{"id":57362,"date":"2013-08-20T15:47:05","date_gmt":"2013-08-20T13:47:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=57362"},"modified":"2016-12-05T02:12:00","modified_gmt":"2016-12-05T01:12:00","slug":"celso-albelo-in-concerto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/celso-albelo-in-concerto\/","title":{"rendered":"Celso Albelo in concerto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pesaro, Rossini Opera Festival, XXXIV Edizione, Auditorium Pedrotti, Concerti di belcanto <\/em><br \/>\nTenore, <strong>Celso Albelo <\/strong><br \/>\nPianoforte, <strong>Giulio Zappa\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Joaqu\u00edn Turina<\/em>: &#8220;Poema en forma de canciones&#8221;<br \/>\n<em>Carlos Guastavino<\/em>: &#8220;El sampedrino&#8221;; &#8220;Milonga de dos hermanos&#8221;; &#8220;Pueblito mi Pueblo&#8221;;&#8221; Ya me voy a retirar&#8221;; &#8220;Pampamapa&#8221;. <em>Gioachino Rossini<\/em>: &#8220;Canzonetta spagnuola&#8221;; \u00abDella cieca fortuna \u2026 Saziati, o sorte ingrata\u00bb (da <em>Elisabetta, regina d\u2019Inghilterra<\/em>);<br \/>\n<em>Gaetano Donizetti<\/em>: \u00abPartir degg\u2019io \u2026 T\u2019amo qual s\u2019ama un angelo\u00bb (da <em>Lucrezia Borgia<\/em>); \u00abTombe degli avi miei \u2026 Fra poco a me ricovero\u00bb (da <em>Lucia di Lammermoor<\/em>)<br \/>\n<em>Pesaro, 18 agosto 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Dopo lo <em>Stabat mater<\/em> del 2008, il tenore Celso Albelo debutta quest\u2019anno al Rossini Opera Festival<\/strong> in un ruolo teatrale (Ruodi, il pescatore del <em>Guillaume Tell<\/em>), e inserisce tra le varie recite anche un concerto di canto, dal programma \u201cin crescendo\u201d drammatico (e non solo rossiniano).<br \/>\n<strong>L\u2019avvio del <em>recital<\/em> \u00e8 affidato a due serie di <em>Lieder<\/em> spagnoli,<\/strong> un gruppo organico del sivigliano <strong>Joaqu\u00edn Turina<\/strong> (1882-1949) e un\u2019antologia dell\u2019argentino <strong>Carlos Guastavino<\/strong> (1912-2000), per un totale di nove numeri vocali dalle caratteristiche piuttosto omogenee, di cui Albelo esalta in particolare l\u2019ariosit\u00e0 e la serena, gioiosa cantabilit\u00e0. Il <em>Poema en forma de canciones<\/em> \u00e8 introdotto da una <em>Dedicatoria<\/em> del solo pianoforte, ottima a rappresentare un paesaggio musicale tipicamente iberico, nelle armonie e nelle successioni ritmiche; la voce del tenore si manifesta da subito molto musicale, vibrante e ricca di armonici, solida e corposa, aggraziata senza mai essere leziosa, impegnata a cantare sul fiato, come per dilatare al massimo l\u2019ariosit\u00e0 della frase e dei vari disegni musicali. Al di l\u00e0 di una lieve forzatura nella messa di voce che apre il secondo brano (<em>Nunca olvida<\/em>), si apprezzano le smorzature di <em>Cantares<\/em>, gli acuti chiari, sicuri, dal timbro omogeneo rispetto al resto del registro, e soprattutto connotati da musicalit\u00e0. La voce di Albelo ricorda immediatamente &#8211; forse anche a causa delle suggestioni ispanofone &#8211; il colore, la tecnica, l\u2019emissione di Alfredo Kraus; e induce all\u2019accostamento anche la progressione dei brani, con la specificit\u00e0 di personaggi melodrammatici (Gennaro, Edgardo) che furono interpretati dal grande tenore canario. Forse pi\u00f9 di un semplice modello da emulare, in quanto d\u2019origine canaria \u00e8 lo stesso Albelo: piuttosto una predisposizione geografico-nazionale. Del tutto autonomo \u00e8 comunque il lavoro interpretativo nei <em>Lieder<\/em> di Guastavino: sul legato e sui mezzi toni in <em>El sampedrino<\/em>, sull\u2019afflato appassionato e sul dosaggio del fiato in <em>Pueblito mi Pueblo<\/em>, sulla sottolineatura della melodia nei due brani conclusivi (soltanto in <em>Milonga de dos hermanos<\/em>, invece, la partecipazione emotiva non sembra al consueto livello).<br \/>\n<strong>Senza alcuna soluzione della continuit\u00e0, Albelo trascorre a Rossini,<\/strong> che con la <em>Canzonetta<\/em> <em>spagnuola<\/em> costituisce una cerniera tra musica d\u2019ispirazione iberica e melodramma italiano; ma a dispetto del diminutivo, la <em>Canzonetta<\/em> rivela tutte le sue insidie e difficolt\u00e0: il tenore la canta assai bene, accelerando opportunamente il ritmo tra II e III strofe, ma i gruppetti di note del terribile <em>refrain<\/em> sono eseguiti o troppo staccati o troppo spianati; anche la spericolata cadenza conclusiva dimostra che si tratta di un brano difficilissimo. Il pubblico pesarese, sempre commosso dal nume tutelare Rossini, applaude con grande soddisfazione. <strong>Ottima la sezione recitativa della scena di Leicester dall\u2019<em>Elisabetta, regina d\u2019Inghilterra<\/em><\/strong>, sia per il declamato persuasivo sia per gli accenti e la pronuncia molto accurati; il clamoroso intervallo sull\u2019invocazione \u00abo