{"id":58305,"date":"2013-09-16T00:03:36","date_gmt":"2013-09-15T22:03:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=58305"},"modified":"2016-12-16T03:57:03","modified_gmt":"2016-12-16T02:57:03","slug":"santa-fe-opera-festivalla-grande-duchesse-de-gerolstein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/santa-fe-opera-festivalla-grande-duchesse-de-gerolstein\/","title":{"rendered":"Santa Fe Opera Festival:&#8221;La Grande-Duchesse de Gerolstein&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Santa Fe, New Mexico, Santa Fe Opera Festival 2013 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA GRANDE-DUCHESSE DE GEROLSTEIN\u201d <\/strong><br \/>\nOp\u00e9ra-bouffe di\u00a0 Henri Meilhac e Ludovic Hal\u00e9vy, dialoghi in inglese di Lee Blakeley. Revisione musicale di Jean-Christophe Keck.<br \/>\nMusica di<strong> Jacques Offenbach <\/strong><br \/>\n<em>La Grande-Duchesse <\/em>SUSAN GRAHAM<br \/>\n<em>Fritz <\/em>PAUL APPLEBY<br \/>\n<em>Wanda <\/em>ANYA MATANOVI<span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: AR-SA; mso-bidi-language: AR-SA;\">\u010c<\/span><br \/>\n<em>Le G\u00e9n\u00e9ral Boum<\/em> KEVIN BURDETTE<br \/>\n<em>Le Prince Paul <\/em>JONATHAN MICHIE<br \/>\n<em>Le Barone Puck <\/em>AARON PEGRAM<br \/>\n<em>N\u00e9pomouc<\/em> THEO LEBOW<br \/>\n<em>Le Baron Grog<\/em> JARED BYBEE<br \/>\n<em>Le demoiselles d&#8217;honneur <\/em>SHELLEY JACKSON, JULIA EBNER, SARAH MESKO, SISHEL CLAVERIE<br \/>\n<em>Le notaire<\/em> DAN KEMPSON<br \/>\nOrchestra, Coro e Artisti Apprendisti del Santa Fe Opera Festival<br \/>\nDirettore <strong>Emmanuel Villaume <\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Susanne Shelton<br \/>\n<\/strong>Regia <strong>Lee Blakeley <\/strong><br \/>\nScene <strong>Adrian Linford <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Jo van Schuppen <\/strong><br \/>\nCoreografie <strong>Peggy Hickey <\/strong><br \/>\n<em>7 agosto 2013\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>Il mezzosoprano Susan Graham \u00e8 stata a lungo una pregevole interprete della musica vocale francese<\/strong> presente in molti dei suoi recital, mentre le sue incursioni nell\u2019<em>op\u00e9ra-bouffe\u00a0<\/em> sono state rare: la sua ultima apparizione, in questo senso, \u00e8 stata in <em>La Belle H\u00e9l\u00e8ne <\/em>di Offenbach al Santa Fe Opera Festival dieci anni fa,\u00a0 in un allestimento firmato da\u00a0 Laurent Pelly.<br \/>\n<strong>Il ritorno dell\u2019artista del New Mexico su questo palco<\/strong> e con questo repertorio segna un\u2019occasione importante: la possibilit\u00e0 di farsi ammirare da un pubblico che l&#8217;adora in un nuovo ruolo. Infatti la Graham ha per la prima volta interpretato la Grand-Duchesse e, visto il successo ottenuto, ci si augura che lo ritorni presto a interpretare. Rispetto ad altre cantanti che hanno impersonato questo ruolo a fine carriera e a volte in disarmo vocale, la Graham ha\u00a0 evidenziato freschezza vocale, unita a una sensuale ma anche brillante presenza scenica. La sua pruriginosa passione per i <em>militaires<\/em> \u00e8 sembrata pi\u00f9 eccentrica che &#8220;morbosa&#8221;, a causa di un difetto fondamentale nel <em>concept<\/em> della regia.<br \/>\nInspiegabilmente,\u00a0 il regista britannico <strong>Lee Blakeley<\/strong> ha ambientato la\u00a0 <em>Grande-Duchesse<\/em> in un\u2019accademia militare americana, ai primi del &#8216;900, quando il nazionalismo sciovinista americano dominava l\u2019immaginario pubblico. L\u2019errore, in questo caso, sta nel fatto che nessuna direttrice di un\u2019accademia militare americana (ammesso che una tale figura possa mai esistere) avrebbe avuto il potere di mandare i suoi cadetti a morire in battaglia.\u00a0 Se Blakeley avesse ambientato l\u2019azione in uno di quegli imperi americani del genere <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Steampunk\"><em>steampunk<\/em> <\/a>che si vedono nelle vecchie serie TV come <em>The Wild, Wild West<\/em>, allora la sua messinscena avrebbe funzionato. Non si \u00e8 spinto fin l\u00e0: invece, \u00e8 riuscito a rendere l\u2019operetta di Offenbach al contempo pi\u00f9 immediata e pi\u00f9 superficiale. Nel processo di creazione, \u00e8 andato perso tutto l\u2019intento satirico del librettista nei confronti della &#8220;pruderie&#8221; della Francia di Napoleone III e dell&#8217;ascesa del nazionalismo tedesco nel 1867.