{"id":58284,"date":"2013-09-15T00:18:04","date_gmt":"2013-09-14T22:18:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=58284"},"modified":"2016-12-05T02:47:20","modified_gmt":"2016-12-05T01:47:20","slug":"cronache-del-mito-da-britten-a-benjamin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/cronache-del-mito-da-britten-a-benjamin\/","title":{"rendered":"Cronache del MITO: da Britten a Benjamin"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino Milano &#8211; Festiv<\/em><em>al Internazionale della Musica, VII Edizione &#8211; MITO Settembre Musica<\/em> <em>Torino, Auditorium RAI Arturo Toscanini<\/em><br \/>\n<strong>Filarmonica \u2019900 del Teatro Regio<\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Gergely Madaras<\/strong><br \/>\nSoprano <strong>Claire Booth<\/strong><br \/>\n<em>Benjamin Britten<\/em>: Variazioni su un tema di Frank Bridge op. 10 (1937)<br \/>\n<em>George Benjamin<\/em>: <em>Dance Figures<\/em> (2004)<br \/>\n<em>George Benjamin<\/em>: <em>A Mind of Winter<\/em> per soprano e orchestra (1981)<br \/>\n<em>Benjamin Britten<\/em>: <em>The Young Person\u2019s Guide to the Orchestra<\/em> op. 34 (1946)<br \/>\n<em>Torino, 11 settembre 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche con qualche garbato gioco sui due nomi, MITO dedica un <em>focus<\/em> bifronte a Benjamin Britten (nel centenario della sua nascita, peraltro un po\u2019 offuscato dal bicentenario verdi-wagneriano) e a George Benjamin (nato nel 1960, e dalla carriera musicale per alcuni aspetti analoga a quella del quasi omonimo). Gergely Madaras<\/strong> dirige il secondo dei tre concerti dedicati ai due compositori inglesi, con il complesso strumentale nato nel 2003 dall\u2019Orchestra del Teatro Regio di Torino, e con la partecipazione del soprano di Claire Booth.<br \/>\n<strong>Le variazioni da Bridge interessano un\u2019orchestra di soli archi<\/strong>, che il direttore ha buon gioco di valorizzare nelle sonorit\u00e0 cameristiche; ottime e nitide quelle dei violini, capaci di produrre un suono omogeneo, delicatissimo e flautato, soprattutto in <em>Funeral March<\/em> e nel brano successivo, <em>Chant<\/em>.<br \/>\n<strong>Nel cuore del programma sono <\/strong><strong>collocate le due opere di Benjamin<\/strong>: <em>Dance Figures<\/em>, del 2004, \u00e8 una raccolta di nove brevi brani che insiste su valori architettonici ben definiti; <em>A Mind of Winter<\/em>, del 1981, si ispira alla poesia <em>The Snow Man<\/em> di Wallace Stevens (1879-1955), che un Benjamin ventunenne intona per voce di soprano e orchestra. Il direttore si concentra sui segmenti ritmici pi\u00f9 apparentabili alla musica coreutica, e sulle molteplicit\u00e0 tonali che insieme fanno indicare in <em>Petruska<\/em> di Stravinskij una sorta di modello naturale per <em>Dance Figures<\/em> (in particolare nei contigui <em>Song<\/em> e <em>Hammers<\/em>). Della vocalit\u00e0 sopranile Benjamin sfrutta specialmente il fiato, lungo e mantenuto in <em>piano<\/em> per estenuate emissioni, che assimilano il canto al suono degli archi. All\u2019interno di una formazione orchestrale ridotta (ma con rappresentanti di ogni famiglia) in <em>A Mind of Winter<\/em> il soprano non canta mai a piena voce, ma con fraseggio rallentato e soffuso resta parallelo allo spegnersi degli altri strumenti. <strong>Ottima la prova di Claire Booth, espertissima nell\u2019affrontare il repertorio contemporaneo e apprezzata per la duttilit\u00e0 della sua voce, anche se la scrittura di Benjamin non ne pone certo in risalto tutte le qualit\u00e0.<br \/>\nIl concerto ha sicuramente per protagonista l\u2019orchestra, intesa come entit\u00e0 polifonica duttile e sempre riplasmabile, sia in Britten sia in Benjamin<\/strong>. Lo certifica il grandioso e pedagogico brano finale, quelle celebri variazioni e fuga su un tema di musica barocca che Britten trasforma in un pratico manualetto di istruzioni per familiarizzarsi con le famiglie orchestrali. Ma perch\u00e9 il giovane direttore fa risuonare il <em>Theme<\/em>, tratto dalle musiche di scena di Purcell per <em>Abdelazar<\/em>, in modo cos\u00ec fragoroso? Talmente magniloquente da sembrare una ridicolizzazione, mentre la parodia e l\u2019ironia sono nelle successive variazioni (ossia in Britten, non in Purcell); per contro, l\u2019<em>Allegro pomposo<\/em> affidato ai tromboni e alla tuba non \u00e8 abbastanza sostenuto, giusta la richiesta dell\u2019indicazione. Pi\u00f9 convincenti, perch\u00e9 pi\u00f9 espressivi, i brani che hanno per protagonisti i fiati (soprattutto oboe e fagotti).<br \/>\n<strong>Il pubblico richiamato all\u2019Auditorium RAI Arturo Toscanini dimostra di apprezzare moltissimo il concerto<\/strong>; e motivo di apprezzamento ulteriore, che va ricordato quale merito specifico di MITO, \u00e8 la programmazione di tanti concerti a ingresso gratuito, come questo: una scelta di buon gusto e di grande civilt\u00e0, oltre che di coraggio culturale, che anche i pi\u00f9 illustri festival internazionali, da Salisburgo a Lucerna, possono soltanto invidiare alla rassegna di Torino e Milano. <em>Foto Gianluca Platania<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino Milano &#8211; Festival Internazionale della Musica, VII Edizione &#8211; MITO Settembre Musica Torino, Auditorium RAI Arturo Toscanini [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":58291,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[931,8483,14678,8481,5942,8482,8434],"class_list":["post-58284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-benjamin-britten","tag-claire-booth","tag-concerti","tag-filarmonica-900-del-teatro-regio","tag-george-benjamin","tag-gergely-madaras","tag-mito-settembre-musica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58284"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87306,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58284\/revisions\/87306"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}