{"id":58760,"date":"2013-09-27T18:12:03","date_gmt":"2013-09-27T16:12:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=58760"},"modified":"2016-12-13T23:35:55","modified_gmt":"2016-12-13T22:35:55","slug":"romaeuropa-festival-2013the-goldlandbergs","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/romaeuropa-festival-2013the-goldlandbergs\/","title":{"rendered":"Romaeuropa Festival 2013:&#8221;The Goldlandbergs&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Roma, Auditorium Conciliazione, Romaeuropa Festival 2013\u00a0 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cThe Goldlandbergs\u201d\u00a0 <\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Emanuel Gat <\/strong><br \/>\ncreata in collaborazione con ed eseguita da: Herv\u00e9 Chaussard, Aurore Di Bianco, Michael Lorh, Pansun Kim, Philippe Mesia, Genevi\u00e8ve Osborne, Fran\u00e7ois Przybylski, Milena Twiehaus.<br \/>\nSottofondo sonoro<strong>\u201cThe Quiet in The Land\u201d <\/strong>scritto e realizzato da<strong>Glenn Gould <\/strong><br \/>\nMusiche<strong>Johann Sebastian Bach \u201cThe Goldberg Variation\u201d <\/strong>Piano<strong>Glenn Gould <\/strong><br \/>\nSound design creato in collaborazione con <strong>Fr\u00e9d\u00e9ric Duru <\/strong><br \/>\nScene e disegno luci creato in collaborazione con <strong>Samson Millicent <\/strong><br \/>\nProduzione<strong>Emanuel Gat dance <\/strong><br \/>\n<em>Roma, 25 settembre 2013<\/em><br \/>\n<strong>Una scatola nera, vuota. Un grosso tappeto di linoleum bianco a delimitare il palco<\/strong>. Non ci sono quinte, n\u00e9 fondale, niente sipario, nessuna scenografia. I danzatori, cinque uomini e tre donne, entrano in scena mentre le luci in sala sono ancora accese. Sono tutti in biancheria intima, quasi come fossero stati sorpresi nel momento del risveglio.<br \/>\n<strong>Rumori di sottofondo, voci, canti. La colonna sonora del lavoro di Emanuel Gat \u00e8 \u201cThe Quiet in The Land\u201d<\/strong>, documentario audio scritto e realizzato dal pianista canadese Glenn Gould su una comunit\u00e0 mennonita, intervallata dalle note asciutte che escono dal pianoforte dello stesso Gould, interprete delle \u201cVariazioni Goldberg\u201d di Bach.<br \/>\n<strong>\u201cThe Goldlandbergs\u201d \u00e8 la storia di una famiglia<\/strong>, quasi un documentario nel documentario. L\u2019intento di <a href=\"http:\/\/www.emanuelgatdance.com\/\">Emanuel Gat <\/a>\u2013 israeliano di nascita, residente con la compagnia di cui \u00e8 fondatore a Montpellier, Francia &#8211; \u00e8 quello di regalare allo spettatore, attraverso la danza, uno sguardo sulla complessit\u00e0 delle relazioni umane, un\u2019analisi metaforica delle spinte emozionali, fisiche, psichiche, che regolano l\u2019agire dell\u2019uomo.<br \/>\n<strong>I danzatori si relazionano tra di loro attraverso una serie di dialoghi muti<\/strong>. In due, in tre, in gruppo. Si guardano, respirano, aspettano. Si incontrano, creano strutture uno sull\u2019altro, si spingono e respingono. I movimenti sono lenti e fluidi, a tratti minimi, impercettibili gesti delle mani, della testa. Poi il ritmo incalza, la velocit\u00e0 di azione aumenta, gli spostamenti diventano pi\u00f9 ampi, quasi ginnici, i lift si fanno audaci. Si fermano tutti insieme, riprendono a muoversi all\u2019unisono, ognuno con un proprio segno, tutti animati da un respiro comune, un unico grande polmone che si dilata e si restringe. Tutto ci\u00f2 che avviene \u00e8 sottile e raffinato, un succedersi di soluzioni che riescono ad incantare e stupire nonostante la marcata semplicit\u00e0. <strong>Ci vengono proposte e riproposte sistematicamente le stesse sequenze di movimenti, piccoli rituali atti a caratterizzare uno ad uno gli otto protagonisti che popolano la scena.<\/strong> Situazioni che si ripetono in angolazioni ogni volta differenti cos\u00ec che, pur riconoscendo un momento gi\u00e0 osservato, \u00e8 possibile scoprire nuovi incastri, spinte sfuggite alla prima vista. I danzatori non escono mai dal campo visivo dello spettatore, anche quando si allontanano dal quadrato bianco del palco restano sui lati o sullo sfondo, cos\u00ec anche il riposo, il detergere il sudore, diventano parte integrante dello spettacolo.<br \/>\n<strong>Le luci scendono dall\u2019alto, disegnano geometrie sui corpi seminudi.<\/strong> A volte si muovono con loro, altre volte sembrano voler essere protagoniste, tanto che i danzatori sono costretti a compiere le loro evoluzioni nella penombra, mentre lo spazio illuminato rimane vuoto, in attesa. Lo spettacolo dura un\u2019ora, sessanta minuti che volano via in un battito di ciglia. La fine arriva quasi troppo presto, lasciandoci addosso l\u2019inaspettata eppure deliziosa sensazione di non averne avuto abbastanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium Conciliazione, Romaeuropa Festival 2013\u00a0 \u201cThe Goldlandbergs\u201d\u00a0 Coreografia Emanuel Gat creata in collaborazione con ed eseguita da: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":146,"featured_media":58761,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[14677,8557,8558,8556],"class_list":["post-58760","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-danza","tag-emanuel-gat","tag-romaeuropa-festival-2013","tag-the-goldlandbergs"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/146"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58760"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87693,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58760\/revisions\/87693"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58761"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}