{"id":58901,"date":"2013-10-01T00:38:29","date_gmt":"2013-09-30T22:38:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=58901"},"modified":"2016-12-17T03:36:38","modified_gmt":"2016-12-17T02:36:38","slug":"junge-deutsche-philharmonie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/junge-deutsche-philharmonie\/","title":{"rendered":"Junge Deutsche Philharmonie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Verona, Teatro Filarmonico, XXII edizione del Settembre dell\u2019Accademia<br \/>\n<\/em><strong>Junge Deutsche Philharmonie<br \/>\n<\/strong>Direttore <strong>David Afkham<\/strong><br \/>\nSoprano <strong>Christiane Oelze<\/strong><br \/>\n<em>Gy\u00f6rgy Ligeti:<\/em> Lontano<br \/>\n<em>Richard Strauss:<\/em>\u201cVier Letzte Lieder\u201d<br \/>\n<em>Bela Bartok: <\/em>Concerto for Orchestra. SZ 116<br \/>\n<em>Verona, 26 settembre 2013<br \/>\n<\/em>In occasione del settimo appuntamento della rassegna \u201cIl Settembre dell\u2019Accademia\u201d di Verona sale sul palco del Teatro Filarmonico l\u2019orchestra giovanile tedesca, <strong>Junge Deutsche Philharmonie<\/strong>, impegnata in un programma piuttosto interessante che va a discostarsi della linea guida generale degli appuntamenti precedenti della stagione, focalizzati maggiormente sui grandi classici del repertorio. Il progetto di base della JDP \u00e8 fondamentalmente lo stesso della nostra Orchestra Giovanile Italiana (che con gran dispiacere non vediamo mai comparire nel cartellone veronese): i giovani partecipanti sono i vincitori di selezioni che hanno luogo in tutta la Germania, e si ritrovano periodicamente per preparare programmi da concerto che poi porteranno in giro per le sale da concerto europee.<br \/>\nIn apertura di concerto la platea veronese ha avuto il raro piacere di ascoltare <strong>Lontano<\/strong> di <strong>Gy<\/strong><strong>\u00f6<\/strong><strong>rgy Ligeti<\/strong>, la cui complessa scrittura ormai totalmente slegata da ogni genere di procedimento tonale o seriale a favore del solo cromatismo mette in luce la preparazione musicale dei giovani ragazzi tedeschi. Il brano \u2013composto in modo totalmente astratto, senza l\u2019uso del pianoforte- procede per agglomerati sonori che vanno a crearsi nell\u2019intreccio di frammenti melodici (spesso ovviamente dissonanti) tra i vari strumenti, cosicch\u00e9 il ritmo non possa essere percepibile dall\u2019esterno e che la platea risulti invasa dall\u2019incedere lento di un unico e atemporale alone sonoro. Il risultato \u00e8 agghiacciante ma al contempo geniale nel porgere all\u2019uditorio uno scenario alienante come scorcio su una nuova modalit\u00e0 di ricerca espressiva che rifiuta categoricamente le forme \u201c<em>pathetiche\u201d<\/em> precedenti. L\u2019orchestra si dimostra in grado di affrontare in modo complessivamente adeguato la gestione di tale intricato avvicendarsi di macchie sonore. Seguono gli splendidi <strong>Vier Letze Lieder<\/strong> di <strong>Richard Strauss<\/strong>, purtroppo non resi in maniera entusiasmante n\u00e9 dal direttore <strong>David Afkham<\/strong> n\u00e9 dalla giovane compagine: quest\u2019ultima pagina che Strauss compose prima della morte racchiude in s\u00e9 l\u2019immensa sfida di restituire un ultimo dono alla vita da cui ebbe ogni genere di merito, onore e felicit\u00e0 in pacifica attesa di una morte serena. Intrinseca dunque \u00e8 la maturit\u00e0 musicale necessaria per affrontare questi \u201cultimi quattro lieder\u201d e per renderne efficacemente il carattere ed il messaggio di totale riappacificazione con l\u2019eterno attraverso la perfezione immutabile della natura e del tempo. L\u2019orchestra \u00e8 tecnicamente preparata per affrontare le non poche difficolt\u00e0 tecniche del brano, che risolve in effetti impeccabilmente; quel che manca probabilmente non pu\u00f2 essere imparato se non con l\u2019esperienza che per ovvi motivi ancora non possiedono. Lo stesso discorso vale per il direttore, altrettanto giovane, che nonostante il gesto chiaro e gli spunti musicali pi\u00f9 che interessanti in parte manca di quell\u2019ispirazione e profondit\u00e0 di interpretazione adatta per gestire l\u2019ampia complessit\u00e0 di respiro della pagina. La solista, la tedesca <strong>Christiane Oelze<\/strong>, non sembra a suo agio in questo tipo di repertorio: il registro basso pare piuttosto vuoto e spesso viene a mancare il supporto adeguato per sostenere le lunghe linee melodiche. Il tutto \u00e8 condito da una gestualit\u00e0 esagerata che di certo non va a facilitare l\u2019emissione, in effetti piuttosto aggressiva. Il pubblico, in ogni caso, gradisce ed applaude calorosamente facendo rientrare pi\u00f9 volte in proscenio Afkham e la Oelze.<br \/>\nL\u2019interpretazione che ha convinto maggiormente \u00e8 stata invece quella del <strong>Concerto per Orchestra<\/strong> di <strong>Bela Bartok<\/strong>, forma particolare e non molto diffusa probabilmente ispirata dall\u2019amico Kodaly ma nota anche a Paul Hindemit. Scritta come omaggio alla Boston Symphony Orchestra, la composizione si rivela perfetta per mettere nuovamente in luce la solidit\u00e0 tecnica e strumentale dei giovani tedeschi. Chiaro \u00e8 inoltre il riferimento alla struttura barocca ad arco che fa principiare il concerto con un movimento austero per farlo terminare con un finale scoppiettante e colorito. Proprio in quest\u2019ultimo movimento la Junge Deutsche Philharmonie si \u00e8 rivelata una formazione coesa e animata da un grande entusiasmo giovanile, fondamentale per rendere giustizia alla frenesia del moto perpetuo iniziale e alla conclusiva trionfale fanfara. Afkham, tra le giovani bacchette pi\u00f9 lanciate verso una carriera ai massimi livelli, ha diretto con gesto elegante e sempre puntuale nel mettere in evidenza i molti contrasti del concerto bartokiano. Curiosamente, nonostante gli insistenti applausi, non \u00e8\u00a0 stato concesso nemmeno un bis. <em>Foto Brenzoni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verona, Teatro Filarmonico, XXII edizione del Settembre dell\u2019Accademia Junge Deutsche Philharmonie Direttore David Afkham Soprano Christiane Oelze Gy\u00f6rgy [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":126,"featured_media":58878,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[981,4283,14678,6876,8581,8463,9155,14675],"class_list":["post-58901","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-bela-bartok","tag-christiane-oelze","tag-concerti","tag-david-afkham","tag-gyorgy-ligeti","tag-il-settembre-dellaccademia-2013","tag-junge-deutsche-philharmonie-it","tag-richard-strauss"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/126"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58901"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58901\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58878"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}