{"id":58209,"date":"2013-09-13T15:27:13","date_gmt":"2013-09-13T13:27:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=58209"},"modified":"2016-12-05T03:02:05","modified_gmt":"2016-12-05T02:02:05","slug":"cronache-del-mito-yuri-temirkanov-e-federico-colli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/cronache-del-mito-yuri-temirkanov-e-federico-colli\/","title":{"rendered":"Cronache del MITO: Yuri Temirkanov e Federico Colli"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Torino Milano &#8211; Festival Internazionale della Musica, VII Edizione &#8211; MITO Settembre Musica, Torino, Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo <\/strong><br \/>\nDirettore <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Yuri Temirkanov <\/strong><br \/>\nPianoforte <span class=\"nomeesecutore\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Federico Colli\u00a0 <\/strong><\/span><br \/>\n<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Sergej Rachmaninov<\/em>: Terzo Concerto per pianoforte e orchestra in re minore op. 30<br \/>\n<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">P\u00ebtr Il\u2019i\u010d \u010cajkovskij<\/em>: Quinta Sinfonia in mi minore op. 64<br \/>\n<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Torino, 10 settembre 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Yuri Temirkanov e la sua \u201csua\u201d Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo tornano ospiti di MITO con due concerti<\/strong>, il primo al Teatro degli Arcimboldi di Milano, il secondo al Lingotto di Torino, molto attesi sia per il repertorio scelto sia per la prima collaborazione con il giovane e talentuoso pianista Federico Colli, vincitore del prestigioso Concorso di Leeds nel 2012; comune il brano solistico, mentre varia il repertorio dell\u2019orchestra (<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Sheherazade<\/em> di Rimskij-Korsakov in Lombardia, la V Sinfonia di \u010cajkovskij in Piemonte).<br \/>\n<strong><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Redingote<\/em> bianca e immancabile <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">foulard<\/em> rosso al collo: cos\u00ec si presenta Federico Colli<\/strong> sul palcoscenico dell\u2019Auditorium del Lingotto per eseguire il Concerto n. 3 di Rachmaninov sotto la direzione di Temirkanov. Nell\u2019<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Allegro ma non tanto<\/em> sia il pianista sia il direttore mantengono un volume sonoro piuttosto tenue, tanto che pi\u00f9 evocativo dello strumento solista risulta il corno, accompagnato dagli attutiti colpi del timpano (un cuore pulsante appena inquietante, che rende ragione delle indicazioni espressive di Rachmaninov per l\u2019avvio). Soltanto con il secondo tema l\u2019enfasi ha il sopravvento, ma le note pianistiche paiono accavallarsi un po\u2019 troppo convulsamente, in contrasto con la dirittura impeccabile dell\u2019orchestra; e poi la risonanza del pianoforte di Colli \u00e8 unicamente metallica. Poco pi\u00f9 nitida la resa del virtuosismo solistico nell\u2019<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Intermezzo (Adagio)<\/em>, anche se perdura il contrasto con l\u2019orchestra ieratica di Temirkanov. Nel <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Finale (Alla breve)<\/em> si apprezza meglio la tecnica di Colli, anche se la prosodia condotta in parallelo tra pianoforte e orchestra ha qualche piccolo inciampo. L\u2019ultimo tema, tutto arpeggiato, \u00e8 sussurrato da Colli con un effetto assai suggestivo, sebbene le sonorit\u00e0 restino metalliche e pungenti; sull\u2019altare della geometria tecnica e dell\u2019esercizio delle dita sono del tutto sacrificati i colori e il calore che dovrebbe incendiare certe frasi. <strong>Il Rachmaninov di Colli non \u00e8 per nulla retorico, o peggio hollywoodiano<\/strong> (aggettivo che la critica si compiace sempre di richiamare per il terzo concerto); ma non esprime neppure quel tormento tardo-romantico che dovrebbe essere una delle carature espressive del compositore. Al calore \u00e8 preferito il freddo di una sonorit\u00e0 nuda e percussiva; e l\u2019unico colore percepibile \u00e8 il bianco della <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">redingote<\/em> del pianista.