{"id":57273,"date":"2013-08-18T00:07:33","date_gmt":"2013-08-17T22:07:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=57273"},"modified":"2016-12-17T03:25:21","modified_gmt":"2016-12-17T02:25:21","slug":"arena-di-veronagala-domingo-harding-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/arena-di-veronagala-domingo-harding-2\/","title":{"rendered":"Arena di Verona:Gala Domingo-Harding"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Arena di Verona, Verona, Festival del Centenario dell\u2019Arena di Verona<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra e Coro dell\u2019Arena di Verona<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Daniel Harding<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Armando Tasso<br \/>\n<\/strong><em>Giuseppe Verdi,<\/em> brani da: &#8220;La Forza del destino&#8221;, &#8220;Don Carlo&#8221;, &#8220;Macbeth&#8221;, &#8220;Nabucco&#8221;, &#8220;I Lombardi alla prima crociata&#8221;, &#8220;Simon Boccanegra&#8221;.<br \/>\n<em>Richard Wagner<\/em>, brani da : &#8220;Tannh\u00e4user&#8221;, &#8220;Tristan und Isolde&#8221;, &#8220;Parsifal&#8221;, &#8220;G\u00f6tterd\u00e4mmerung&#8221;, &#8220;Die Walk\u00fcre&#8221;.<br \/>\n<em>Soprani <\/em><strong>Susanna Branchini,\u00a0<\/strong><strong>Evelyn Herlitzius<\/strong>,\u00a0 <strong>Violeta Urmana<\/strong><br \/>\n<em>Tenori <\/em><strong>Placido Domingo, Francesco Meli<\/strong><br \/>\n<em>Baritono<\/em><strong> Davit Babayants<\/strong><em><br \/>\nBassi <\/em><strong>Vitalij Kowaljow, Gianluca Breda<\/strong><br \/>\n<em>Verona, 15 agosto 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la seconda serata di Gala in programma per il Festival del centenario dell\u2019Arena di Verona anche il tempio lirico scaligero rende infine omaggio al genio tedesco di <strong>Richard Wagner<\/strong>, con un programma che vede alternarsi estratti dalle opere della maturit\u00e0 di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong> ad alcuni dei passi pi\u00f9 significativi della vasta opera del padre del <em>Wor-Ton-Drama<\/em>. Impreziosiscono l\u2019appuntamento (seppur non avvicinandosi nemmeno lontanamente al tutto esaurito) la bacchetta del giovane inglese <strong>Daniel Harding<\/strong> e la presenza sul palco del direttore artistico onorario del Festival <strong>Placido Domingo<\/strong>. Accanto a loro i solisti <strong>Violeta Urmana<\/strong>, <strong>Susanna Branchini<\/strong>, <strong>Francesco Meli<\/strong>, <strong>Evelyn Herlitzius<\/strong> e <strong>Vitalij Kowalijow<\/strong> hanno portato a termine le rispettive performance in modo piuttosto convincente.<br \/>\nDal punto di vista organizzativo \u00e8 risultata per\u00f2 piuttosto evidente la quasi totale assenza di prove: non poco tempo ci \u00e8 voluto, durante le prime pagine verdiane, perch\u00e9 l\u2019orchestra s\u2019assestasse sul gesto di Harding e riuscisse a rispondere adeguatamente alle sue -talvolta personalissime- scelte musicali invece che rimanere in quella modalit\u00e0\u00a0 di \u201cpilota automatico\u201d purtroppo comune ad una compagine orchestrale che pi\u00f9 di ogni altra ha eseguito e rieseguito il repertorio verdiano. Nelle successive pagine wagneriane l\u2019orchestra \u2013di certo molto meno avvezza a questo repertorio- appare pi\u00f9 concentrata e riesce progressivamente a trovare la compattezza necessaria a rendere in modo adeguato le pagine proposte. <strong>Daniel Harding<\/strong> dirige con grande carisma dimostrando una sempre costante attenzione ai dettagli dinamici della partitura, non priva di notevole sensibilit\u00e0 nel porgere in modo chiarissimo all\u2019orecchio dello spettatore le differenti attitudini al lirismo dei due &#8220;festeggiati bicentenari&#8221;. Il suo Verdi, talvolta poco tradizionale ma sempre cristallino nell\u2019esposizione delle linee melodiche, brilla di freschezza nuova e convince il pubblico areniano. Il giovane pupillo di Claudio Abbado non tradisce dunque la sua fama e si mostra inoltre sempre scrupoloso e attento alle esigenze del canto, entrando con i solisti in quella comunione di respiro -di kleiberiana memoria- che contraddistingue i grandi interpreti. Prova complessivamente buona del coro che, nonostante qualche imprecisione negli attacchi, convince e riceve pieno consenso del pubblico al termine dei tre interventi.