{"id":57203,"date":"2013-08-17T18:38:59","date_gmt":"2013-08-17T16:38:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=57203"},"modified":"2016-12-13T17:20:57","modified_gmt":"2016-12-13T16:20:57","slug":"bruna-baglioni-artista-madre-donna-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/bruna-baglioni-artista-madre-donna-2\/","title":{"rendered":"Bruna Baglioni: artista, madre, donna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Incontriamo il celebre mezzosoprano <strong>Bruna Baglioni <\/strong>in una calda serata di agosto, in occasione del prestigioso premio Spontini che l\u2019artista ha ricevuto in omaggio alla sua grandissima carriera artistica a Maiolati Spontini (An), luogo natale del compositore marchigiano.<br \/>\nIl nome di Bruna Baglioni \u00e8 certamente noto a tutti gli amanti dell\u2019opera. Dopo l\u2019esordio al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel <em>Boris Godunov<\/em>, si mette in luce al fianco di Luciano Pavarotti al Comunale di Bologna ne <em>La Favorita<\/em>, un titolo che le ha aperto le porte dei maggiori teatri internazionali. La fama di Bruna Baglioni \u00e8 per\u00f2 particolarmente legata al ruolo di Amneris in <em>Aida<\/em> che l\u2019ha resa celebre sulle scene liriche di mezzo mondo. Dopo il ritiro, si dedica all\u2019insegnamento della tecnica vocale, del canto lirico e dell\u2019interpretazione scenica presso Accademie ed in Masterclass in Italia e tutto il mondo.<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 il ricordo legato alla musica pi\u00f9 lontano che possiede?<\/strong><br \/>\nDirei in verit\u00e0 che non esiste un ricordo lontano, perch\u00e9 ho sempre sentito la musica presente in me e sin da bambina ho avuto la necessit\u00e0 di condividerla cantando. Verso i 18 anni quindi non pi\u00f9 esattamente una bambina io non avevo lontanamente il desiderio di cantare lirica, volevo cantare come Mina. Mio padre invece mi port\u00f2 subito da professionisti del settore che decisero per me che la mia voce non era adatta alla musica leggera, ma che dovevo con studio e dedizione dedicarmi al canto lirico.<br \/>\n<strong>Sin da su<\/strong><strong>bito ha sentito in lei questa vocazione?<\/strong><br \/>\nIn verit\u00e0 io sono sempre stata molto combattuta. Anche la recitazione era una mia grande passione. Quando cominciai il canto pensai che ormai non potevo tornare indietro e dedicarmi seriamente ad altro. Ho sempre pensato e tutt\u2019ora lo credo che in questa professione se non si studia non si va avanti. Non esistono le approssimazioni. Quando si apre il sipario bisogna dimostrare il proprio talento. Una grande voce ma senza altro \u00e8 sempre qualcosa che rimane a met\u00e0. Ad oggi poi con i mezzi di diffusione di massa non si possono accettare certe prestazioni.<br \/>\n<strong>I suoi genitori dunque l\u2019hanno supportata?<\/strong><br \/>\nIn verit\u00e0 in famiglia quando fu palese il mio talento ci furono forti dissidi tra mio padre e mia madre. Da parte di mio padre tutti avevano una voce importante e bella quindi lui non fu assolutamente sorpreso e stupito dalla mia predisposizione. Mia madre invece non voleva che io intraprendessi questo percorso, ma amando le lingue, che mi laureassi in letteratura straniera ed avessi una vita familiare tradizionale. Mio padre chiaramente vinse la sua battaglia. A loro devo tutto. Se io ho avuto poi la possibilit\u00e0 di avere una mia famiglia lo devo a loro.<br \/>\n<strong>Signora Baglioni, quali sono stati i suoi esordi?