{"id":59172,"date":"2013-10-07T00:07:27","date_gmt":"2013-10-06T22:07:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59172"},"modified":"2016-12-02T15:21:52","modified_gmt":"2016-12-02T14:21:52","slug":"festival-verdi-2013-simon-boccanegra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/festival-verdi-2013-simon-boccanegra\/","title":{"rendered":"Festival Verdi 2013: &#8220;Simon Boccanegra&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Parma, Teatro Regio, Festival Verdi 2013<\/em><br \/>\n<strong>\u201cSIMON BOCCANEGRA\u201d<\/strong><br \/>\nMelodramma in un prologo e tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma <em>Sim\u00f3n Bocanegra<\/em> di Antonio Garc\u00eda-Guti\u00e9rrez<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Simon Boccanegra<\/em> ROBERTO FRONTALI<br \/>\n<em>Maria Boccanegra<\/em> (<em>Amelia Grimaldi<\/em>) CARMELA REMIGIO<br \/>\n<em>Jacopo Fiesco<\/em> GIACOMO PRESTIA<br \/>\n<em>Gabriele Adorno<\/em> DIEGO TORRE<br \/>\n<em>Paolo Albiani<\/em> MARCO CARIA<br \/>\n<em>Pietro <\/em>SEUNG PIL CHOI<br \/>\n<em>Capitano dei balestrieri<\/em> ANTONIO CORIAN\u00d2<br \/>\n<em>Un&#8217;ancella di Amelia<\/em> LORELAY SOLIS<br \/>\nFilarmonica Arturo Toscanini<br \/>\nCoro del Teatro Regio di Parma<br \/>\nDirettore <strong>Jader Bignamini<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Martino Faggiani<\/strong><br \/>\nRegia, scene e costumi <strong>Hugo De Ana<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Valerio Alfieri<\/strong><br \/>\nAllestimento del Teatro Regio di Parma<br \/>\n<em>Parma, 4 ottobre 2013<\/em><br \/>\nIl primo appuntamento operistico per il <strong>Festival Verdi del Bicentenario<\/strong> \u00e8 costituto da <strong><em>Simon Boccanegra<\/em><\/strong>, nel sontuoso allestimento di <strong>Hugo De Ana<\/strong> del 2004. Come per molte messe in scena di De Ana, anche questo <em>Boccanegra<\/em> punta su una parte visiva eccellente. La scena \u00e8 costituita da pannelli che, insieme ai perni su cui sono innestati, danno vita ai diversi ambienti: ne deriva una struttura \u201creticolare\u201d, particolarmente efficace nel Prologo, dove vengono enfatizzati il clima cospirativo e febbrile che precede l\u2019elezione del nuovo Doge e quello di lutto che segue la morte di Maria. In concomitanza con le grandi scene corali &#8211; come il quadro ambientato nella Sala del Consiglio &#8211; una seconda serie di pannelli simili a bassorilievi viene relegata a fondale, lasciando cos\u00ec ampio spazio all\u2019azione. Suggestivo e funzionale alla maestosit\u00e0 della scena l\u2019uso delle video-proiezioni che si limita all\u2019immagine di un mare leggermente increspato.<br \/>\nSimili allestimenti sono inscindibili dai costumi &#8211; sempre di De Ana- \u00a0davvero bellissimi per fogge e colori. In particolare, \u00e8 interessante l\u2019utilizzo del blu e dell\u2019azzurro (i colori marini per antonomasia in contrasto coi toni caldi e terrigni che spesso connotano lo spettacolo) per i costumi indossati per primi da Fiesco e Maria, quasi a legare fin dall\u2019inizio i personaggi che per ultimi scopriranno il loro legame di parentela. Pi\u00f9 convenzionale e con poche sorprese il lavoro che riguarda invece i singoli personaggi: molto sembra essere lasciato all\u2019inventiva degli interpreti con risultati alterni. Domina la figura di Jacopo Fiesco, una maschera di lutto e vendetta che pervade tutta l\u2019opera con lunga tunica, l\u2019incedere solenne e la gestualit\u00e0 ieratica delle mani\u2026 \u00abcome un fantasima\u00bb; per il resto, non si va oltre ad un Gabriele Adorno con dito puntato e mano al petto ed una Maria Boccanegra un po\u2019 troppo schizofrenica pi\u00f9 che vittima degli eventi. Ben gestite e d\u2019impatto le scene di massa, come l\u2019irruzione dei Plebei nel Palazzo degli Abati; di contro, inutile la maldestra pantomima di parte del coro femminile che, con fare estatico, si attornia intorno a Boccanegra durante il \u00abPlebe! Patrizi! Popolo\u00bb.