{"id":59044,"date":"2013-10-03T10:50:35","date_gmt":"2013-10-03T08:50:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59044"},"modified":"2016-12-13T02:31:03","modified_gmt":"2016-12-13T01:31:03","slug":"jessica-pratt-grand-opera-e-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/jessica-pratt-grand-opera-e-dintorni\/","title":{"rendered":"Firenze, Amici della Musica: Grand-Op\u00e9ra e dintorni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Firenze, Teatro Della Pergola, Amici della Musica, \u201cSettembre Musica 2013\u201d\u00a0\u00a0 <\/em><br \/>\nSoprano <strong>Jessica Pratt<\/strong><br \/>\nPianoforte <strong>Vincenzo Scalera<br \/>\n<\/strong>Jules Massenet:<strong>\u00a0<span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><em>Ouvre tes yeux bleus <\/em>(P. Robiquet);<\/span><\/strong><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><span class=\"Apple-style-span\">Charles Gounod:<\/span><\/span><strong><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: bold;\">\u00a0<span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><em>S\u00e9r\u00e9nade<\/em> (V. Hugo);\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/strong><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><span class=\"Apple-style-span\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><span class=\"Apple-style-span\">Alfred Bachelet:\u00a0<span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\"><em>Ch\u00e8re nuit<\/em> (E. Ad\u00e9nis-Colombeau);\u00a0<span class=\"Apple-style-span\">Claude Debussy:\u00a0\u201cQuatre Chansons de Jeunesse\u201d-\u00a0<em>Pantomine <\/em>(P.Verlaine) \u2013 <em>Clair de lune <\/em>(P.Verlaine) \u2013 <em>Pierrot <\/em>(Th. De Banville) \u2013 <em>Apparition <\/em>(S.Mallarm\u00e9);\u00a0Eva Dell\u2019Acqua:\u00a0<em>Villanelle <\/em>(F. van der Elst);\u00a0L\u00e9o Delibes:\u00a0<em>Les Filles de Cadix <\/em>(A. de Musset);\u00a0Giacomo Meyerbeer:\u00a0\u201c<em>\u00d4 beau pays de Touraine!<\/em>\u201d (da \u201cLes Huguenots\u201d);\u00a0Gioachino Rossini:\u00a0\u201c<em>Sombre for\u00eat<\/em>\u201d (da \u201cGuillaume Tell\u201d);\u00a0Ambroise Thomas:\u00a0<em>\u201cA vos jeux, mes amis\u201d <\/em>(da \u201cHamlet\u201d). \u00a0[fine-scheda]<br \/>\n<strong>Un programma tutto imperniato sulla vocalit\u00e0 sopranile ottocentesca francese, questo \u00e8 stato il recital che il duo Jessica Pratt e Vincenzo Scalera<\/strong> hanno offerto al pubblico fiorentino questa sera. Il titolo \u201cGrand-op\u00e9ra e dintorni\u201d giustifica un tipico esempio di recital da \u201cprimadonna\u201d che si sforza si mettere in armonica coerenza i due o tre numeri musicali di grande effetto che sgorgano dal vasto repertorio operistico dell\u2019artista con tutta una parte cameristica di fatto molto eterogenea. Tutti brani di sicuro e meritato effetto sul pubblico che ha destinato un crescendo di applausi all\u2019artista.<br \/>\n<strong>La prima parte \u00e8 stata, dunque, la presentazione di una serie di nove brani vocali da camera piuttosto famosi,<\/strong> delle <em>m\u00e9lodies<\/em> che avranno fatto la gioia di tante \u201csignorine Felicita\u201d d\u2019oltralpe cent\u2019anni fa, dove i temi consueti dell\u2019amore, della natura quale paesaggio sentimentale e dei quadretti pi\u00f9 o meno esotici si dipanano tra versi e musica di una leziosit\u00e0 al limite dello stucchevole. Anche l\u2019autore pi\u00f9 interessante di tutti nell\u2019ambito della vocalit\u00e0 cameristica, Claude Debussy, \u00e8 stato presente in quella raccolta postuma delle \u201cQuattro canzoni giovanili\u201d che stanno appena prima del raggiungimento dei primi grandi esempi di stile vocale personale, i brani sui testi di Baudelaire e le \u201cAriettes oubli\u00e9es\u201d da Verlaine.