<\/strong><br \/>\nHo incominciato i miei studi andando da un maestro il quale solo dopo pochi mesi e scarsissime lezioni\u00a0 mi fece preparare sin da subito le due arie del <em>Trovatore<\/em> e mi spinse a partecipare al concorso di Spoleto. Allora il concorso si svolgeva all\u2019interno del Teatro dell\u2019Opera e dopo le mie interpretazioni il direttore del Teatro, il Maestro Sampaoli, mi contatt\u00f2 chiedendomi direttamente quali sarebbero stati i miei progetti in futuro riconoscendo, seppur ancora giovane e poco solida tecnicamente, una voce di grande qualit\u00e0. Io passai le eliminatorie, ma con la consapevolezza che forse ancora non ero esattamente pronta per cominciare in maniera seria una carriera artistica in questo settore. La mia era chiaramente l\u2019ingenuit\u00e0 di una ragazza che comunque proveniva da una famiglia borghese ma senza alcuna istruzione specifica nel campo musicale. Infatti alla seconda prova fui eliminata dal concorso. Ma qualche tempo dopo il Maestro Sampaoli mi scrisse una meravigliosa lettera dove mi incitava a continuare perch\u00e9 riconobbe in me dopo anni una vera voce di mezzosoprano. Da qui mi sugger\u00ec un altro insegnante e studiai per ben tre anni con grandissima dedizione e disciplina seppur aiutata, a suo dire, da una voce naturale e facilmente plasmabile.<br \/>\n<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/uXbrLGNt1uo?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/uXbrLGNt1uo?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>Possiamo poi parlare di una gavetta?<\/strong><br \/>\nIo partecipai al concorso dei Due mondi sempre a Spoleto nel ruolo dell\u2019Ostessa nel <em>Boris.<\/em> In quell\u2019allestimento non c\u2019era il ruolo di Marina, l\u2019avevano tagliato, e la regia era di Menotti. Il grande compositore e regista riusc\u00ec con questo ruolo seppur piccolo a farmi talmente tanto emergere che venni immediatamente notata persino da Visconti che venne a vedere lo spettacolo esaltando le mie doti vocali e di scena. In quel periodo venni segnalata insieme ad altri partecipanti al concorso a Gavazzeni che stava preparando in Scala lo stesso spettacolo. Tra tutti venni presa solo io nella parte della Nutrice. Questo uno tra i miei primi ruoli e gi\u00e0 alla Scala, insomma. Nel frattempo facevo altre audizioni ed il Maestro Gherpelli a Modena mi offr\u00ec subito Carmen: rifiutai la parte pensando di non avere l\u2019esperienza richiesta per un ruolo da protagonista. Il Maestro per\u00f2 mi segnal\u00f2 immediatamente a Bologna al\u00a0 grande Maestro Rattavino, direttore del Teatro Comunale. Il Maestro non era presente ma fui ascoltata dai suoi collaboratori. Io di solito mi presentavo sempre con un repertorio importante, come l\u2019aria di Leonora nella <em>Favorita<\/em> o <em>Sansone e Dalila<\/em>, e loro mi proposero subito il ruolo nella <em>Favorita<\/em> spingendomi a ritornare per farmi ascoltare nuovamente dal Maestro in persona. Tornai quattro volte a farmi ascoltare visto che in quella produzione avrei affiancato Luciano Pavarotti. Era il 1974 e Luciano era al massimo della sua grandezza vocale e la sua fama era gi\u00e0 riconosciuta a livello internazionale. Fui presa e partecipai ad una produzione grandiosa. Dopo pochi giorni, sempre con Luciano in Scala si stava preparando <em>La Favorita<\/em>. Come sanno tutti quella produzione and\u00f2 male e venni chiamata subito per sostituire la mia collega. Nel frattempo io facevo dei ruoli di fianco, affiancando ruoli importanti e ruoli minori. Chiaramente quella <em>Favorita<\/em> in Scala fu l\u2019inizio della mia carriera. Tornando alla tua domanda in merito alla gavetta dunque io posso dire di non averla fatta in verit\u00e0. Sono stata fortunata. Ho debuttato in ruoli importanti sin da subito ed in teatri prestigiosi.