<br \/>\nNel panni di Simon Boccanegra troviamo <strong>Roberto Frontali<\/strong>, artista che negli ultimi anni si \u00e8 esibito con una certa frequenza al Teatro Regio. Rispetto alle recenti prestazioni parmigiane, la voce accusa un leggero calo di volume che il baritono sembrerebbe voler compensare \u2018aggredendo\u2019 da subito buona parte del duetto con Fiesco ma anche frasi come \u00abM\u2019ardon le fauci\u00bb. In questa visione cos\u00ec preponderante del Doge, il momento teatralmente e musicalmente pi\u00f9 riuscito risulta senz\u2019altro la maledizione che Boccanegra scaglia nei confronti del rapitore di Maria. Nel duetto dell\u2019agnizione come alla scena della morte, poi, i tentativi di cantare piano si risolvono in una desolante povert\u00e0 di colori. <strong>Giacomo Prestia<\/strong> conferisce grande spessore a Jacopo Fiesco: la voce suona ampia e virile (a parte occasionali oscillazioni nella zona acuta), supportata da un fraseggio pertinente tanto nella disperazione per la perdita della figlia quanto nel riconoscimento della nipote ritrovata. La parola \u00e8 sempre detta, scandita, mai suggerita creando al contempo un personaggio di immensa levatura e umanit\u00e0. <strong>Carmela Remigio<\/strong> risulta, purtroppo, inadeguata al ruolo di Maria Boccanegra: il suono acquista un po\u2019 di consistenza solo nelle rare incursioni all\u2019acuto mentre per il resto rimane poco udibile, quando non le sfugge l\u2019emissione ricorrendo al parlato nel grave. Il personaggio viene cos\u00ec accennato, appena sbozzato; in scena risulta molto credibile aiutata dalla bella presenza ma la <em>vis<\/em> attoriale sembrebbe talvolta portarla a \u201cstrafare\u201d con atteggiamenti &#8211; musicali e non &#8211; sovrabbondanti rispetto la drammaturgia del personaggio. <strong>Diego Torre<\/strong> (Gabriele Adorno) possiede un mezzo di buona consistenza, particolarmente voluminoso in acuto, ma la prova \u00e8 nel complesso inficiata da una dizione molto confusa e dal muoversi impacciato e grossolano. Bravo <strong>Marco Caria<\/strong> nelle vesti di Paolo Albiani che ha saputo rendere con pertinenza scenica e musicale il sinistro cortigiano. Il cast \u00e8 completato dal corretto Pietro di <strong>Seung Pil Choi<\/strong> e dal buon Capitano dei balestrieri di <strong>A<\/strong><strong>ntonio Corian\u00f2<\/strong>; <strong>Lorelay Solis<\/strong> \u00e8 l\u2019Ancella di Amelia. Dopo svariati anni in cui a Parma le parole \u201cgiovane\u201d e \u201cqualit\u00e0\u201d sono state accostate a prove spesso deludenti o a progetti infruttuosi, oggi finalmente possiamo dire il contrario. <strong>Jader Bignamini<\/strong>, a capo di una <strong>Filarmonica Arturo Toscanini<\/strong> in forma smagliante, ha regalato una direzione che non ha deluso le aspettative. Attento alle esigenze del palco come ad una narrazione tersa e sempre improntata alla ricerca di colori e dinamiche, nulla viene perso di questa partitura cos\u00ec articolata: il mormorio cantilenante del mare, il succedersi dei drammi famigliari con le maestose scene corali \u00e8 tutto l\u00ec, in buca, reso con una bellezza di suono e un senso del dramma ammirabili. Buona la prova la prova del <strong>Coro del Teatro Regio di Parma<\/strong> guidato da Martino Faggiani, in particolar modo l\u2019insinuarsi quasi serpentino della sezione maschile impiegata al Prologo.<br \/>\nIl pubblico eterogeneo del Festival &#8211; moltissime le presenze straniere &#8211; si \u00e8 mostrato un po\u2019 freddo nel corso della rappresentazione (l\u2019unico applauso a scena aperta \u00e8 stato per l\u2019esecuzione di \u00abSento avvampar nell&#8217;anima\u00bb di Diego Torre) ma festante al termine. In apertura alla seconda recita, il Teatro ha voluto dedicare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della recente strage di Lampedusa. <em>Foto Annalisa Andolina \u00a9 Teatro Regio di Parma<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parma, Teatro Regio, Festival Verdi 2013 \u201cSIMON BOCCANEGRA\u201d Melodramma in un prologo e tre atti. 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