{"id":59191,"date":"2013-10-06T13:20:38","date_gmt":"2013-10-06T11:20:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59191"},"modified":"2016-12-10T18:32:20","modified_gmt":"2016-12-10T17:32:20","slug":"il-suono-del-silenzio-al-malibran-con-aspern-di-salvatore-sciarrino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-suono-del-silenzio-al-malibran-con-aspern-di-salvatore-sciarrino\/","title":{"rendered":"Venezia: Il suono del silenzio al Malibran con &#8220;Aspern&#8221; di Salvatore Sciarrino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Malibran,\u00a0 Stagione 2012-2013 Lirica e Balletto<br \/>\n<\/em><strong>\u201cASPERN\u201d<br \/>\n<\/strong>Singspiel in due atti. Libretto di\u00a0 Giorgio Marini e Salvatore Sciarrino dal racconto The Aspern Papers di Henry James con frammenti di Lorenzo Da Ponte.<br \/>\nMusica di <strong>Salvatore Sciarrino <\/strong><br \/>\n<em>Giuliana Bordereau <\/em>CAMILLA NERVI*<br \/>\n<em>Titta Bordereau <\/em>ANNALAURA PENNA*<br \/>\n<em>Il narratore <\/em>FRANCESCO GERARDI<br \/>\n<em>L\u2019ermafrodito <\/em>GAIA CERESI*<br \/>\n<em>Una cantatrice\/Un\u2019amica in viaggio <\/em>ZUZANA MARKOV\u00c1<br \/>\n*studentesse dell\u2019Universit\u00e0 IUAV di Venezia<em><br \/>\n<\/em>Strumentisti dell\u2019Orchestra del Teatro La Fenice<em><em><br \/>\n<\/em><\/em>Direttore <strong>Marco Angius<\/strong><br \/>\nRegia, scene, costumi e luci <strong>Universit\u00e0 IUAV di Venezia Dipartimento PPAC &#8211; <\/strong>Laurea magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro Laboratorio Teatro La Fenice \/ IUAV<br \/>\nNuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice in collaborazione con la Biennale di Venezia nell\u2019ambito del 57\u00b0 Festival Internazionale di Musica Contemporanea<em><em><br \/>\nVenezia, 2 ottobre 2013\u00a0 <\/em><\/em><br \/>\n<strong><em>Aspern<\/em>, il lavoro di Salvatore Sciarrino ispirato al racconto di Henry James <em>The Aspern Papers<\/em><\/strong> (1888), dopo trentacinque anni dalla sua creazione al Teatro della Pergola di Firenze (avvenuta l&#8217;8 giugno 1978), sbarca per la prima volta in laguna in un nuovo allestimento del Teatro La Fenice a cura di docenti e insegnanti del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro dello IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia), con la direzione musicale di Marco Angius.<br \/>\n<strong><em>The Aspern Papers<\/em>, composto nella piena maturit\u00e0 artistica di James, uno dei padri del romanzo psicologico novecentesco,<\/strong> si svolge a Venezia. Un giovane studioso americano ha saputo che una vecchia signora sua conterranea, abitante nella citt\u00e0 dei dogi in ristrettissime condizioni economiche, \u00e8 in possesso di un carteggio di inestimabile valore letterario, presumibilmente lettere d&#8217;amore ricevute settant&#8217;anni prima da Jeffrey Aspern (un grande poeta immaginario che ha molti tratti in comune con Byron), di cui era all&#8217;epoca l&#8217;amante. Tutto il racconto narra, nel migliore stile jamesiano,\u00a0 le peripezie della ricerca, le complicazioni sentimentali che ne nascono, la squallida tragedia della donna quasi centenaria e povera.<br \/>\n<strong>La scelta di Henry James da parte di Salvatore Sciarrino \u00e8 dovuta al fatto che \u2013 come ha affermato lo stesso compositore in una recente intervista \u2013 lo scrittore angloamericano \u00e8 fra i primi, nell&#8217;ambito della letteratura moderna e contemporanea, a scoprire (o riscoprire) lo sdoppiamento, a indagare i problemi dell\u2019identit<\/strong>\u00e0, del moltiplicarsi e dello scambiarsi dei ruoli, oltre che i meccanismi della creativit\u00e0 e la problematicit\u00e0 del linguaggio: tutti temi cari anche al compositore siciliano. The Aspern Papers, in particolare, lo ha attratto per essere la storia di uno scrittore sulle tracce di un altro scrittore, ma potrebbe essere anche la storia di un compositore (magari Sciarrino stesso) alla ricerca di un altro compositore \u2026 In effetti il racconto di James \u00e8 anche una metafora della creazione artistica che, se \u00e8 il frutto della fantasia, dell&#8217;originalit\u00e0 di un autore, nasce anche dalla ricerca, dalla rivisitazione di opere di altri autori.<br \/>\n<strong>Quanto alle caratteristiche di questo suo lavoro, Sciarrino ha dichiarato che il termine<em> Singspiel<\/em><\/strong> con cui viene generalmente etichettato \u00e8 stato da lui scelto, a suo tempo, come indicazione provocatoria o di comodo, in quanto Aspern \u00e8 qualcosa di strano, di unico che, tra l&#8217;altro, porta in scena \u201cil suono dell&#8217;inanimato\u201d, la percezione sonora cos\u00ec come si pu\u00f2 cogliere in una stanza vuota. \u00c8 semmai un Singspiel deformato, lontano dal modello originale: l\u2019ouverture, le arie, i parlati, i brani solo strumentali si stemperano gli uni negli altri e, ovviamente, non sono pi\u00f9 quelli di una volta.