<br \/>\n<strong>Il ruolo che pi\u00f9 ha amato e quello meno amato?<\/strong><br \/>\nGeneralmente quando si \u00e8 sul palco i ruoli si amano tutti. All\u2019inizio possono essere un po\u2019 ostici ma poi con lo studio si interiorizzano. Non c\u2019\u00e8 un\u00a0 ruolo che ho sentito da subito in maniera empatica. Ho veramente sentito tutti nello stesso modo e li ho amati alla stessa maniera. Poi chiaramente sono stata conosciuta per alcuni ruoli che mi hanno forse permesso di far emergere al meglio non solo la mia vocalit\u00e0 ma anche il mio temperamento naturale e sono Amneris, Eboli ed Azucena. I ruoli verdiani, insomma. Sono probabilmente un mix di questi personaggi cos\u00ec intensi. Quello pi\u00f9 lontano forse \u00e8 stato Carmen per alcuni aspetti, perch\u00e9 nella mia vita ho sempre avuto un tipo di sensualit\u00e0 meno sfacciata. Ma confesso che quando sul palcoscenico interpretavo questo ruolo riuscivo comunque ad essere una donna fatale e sensuale al di sopra delle mie aspettative. Che dire, non ho realmente delle particolari preferenze.<br \/>\n<strong>Ci sono state durante la sua carriera delle \u201coccasioni perdute\u201d e ci pensa mai?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, chiaramente ci sono state, ma non ci ho mai dato un gran peso. Io sono una persona che non vuole mai voltarsi indietro. Avrei potuto fare un ruolo che non ho poi mai interpretato, come la <em>Stuarda<\/em>. Non l\u2019ho fatto, ho sbagliato. Mi era stato proposto ma poi non ci furono le giuste condizioni affinch\u00e9 potessi esprimermi al meglio. Chiaro che poi diventata mamma ho fatto delle scelte, ma senza alcun rimpianto.<br \/>\n<strong>Che rapporto ha avuto con i suoi colleghi?<\/strong><br \/>\nIo direi buono: vige e credo che valga ancor oggi la regola di gestire la propria carriera ed il proprio privato nella maniera pi\u00f9 onesta e discreta. Questo forse \u00e8 il modo pi\u00f9 concreto per non avere mai nemici nel nostro settore. \u00c8 difficile girando molto avere delle serie e valide amicizie. Quando in Arena e non solo si facevano delle grandissime produzioni di <em>Aida<\/em> i nomi erano sempre gli stessi e quindi devo dire la verit\u00e0: era un cast che spesso diventava un gruppo di amici. Ci si incontrava sempre con grande entusiasmo e gioia condividendo molto spesso anche il quotidiano. Poi chiaramente c\u2019erano dei colleghi con i quali non si andava proprio d\u2019accordo o diciamo che era pi\u00f9 difficile rapportarsi.<br \/>\n<strong>Ma noi sappiamo che lei ha avuto una grande rivale&#8230;<\/strong><br \/>\nCerto ed il nome \u00e8 quello di una collega che stimo molto e che rispetto molto. Da me certo non uscir\u00e0. Sai, credo che ognuno abbia avuto il suo periodo ed il suo spazio ma non ho avuto mai modo di avvicinarmi a lei come persona. Se cantava lei non cantavo io e viceversa. Altro non posso e non voglio dire.