopo pi\u00f9 sessanta minuti di interruzione- del terzo atto.<br \/>\nDi qualit\u00e0 la performance del cast. <strong>Leo Nucci<\/strong> si conferma Rigoletto d\u2019eccellenza catturando l\u2019uditorio con presenza scenica da grande protagonista: il baritono regge i tre atti apparentemente senza sforzo, la qualit\u00e0 nell\u2019emissione e nel sostegno mette in luce la solida impostazione vocale, il registro acuto rimane infallibile, dizione e fraseggio sono perfetti e si fanno ampiamente perdonare una vocalit\u00e0 comunque costretta a fare i conti con il passare degli anni. Nucci \u00e8 padrone di un canto che non \u00e8 mai volgare, gli apporti veristi sono misurati e mai eccessivi, e con grande mestiere sa arricchire di sfumature anche la brutalit\u00e0 del suo personaggio confermandosi interprete raffinatissimo la cui trentennale esperienza non fa che accrescere la maturit\u00e0 musicale nell\u2019approccio interpretativo in un\u2019attitudine tutt\u2019altro che routinaria. Meritate ovazioni di pubblico. Il tenore albanese<strong> Saimir Pirgu<\/strong> nei panni del Duca di Mantova fa sfoggio di una voce certamente adatta all\u2019ampio spazio areniano, la cui ottima proiezione mette in luce le qualit\u00e0 di un fraseggio sempre chiaro. Il suo canto \u00e8 pi\u00f9 appassionato che raffinato, il che lo rende molto convincente nel vestire le mentite spoglie del povero studente nel primo atto ma un po\u2019 meno nei seguenti. La linea di canto \u00e8 generalmente buona, anche se non va sottaciuta una certa tendenza a forzare l&#8217;emissione nell&#8217;affrontare gli acuti. L\u2019impostazione della voce si dimostra comunque di adeguata qualit\u00e0 e non priva di una certa variet\u00e0 di colori. La presenza sul palcoscenico \u00e8 sufficientemente affermata e fiera per non sfigurare al cospetto di Nucci. La protagonista femminile \u00e8 <strong>Aleksandra Kurzak<\/strong>: il soprano polacco \u00e8 complessivamente pi\u00f9 persuasiva rispetto alla poco entusiasmante performance del 17 Luglio nei panni di Violetta (nel primo atto di <em>La Traviata<\/em> proposto in occasione del <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/07\/arena-di-veronagala-verdi\/\">Gala Verd\u00ec<\/a>) e offre un\u2019interpretazione con qualche spunto d&#8217;interesse. Anche scenicamente pare ben pi\u00f9 convincente: mostra un\u2019attitudine fresca, giovanile ed appassionata che bene si adatta a Gilda, fraseggia con una certa propriet\u00e0 e sfoggia una buona gamma espressiva. L\u2019emissione non \u00e8 priva di morbidezza, resto per\u00f2 lo scoglio, tutt&#8217;altro che secondario, di un registro acuto tendenzialmente flebile e problematico nell&#8217;intonazione (come gi\u00e0 rilevato in occasione del Gala Verdi). Una Gilda&#8230;a met\u00e0, salutata da molti applausi ma anche da qualche contestazione. Notevole performance per il giovane<strong> Andrea Mastroni<\/strong>, uno Sparafucile dal timbro molto ricco e gradevole: la voce \u00e8 potente e definita su tutta la gamma, fiera e affermata la cavata grave, ben cesellato il fraseggio. Il basso milanese convince anche scenicamente e riscuote un netto successo di pubblico. Accanto a lui\u00a0 la Maddalena di <strong>Anna Malavasi<\/strong> \u00e8 in parte adombrata, sul piano vocale, dalla preponderanza vocale del &#8220;fratello&#8221; Sparafucile\/Mastroni. Sul piano della correttezza il Monterone di <strong>Abramo Rosalen<\/strong>. Valide, nel complesso le prove di <strong>Milena Josipovic <\/strong>(Giovanna), <strong>Marco Camastra <\/strong>(Marullo), <strong>Saverio Fiore<\/strong> (Matteo Borsa), <strong>Francesca Micarelli <\/strong>e\u00a0 <strong>Dario Giorgel\u00e8<\/strong> (Il Contessa e Conte di Ceprano).<br \/>\n<strong>Riccardo Frizza<\/strong> debutta in arena col piglio energico da sicuro conoscitore della partitura, non sempre elegantissimo il gesto ma sicuramente notevole l\u2019intesa con i solisti. La concertazione \u2013propendente per tempi sempre piuttosto spediti- risulta comunque convincente cos\u00ec come lo \u00e8 la scelta degli equilibri sonori tra le sezioni orchestrali. Il coro preparato da <strong>Armando Tasso<\/strong> \u00e8 sempre inappuntabilmente puntuale e preciso.<br \/>\nIl cinematografico impianto scenico di <strong>Raffaele Del Savio<\/strong> ambienta la vicenda in una Mantova di costruzioni in marmo bianco e mattoni rossi, dove non mancano i riferimenti agli affreschi di Palazzo Te e dietro cui si stagliano imponenti le mura del Palazzo Ducale. Tale allestimento si dimostra godibile ed efficace anche se datato, ma proprio perch\u00e9 datato ci porta ad una considerazione su quanto accaduto durante la serata. Il crollo di una parte delle scene ha dato vita ad un momento goliardico e piacevole, ma pur sempre partendo dal presupposto che nessuno vi \u00e8 rimasto coinvolto o ferito, evenienza fortunatamente non verificatasi ma che non sarebbe stata per nulla remota. L\u2019allestimento era ipercollaudato e le cause del crollo dei fondali arcinote e assolutamente prevedibili dopo <em>&#8220;un secolo<\/em>&#8221; di rappresentazioni all\u2019aperto all\u2019interno dello spazio dell\u2019arena: \u00e8 dunque accettabile che in un teatro che si ostina a vantare una tradizione di eccellenza in ogni ambito non vi sia un minimo di attenzione e preparazione a tali potenzialmente pericolosissimi ma altrettanto prevedibilissimi imprevisti? <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Arena Festival del Centenario 1913-2013 \u201cRIGOLETTO\u201d Melodramma in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave. 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