{"id":57478,"date":"2013-08-23T10:12:08","date_gmt":"2013-08-23T08:12:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=57478"},"modified":"2016-12-04T21:55:59","modified_gmt":"2016-12-04T20:55:59","slug":"yijie-shi-in-concerto-a-pesaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/yijie-shi-in-concerto-a-pesaro\/","title":{"rendered":"Yijie Shi in concerto a Pesaro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pesaro, Rossini Opera Festival, XXXIV Edizione &#8211; Auditorium Pedrotti, Concerti di belcanto <\/em><br \/>\nTenore, <strong>Yijie Shi <\/strong><br \/>\nPianoforte, <strong>Hana Lee\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Gioachino Rossini<\/em>: \u201cLa promessa\u201d (da <em>Soir\u00e9es musicales<\/em>)<br \/>\n<em>Wolfgang Amadeus Mozart<\/em>: \u00abDies Bildnis ist bezaubernd sch\u00f6n\u00bb (da <em>Die Zauberfl\u00f6te<\/em>); \u00abUn\u2019aura amorosa\u00bb (da <em>Cos\u00ec fan tutte<\/em>) <em>Gioachino Rossini<\/em>: \u00abQue les destins prosp\u00e8res\u00bb (da <em>Le Comte Ory<\/em>); \u00abS\u00ec, ritrovarla io giuro\u00bb (da <em>La Cenerentola<\/em>)<br \/>\n<em>Francesco Cilea<\/em>: \u00ab\u00c8 la solita storia del pastore\u00bb (da <em>L\u2019Arlesiana<\/em>)<br \/>\n<em>Charles Gounod<\/em>: \u00abSalut! demeure chaste et pure\u00bb (da <em>Faust<\/em>)<br \/>\n<em>Franz Leh\u00e1r<\/em>: \u00abDein ist mein ganzes Herz\u2026\u00bb (da <em>Das Land des L\u00e4chelns<\/em>)<br \/>\n<em>Gaetano Donizetti<\/em>: \u00abSpirto gentil\u00bb (da <em>La Favorita<\/em>)<br \/>\n<em>Pesaro, 21 agosto 2013\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno dei principali meriti del Rossini Opera Festival in ambito vocale \u00e8 la coltivazione di un vivaio di giovani talenti<\/strong>, che solitamente approdano ai palcoscenici prestigiosi del Teatro Rossini e dell\u2019Adriatic Arena dopo essere passati al vaglio dell\u2019Accademia Rossiniana e dell\u2019annuale esecuzione del <em>Viaggio a Reims<\/em>: <strong>\u00e8 il caso del tenore cinese Yijie Shi, nato a Shangai nel 1982, debuttante al ROF nel 2008<\/strong> (Cavalier Belfiore, appunto nel <em>Viaggio a Reims<\/em>) e da allora assidua presenza a Pesaro. Il ruolo pi\u00f9 importante affidatogli in passato \u00e8 stato quello di protagonista del <em>Comte Ory<\/em> nell\u2019edizione del 2009; da allora il cantante \u00e8 molto cresciuto, ha studiato moltissimo il fraseggio dell\u2019italiano e del melodramma (non soltanto rossiniano), come dimostrano la prova del concerto di canto e la contemporanea gestione del ruolo di Lindoro nell\u2019<em>Italiana in Algeri<\/em>.<br \/>\n<strong>Una compitezza che \u00e8 prima di tutto esteriore<\/strong> (Shi si presenta in elegante abito nero, con cravatta seriosissima e <em>pochette<\/em> perlacea, e d\u00e0 una lezione di stile a molti suoi colleghi assai pi\u00f9 sciatti) diventa la cifra del porgere del tenore. Nel Rossini della \u201cPromessa\u201d sono interessanti la cura, la gamma di sfumature e di colori che il cantante cerca di manifestare, e ancor pi\u00f9 la pronuncia correttissima dell\u2019italiano, segno dello studio certamente capillare della fonazione occidentale applicata alla nostra lingua. <strong>Nelle arie mozartiane si apprezza una voce lirica e aggraziata<\/strong>, dotata di buona tecnica; Shi \u00e8 solito esordire con un suono tenue, che rinforza progressivamente per mezzo del fiato, riuscendo cos\u00ec a conservare abbastanza bene gli armonici (peraltro non abbondanti) delle note centrali. A stupire \u00e8 appunto l\u2019abilit\u00e0 del tenore nel \u201cportare\u201d il volume del suono, aumentandolo e diminuendolo con sicurezza e naturalezza. Il profilo vocale non ha tratti specifici o riconoscibili, n\u00e9 di bellezza n\u00e9 di timbro, ma sono rimarchevoli la correttezza di lettura (intesa come rispetto della scrittura musicale) e una discreta musicalit\u00e0.<br \/>\n<strong>Rivestendo i panni del Comte Ory, l\u2019artista rientra sul palcoscenico dell\u2019Auditorium Pedrotti<\/strong> sorridente e sicuro; al confronto dell\u2019esecuzione del 2009 non pare neppure lo stesso cantante. Gli elementi interpretativi potrebbero essere definiti \u201cdi maniera\u201d, ma risultano sempre di buon gusto; purtroppo le note delle agilit\u00e0 non sono sgranate alla perfezione, e questa componente del canto resta un po\u2019 penalizzata. L\u2019acuto finale \u00e8 invece corposo e sufficientemente timbrato.<br \/>\n<strong>Nel concitato brano della <em>Cenerentola<\/em> (in cui la pianista martella la tastiera in modo assai pesante)<\/strong> Shi ritaglia uno spazio di grazia con la sezione ariosa \u00abPegno adorato e caro\u00bb, a riprova definitiva che con un\u2019ottima tecnica \u00e8 possibile sopperire anche a una voce non particolarmente bella, n\u00e9 molto originale o ricca di armonici.