terra\u00bb \u00e8 risolto bene, anche se emerge una lieve debolezza nell\u2019emissione delle note basse (incipiente stanchezza?), non bene sostenute come quelle del registro medio-acuto (molto buona, infatti, la stretta finale con puntatura, che infiamma nuovamente l\u2019entusiasmo dei presenti). <strong>Il pianista Giulio Zappa \u00e8 un ottimo accompagnatore<\/strong> (pi\u00f9 volte ascoltato nei <em>recitals<\/em> pesaresi), e si trova molto a suo agio nelle pagine operistiche; se in Turina e in Guastavino qualche sprezzatura accordale rende un po\u2019 scabra l\u2019esecuzione, nella rossiniana <em>Elisabetta<\/em> il velluto del pianoforte risplende sontuoso, e offre alla voce di Albelo il miglior supporto possibile, per scelta delle sonorit\u00e0, agogica, ritmo.<br \/>\n<strong>Avviene quindi il passaggio a Donizetti,<\/strong> prima con<strong> <em>Lucrezia Borgia<\/em> e poi <em>Lucia di Lammermoor<\/em>.<\/strong> Con la voce di cui \u00e8 naturalmente dotato, l\u2019ottima tecnica di cui si avvale e i modelli stilistici di riferimento, il canto di Abelo \u00e8 splendido; per\u00f2 non si vorrebbe che un tenore squisitamente di grazia, lirico e con la possibilit\u00e0 di affrontare il repertorio contraltino, fosse troppo tentato da quello lirico-spinto. La tessitura alta e l\u2019emissione vigorosa del recitativo di Gennaro, per esempio, obbligano Albelo a sacrificare qualche agilit\u00e0; e nel passaggio all\u2019acuto affiora una leggera inflessione nasale. Nell\u2019ambito del concerto il cantante \u00e8 comunque generosissimo, come dimostra la corona finale tenuta a lungo e in maniera impeccabile. Anche nella scena finale della <em>Lucia<\/em> sono molto apprezzabili cura e fraseggio del recitativo, mentre nella romanza Albelo vuole fornire una prova pi\u00f9 \u201cmuscolare\u201d di emissione vocale, di cui francamente non ha alcun bisogno; e infatti finisce per staccare un tempo un po\u2019 sostenuto, senza la necessaria attenzione per i particolari espressivi. L\u2019assenza di un bench\u00e9 minimo intervallo tra le parti del concerto si fa percepire ancora nell\u2019ultima, affaticante messa di voce.<br \/>\n<strong>Applausi ritmati e serratissimi suggellano il termine del programma, con reiterate richieste di <em>bis<\/em>.<\/strong> Il tenore ne concede tre, secondo l\u2019ordine: \u00abUna furtiva lacrima\u00bb (dall\u2019<em>Elisir d\u2019amore<\/em> di Donizetti), \u00ab\u00c8 la solita storia\u00bb (il lamento di Federico dall\u2019<em>Arlesiana<\/em> di Cilea), \u00abLa donna \u00e8 mobile\u00bb (la canzone del Duca di Mantova, dal verdiano <em>Rigoletto<\/em>). Tre brani fuori programma, tutti e tre molto apprezzati dal pubblico, certamente interessanti per aspetti differenti. In Donizetti all\u2019attacco tagliente, per nulla dolce, segue subito un\u2019interruzione, perch\u00e9 Albelo confonde le parole della romanza, e deve ricominciare da capo; ma a questo punto l\u2019insistenza su un\u2019emissione \u201cforzuta\u201d compromette qualche tentativo di alleggerire il suono, che non riesce pi\u00f9 cos\u00ec bene come nella precedente scena rossiniana. La frase finale \u00abCielo, si pu\u00f2 morir!\u00bb e la smorzatura di chiusura tornano per\u00f2 a essere soavi, del tutto convincenti. In Cilea il Federico di Albelo non \u00e8 per nulla <em>larmoyant<\/em>; anzi, \u00e8 un ragazzino che vuole aver voce \u201crobustosa\u201d (a costo di esibire gusto verista nel conclusivo \u00abMi fai tanto male!\u00bb). In Verdi &#8211; da ultimo &#8211; l\u2019emissione risuona un po\u2019 fibrosa, comprensibilmente stanca; eppure l\u2019acuto postremo \u00e8 fuori discussione, tanto \u00e8 luminoso e saldo, squillante e gagliardo come conviene all\u2019inno libertino del Duca: basta da solo a vivificare tutti e tre i <em>bis<\/em> e ad appagare la richiesta di pura bellezza vocale di cui ogni appassionato di canto va alla ricerca. <em>Foto Amati &amp; Bacciardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pesaro, Rossini Opera Festival, XXXIV Edizione, Auditorium Pedrotti, Concerti di belcanto Tenore, Celso Albelo Pianoforte, Giulio Zappa\u00a0 Joaqu\u00edn [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":57457,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[8312,1295,14678,8309,238,143,8310,8311,8276],"class_list":["post-57362","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-carlos-guastavino","tag-celso-albelo","tag-concerti","tag-concerti-di-belcanto","tag-gaetano-donizetti","tag-gioachino-rossini","tag-giulio-zoppa","tag-joaquin-turina","tag-rossini-opera-festival-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57362"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57362\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87301,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57362\/revisions\/87301"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}