<br \/>\n<strong>La voce \u00e8 uno strumento anche fragile. Dipendere lavorativamente da una cosa cos\u00ec poco gestibile e di cui non si ha sempre il pieno controllo, parlo non di tecnica ma di salute\u2026<\/strong><br \/>\nIn verit\u00e0 posso confessarlo apertamente che anche in questo campo sono stata molto fortunata. Io non ho mai perso una recita nella mia vita artistica di trentacinque anni per un mal di gola, un\u2019influenza o problemi di salute. Sono una persona fisicamente molto forte. Mi sono sempre detta: \u201c<em>Forse il giorno che mi ammaler\u00f2, morir\u00f2<\/em>\u201d. Molti colleghi vivevano con angoscia questa fragilit\u00e0 ed impotenza nei confronti del proprio strumento\u2026sciarponi, cappotti sono passati alla storia ed in qualche modo in maniera caricaturale ci rappresentano! Io anche non al massimo della mia forma vocale e senza falsa modestia riuscivo sempre a garantire uno spettacolo pi\u00f9 che dignitoso. Questa \u00e8 la mia natura e la mia solida tecnica mi ha aiutato anche dove la natura a volte poneva dei limiti.<br \/>\n<strong>Quando l\u2019artista diventa madre che accade?<\/strong><br \/>\nAvere un figlio \u00e8 per tutte le donne una cosa che ti sconvolge la vita. Per un\u2019artista che \u00e8 abituata a viaggiare poi \u00e8 assai pi\u00f9 difficoltoso. La mia non \u00e8 stata una gravidanza progettata in qualche pausa tra una produzione ed un\u2019altra. Priscilla, mia figlia, ha sempre avuto un carattere molto forte, voleva venire ed \u00e8 arrivata. Io ho preso la notizia della mia gravidanza con immensa gioia. Ho cantato fino a sei mesi ed ho debuttato <em>Cavalleria Rusticana<\/em> incinta con Placido Domingo. Dopo 40 giorni ero a Venezia a cantare\u00a0 diretta da Sinopoli.<br \/>\n<strong>C\u2019\u00e8 stato un evento nella sua carriera drammatico? Anche solo e semplicemente un ricordo spiacevole?<\/strong><br \/>\nCerto. Ho perso mio padre durante una produzione ed il Teatro non riusciva a continuare senza di me cos\u00ec sono stata costretta a cantare con questo dolore immenso nel petto. Erano delle recite di <em>Aida<\/em> a Verona. Diverso per intensit\u00e0 fu quando in Russia a met\u00e0 atto venni chiamata a sostituire una collega in <em>Norma<\/em>. Io avevo ripassato lo spartito senza averlo mai assimilato a dovere. Era una <em>tourn\u00e9e<\/em> della Scala con Montserrat Caball\u00e8. Per alcuni aspetti fu un momento indubbiamente drammatico!<br \/>\n<strong>Ed uno divertente?<\/strong><br \/>\nLo scontro delle due corone! Stavo facendo la <em>Vestale<\/em> di Spontini con la Ruth Falcon. Io e lei avevamo delle corone in testa abbastanza elaborate. Eravamo arrivati al duetto e non so come accadde ma queste corone si sono in un passaggio incastrate e non potevamo pi\u00f9 staccarci. Abbiamo talmente\u00a0 riso che non potevamo fermarci. Il coro ci zittiva anche in maniera insistente, ma era pi\u00f9 forte di noi. Dopo quella sera per tutte le recite successive non potevamo neppure guardarci che scoppiavamo a ridere.<br \/>\n<strong>Ha mai pensato di lasciare?<\/strong><br \/>\nPi\u00f9 si sale a livello di carriera e pi\u00f9 \u00e8 difficile mantenerla in termini di qualit\u00e0 e di gestione. Il pubblico che ti segue esige sempre da te il massimo. Per questo ti ama e ti segue. In verit\u00e0, ho realizzato quanto amore ci fosse intorno a me da parte dei miei sostenitori quando \u00e8 venuto a mancare mio marito. Non che prima non lo sentissi, ma l\u2019ho percepito in maniera pi\u00f9 forte ed intensa. Non ho mai pensato di lasciare, quando l\u2019ho fatto \u00e8 stata una scelta meditata e di cui non mi pento. Non ho mai dimenticato che oltre ad un\u2019artista, le dimensioni di donna e di madre avevano comunque una priorit\u00e0 importante nella mia vita. Molti artisti non riescono infatti a sentirsi in maniera differente nei diversi aspetti della propria vita rischiando di fare gli artisti anche in famiglia.