<br \/>\n<strong>L\u2019ampio intervallo che separa Rossini da Cilea non crea alcuno stridore,<\/strong> perch\u00e9 Shi individua nella dizione accurata del testo italiano un possibile <em>trait d\u2019union<\/em> rispetto al repertorio di primo Ottocento. Il celebre lamento di Federico (eseguito nella stessa sala tre giorni prima da Celso <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/08\/celso-albelo-in-concerto\/\">Albelo<\/a>) \u00e8 cantato a fior di labbra nella prima parte, mentre convince di meno nella seconda, allorch\u00e9 il tenore vuole offrire una prova di forza e \u201cfa la voce grossa\u201d (anch\u2019egli cade nella solita tentazione da concerto); ovviamente il pubblico apprezza moltissimo, e i sobri applausi riservati ai brani iniziali si fanno sempre pi\u00f9 calorosi e prolungati. <strong>Il programma raggiunge il culmine dell\u2019impegno con la grande aria di Faust, eseguita bene<\/strong>, con acuti dalla buona ampiezza e con puntatura finale molto solida; per\u00f2 Shi non ha ancora raggiunto quella maturit\u00e0 interpretativa per affrontare un personaggio come Faust (e si percepisce come la voce debba forzare alquanto la fibra muscolare per eseguire tutto quanto richiesto da Gounod).<br \/>\n<strong>Molto divertente l\u2019aria leh\u00e1riana da <em>Das Land des L\u00e4chelns<\/em>: Shi \u00e8 coraggioso nel cantarla in tedesco<\/strong> (che non domina bene come l\u2019italiano e il francese), e riesce a porgerla con un trasporto ingenuo, con una simpatia <em>na\u00eff<\/em>, che lo fa assomigliare a un tenore tedesco quando si compiace di cantare una canzone napoletana. L\u2019effetto, del resto, \u00e8 garantito, visto che il brano di operetta diventa il pi\u00f9 applaudito dell\u2019intero concerto.<strong> A questo punto \u00e8 un po\u2019 straniante il ritorno al Donizetti tragico della <em>Favorita<\/em>,<\/strong> anche perch\u00e9 il tenore lo affronta con la stessa tipologia di <em>p\u00e1thos<\/em> che applica a Cilea e a Leh\u00e1r; si pu\u00f2 dunque riscontrare una certa omologazione interpretativa, ma per quanto riguarda respirazione, accenti, acuti, tutto \u00e8 rigoroso (la <em>nuance<\/em> di grazia con cui conclude la pagina riscatta anzi qualche precedente genericit\u00e0). Shi \u00e8 un artista intelligente e quant\u2019altri mai volenteroso; sorge per\u00f2 il dubbio &#8211; ascoltata la recita dell\u2019<em>Italiana in Algeri<\/em> successiva al <em>recital<\/em> &#8211; che proporre un concerto cos\u00ec impegnativo (e dispendioso di energie vocali) il giorno prima di una rappresentazione in teatro sia un gesto alquanto incauto: ne risente soprattutto l\u2019emissione delle gi\u00e0 discutibili fioriture e agilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Terminato il programma ufficiale, Shi compie un\u2019ottima scelta per regalare al pubblico qualche pagina in pi\u00f9,<\/strong> <strong>introducendo due canzoni cinesi<\/strong>, su testo poetico antichissimo (ma di gusto musicale evidentemente influenzato dal romanticismo occidentale), e riassumendone i contenuti: la \u201cCanzone del fagiolo rosso\u201d (simbolo dell\u2019amore nella Cina di trecento anni fa) e \u201cIo abito all\u2019inizio del fiume Yangtze\u201d (storia di due amanti che vivono uno alla fonte, l\u2019altro alla foce dell\u2019interminabile corso d\u2019acqua; non si vedono mai, ma ogni giorno vedono almeno scorrere la stessa acqua). Il cantante parla un discreto italiano, ed \u00e8 interessante ascoltare la sua voce non in maschera: posata, gentile, sembra quella di un garbato adolescente. L\u2019apprezzamento da parte del pubblico per i due brani orientali induce Shi a un autentico fuori programma, perch\u00e9 torna sulla scena con uno spartito che appoggia sul leggio (mentre tutto quanto precede \u00e8 eseguito a memoria); ultimo omaggio all\u2019Italia e alla sua tradizione liederistica, con <strong>\u00abNon t\u2019amo pi\u00f9\u00bb di Francesco Paolo Tosti.<\/strong> Un bel tragitto, dall\u2019iniziale e sornione Rossini delle <em>Soir\u00e9es musicales<\/em>, quasi quello del fiume cinese degli antichi amanti; ma l\u2019approdo \u00e8 raggiunto felicemente.\u00a0 <em>Foto Amati &amp; Bacciardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pesaro, Rossini Opera Festival, XXXIV Edizione &#8211; Auditorium Pedrotti, Concerti di belcanto Tenore, Yijie Shi Pianoforte, Hana Lee\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":57484,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[516,14678,8309,589,8324,361,513,8322,3829,238,143,8321,8323,186,8325,5253,8276,253,2979],"class_list":["post-57478","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-charles-gounod","tag-concerti","tag-concerti-di-belcanto","tag-cosi-fan-tutte","tag-das-land-des-lachelns","tag-die-zauberflote","tag-faust","tag-francesco-cilea","tag-franz-lehar","tag-gaetano-donizetti","tag-gioachino-rossini","tag-hana-lee","tag-larlesiana","tag-la-cenerentola","tag-la-favorita","tag-le-comte-ory","tag-rossini-opera-festival-2013","tag-wolfgang-amadeus-mozart","tag-yijie-shi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57478","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57478"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57478\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57484"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}