<br \/>\n<strong>Il giudizio globale sul concerto \u00e8 positivo unicamente per la prestazione vocale decisamente coinvolgente di Jessica Pratt,<\/strong> a cui natura e studio hanno dato una bella voce molto estesa e facile, anche se di un volume piuttosto limitato nella zona centrale, perfettamente a suo agio nel settore acuto, sia nei fraseggio lirico colorato da splendide filature che nel virtuosismo d\u2019agilit\u00e0 di origine belcantistica. Quello che mi ha deluso \u00e8 che un\u2019artista di questa levatura e talento si sia presentata al pubblico di Firenze con lo spartito sul leggio sia per la parte cameristica (di certo prassi non elegante ma purtroppo ormai sempre pi\u00f9 in voga, basti ricordare a giugno la lettura dei Wesendonck-Lieder della Antonacci o il Dichterliebe di Markus Werba al Goldoni per il Maggio Musicale) che per la parte operistica (addirittura!). Il sospetto che questo sia stato dovuto a una preparazione sostanzialmente superficiale me lo hanno confermato alcuni errori di lettura nel testo poetico non disgiunti da una certa quota di problemi di dizione della lingua francese. Ma anche, e soprattutto, il fatto che si \u00e8 trattato in pratica di un concerto di \u201cromanze senza parole\u201d: l\u2019atteggiamento di Jessica Pratt nei confronti di questi testi poetici \u00e8 stato di un totale distacco, come se il porgere parole e il raccontare emozioni fosse delegato soltanto allo spirito della musica e al suo occasionale \u201caffetto\u201d. Mi \u00e8 venuta in mente l\u2019opera \u201cCapriccio\u201d di Richard Strauss, dove la contesa senza fine sul primato del testo o della musica si risolve metaforicamente nelle due figure degli spasimanti della Contessa Madelaine, il musicista Flamand e il poeta Olivier. Nella famosa scena finale, la donna confessa a se stessa di non poter scegliere tra i due: il Lied che le hanno dedicato \u00e8 fatto della materia profondamente coinvolgente delle splendide parole del poeta a cui per\u00f2 la musica sa dare un\u2019energia, una fiamma, che crea un capolavoro nuovo e in cui le due arti si fondono perfettamente. Per Jessica Pratt evidentemente Olivier non meritava lusinghe al pari di Flamand. Per lei vince la musica, anzi la voce.<br \/>\nSe il repertorio vocale da camera viene a mancare di un minimo di interesse per il testo sia nella sua dizione che nella sua articolazione pu\u00f2 diventare mortalmente noioso. Ci\u00f2 non \u00e8 successo stasera dato che la maggior parte dei brani sono stati molto poco \u201ccameristici\u201d sia nell\u2019ispirazione dello stesso compositore che nell\u2019interpretazione del duo Pratt-Scalera. Il brano di <strong>Jules Massenet<\/strong> \u201cOuvre tes yeux bleus\u201d ha un ampio fraseggio molto sostenuto e lirico che \u00e8 uscito molto bene nella generosa vocalit\u00e0 del soprano e nelle sonorit\u00e0 squillanti del pianista: il fatto che si tratti di un dialogo d\u2019amore tra un \u201clui\u201d ed una \u201clei\u201d non \u00e8 stato capito da entrambi e, penso, di conseguenza dal pubblico, a cui gli Amici della Musica di Firenze hanno fornito i testi originali ma non le traduzioni. Un\u2019ottima intesa musicale dei due artisti ha permesso alla \u201cS\u00e9r\u00e9nade\u201d di <strong>Charles Gounod <\/strong>di diventare uno dei pi\u00f9 bei risultati musicali della serata: le dolci e sinuose curve melodiche della splendida linea vocale hanno trovato nella Pratt l\u2019ideale interprete per una sicura tecnica di filati, capace di iniziare piano la prima strofa e ridurre progressivamente e la sonorit\u00e0 e l\u2019andamento delle altre due, per cui la terza ha avuto una leggerezza eterea raramente raggiungibile. Bravi! Proprio per questo mi aspettavo di pi\u00f9 nel grande notturno di <strong>Alfred Bachelet<\/strong> \u201cCh\u00e8re nuit\u201d, di una certa ispirazione wagneriana nei suoi andamenti armonici cromatici e nella sua tesa linea vocale che deve poter passare da un suono pieno e rotondo nel registro medio a filature improvvise delle note acute. Per rendere bene tutto questo \u00e8 importantissima la condotta musicale della parte