<br \/>\n<object width=\"560\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/e84J5C3Pq7s?version=3&amp;hl=it_IT\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"560\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/e84J5C3Pq7s?version=3&amp;hl=it_IT\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>E come \u00e8 riuscita dunque a gestire la sua vita pubblica con quella privata?<\/strong><br \/>\nHo avuto una famiglia molto unita che ha saputo sostenermi in tutto per tutto. Non ho dovuto fare grandissimi sacrifici per studiare e questo vuol dire veramente tanto, non ho fatto sacrifici per formare una mia famiglia e quando \u00e8 nata mia figlia Priscilla sapere che a casa era tra le braccia di mia madre, di mio marito, di mia sorella\u2026insomma, tra persone che sapevo amarla quanto me, mi ha permesso di sentirmi pi\u00f9 tranquilla e gestire il mio lavoro con grandissima serenit\u00e0. Sono consapevole che questa non \u00e8 una cosa comune e ne sono sempre molto grata. Ho avuto tanto affetto e sempre di grandissima qualit\u00e0. Si chiede, si cerca sempre tanto nella vita ma si \u00e8 sempre poco inclini alla gratitudine. Io sono una donna grata di tutto quello che ha ricevuto dalla vita. Io sono una donna che ha sempre pensato di volere sopra ogni cosa una vita personale gratificante anche al di fuori del canto.<br \/>\n<strong>E come madre?<\/strong><br \/>\nIo sono stata una madre assente per molti versi, ma anche allo stesso tempo presente. Mio marito aveva un lavoro indipendente e poteva e sapeva gestire questa situazione al meglio. Ci sentivamo quasi tre, quattro volte al giorno e non erano certo i periodi delle comunicazione con cellulari, non c\u2019era internet o connessioni cos\u00ec semplici come ora. I conti erano pazzeschi spendevamo quasi tre milioni di lire di telefono. Sentivo mia figlia per ogni cosa, facevamo persino i compiti insieme al telefono e raccoglievo le sue confidenze o i suoi malumori. Certo mancava la fisicit\u00e0 ma cercavo di essere sempre presente quando in famiglia si dovevano prendere delle decisioni importanti. Capitava che dopo produzioni importanti tornassi a casa stremata, ma la mattina in casa comunque mi alzavo presto per accompagnare mia figlia a scuola, oppure ai colloqui con gli insegnanti, la accompagnavo a danza e cercavo di conciliare l\u2019essere madre anche il dover essere una moglie. Molte donne come compensazione, quando per lavoro non sono molto presenti, tendono a viziare o strafare nell\u2019educazione dei propri figli; io ho invece cercato di essere il pi\u00f9 equilibrata possibile senza cadere in questi meccanismi anche grazie ad un marito amorevole ed attento a queste cose. Sentivo forte il richiamo di mia figlia.<br \/>\n<strong>Sua figlia ha avuto la percezione sin da bambina di cosa e chi fosse la mamma?<\/strong><br \/>\nCredo di s\u00ec. Anche se da bambina aveva una forma di attaccamento e di gelosia molto forte. Ero sempre contornata da moltissime persone che mi volevano bene, a volte da ammiratori che esageratamente si\u00a0 rivolgevano a me in maniera quasi adorante. Mi toccavano, mi baciavano, cercavano in qualsiasi modo le mie attenzioni e Priscilla era dolcissima: puntava i piedi e cacciava tutti in maniera perentoria: <em>\u201cQuesta \u00e8 mia madre, lasciatela stare<\/em>!\u201d. Quindi aveva la percezione che fossi amata per il mio lavoro, ma sentiva chiaramente che la madre aveva un valore non condivisibile rispetto all\u2019artista.<br \/>\n<strong>E suo marito?