<br \/>\n<strong>La musica prevede un ristretto ensemble \u2013<\/strong> \u00a02 flauti (anche ottavino, flauto in Sol e flauto basso), clavicembalo, viola, violoncello, timpano (anche col piatto), lastra, campana a lastra \u2013 per ottenere il massimo rilievo espressivo da un&#8217;estrema povert\u00e0 di mezzi, in base a un&#8217;impostazione, da tempo adottata dall&#8217;autore, per cui ogni strumento, deve esprimersi in una zona che si approssima al silenzio.\u00a0 Il suono \u00e8 una sorta di finestra schiusa sul silenzio, e la musica aleggia in prossimit\u00e0 di questa soglia facendo tenuemente risuonare il mistero, l&#8217;ineffabile. \u201c\u00c8 certamente, il silenzio, qualcosa di essenziale al suono, come il giorno alla notte. Il suono \u00e8 dentro il\u00a0 silenzio, e questo \u00e8 suono. Una volta gli dei si lasciavano interrogare. Nell\u2019attesa, l\u2019oracolo si schiudeva al silenzio\u201d, ha scritto Sciarrino nel 2001. L&#8217;autore ci propone sonorit\u00e0 rarefatte e isolate, effetti di spazializzazione del suono, lunghi silenzi per creare un clima timbricamente seduttivo e cangiante, che ben si attaglia all&#8217;inquetudine che pervade il piccolo mondo decadente di Miss Bordereau e sua nipote. Ma a tratti il suono si fa pi\u00f9 consistente, come nei ghirigori dei flauti, nelle figurazioni tendenti all&#8217;acuto degli archi. Di particolare effetto le sonorit\u00e0 spettrali del timpano e le ossessioni ritmiche, queste ultime in rapporto analogico con l&#8217;angosciante ripetitivit\u00e0 di gesti, ambienti, dialoghi. \u00a0Incredibilmente espressivo l&#8217;uso continuo della lastra metallica, immagine sonora dell&#8217;inettitudine del narratore di fronte al silenzio e al vuoto impenetrabile delle stanze del palazzo, dove si cela il prezioso quanto misterioso carteggio. Insieme agli orchestrali sta generalmente anche \u2013 strumento tra gli strumenti \u2013 l&#8217;unica cantante, a sillabare con effetto straniante \u2013 attraverso trilli, salti intervallari e acciaccature \u2013 qualche frammento da celebri arie dalle <em>Nozze di Figaro<\/em> di Mozart, in sottile rapporto con la corrispondente situazione scenica. Sciarrino non rifugge da qualche pennellata, peraltro molto elegante, di colore locale, ad evocare l&#8217;incanto di Venezia \u2013 anche qui come nel racconto jamesiano, un luogo solo suggerito, mai direttamente descritto \u2013 \u00a0inserendo due canzoni da battello, per l&#8217;occasione intonate dalla cantatrice in scena, rispetto alle quali il compositore palermitano si rapporta con velata ironia e straniante distacco.\u00a0 <strong>Quanto agli aspetti visivi, ci \u00e8 parso che l&#8217;allestimento ideato dagli studenti del Dipartimento PPAC &#8211; Laurea magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro dell\u2019Universit\u00e0 IUAV di Venezia non riveli particolari spunti di originalit\u00e0,<\/strong> pur risultando funzionale allo svolgimento della vicenda. Drappi traslucidi, che ora si moltiplicano ora si riducono, spostati da inquietanti figure di mimi, pendono dall&#8217;alto e su di essi vengono proiettate varie luci ed immagini: dal bianco iniziale al rosso, al blu; dalla fantasia violacea della tappezzeria d&#8217;una stanza del palazzo a una lettera vergata dalla mano di Aspern. Essi, in alternativa, diventano schermi attraverso cui si intravedono le silhouettes di personaggi altrimenti invisibili, trovandosi in un&#8217;altra stanza. Misurata, essenziale la gestualit\u00e0 sulla scena, per evitare ogni connotazione realistica, che effettivamente apparirebbe fuori luogo in una rappresentazione sottilmente allusiva e permeata di simbolismo. Di foggia ottocentesca i costumi, generalmente di colore scuro, a parte il vistoso vestito rosso indossato dalla cantatrice, quando appare sulla scena. Piuttosto tradizionali anche i moduli interpretativi degli attori. <strong>Francesco Gerardi<\/strong> \u00e8 un Narratore convincente, seppur di contenuta espressivit\u00e0. Altrettanto si pu\u00f2 dire delle tre studentesse dello IUAV:<strong> Camilla Nervi<\/strong> nei panni di Giuliana Bordereau, <strong>Annalaura Penna<\/strong> in quelli della nipote Titta, <strong>Gaia Ceresi<\/strong>, che impersona l&#8217;Ermafrodito, allegoria dell&#8217;ambiguit\u00e0, che \u00e8 la caratteristica peculiare del lavoro di Sciarrino come della fonte letteraria da cui deriva. Di chiara professionalit\u00e0 \u00e8 apparsa la performance del soprano <strong>Zuzana Markov\u00e1,<\/strong> che ha affrontato con precisione le asperit\u00e0 \u201cvirtuosistiche\u201d di cui \u00e8 disseminata la sua parte, sapendo essere languidamente cantabile nelle due canzoni. Nume tutelare dello spettacolo si \u00e8 rivelato <strong>Marco Angius<\/strong>, che ha diretto con mano sicura l&#8217;impeccabile ensemble degli strumentisti dell&#8217;Orchestra del Teatro La Fenice attraverso una partitura complessa, nella quale ciascun numero \u00e8 diverso dagli altri come organico, formulazione, carattere, invenzione, articolazione. Successo caloroso alla fine per tutti.<em> Foto Michele Crosera<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Malibran,\u00a0 Stagione 2012-2013 Lirica e Balletto \u201cASPERN\u201d Singspiel in due atti. 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