pianistica (evidentemente di ispirazione orchestrale): Vincenzo Scalera ha suonato il brano sempre rilanciando in avanti i tempi e togliendo cos\u00ec alla voce quei momenti di \u201climbo\u201d ritmico di alcuni tipi di rubato, delle cerniere tra un periodo musicale e l\u2019altro, che sono la sede della creazione dei migliori colori vocali. Questa tendenza a portare all\u2019estremo i tempi veloci o gli accelerando si \u00e8 evidenziata in maniera drammatica nella raccolta delle \u201cQuatre chansons de jeunesse\u201d di <strong>Claude Debussy<\/strong>. Nonostante la scrittura vocale sia quella tipica del soprano di coloratura, specie nel primo e nel terzo brano, la scelta del compositore non \u00e8 il virtuosismo tour court di volatine e suoni picchettati: questo tipo di fraseggi sono funzionali alla resa dei testi ironici e vivaci su cui si basano. Se da una parte per eseguirli il pi\u00f9 velocemente possibile il testo deve essere reso incomprensibile da biscicature e suoni inarticolati, dall\u2019altra non abbiamo neppure la compensazione di godere di una pirotecnica cabaletta, dato che Debussy accenna s\u00ec a quello stile ma se ne tiene pi\u00f9 prudentemente lontano che i due interpreti. Non a caso il tempo di \u201cPantomime\u201d \u00e8 segnato un <em>allegro<\/em> <em>moderato<\/em>\u2026 E ancor pi\u00f9 evidente risulta l\u2019accelerazione non richiesta del terzo brano, basato su un temino popolare in Francia famoso come da noi quello del \u201cgirotondo\u201d. Anche solo canticchiare al doppio della velocit\u00e0 il \u201cgirotondo\u201d risulta innaturale; immaginiamo la canzoncina \u201c<em>Au clair de la lune, mon ami Pierrot\u2026<\/em>\u201d che non ha neppure la scusa del ritmo di danza del motivetto italiano. Quindi, il risultato musicale ottenuto \u00e8 stato tutta una serie di veloci passaggi ma nessuna idea dell\u2019ironico sberleffo al mondo e alle figure di una commedia dell\u2019arte stereotipata in figure di \u201ccariatidi\u201d. Questa prima versione del famoso testo di Verlaine \u201cClair de lune\u201d (messo in musica da numerosi altri compositori francesi, tra cui Faur\u00e9) ha un carattere leggero e leggermente frivolo, che perder\u00e0 definitivamente nella bellissima seconda versione che si ascolterebbe nella raccolta debussiana delle \u201cF\u00eates galantes\u201d, e quindi ben si sposa ad una lettura puramente belcantistica del duo Pratt-Scalera, mettendo in evidenza le qualit\u00e0 timbriche della bella voce del soprano e del suono brillante del pianista. Tuttavia, \u201cApparition\u201d non ha nulla di leggero e solo puramente descrittivo di \u201cClair de lune\u201d, ha invece la stessa lirica effusione di un\u2019aria come \u201cDepuis le jour\u201d dalla \u201cLouise\u201d di Charpentier. Andrebbero valorizzati, perci\u00f2, i rubati in ritardando e non solo quelli in accelerando, in una vocalit\u00e0 pi\u00f9 piena e sonora da soprano lirico. Un\u2019occasione persa, quindi, da parte del soprano che avrebbe tutte le caratteristiche timbriche e tecniche per rendere in maniera impeccabile questi quattro brani e che, invece, ne ha offerto una lettura superficiale e puramente \u201cad effetto\u201d: nessuna meraviglia che il pubblico abbia voluto applaudire alla fine di ciascuno. Di contro \u00e8 stata perfettamente a proprio agio per una esecuzione veramente da manuale del brano \u201cVillanelle\u201d di <strong>Eva Dell\u2019Acqua<\/strong>. Questa canzone necessita di una interprete dotata di tecnica ed estensione in acuto ben sicure per rendere interessante (almeno da un punto di vista vocale) questa melodia e questo testo di una banalit\u00e0 disarmanti. Jessica Pratt ne ha fatto qualcosa di molto affascinante proprio per aver tolto al testo qualsiasi articolazione e rendendola cos\u00ec qualcosa di pi\u00f9 vicino ad un vocalizzo del Concone o del Panofka, quelli che si portano al diploma di canto. Anche il gioco di parole e doppi sensi che esiste nel quadretto esotico spagnoleggiante \u201cLes Filles de Cadix\u201d di <strong>L\u00e9o Delibes<\/strong> \u00e8 stato lasciato in totale secondo piano rispetto alla spumeggiante vocalit\u00e0 che si innesta dentro un bolero pieno d\u2019energia. Un buon esercizio di agilit\u00e0 brillante.