<br \/>\n<strong>Violeta Urmana<\/strong>, prima solista a salire sul palco, offre spunti di raffinatezza nei panni di Eboli come nei panni di Isolde e di Sieglinde. Vocalit\u00e0 di proporzioni generalmente non imponenti, in <em>\u201cO Don Fatale\u201d<\/em> sfodera una voce di bella intensit\u00e0 capace di acuti incisivi e di una buona capacit\u00e0 di fraseggio; l\u2019emissione rimane molto morbida e controllata, la dizione chiara e intellegibile. Nel Liebestod di Isolde accusa qualche segno di stanchezza e insicurezza nella gestione del volume ma con eleganza ed esperienza risolve il ruolo in modo pi\u00f9 che adeguato. Al suo ultimo intervento, <em>\u201cDer M\u00e4nner Sippe\u201d<\/em> da <em>Die Walk\u00fcre<\/em>, la Urmana ritrova l\u2019iniziale vocalit\u00e0 brillante e pastosa e rende un\u2019interpretazione intensa e partecipata che viene salutata dai calorosi applausi del pubblico.<br \/>\n<strong>Susanna Branchini<\/strong>, dotata di una vocalit\u00e0 considerevole e confacente agli spazi dell\u2019anfiteatro, restituisce un\u2019interpretazione di <em>\u201cTu che le vanit\u00e0\u201d<\/em> che \u2013sebbene abbastanza precisa sul piano dell\u2019intonazione e del fraseggio-\u00a0 non convince <em>in toto<\/em> a causa di un\u2019emissione troppo spesso forzata che impedisce una resa efficace del carattere intimistico della pagina.<br \/>\n<strong>Evelyn Herlitzius<\/strong> regala all\u2019uditorio due pagine wagneriane di grande intensit\u00e0. In <em>\u201cAllm\u00e4cht\u2019ge Jungfrau\u201d<\/em> canta con la convinzione e l\u2019intensit\u00e0 di chi \u00e8 sicuro e cosciente dei propri mezzi vocali: l\u2019emissione \u00e8 sicura cos\u00ec come disinvolte le salite in acuto. La bravura della Herlitzius \u00e8 risaltata ancor pi\u00f9 per la sua capacit\u00e0 di mantenere alta la tensione drammatica, nel rendere in modo struggente la rassegnata disperazione del suo personaggio prossimo a sacrificarsi per la redenzione dell\u2019amato Tannh\u00e4user. Ancora con maggior tempra e trasporto interpreta <em>\u201cStarke Scheite schichtet mir dort\u201d<\/em>: l\u2019immedesimazione nel personaggio di Br\u00fcnhilde \u00e8 totale ed ottima \u00e8 l\u2019intesa con Harding. Piccole <em>defaillance<\/em> a causa della stanchezza nel finale sono ampiamente perdonate da un pubblico che premia il grande carisma di quest\u2019interprete con molti e calorosi applausi.<br \/>\nBuona prova anche per <strong>Francesco Meli<\/strong>: il tenore genovese colpisce per la morbidezza dell\u2019emissione in relazione all\u2019ottima proiezione della voce, per la facilit\u00e0 nelle salite in acuto e per la grande eleganza conferita al suo Macduff impegnato in \u201cAh, la paterna mano\u201d. La seconda parte del concerto vede Meli alle prese con la pi\u00f9 complessa \u201cSento avvampar nell\u2019anima\u201d dal <em>Simon Boccanegra<\/em>, in cui conferma le sue qualit\u00e0 di tenore verdiano. Il fraseggio chiaro e disinvolto, la voce calda e intensa su tutta la gamma, il timbro sempre squillante e la grande partecipazione emotiva tratteggiano un Gabriele Adorno energico e molto convincente. Applausi e ovazioni di pubblico per il tenore.<br \/>\nNon \u00e8 da meno il basso <strong>Vitalij Kowalijow<\/strong> che interpreta con eleganza la pagina <em>\u201cLeb wohl\u201d <\/em>in conclusione a <em>Die Walk\u00fcre<\/em>. Il timbro \u00e8 ruvido ma non privo di un certo calore, il piglio austero ma coinvolto nell\u2019addio a Br\u00fcnhilde, la linea di canto elegante e fraseggiata propriamente.