<\/strong><br \/>\nMio marito lo conobbi quando ancora ero ai miei esordi. In verit\u00e0 pensava che fosse un diletto per me il canto. Mi accompagnava comunque alle mie prime\u00a0 audizioni e non tutte furono in verit\u00e0 brillanti. In fin dei conti intuiva il talento ma sperava sempre che potessi essere una felice donna di casa, moglie e madre dei propri figli. Ricordo che con grande dolcezza mi diceva sempre: \u201c<em>Non \u00e8 Bruna che sei un pochino illusa? Insomma hai il tuo talento, ma magari non \u00e8 sufficiente non credi? Pensa magari anche ad altro\u2026 hai cos\u00ec numerose doti\u2026<\/em>\u201d. In lui, in verit\u00e0, trasparivano una profonda dolcezza ed una forte paura forse di dovermi condividere come poi accadde con il mio pubblico ed il mio lavoro. Quando poi la mia carriera cominci\u00f2 ad essere evidente, mi domand\u00f2 scusa pur non dovendolo fare. Fu sempre il mio pi\u00f9 grande e vero sostenitore. E pensare che all\u2019inizio non provava neppure un forte amore per la musica lirica. Ma successivamente il suo orecchio da attento ascoltatore divent\u00f2 cos\u00ec allenato e calibrato che riusciva con grande oggettivit\u00e0 persino a farmi notare certi passaggi magari a suo gusto poco corretti. La sua passione mi incit\u00f2 sempre a migliorare. Quando mio marito manc\u00f2, quindi non persi solo\u00a0 il compagno della mia vita ed il padre di mia figlia, ma mi manc\u00f2 il cuore e la razionalit\u00e0 del mio canto. Priscilla da anni svolge attivit\u00e0 manageriali nel campo della lirica oltre ad\u00a0 essere il Direttore Artistico\u00a0 del Teatro della Fortuna di Fano e ci\u00f2 che lei sa non sono stata tanto io a trasmetterglielo quanto mio marito. Io ero sempre sul palco e non avevo gli strumenti per poter dare un\u2019educazione all\u2019ascolto cos\u00ec pulita e schietta.<br \/>\n<strong>Che sensazione ha ora di vivere la musica al di fuori del palcoscenico avendo poi una figlia con una carriera nello stesso campo ma con un ruolo differente?<\/strong><br \/>\n\u00c8 chiaramente una sensazione assai diversa. In merito all\u2019attivit\u00e0 di mia figlia io mi rendo conto che alle volte non riesco neppure a seguirla verbalmente. Certi meccanismi mi sono sempre stati estranei ed oggi ancor di pi\u00f9. Il Teatro \u00e8 profondamente cambiato cos\u00ec come il modo di gestirlo. La mia testa ragiona, ahim\u00e8,\u00a0 sempre e comunque da cantante. Quando mia figlia Priscilla dopo una carriera di successo come avvocato mi confid\u00f2 di voler lasciare in parte questa attivit\u00e0 per lavorare\u00a0 in teatro e nel campo della lirica io rimasi assolutamente interdetta. Ha studiato canto e pianoforte, non avevo mai pensato pur sapendolo che il teatro offrisse carriere diverse. Ero leggermente spaventata, ma poi conoscendola mi resi subito conto che avrebbe anche in questo ambito avuto il suo spazio. Mi fa sorridere quando sento Priscilla incitare e ricevere dai cantanti telefonate ad ogni ora anche in piena notte. Io nella mia vita non mi sono mai permessa di chiamare il mio agente dopo certi orari. Le agenzie chiudevano e le comunicazioni terminavano. Ora non solo si d\u00e0 al cantante un contributo lavorativo, ma sento che si richiede una vicinanza emotiva e direi alle volte quasi un conforto psicologico. Comunque sono onesta quando dico che questo era veramente un mondo che non conoscevo. Probabilmente mio marito sapeva qualcosa pi\u00f9 di me in merito.<br \/>\n<strong>Cosa sente che \u00e8 cambiato?<\/strong><br \/>\nTutto \u00e8 cambiato e non sempre tutto in peggio. Io non sono una persona che tende a vedere sempre il peggio rapportandosi al passato.