<br \/>\n<strong>Il pubblico di MITO apprezza moltissimo l\u2019esibizione di Colli,<\/strong> che concede due <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">bis<\/em> significativi: la <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Danza della fata Confetto<\/em> dallo <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Schiaccianoci<\/em> (viatico alla seconda parte del programma), eseguita con dolcissimo manierismo e pregevoli sfumature (quelle che in Rachmaninov mancavano) e un corale bachiano nella trascrizione per pianoforte, staccato a ritmo vertiginoso, e tradotto in un esercizio ai limiti estremi dell\u2019eseguibilit\u00e0. La duplice scelta \u00e8 eloquente: i picchiettati metallici della danza \u010dajkovskijana confermano la tipologia di avvicinamento interpretativo al precedente concerto; l\u2019inflessibile sistema di accenti e di figurazioni geometriche di Bach fa esclamare all\u2019ascoltatore, semplicemente, che <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">tout se tient<\/em>.<br \/>\n<strong>Tornato sul palcoscenico senza bacchetta, Temirkanov d\u00e0 a mani giunte l\u2019attacco della V Sinfonia di \u010cajkovskij,<\/strong> conferendo subito una sfumatura dolente all\u2019oboe che porge il tema del destino nell\u2019<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Andante &#8211; Allegro con anima<\/em>. Sulla V ha scritto recentemente Giorgio Pestelli: \u00abchi pensa di conoscerla gi\u00e0, se rif\u00e0 la prova con Temirkanov e i suoi si trover\u00e0 di fronte una cosa del tutto nuova\u00bb (\u00abLa Stampa\u00bb, 1. settembre 2013). \u00c8 esattamente cos\u00ec. Risuona nuovissima la fanfara di tromboni e tuba nel cuore del movimento, con qualcosa di indefinibilmente bruckneriano, tanto differente dal carattere garrulo di legni e flauti: un contrasto umorale che prelude alla lettura esistenziale della sinfonia. Nel finale ancora il timpano, concepito come cuore pulsante dell\u2019organismo musicale dagli accenti inediti di dolore e di disperazione. L\u2019<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Andante cantabile, con alcuna licenza<\/em> \u00e8 come un dialogo tra gli archi rasserenati e la voce sempre dolente del corno; ma quando nasce il nuovo tema del destino l\u2019orchestra s\u2019impenna e sembra assestarsi su una condizione di gioia. Con Termirakanov ciascun segmento musicale pu\u00f2 comunque assumere inaspettato valore (ossia umore); e infatti il movimento si chiude con un anelito minaccioso degli ottoni. Un enigmatico sorriso del direttore, lanciato a entrambi i lati dell\u2019orchestra, precede l\u2019attacco del <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Valzer. Allegro moderato<\/em>: tutto appare sognante e cullante, ma le sardoniche sottolineature degli ottoni increspano &#8211; al solito &#8211; le certezze dell\u2019ascoltatore; davvero mai uditi prima alcuni effetti della tromba, che disegna strutture nuove all\u2019interno dell\u2019impianto ben noto. Il composito <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Finale. Andante maestoso &#8211; Allegro vivace<\/em> si apre con un controllatissimo terremoto, parallelo alle frasi assertive del celebre motivo: \u00e8 quella forza fremente che distrugge ogni certezza, ma con il sorriso sfingeo del direttore Temirkanov. Persino la coda, anzich\u00e9 limitarsi al trionfale completamento della sinfonia con un po\u2019 di legittima <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">grandeur<\/em>, \u00e8 ritmata da un timpano e una tuba deflagranti, ossessivi, quasi maniacali.<br \/>\n<strong>\u00c8 l\u2019apoteosi dell\u2019entusiasmo, quella che il pubblico vive al termine dell\u2019esecuzione<\/strong>, con voglia inesauribile di festeggiare Temirkanov e la sua orchestra; i quali regalano l\u2019ultima <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Zugabe<\/em> della serata, attaccando la pi\u00f9 poetica delle <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Enigma Variations<\/em> di Edward Elgar (<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Nimrod<\/em>); la pura intensit\u00e0 degli archi \u00e8 luce di speranza, finalmente senza incertezze: anche il direttore vi si abbandona beato. <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Foto Gianluca Platania<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino Milano &#8211; Festival Internazionale della Musica, VII Edizione &#8211; MITO Settembre Musica, Torino, Auditorium Giovanni Agnelli del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":58213,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,8434,8474,2290,4954,3391],"class_list":["post-58209","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-mito-settembre-musica","tag-orchestra-filarmonica-di-san-pietroburgo","tag-petr-ilic-cajkovskij","tag-sergej-rachmaninov","tag-yuri-temirkanov"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58209"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58209\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}