{"id":57142,"date":"2013-08-14T00:00:58","date_gmt":"2013-08-13T22:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=57142"},"modified":"2017-01-27T11:33:37","modified_gmt":"2017-01-27T10:33:37","slug":"arena-di-veronalaida-del-centenario-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/arena-di-veronalaida-del-centenario-2\/","title":{"rendered":"Arena di Verona:L&#8217;Aida del centenario"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Arena, Festival del Centenario 1913-2013 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cAIDA\u201d <\/strong><br \/>\nOpera in quattro atti di Antonio Ghislanzoni<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Il Re d&#8217;Egitto <\/em>CARLO CIGNI<br \/>\n<em>Amneris, sua figlia <\/em>VIOLETA URMANA<br \/>\n<em>Aida, schiava etiope <\/em>FIORENZA CEDOLINS<br \/>\n<em>Radam\u00e8s, capitano delle guardie <\/em>MARCO BERTI<br \/>\n<em>Ramfis, capo dei sacerdoti <\/em>ORLIN ANASTASSOV<br \/>\n<em>Amonasro, re d&#8217;Etiopia, padre di Aida <\/em>AMBROGIO MAESTRI<br \/>\n<em>Un messaggero <\/em>SAVERIO FIORE<br \/>\n<em>Sacerdotessa <\/em>ANTONELLA TREVISAN<br \/>\nOrchestra, Coro e Corpo di ballo dell\u2019Arena di Verona<br \/>\nDirettore <strong>Daniel Oren <\/strong><br \/>\nDirettore del coro <strong>Armando Tasso\u00a0 <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Gianfranco De Bosio <\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Susanna Egri<br \/>\n<\/strong><em>Verona, 10 agosto 2013<br \/>\n<span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: AR-SA; mso-bidi-language: AR-SA;\"><br \/>\n<\/span>Aida<\/em> e l\u2019Arena: un binomio quasi inscindibile, che accompagna un percorso centenario di vera e propria melomania popolare. Fin da quella prima del 10 agosto 1913, quando l\u2019opera fu diretta dal grande Tullio Serafin, mentre sulle gradinate era presente un pubblico cosmopolita accorso da mezzo mondo e il <em>Gotha<\/em> del panorama musicale italiano (fra gli altri Puccini, Mascagni, Zandonai). Oggi, a cento anni esatti di distanza, ci ritroviamo nello stesso luogo per lasciarci trasportare dall\u2019emozione di esserci, riscaldati dalle note di un\u2019opera bellissima ma \u2013 se vogliamo \u2013 tra le pi\u00f9 fraintese dal grande pubblico. C\u2019\u00e8 chi si annoia, chi aspetta solo la scena del \u201ctrionfo\u201d e poi vorrebbe andar via, eppure in tanti almeno una volta vogliono vedere <em>Aida<\/em> in Arena, che rimane un\u2019opera complessa e a tratti di non cos\u00ec facile ascolto. Tanto che nell\u2019immaginario a essere ricordata \u00e8 la presunta vocazione spettacolare di un\u2019opera in realt\u00e0 tra le pi\u00f9 intimiste, quasi da camera, un labirinto di passioni umane soffocate da una crudele ragion di stato. E al di l\u00e0 dell\u2019effimera ma determinante occasione per la quale fu composta (i festeggiamenti a seguito dell\u2019inaugurazione del canale di Suez e del Teatro dell\u2019Opera del Cairo) resta evidente l\u2019eccezionalit\u00e0 della partitura, segnata da un inedito respiro sinfonico e da chiare e suggestive affinit\u00e0 stilistiche con il <em>Requiem<\/em>, segnando l\u2019apice della maturit\u00e0 verdiana \u2013 almeno prima delle ultime meraviglie senili. Un capolavoro assoluto insomma, in cui la forza pi\u00f9 pura della musica viene a riscattare sia la sgangherata drammaturgia approntata dall\u2019archeologo Mariette sia i non eccelsi versi di Ghislanzoni (come al solito \u2013 e per fortuna \u2013 aggiustati dallo stesso Verdi).<br \/>\nAl culmine delle celebrazioni areniane si \u00e8 cos\u00ec rispolverato l\u2019allestimento affidato a <strong>Gianfranco De Bosio<\/strong> per la regia e a <strong>Susanna Egri<\/strong> per la coreografia, responsabili di una vera e propria operazione di archeologia teatrale volta e rievocare la storica edizione del 1913, riveduta e rivisitata mantenendone filologicamente intatto il fascino. Filtrato attraverso una scenografia spesso imponente e con un gusto qua e l\u00e0 volutamente kitsch, \u00e8 restituito un Egitto se vogliamo oleografico e da cartolina, esotico e colorato, con infilate di colonne, sfingi, obelischi, templi, palme, cavalli bianchi e grandi masse per un risultato sfarzoso e monumentale che alla fine accontenta chi \u00e8 accorso soprattutto per la seconda parte del II atto. Eppure emerge anche un\u2019idea di spettacolo asservita ad una regia un po\u2019 troppo statica ma chiara e diretta che sfiora appena le psicologie dei personaggi per lasciare spazio poi alla musica. Insomma un allestimento che, sia pur antiquato e polveroso, ancora funziona e a tratti coinvolge, ma resta ostaggio dei troppo lunghi \u2013 ai limiti della sopportazione \u2013 cambi scena (anche all\u2019interno degli atti) e conseguenti intervalli. Da cui la domanda, che va azzardata e che lasciamo aperta: \u00e8 ancora proponibile oggi un\u2019<em>Aida<\/em> cos\u00ec?