{"id":57866,"date":"2013-09-02T15:17:25","date_gmt":"2013-09-02T13:17:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=57866"},"modified":"2017-01-27T11:19:55","modified_gmt":"2017-01-27T10:19:55","slug":"arena-di-veronaromeo-et-juliette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/arena-di-veronaromeo-et-juliette\/","title":{"rendered":"Arena di Verona:&#8221;Rom\u00e9o et Juliette&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Arena, 91\u00b0 Festival\u00a0 del Centenario 2013 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cROM\u00c9O ET JULIETTE\u201d <\/strong><br \/>\nLibretto di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9<br \/>\nMusica di <strong>Charles Gounod<\/strong><br \/>\n<em>Juliette <\/em>MARINA REBEKA<br \/>\n<em>St\u00e9phano <\/em>NINO SURGULADZE<br \/>\n<em>Gertrude <\/em>SANJA ANASTASIA<br \/>\n<em>Rom\u00e9o <\/em>FRANCESCO DEMURO<br \/>\n<em>Tybalt <\/em>PAOLO ANTOGNETTI<br \/>\n<em>Benvolio <\/em>FRANCESCO PITTARI<br \/>\n<em>Mercutio <\/em>MICHAEL BACHTADZE<br \/>\n<em>P\u00e2ris <\/em>NICOL\u00d2 CERIANI<br \/>\n<em>Gr\u00e9gorio <\/em>DARIO GIORGEL\u00c8<br \/>\n<em>Capulet <\/em>\u00a0ENRICO MARRUCCI<br \/>\n<em>Fr\u00e8re Laurent<\/em> GIORGIO GIUSEPPINI<br \/>\n<em>Le Duc de V\u00e9rone <\/em>DEYAN VATCHKOV<br \/>\nOrchestra, Coro e Corpo di ballo dell\u2019Arena di Verona<br \/>\nDirettore <strong>Marko Letonja <\/strong><br \/>\nDirettore del coro <strong>Armando Tasso <\/strong><br \/>\nDirettore del corpo di ballo <strong>Maria Grazia Garofoli <\/strong><br \/>\nRegia <strong>Francesco Micheli <\/strong><br \/>\nScene <strong>Edoardo Sanchi <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Silvia Aymonino <\/strong><br \/>\nLighting designer <strong>Paolo Mazzon <\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Nikos Lagousakos<br \/>\n<\/strong><em>Verona, 31 agosto 2013\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 da qualche anno che <em>Rom\u00e8o et Juliette<\/em> ha ripreso a circolare con costante regolarit\u00e0, anche nei teatri internazionali che contano. Merito di voci prestigiose (e mediatiche) che si sono impossessate dell\u2019opera, ma ne hanno anche saputo riportare in auge le gemme nascoste. Non fa eccezione il festival areniano, che dal 2011 ha deciso di riproporre il capolavoro di Gounod annualmente nel cartellone estivo. Scelta doverosa e positiva \u2013 pur sulla scia dell\u2019immagine commerciale della vicenda dei due amanti associata indelebilmente alla citt\u00e0 scaligera \u2013 per un\u2019opera dalla freschezza melodica e dalla sicura vocazione spettacolare che ben si adattano allo spazio interno all\u2019anfiteatro e alle esigenze \u2018popolari\u2019 del pubblico che lo frequenta. Un repertorio lirico, quello francese attorno al <em>grand op\u00e9ra<\/em>, che in Arena merita di essere ripreso, esplorato e approfondito (<em>Faust<\/em> in testa) anche per dare nuova linfa ad una proposta che si sta fossilizzando sui soliti titoli.<br \/>\nLa ripresa dell\u2019allestimento affidato per la regia a <strong>Francesco Micheli<\/strong> conferma la correttezza di lettura dell\u2019opera, per uno spettacolo tradizionale e innovativo al tempo stesso. Complici le scene di <strong>Edoardo Sanchi<\/strong>, il cui punto di riferimento principale consiste in una grande struttura mobile a grate e scale interne, un po\u2019 felliniana un po\u2019 a met\u00e0 tra studio televisivo e scheletro industriale, chiusa a mo\u2019 di gabbia con un giro esterno di alte scale (elementi questi che torneranno lungo tutto il corso dello spettacolo) o aperta a semicerchio a richiamare un avveniristico teatro elisabettiano (e quell\u2019epoca rimandano i costumi di <strong>Silvia Aymonino<\/strong>), che poi via via si separa e rimodula a evocare una geometria di spazi libera, colorata e mai sovraffollata nella distribuzione di masse e coreografie nel vasto palcoscenico. Meno di impatto ma sempre suggestiva la presenza di altri macchinari mobili pi\u00f9 piccoli su cui si elevano gli uomini di \u201cpotere\u201d (Capulet, Fr\u00e8re Laurent e il Duca) e Juliette, quest\u2019ultima entro una sorta di verginale torre, che poi diventa balcone e infine talamo nuziale. Particolarmente divertita e apprezzata dal pubblico \u2013 e non pu\u00f2 essere altrimenti \u2013 la rappresentazione della piccola combriccola di Rom\u00e9o, che per la parodia di Mab di Mercutio entra con una specie di batmobile (bella trovata), animandosi poi con licenziose e provocatorie allusioni rese chiare nei gesti e nei movimenti anche a chi non conosca testo o lingua francese, da cui poi scene di zuffe e duelli dirette con felice piglio registico, toni qua e l\u00e0 da <em>musical<\/em>, avvincente brio giovanile e senso dello spettacolo. Peccato per quel finale \u2013 con la dipartita delle anime dei due amanti mentre i due protagonisti corrono via fra la platea \u2013 che se voleva essere