<br \/>\nInfatti, l&#8217;immagine presentata dal Festival di questo lavoro (una tardona incoronata, che nello slang americano viene definita \u201ccougar\u201d ossia una donna matura che cerca uomini pi\u00f9 giovani) suggerisce un approccio decisamente senza pretese intellettuali, confermato dall\u2019ambientazione nel Midwest americano, dal presupposto (palesemente falso) secondo cui presumibilmente il pubblico americano non si sentirebbe coinvolto da personaggi che non sono americani. Un simile orientamento di pensiero potrebbe aver informato l\u2019inclusione di Walt Whitman in <em>Oscar<\/em> di Theodore Morrison, visto anch\u2019esso a Santa Fe in questa stagione.<br \/>\n<strong>Ancor pi\u00f9 inspiegabile\u00a0 in termini drammaturgici<\/strong>, la decisione da parte di Blakeley di\u00a0 tradurre in inglese i dialoghi, mentre la parte musicale \u00e8 stata eseguita in lingua originale. Tuttavia, questa\u00a0 produzione ha beneficiato di una revisione musicale curata da Jean-Christophe Keck\u00a0 che ha recuperato parti musicali solitamente tagliate che valorizzano maggiormente Fritz e Wanda, un finale del\u00a0 secondo atto pi\u00f9 ampio e un assolo della protagonista. Una scelta questa, che \u00e8 servita a rifinire i personaggi e ad accrescere l\u2019interesse verso la trama. <strong>Emmanuel Villaume<\/strong> ha diretto l\u2019orchestra un po\u2019 troppo vigorosamente a volte penalizzando i cantanti, pur apportando tutta la brillantezza e il fascino necessari. Uno spettacolo complessivamente godibile, animato da un cast di autentici cantanti-attori, dalle deliziose coreografie di <strong>Peggy Hickey<\/strong> e dai costumi di\u00a0 <strong>Jo van Schuppen<\/strong> cha pienamente ha sfruttato la variet\u00e0 stilistica dell&#8217;epoca di ambientazione. Tutto ci\u00f2 ha alleggerito dalle incongruenze dell&#8217;idea registica di\u00a0 di Blakeley.<br \/>\nAccanto alla Graham abbiamo ascoltato alcuni dei migliori cantanti della nuova generazione americana. Primi fra tutti il basso-baritono <strong>Kevin Burdette<\/strong> (Le General Boum) e il baritono Jonathan Michie (Le Prince Paul), che hanno unito a delle voci risonanti, bella linea di canto, dizione cristallina a delle brillanti interpretazioni attoriali. Si \u00e8 apprezzato la squillante vocalit\u00e0 tenorile di\u00a0 <strong>Aaron Pegram<\/strong> (Le Baron Puck, qui trasformato, non si sa perch\u00e8,\u00a0 in un prete cattolico).\u00a0 Nel ruolo di Fritz, il tenore <strong>Paul Appleby<\/strong> ha confermato l\u2019eccellente impressione fatta l\u2019anno scorso al Metropolitan Opera nel ruolo di Hylas ne <em>Les Troyens<\/em> di Berlioz (la stessa produzione in cui la Graham \u00e8 ritornata alla sua superba interpretazione di Didon). Il suo Fritz \u00e8 stato sempre ben cantato e teatralmente avvincente, bench\u00e9 il vigore vocale abbia cominciato a perdere smalto nel terzo atto.\u00a0 Nella parte della sua amata Wanda, si \u00e8 messa in luce il soprano <strong>Anya Matanovic<\/strong>, cantante dal non comune temperamento vocale e teatrale, non certo una &#8220;sourbrette&#8221; da operetta. <em>Foto Ken Howard<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santa Fe, New Mexico, Santa Fe Opera Festival 2013 \u201cLA GRANDE-DUCHESSE DE GEROLSTEIN\u201d Op\u00e9ra-bouffe di\u00a0 Henri Meilhac e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":108,"featured_media":58312,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[9389,1622,625,8494,9388,8454,8484,8492,145,9387,8493,8449,1387],"class_list":["post-58305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-anya-matanovic-it","tag-emmanuel-villaume","tag-jacques-offenbach","tag-jo-van-schuppen","tag-jonathan-michie-it","tag-kevin-burdette","tag-la-grande-duchesse-de-gerolstein","tag-lee-blakeley","tag-opera-lirica","tag-paul-appleby-it","tag-peggy-hickey","tag-santa-fe-opera-festival-2013","tag-susan-graham"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58305","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58305"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87820,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58305\/revisions\/87820"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}