{"id":59128,"date":"2013-10-05T11:51:15","date_gmt":"2013-10-05T09:51:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59128"},"modified":"2016-12-13T23:39:42","modified_gmt":"2016-12-13T22:39:42","slug":"romaeuropa-festival-2013-continu-di-sasha-waltz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/romaeuropa-festival-2013-continu-di-sasha-waltz\/","title":{"rendered":"Romaeuropa Festival 2013: &#8220;Continu&#8221; di Sasha Waltz"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Roma, Auditorium Conciliazione, Romaeuropa Festival 2013<br \/>\n<\/em><strong>\u201cCONTINU\u201d\u00a0 <\/strong><br \/>\nCoreografia <strong>Sasha Waltz<br \/>\n<\/strong>Drammaturgia <strong>Jochen Sandig<br \/>\n<\/strong>Musica <strong>Iannis Xenaxis, Edgar Varese, Claude Vivier, Wolfgang Amadeus Mozart<br \/>\n<\/strong> Percussioni <strong>Robyn Schulkowsky<br \/>\n<\/strong>Interpreti: Liza Alpizar Aguilar, Ayaka Azechi, Jiri Bartovanec, Justin Billy, Davide Camplani, Maria Marta Colusi, Juan Kruz Diaz de Garaio Esnaola, Luc Dunberry, Edivaldo Ernesto, Delphine Gaborit, Florencia Lamarca, Sergiu Matis, Todd McQuade. Thomas Michaux, Virgis Poudziunas, Sasa Queliz, Zaratiana Randrianantenaina, Orlando Rodriguez, Mata Sakka, Yael Schnell, Xuan Shi, Niannian Zhou.<br \/>\nScene: <strong>Thomas Schenk, Pia Maier Schriever, Sasha Waltz <\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Bernd Skodzig <\/strong><br \/>\nLuci <strong>Martin Hauk<\/strong><br \/>\nProduzione Sasha Waltz &amp; Guests<br \/>\n<em>Roma, 3 ottobre 2013\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nato per inaugurare il Neus Museum di Berlino prima e ripreso per il MAXXI di Roma poi, \u201cContinu\u201d \u00e8<\/strong> il frutto di quasi dieci anni di ricerca coreografica. L\u2019opera di Sasha Waltz \u2013 coreografa tedesca residente a Berlino &#8211; nasce per animare e celebrare questi grandi spazi espositivi. Nella versione per il teatro, sintesi del 2010 dei due lavori sopra citati, l\u2019intenzione rimane la medesima: un continuo dialogo tra spazio e corpo. \u201cContinu\u201d, appunto.<br \/>\nLo spettacolo, un concerto coreografico come lo definisce la coreografa stessa, si divide in tre sezioni distinte e allo stesso tempo incatenate tra loro. Nella prima, sei donne in morbidi abiti neri si muovono al ritmo di \u201c<strong>Rebonds B\u201d pezzo percussivo diIannis Xenakis eseguita dal vivo dalla straordinaria Robyn Schulkowsky.<\/strong> La danza sembra quasi tribale, fatta di oscillazioni e volteggi, salti e cadute. Non ci sono linee pulite o morbide, ci sono spigoli e scatti, pulsazioni infinite, respiri forzati. Ogni donna \u00e8 una coreografia a s\u00e9 stante, anche quando eseguono tutte lo stesso movimento, anche quando entrano in interazione una con l\u2019altra, ognuna ci trasporta in un mondo proprio, unico.<br \/>\n<strong>La seconda parte si apre con ventitr\u00e8 danzatori in scena, la compagnia al completo. Tutti vestiti di scuro.<\/strong> Ventitr\u00e8 eccezionali protagonisti provenienti dall\u2019Europa, le Americhe, l\u2019Asia, l\u2019Africa. Ci raccontano lo spazio: lo percorrono, lo tagliano, lo ingoiano, lo modellano a loro piacimento. L\u2019atmosfera \u00e8 cupa, drammatica, violenta, a tratti ricorda \u201cLa Sagra della Primavera\u201d di Pina Bausch. Lunghi pezzi corali da cui si distaccano coppie e soli per poi tornare ad essere fagocitati nel gruppo. C\u2019\u00e8 rabbia e lotta, ribellione e prepotenza. Un momento carnefici, un attimo dopo vittime. Scene di guerra e di fuga, di rassegnazione e rivolta. La qualit\u00e0 del movimento rievoca la \u201cModern Dance\u201d alla Graham, eppure a volte la danza risulta costretta nel corpo dei danzatori, come se premesse in tutte le direzioni per uscire fuori: dalle braccia, dalle gambe, dalla testa, persino dalla voce. <strong>La partitura sinfonica di Edgar Varese \u201cArcana\u201d accompagna i danzatori,<\/strong> mentre nei momenti di silenzio, sono essi stessi a creare il sottofondo sonoro utilizzando i respiri e le battute dei piedi in terra.<br \/>\n<strong>Dopo la pausa, quando si riaccendono le luci sul palco, \u00e8 stato steso un tappeto di linoleum bianco. La terza ed ultima parte dello spettacolo \u00e8 pura poesia.<\/strong> Il nero dei costumi ha lasciato spazio al bianco, al beige, al marrone; in alcuni casi i danzatori sono seminudi. Ora i movimenti acquistano quella fluidit\u00e0 e morbidezza che \u00e8 mancata fino a questo momento. Niente pi\u00f9 scatti, tutto \u00e8 scivolato, i respiri spezzati diventano silenziosi sospiri. I piedi lasciano segni neri e rossi sul tappeto bianco, come se fosse una tela su cui dipingere, cerchi e strisce, segni indelebili dei passaggi avvenuti. <strong>E\u2019 la musica di Claude Vivier a prenderci per mano nell\u2019ultima parte del viaggio.<\/strong> Si viene trasportati in una dimensione completamente nuova, quasi onirica, in cui lo spazio pare perdere le sue regole e ci ritroviamo ad osservare quattro donne che camminano sulla parete o il pavimento che si solleva mentre \u00e8 in corso un commovente passo a due su un Adagio di Mozart. Il finale ci lascia senza fiato: l\u2019ultimo danzatore rimasto in scena, solleva il tappeto e correndo lo lancia fino a sparirci dentro. Ci rimaniamo anche noi l\u00e0 sotto, sopresi e ammaliati, come se quello spazio bianco avesse ricoperto tutto il pubblico, rendendolo parte dello spazio. Successo entusiastico!<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, Auditorium Conciliazione, Romaeuropa Festival 2013 \u201cCONTINU\u201d\u00a0 Coreografia Sasha Waltz Drammaturgia Jochen Sandig Musica Iannis Xenaxis, Edgar Varese, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":146,"featured_media":59135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[8625,14677,8624,8623,8626,8558,1656,253],"class_list":["post-59128","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-claude-vivier","tag-danza","tag-edgar-varese","tag-iannis-xenaxis","tag-robyn-schulkowsky","tag-romaeuropa-festival-2013","tag-sasha-waltz","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/146"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59128"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59128\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87694,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59128\/revisions\/87694"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}