onirico e romantico \u00e8 risultato ai nostri occhi un tantino banale e di cattivo gusto. La parte musicale vedeva innanzitutto il ritorno sul podio areniano dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni di <strong>Marko Letonja<\/strong>. E si \u00e8 trattato di un ritorno in grande stile, per un direttore che \u00e8 sembrato in buona sintonia con le compagini strumentali e vocali areniane, comprendendo e interiorizzando il raffinato discorso musicale di Gounod e il suo particolarissimo tessuto orchestrale, rispettoso di un colore tutto francese entro una solidit\u00e0 di forme consapevoli della civilt\u00e0 sinfonica e contrappuntistica austro-tedesca, assimilata in maniera assai personale dal compositore. Letonja ha compreso e messo bene in evidenza queste componenti, riducendo (qualora possibile) l\u2019enfasi melodrammatica e ottenendo trasparenze e chiaroscuri entro un suono ora ruvido ora elegiaco ma compatto e palpitante di empiti tardo-romantici. Merito, naturalmente, di <strong>un\u2019orchestra insolitamente attenta ed equilibrata<\/strong> nelle dinamiche, sufficientemente ricca nei colori, che ha suonato con eleganza e trasporto, contagiata dalle finezze elargite dalla bacchetta, <strong>mentre corretta e senza grossi sussulti si \u00e8 rivelata la prova del coro<\/strong>. Tra i cantanti ovviamente l\u2019attesa \u00e8 sempre tutta per i due protagonisti.<br \/>\n<strong>Marina Rebeka<\/strong>, giovane e interessante voce emergente, \u00e8 stata perfetta come Juliette. Nell\u2019incarnare tutte le caratteristiche dell\u2019eroina shakespeariana ha dato vita ad una interpretazione vocale gi\u00e0 consapevole e matura, con una tecnica solida e grande sicurezza nella salita agli acuti (pur con qualche durezza ancora da limare). Brillante e controllata nel <em>Je veux vivre<\/em>, lirica e appassionata nei duetti con Rom\u00e9o, ha sfoderato temperamento e drammaticit\u00e0 nell\u2019aria del IV atto, per raccogliere alla fine della serata meritatissime ovazioni.<br \/>\nIl Rom\u00e9o di <strong>Francesco Demuro<\/strong> nei primi due atti ha coinvolto solo in parte, dal romanticismo leggermente distaccato e un po\u2019 affaticato nella tenuta vocale. Prova se ne \u00e8 avuta dalla cautela con cui ha affrontato la celebre aria <em>Ah l\u00e8ve-toi soleil<\/em>, risolta anche con un certa tendenza a forzare nella zona alta della tessitura. Il tenore sardo ha trovato poi via via il giusto smalto e maggiore consapevolezza stilistica, cos\u00ec da essere premiato dal pubblico e ottenendo un franco successo. <strong>Michael Bachtadze<\/strong>\u00a0 ha dato sfogo ad una partecipata e versatile <em>verve<\/em> interpretativa, proponendo un Mercutio elegante, misurato e dal gradevole timbro, mentre il bel fraseggio e la voce corposa di <strong>Nino Surguladze<\/strong> hanno disegnato un ottimo St\u00e9phano.\u00a0 Un po\u2019 sfocato all\u2019inizio \u00e8 risultato il Capulet di <strong>Enrico Marrucci<\/strong>, che poi ha trovato un\u2019apprezzabile linea di canto, cos\u00ec come un\u2019incisiva Gertrude si \u00e8 dimostrata <strong>Sanja Anastasia<\/strong>. \u00a0Impreciso e con qualche problema di intonazione l\u2019intervento del Duc di <strong>Deyan Vatchkov<\/strong>, mentre corretto e stentoreo \u00e8 risultato il Fr\u00e8re Laurent di <strong>Giorgio Giuseppini<\/strong>. Bene il Tybalt di <strong>Paolo Antognetti<\/strong>, il Gr\u00e9gorio di <strong>Dario Giorgel\u00e8<\/strong>, il P\u00e2ris di <strong>Nicol\u00f2 Ceriani<\/strong> e il Benvolio di <strong>Francesco Pittari<\/strong>. Arena gremita, applausi generosi e accoglienze pi\u00f9 che cordiali per tutti. <em>Foto Ennevi per Fondazione Arena<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Arena, 91\u00b0 Festival\u00a0 del Centenario 2013 \u201cROM\u00c9O ET JULIETTE\u201d Libretto di Jules Barbier e Michel Carr\u00e9 Musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":88797,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[155,516,4387,2380,2620,8082,2458,1509,5671,3081,3496,8400,8401,5635,4006,145,4754,152,7971,3076],"class_list":["post-57866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-arena-di-verona","tag-charles-gounod","tag-dario-giorgele","tag-deyan-vatchkov","tag-edoardo-sanchi","tag-festival-del-centenario-2013","tag-francesco-demuro","tag-francesco-micheli","tag-francesco-pittari","tag-giorgio-giuseppini","tag-marina-rebeka","tag-marko-latonja","tag-michel-bachtadze","tag-nicolo-ceriani","tag-nino-surguladze","tag-opera-lirica","tag-paolo-antognetti","tag-romeo-et-juliette","tag-sanja-anastasia","tag-silvia-aymonino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57866"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87601,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57866\/revisions\/87601"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/88797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}