<br \/>\n<object width=\"420\" height=\"315\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"\/\/www.youtube.com\/v\/u3e1GTrf5Fw?hl=it_IT&amp;version=3\" \/><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><embed width=\"420\" height=\"315\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"\/\/www.youtube.com\/v\/u3e1GTrf5Fw?hl=it_IT&amp;version=3\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" \/><\/object><br \/>\n<strong>Bruna Baglioni va volentieri a vedere qualche spettacolo?<\/strong><br \/>\nLa mia insegnante di tecnica vocale mi obbligava a fare l\u2019abbonamento ed andare al teatro dell\u2019Opera di Roma a vedere tutti gli spettacoli ed i concerti possibili ed immaginabili. Conosco molti colleghi che non amano andare a vedere uno spettacolo e provano un fortissimo disagio a stare tra il pubblico. Io, in verit\u00e0, facendo una carriera di un certo livello, la sera volevo e desidero ancora fare tutto tranne che andare a teatro. Lo faccio quando capita e sempre con grandissima partecipazione, ma se posso coltivare e condividere altro, ecco\u2026 forse scelgo altro. Quando vado e posso seguo spesso\u00a0 spettacoli che non conosco. Sono sempre stata molto curiosa e mi stimola molto osservare senza dare mai un giudizio, al massimo un personalissimo parere su ci\u00f2 che vedo.<br \/>\n<strong>Ora lei sta riuscendo ad emergere con altrettanto successo in un altro campo assai tortuoso e difficile che \u00e8 quello dell\u2019insegnamento\u2026<\/strong><br \/>\nS\u00ec, un\u2019esperienza meravigliosa e che confesso all\u2019inizio non volevo neppure fare perch\u00e9 non credevo di poter gestire una cos\u00ec grande responsabilit\u00e0. Mi ha messo e mi mette ogni giorno in discussione come artista e come professionista. Grazie all\u2019insegnamento posso dire di avere oggi un controllo vocale del mio strumento. Cercare di capire i problemi tecnici dei miei studenti, le loro paure, le loro indecisioni mi fa scavare in certi settori che io non ho mai dovuto esplorare grazie sicuramente a doti mie naturali. Essere dei bravi insegnanti \u00e8 veramente dura tanto quanto essere dei validi artisti. Bisogna essere sempre ben bilanciati e non mortificare n\u00e9 illudere i giovani. Per molti il canto diventa una vera e propria ossessione. Bisogna entrare sempre con molto rispetto ed in punta di piedi nell\u2019anima di un giovane artista o aspirante tale.<br \/>\n<strong>Bruna Baglioni, donna, artista e madre: quale il suo pi\u00f9 grande successo?<\/strong><br \/>\nSicuramente madre. Perch\u00e9 il sipario un giorno si deve chiudere e non ci si pu\u00f2 disperare n\u00e9 perdere la testa. Io credo ancora che il patrimonio pi\u00f9 bello che io lascer\u00f2 nella mia vita sar\u00e0 mia figlia non tanto le mie incisioni o il mio canto. Mia figlia \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante ora e lo \u00e8 sempre stata dal primo giorno in cui l\u2019ho vista in fasce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontriamo il celebre mezzosoprano Bruna Baglioni in una calda serata di agosto, in occasione del prestigioso premio Spontini [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":57250,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[2791,147,9049],"class_list":["post-57203","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-bruna-baglioni","tag-cantanti","tag-opera-singers-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57203"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57203\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87675,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57203\/revisions\/87675"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}