{"id":58709,"date":"2013-09-24T15:46:30","date_gmt":"2013-09-24T13:46:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=58709"},"modified":"2016-12-05T02:29:04","modified_gmt":"2016-12-05T01:29:04","slug":"cronache-del-mito-profonda-notte-nella-confusa-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/cronache-del-mito-profonda-notte-nella-confusa-mente\/","title":{"rendered":"Cronache del MITO: \u00abProfonda notte \/ nella confusa mente\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino Milano &#8211; Festival Internazionale della Musica, VII Edizione &#8211; MITO Settembre Musica; Torino, Teatro Regio\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra e Coro del Teatro Regio di Torino <\/strong><br \/>\nDirettore <strong>Gianandrea Noseda <\/strong><br \/>\nMaestro del coro <strong>Claudio Fenoglio\u00a0 <\/strong><br \/>\n<em>Goffredo Petrassi<\/em>: <em>Coro di morti<br \/>\nGustav Mahler<\/em>: Sesta Sinfonia in la minore<em> \u201cTragica\u201d<br \/>\nTorino, 19 settembre 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Tre pianoforti affiancati, quattro contrabbassi, un nutrito gruppo di ottoni e di percussioni:<\/strong> \u00e8 l\u2019organico strumentale che accompagna il <strong><em>Coro di morti<\/em>, composto da Goffredo Petrassi<\/strong> tra 1940 e 1941 sul celebre testo leopardiano, <em>Coro di morti nello studio di Federico Ruysch<\/em> (dalle <em>Operette morali<\/em>). Ed \u00e8 il primo brano &#8211; di raro ascolto &#8211; di un programma molto apprezzato dal pubblico di MITO per coerenza di stile, splendore sonoro, rigore esecutivo. L\u2019ascoltatore, del resto, \u00e8 subito affascinato dal <em>Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie<\/em>, specialmente dall\u2019intonazione di versi come \u00abProfonda notte \/ nella confusa mente \/ il pensier grave oscura; [\u2026] Cosa arcana e stupenda \/ oggi \u00e8 la vita al pensier nostro, tale \/ qual de\u2019 vivi al pensiero \/ l\u2019ignota morte appar\u00bb. Noseda \u00e8 perfettamente a suo agio con la musica di Petrassi, come documentano il ritmo inesorabile e le sonorit\u00e0 nitide, adattissime alla lapidea monumentalit\u00e0 della pagina. Sull\u2019equilibrato pedale degli archi e dei pianoforti, per esempio, si innestano squilli e brevi fanfare degli ottoni, a sostegno degli interventi corali; soprattutto i tenori forniscono un\u2019ottima prova nel breve canto. Bellissimo e inquietante l\u2019effetto dialogico di timpano, tamburo militare e grancassa nel finale che si spegne come un sinistro presagio di guerra.<br \/>\n<strong>L\u2019orchestra del Teatro Regio si schiera poi al gran completo per la Sesta Sinfonia di Gustav Mahler<\/strong>, che riporta indietro agli anni 1903-1905: anche se composta in periodo di pace, l\u2019opera esercita un effetto ancor pi\u00f9 angosciante, a partire dal martellante e marziale incedere dell\u2019avvio. Non a caso essa fu salutata nel primo Novecento (per esempio da Arnold Sch\u00f6nberg) come <em>La Sesta<\/em> per eccellenza, antitetica rispetto a quella beethoveniana (la cui \u201cpastoralit\u00e0\u201d \u00e8 pesantemente annullata), e di molte lunghezze pi\u00f9 avanti rispetto ai paralleli di Schubert, Bruckner, \u010cajkovskij. Nel I movimento (<em>Allegro energico, ma non troppo<\/em>) la debolezza degli ottoni e dei fiati \u00e8 compensata dagli archi e dal loro suono intenso e pieno; anzich\u00e9 la trasparenza, il direttore persegue in Mahler la fluidit\u00e0 lirica del discorso condotto da violini, viole e violoncelli. Se nei momenti di pienezza orchestrale si percepiscono sonorit\u00e0 un po\u2019 fuori controllo da parte dei fiati, il particolare meglio riuscito \u00e8 il ritmo funebre\/militare molto vigoroso, impresso a tutta la sequenza. Ugualmente di grande effetto (ritmico) \u00e8 l\u2019attacco del II movimento (<em>Scherzo. Wuchtig<\/em>), che Noseda genera praticamente senza alcuna cesura rispetto al precedente finale I. A volte, per\u00f2, i contrasti ritmici non riescono persuasivi, a causa della tentazione tipica cui il direttore cede, l\u2019accelerazione. E in effetti questo Mahler corre un po\u2019 troppo, d\u00e0 un\u2019idea di inseguimento anche quando i tempi non sono per nulla vorticosi; ma che cosa insegue? Forse l\u2019accumularsi di colori e di timbri, cui \u00e8 dedicata buona attenzione, unitamente al senso teatrale e drammatico (garantito dalle accurate pause durante i pizzicati). Con il III movimento (<em>Andante moderato<\/em>) la qualit\u00e0 esecutiva migliora sensibilmente: molto pregevoli il respiro lirico di tutta l\u2019orchestra e l\u2019emissione dei fiati, controllata meglio rispetto ai precedenti movimenti. Quando gli archi campeggiano in primo piano, e poi lasciano spazio alle frasi del primo violino, \u00e8 il momento pi\u00f9 intenso di tutta l\u2019esecuzione. Con l\u2019inizio del IV movimento (<em>Finale. Allegro moderato &#8211; Allegro energico<\/em>) l\u2019ascoltatore si rende conto senza dubbi di come Noseda accentui la suddivisione della sinfonia in due blocchi: i primi due tempi da un lato, intesi come trionfo di ritmo percussivo e di violenza sonora; i secondi due dall\u2019altro, come territori sconfinati in cui cercare luoghi distesi e coloristici, con frasi melodiche e momenti di raccoglimento, ben presto sepolti da nuove sonorit\u00e0 rutilanti. L\u2019alternanza di fragore drammatico e di risoluzione pacata suscita l\u2019aspettativa di strutture che conducano a una quiete idilliaca, che per\u00f2 non si manifesta mai. Soltanto nelle ultime fanfare si assiste a una sorta di resa di fronte all\u2019ineluttabilit\u00e0 del male: <strong>l\u2019esecuzione \u00e8 tanto pi\u00f9 convincente quanto pi\u00f9 il suono orchestrale diventa omogeneo, prima che il clamoroso congegno sinfonico si avvii all\u2019autodistruzione con gli accordi finali.<\/strong> L\u2019estremo dialogo tra primo violino e fiati profila appena un sorriso di gioia nell\u2019aria, subissato per\u00f2 dal crollo definitivo della musica su s\u00e9 stessa. \u00abO Madonna!\u00bb, sussurra angosciata la signora nella fila dietro, dopo l\u2019accordo finale, per dar sfogo ingenuamente al proprio sconcerto; e ha ragione a esprimerlo, anche cos\u00ec, perch\u00e9 la deflagrazione con cui la Sesta si chiude \u00e8 il trionfo del buio sulla luce, del male sul bene, della pesantezza dell\u2019esistenza che schiaccia con violenza non soltanto l\u2019eroe, ma l\u2019uomo in generale. Senza accorgersene, l\u2019ascoltatore ripensa ai versi leopardiani scelti da Petrassi, \u00abper\u00f2 ch\u2019esser beato \/ nega a\u2019 mortali e nega a\u2019 morti il fato\u00bb.\u00a0 <em>Fotografie Gianluca Platania<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino Milano &#8211; Festival Internazionale della Musica, VII Edizione &#8211; MITO Settembre Musica; Torino, Teatro Regio\u00a0 Orchestra e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":58711,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,1696,8548,746,8434,8407,919],"class_list":["post-58709","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-gianandrea-noseda","tag-goffredo-petrassi","tag-gustav-mahler","tag-mito-settembre-musica","tag-orchestra-e-coro-del-teatro-regio-di-torino","tag-teatro-regio-di-torino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58709","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58709"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58709\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87305,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58709\/revisions\/87305"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58711"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}