<br \/>\nPrima di accostarsi alla performance di <strong>Placido Domingo<\/strong> sono opportune alcune precisazioni. Sebbene le scelte di repertorio del tenore spagnolo possano essere opinabili nonch\u00e9 irrinunciabile oggetto di infinite speculazioni nel buon tempo dei critici e melomani pi\u00f9 agguerriti, non bisogna dimenticare \u2013se nell\u2019approccio critico si ha il buon senso di voler adottare un\u2019ottica costruttiva- che Domingo \u00e8 e rimane un tenore; un tenore che in un preciso momento della sua carriera decide di approfondire le proprie inflessioni baritonali ma che un baritono non \u00e8 e non vuol essere. Il colore vocale non ha perso e non rinuncia a quella brillantezza prettamente tenorile anche nell\u2019accostarsi al repertorio baritonale. A questo punto divengono forse ancora pi\u00f9 inutili le discettazioni su quanto sia lecita la sua operazione: pi\u00f9 interessante \u00e8 forse indagarne gli esiti. Domingo, in questa nuova veste, non fa che confermarsi musicista a tutto tondo e innamorato della musica a tal punto da mettersi nuovamente in gioco anche se giunto all\u2019apice di una carriera ai massimi livelli, mantenendo intatta quella capacit\u00e0 di cesellatura nei colori e nel fraseggio che l\u2019hanno reso uno dei supremi interpreti del repertorio tenorile. Il maestro ha cantato le due brevi pagine wagneriane che ha scelto di riservarsi come solista con l\u2019intensit\u00e0 di chi, a maggior ragione perch\u00e9 a fine carriera, realizza che in quel canto \u00e8 condensata un\u2019intera vita e che a quello stesso canto \u00e8 ancorata la propria identit\u00e0. Toccante (e forse non in tonalit\u00e0 originale?) il <em>\u201cWinterst\u00fcrme\u201d<\/em> da <em>Die Walk\u00fcre<\/em> e altrettanto carico di trasporto il <em>\u201cNur eine Waffe taugt\u201d<\/em> dal <em>Parisfal<\/em>: cantanti senza risparmiarsi un istante e con una proiezione vocale non inferiore a quella del tenore Meli nonostante i quarant\u2019anni di differenza.<br \/>\nChiudono la serata le pregiate pagine tratte ancora una volta dal <em>Simon Boccanegra<\/em> <em>\u201cPlebe! Patrizi! Popolo dalla feroce storia\u201d<\/em> e <em>\u201cM\u2019ardon le tempia\u2026\u201d<\/em> in cui Domingo ancora senza risparmiarsi risolve il ruolo del titolo in modo preciso, vivido e vibrante, accompagnato con puntualit\u00e0 e altrettanta precisione da Branchini, Meli, Kowalijow (e dagli appropriati <strong>Davit Babayants<\/strong> e <strong>Gianluca Breda<\/strong>): il risultato di indiscutibile qualit\u00e0 passa certamente anche attraverso l\u2019ottima concertazione di Harding.<br \/>\nSiparietto finale con <em>\u201cVedi le fosche notturne spoglie\u201d<\/em> attaccato dal giovane direttore, che si vede poi sottrarre la bacchetta da Domingo e decide quindi di rifarsi rubando a sua volta il posto a un professore d\u2019orchestra tra le fila delle viole. Pubblico in estasi saluta gli artisti con dieci minuti di calorosissimi applausi.<em> Foto Ennevi per Fondazione Arena<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arena di Verona, Verona, Festival del Centenario dell\u2019Arena di Verona Orchestra e Coro dell\u2019Arena di Verona Direttore Daniel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":126,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,9156,351,97,6188,536,7596,153,172,30,268,173,401,1470,400,328,119,8305],"class_list":["post-57273","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-davit-babayants-it","tag-die-walkure","tag-don-carlo","tag-evelyn-herlitzius","tag-francesco-meli","tag-gianluca-breda","tag-giuseppe-verdi","tag-gotterdammerung","tag-macbeth","tag-placido-domingo","tag-richard-wagner","tag-simon-boccanegra","tag-susanna-branchini","tag-tannhauser","tag-tristan-und-isolde","tag-violeta-urmana","tag-vitalij-kowalijow"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/126"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57273"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57273\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87881,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57273\/revisions\/87881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}