<br \/>\nSul versante propriamente musicale brilla come sempre la direzione di <strong>Daniel Oren<\/strong>, che di Aida conosce ormai ogni segreto. Al solito impetuoso e trascinante, il maestro israeliano ha saputo scavare dentro ogni frase, creando un tappeto sonoro di respiri e raffinatezze, offrendo una lettura limpida unita alla solida concertazione. Contagiata dalla passionalit\u00e0 di Oren, l\u2019<strong>orchestra<\/strong> <strong>areniana<\/strong> ha offerto una buona prova, attenta e precisa nei dettagli cos\u00ec come duttile nell\u2019abbandonarsi alle molte sfumature di cui \u00e8 costellata la partitura. In gran spolvero anche i musicisti sul palco con \u2013 naturalmente \u2013 le trombe egizie bene in evidenza e in discreta forma anche il <strong>coro<\/strong>, collaudato s\u00ec ma non proprio pulitissimo negli attacchi (ma non lo ha aiutato qualche fastidiosa amplificazione di troppo, dannosa anche nei confronti dell\u2019orchestra e delle voci a proscenio). L\u2019immancabile <strong>Myrna Kamara<\/strong>, applauditissima <em>\u00e9toile<\/em>, ha dato efficace risalto alle coreografie, assieme al resto del corpo di ballo.<br \/>\nDal punto di vista vocale la serata ha visto poi il gradito ritorno nel ruolo del titolo di <strong>Fiorenza Cedolins<\/strong>, che ha il giusto temperamento drammatico ed \u00e8 sempre dentro il personaggio. Della sua interpretazione colpisce il superbo controllo nell\u2019emissione, l\u2019eccellente fraseggio e il sapiente dosaggio dei colori che riesce sempre a creare, restituendo ancora oggi un\u2019<em>Aida<\/em> di riferimento.<br \/>\n<strong>Violeta Urmana<\/strong> sfodera il consueto fiume di voce, tesa e vibrante, ma per una sera forse \u00e8 risultata quasi intimorita, frenata negli slanci e negli impeti di leonessa ferita qual \u00e8 Amneris \u2013 e prova se n\u2019\u00e8 avuta dall\u2019eccessiva prudenza con cui ha affrontato la grande scena del IV atto. Un Radam\u00e8s autorevole e generoso nello squillo (voce areniana verrebbe da dire) \u00e8 risultato <strong>Marco Berti<\/strong>, che per\u00f2 difetta quanto a intensit\u00e0 espressiva e mostra qualche difficolt\u00e0 nel dominare i piani e i forti, mentre <strong>Ambrogio Maestri<\/strong> ha il carisma necessario per inscenare Amonasro, oltre a voce dal notevole vigore e dalla nobilt\u00e0 d\u2019accento autenticamente verdiana.\u00a0 Non in grande serata <strong>Orlin Anastassov<\/strong>, piuttosto opaco e forse troppo leggero per la parte di Ramfis, soffrendo soprattutto nella parte bassa del registro. Puntuale e appropriato il Re di <strong>Carlo Cigni<\/strong>, cos\u00ec come il Messaggero di <strong>Saverio Fiore<\/strong> e l\u2019inossidabile Sacerdotessa di <strong>Antonella Trevisan<\/strong>. Arena esaurita e pubblico festante e prodigo di applausi calorosi durante la recita e nelle chiamate al termine dello spettacolo. <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Arena, Festival del Centenario 1913-2013 \u201cAIDA\u201d Opera in quattro atti di Antonio Ghislanzoni Musica di Giuseppe Verdi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":88798,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1290,8301,155,7909,8299,8082,69,2352,153,1728,8300,145,5526,4920,119],"class_list":["post-57142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-ambrogio-maestri","tag-antonella-trevisan","tag-arena-di-verona","tag-carlo-cigni","tag-daneil-oren","tag-festival-del-centenario-2013","tag-fiorenza-cedolins","tag-gianfranco-de-bosio","tag-giuseppe-verdi","tag-marco-berti","tag-mirna-kamara","tag-opera-lirica","tag-orlin-anastassov","tag-saverio-fiore","tag-violeta-urmana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57142"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87602,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57142\/revisions\/87602"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}