<br \/>\n<strong>Pure le prime due delle tre grandi arie presentate nella parte finale sono state carenti di incisivit\u00e0 di articolazione del testo e quindi senza energia nelle pagine pi\u00f9 drammatiche<\/strong>. Se il virtuoso canto puramente descrittivo della Regina Marguerite da \u201cLes Huguenots\u201d di <strong>Giacomo Meyerbeer<\/strong> pu\u00f2 reggere anche ad un\u2019altra esecuzione da puro vocalizzo di suoni dolcissimi (dove l\u2019arte vocale della Pratt \u00e8 davvero notevole) che per\u00f2 delega allo spettatore il dovere di leggersi il libretto prima di andare a teatro per capirci qualcosa, non si pu\u00f2 certo sostenere di presentarsi al pubblico italiano con una esecuzione del recitativo di Mathilde dal \u201cGuillaume Tell\u201d di <strong>Gioachino Rossini<\/strong> talmente lontana da qualsiasi elemento di articolazione almeno delle sillabe toniche. E pure l\u2019esecuzione da parte del duo della meravigliosa aria \u201cSombre for\u00eat\u201d evita inspiegabilmente qualsiasi puro fraseggio romantico fatto di alternarsi di rubati e incalzando che serve, prima che a far sentire dei bei suoni, soprattutto a dare valore a quel ripetersi dell\u2019espressione di dolore e struggimento, come un\u2019eco sia nel testo che nella musica. Decisamente migliore e pi\u00f9 matura l\u2019esecuzione della grande scena della pazzia di Ofelia da \u201cHamlet\u201d di <strong>Ambroise Thomas<\/strong>. In questo brano oltre alla splendida esecuzione tecnico-vocale che aveva caratterizzato i due numeri precedenti, si \u00e8 sentita anche una dimensione teatrale sinceramente partecipata da entrambi gli artisti. Il pianista Vincenzo Scalera, che si era tenuto in Meyerbeer e Rossini abbastanza \u201ccauto\u201d a non porsi troppo in evidenza, nella scena di Ofelia ha creato fraseggi e dinamiche molto interessanti, evocativi ed emozionanti, porgendo cos\u00ec alla primadonna una tavolozza di colori da cui farsi ispirare per una esecuzione emozionante e coinvolgente.\u00a0Due bis sono stati concessi, con riconfermata generosit\u00e0 vocale (e, finalmente, a memoria!) da parte di Jessica Pratt: la grande aria di Linda, \u201cO luce di quest\u2019anima\u201d da \u201cLinda di Chamonix\u201d di <strong>Gaetano Donizetti<\/strong> e aria e cabaletta finale di Amina da \u201cLa Sonnambula\u201d di <strong>Vincenzo Bellini<\/strong>. E il pubblico degli Amici della Musica di Firenze ha contraccambiato con una serie di calorosi applausi ed una lunga standing ovation.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze, Teatro Della Pergola, Amici della Musica, \u201cSettembre Musica 2013\u201d\u00a0\u00a0 Soprano Jessica Pratt Pianoforte Vincenzo Scalera Jules Massenet:\u00a0Ouvre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":151,"featured_media":59047,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[8602,3547,3448,516,3064,14678,8601,238,120,143,700,334,654,1218,6947],"class_list":["post-59044","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-alfred-bachelet","tag-ambroise-thomas","tag-amici-della-musica-di-firenze","tag-charles-gounod","tag-claude-debussy","tag-concerti","tag-eva-dellacqua","tag-gaetano-donizetti","tag-giacomo-meyerbeer","tag-gioachino-rossini","tag-jessica-pratt","tag-jules-massenet","tag-leo-delibes","tag-teatro-goldoni-di-firenze","tag-vincenzo-scalera"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59044","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/151"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59044"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59044\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}