{"id":57929,"date":"2013-09-04T20:20:06","date_gmt":"2013-09-04T18:20:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=57929"},"modified":"2016-12-04T18:41:36","modified_gmt":"2016-12-04T17:41:36","slug":"verdi-e-rossini-eccentrici-a-stresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/verdi-e-rossini-eccentrici-a-stresa\/","title":{"rendered":"Verdi e Rossini &#8220;eccentrici&#8221; a Stresa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stresa, Palazzo dei Congressi<\/em><em>, Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore &#8211; LII Edizione<\/em><em>, Stresafestival2013<\/em><br \/>\n<strong>Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Gianandrea Noseda<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Claudio Fenoglio<\/strong><br \/>\nSoprano <strong>Maria Agresta<\/strong><br \/>\nMezzosoprano <strong>Angela Brower<\/strong><br \/>\nTenore <strong>Gregory Kunde<\/strong><br \/>\nBasso <strong>Mirco Palazzi<\/strong><br \/>\n<em>Giuseppe Verdi<\/em>: Quartetto per archi in mi minore (trascrizione per orchestra d\u2019archi)<br \/>\n<em>Gioachino Rossini<\/em>: <em>Stabat Mater<\/em> per soli, coro a quattro voci miste e orchestra<br \/>\n<em>Stresa, 1. settembre 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cTra terra e cielo\u201d \u00e8 il titolo di una rassegna musicale che, insieme alle \u201cMeditazioni in Musica\u201d, sostanzia il programma di Stresafestival2013<\/strong>. Il direttore artistico, <strong>Gianandrea Noseda<\/strong>, propone al centro del ricco programma un concerto dedicato a due composizioni eccentriche rispetto alla produzione melodrammatica di Verdi e di Rossini: <strong>il Quartetto per archi del primo e lo <em>Stabat Mater<\/em> del secondo<\/strong>. Alla terra apparterebbe il \u201claico\u201d quartetto, e al cielo la pagina sacra? \u00c8 certamente divenuto luogo comune, in ogni occasione esecutiva, affermare che entrambe le opere tradiscano un po\u2019 il genere di appartenenza per avvicinarsi allo stile di scrittura pi\u00f9 congeniale ai loro autori, ossia il teatro musicale; e un luogo comune non necessariamente deve essere inteso come falso. Al contrario, nel caso della versione offerta dallo stesso Noseda il Quartetto verdiano &#8211; dilatato nelle proporzioni fino a richiedere un\u2019intera orchestra d\u2019archi &#8211; permette di riscontrare come le armonie di <em>Aida<\/em> si possano applicare anche alla musica da camera di gusto neoclassico (il lavoro risale al marzo 1873, quando Verdi si trovava a Napoli appunto per le prove di <em>Aida<\/em>). Lo <em>Stabat Mater<\/em> rossiniano, poi, sempre per come lo intende Noseda, si presenta quasi anticipatore del Verdi pi\u00f9 tumultuoso e apocalittico, quello della <em>Messa di Requiem<\/em> o di <em>Otello<\/em>. Del resto, per suggerire l\u2019origine di certi <em>t\u00f3poi<\/em> critici, varr\u00e0 bene citare un critico musicale della capacit\u00e0 intuitiva di Gabriele D\u2019Annunzio, che sulla composizione di Rossini scriveva nel 1885: \u00abnulla v\u2019\u00e8 di pi\u00f9 genialmente teatrale e melodrammatico che questo <em>Stabat<\/em> ecclesiastico\u00bb.<br \/>\n<strong>Nonostante il mistero sulla responsabilit\u00e0 della trascrizione e l\u2019aggiunta della sezione dei contrabbassi, Noseda dirige il brano da camera con grande cura per le indicazioni agogiche<\/strong>. Indubbiamente, la natura originaria del quartetto per archi \u00e8 del tutto snaturata, specialmente in quelle inflessioni haydniane a cui Verdi teneva molto. Le sonorit\u00e0 delle viole nell\u2019<em>Allegro<\/em> iniziale appaiono a volte come annacquate, stemperate in un discorso complessivo che ricorda pi\u00f9 certe serenate \u010dajkovskiane, che non musica strumentale verdiana. L\u2019<em>Andantino<\/em>, di per s\u00e9 cos\u00ec elegante e salottiero, \u00e8 staccato con fretta eccessiva e con sonorit\u00e0 un po\u2019 pesanti; e poi Noseda non sfrutta abbastanza le pause all\u2019interno del movimento, che potrebbero conferire grande senso teatrale. Il direttore preferisce piuttosto inserire una pausa &#8211; francamente inopportuna e distraente &#8211; tra <em>Andantino<\/em> e <em>Prestissimo<\/em>, per dire qualcosa a proposito dell\u2019eccezionalit\u00e0 del Quartetto nella scrittura verdiana. Ma perch\u00e9 non parlare al pubblico prima dell\u2019esecuzione musicale? Una cos\u00ec generica didascalia a met\u00e0 dell\u2019opera sembra una dichiarazione di sconfitta: come a dire, poich\u00e9 la musica \u00e8 ritenuta tanto eccentrica e anomala, conviene attutirne l\u2019impatto con qualche frase propedeutica. Verdi non meritava proprio questo piccolo, involontario affronto. Il merito principale della direzione di Noseda \u00e8 nel tempo finale (<em>Scherzo-Fuga. Allegro assai mosso<\/em>), perch\u00e9 il direttore fa emergere bene le tendenze armoniche e l\u2019<em>allure<\/em> compositiva che apparentano il Quartetto alla partitura di <em>Aida<\/em>: ad ascoltare con attenzione, il brano da camera non \u00e8 affatto un capriccio nell\u2019ispirazione verdiana, ma una conferma di maestria totale e di scrittura sicurissima.<br \/>\n<strong>Prima di dare l\u2019attacco d\u2019apertura allo <em>Stabat Mater<\/em> il direttore riprende la parola, ma questa volta a proposito, e per un nobile intento: dedicare l\u2019esecuzione alla memoria di Chiara Lazzari, soprano del Coro del Teatro Regio di Torino recentemente scomparso<\/strong>. Le voci, corali e soliste, sono infatti protagoniste dello <em>Stabat Mater<\/em>, in un dialogo che va ben oltre rispetto ai declamati, ai recitativi e ai concertati del melodramma: basti ricordare che al termine del lavoro, nel 1841, sono gi\u00e0 trascorsi dodici anni dall\u2019ultimo titolo teatrale del catalogo rossiniano, <em>Guillaume Tell<\/em>.<br \/>\nNel \u00abCujus animam\u00bb <strong>Gregory Kunde<\/strong> sfoggia un registro acuto splendido come sempre; in alcune note basse si perde qualche armonico, forse perch\u00e9 il cantante \u00e8 messo in difficolt\u00e0 dal tempo troppo rapido (il primo incorreggibile vizio) staccato da Noseda. La voce del tenore diventa addirittura debordante nel quartetto \u00abSancta Mater, istud agas\u00bb, quando ci si accorge che la sua sola equivale in volume e squillo a quella degli altri tre cantanti messi insieme. Ma al di l\u00e0 della preponderanza di Kunde, il brano diviene il pi\u00f9 bello dell\u2019esecuzione, anche grazie ai colori degli archi e alle dinamiche orchestrali esaltati da Noseda.<br \/>\nIl duetto di soprano e mezzosoprano \u00abQuis est homo\u00bb \u00e8 introdotto da un breve preludio, in cui i corni dell\u2019Orchestra del Regio accusano qualche incertezza (come accade anche nelle analoghe battute del \u00abFac ut portem\u00bb), ma poi interviene la voce di <strong>Maria Agresta<\/strong> a risolvere tutto: il soprano ha voce ottima per bellezza del timbro, rotondit\u00e0 dell\u2019emissione, omogeneit\u00e0 della linea di canto. Grande intensit\u00e0 nell\u2019\u00abInflammatus et accensus\u00bb, anche se il direttore lo trasforma quasi nel \u00abDies irae\u00bb della <em>Messa di Requiem<\/em> di Verdi, per sonorit\u00e0 strepitose e ritmo incalzante; la voce della Agresta sembra adeguarsi alle scelte direttoriali, cogliendo cos\u00ec l\u2019occasione rossiniana per sottolineare una vocalit\u00e0 autenticamente verdiana. Meno buona la prestazione congiunta del mezzosoprano, perch\u00e9 la voce di <strong>Angela Brower<\/strong> sembra un po\u2019 leggera, oltre a risuonare pi\u00f9 chiara rispetto a quella della Agresta nel primo duetto. Rende meglio quando canta da sola nell\u2019<em>Andante grazioso<\/em> del \u00abFac ut portem\u00bb.<br \/>\nIl basso <strong>Mirco Palazzi<\/strong> esibisce una cavata omogenea, una voce timbrata e un\u2019emissione corretta; in talune note basse il fiato non \u00e8 sempre bene appoggiato, ma l\u2019artista deve contrastare un volume orchestrale che Noseda si compiace di mantenere sempre alquanto forte (il secondo incorreggibile vizio); la voce si apprezza meglio nel \u00abFac, ut ardeat cor meum\u00bb.<strong> Ottimo il Coro preparato da Claudio Fenoglio, e impeccabile nei difficili momenti a cappella; la compagine delle voci asseconda sempre le richieste di Noseda, e l\u2019\u00abAmen, in sempiterna saecula\u00bb conclusivo \u00e8 bellissimo per l\u2019armonia di voci e di strumenti<\/strong>: quando finalmente le scelte ritmiche divengono equilibrate, la resa analitica degli archi (in particolare dei violini) costituisce il miglior pedale della stretta per l\u2019ultimo l\u2019intervento del Coro. Non la dolcezza, ma il vigore; non la meditazione assorta, ma il gesto netto e concreto: queste le carature della direzione di Noseda per entrambi i brani del programma, che escono certamente irrobustiti e, per cos\u00ec dire, armonizzati tra di loro. Il pubblico di Stresa risponde con un clamoroso e prolungato applauso, rivolto a tutti gli artisti, ma in particolare al direttore-demiurgo del Festival sul Lago Maggiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stresa, Palazzo dei Congressi, Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore &#8211; LII Edizione, Stresafestival2013 Orchestra e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":57933,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[8242,14678,1696,143,153,382,568,8407,8406,651,8405],"class_list":["post-57929","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-angela-brower","tag-concerti","tag-gianandrea-noseda","tag-gioachino-rossini","tag-giuseppe-verdi","tag-gregory-kunde","tag-maria-agresta","tag-orchestra-e-coro-del-teatro-regio-di-torino","tag-quartetto-per-archi","tag-stabat-mater","tag-stresafestival2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57929"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57929\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87294,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57929\/revisions\/87294"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}