{"id":59397,"date":"2013-10-13T11:05:03","date_gmt":"2013-10-13T09:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59397"},"modified":"2016-12-05T04:12:55","modified_gmt":"2016-12-05T03:12:55","slug":"inter-oves-locum-praesta-il-bicentenario-verdiano-alla-rai-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/inter-oves-locum-praesta-il-bicentenario-verdiano-alla-rai-di-torino\/","title":{"rendered":"\u00abInter oves locum praesta\u00bb: il bicentenario verdiano alla RAI di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI <\/strong><br \/>\n<strong>Coro Filarmonico C\u00e8co di Brno <\/strong><br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Juraj Val\u010duha<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro\u00a0 <strong>Petr Fiala<br \/>\n<\/strong>Soprano<strong>\u00a0 Hui He<br \/>\n<\/strong>Tenore\u00a0<strong> Francesco Meli<br \/>\n<\/strong>Mezzosoprano<strong>\u00a0 Marianna Pizzolato<br \/>\n<\/strong>Basso\u00a0 <strong>Aleksandr Tsymbalyuk<br \/>\n<\/strong><em>Giuseppe Verdi <\/em>: &#8220;Messa da Requiem&#8221;, per soli, coro e orchestra<br \/>\n<em>Torino, 10 ottobre 2013 &#8211; 200\u00b0 Anniversario della nascita di Giuseppe Verdi <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Festeggiare la ricorrenza d\u2019una nascita con una <em>Messa da Requiem<\/em> potrebbe apparire paradossale,<\/strong> o addirittura di cattivo auspicio; ma quando si tratta del 200\u00b0 anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, verso il limitare di un anno in cui le celebrazioni, i ricordi, le menzioni d\u2019obbligo sono stati molteplici (\u00abOh, dell\u2019ambita gloria \/ giorno tu sei venuto!\u00bb, per dirla con l\u2019Abigaille di <em>Nabucco<\/em>), e quando in programma \u00e8 appunto il Requiem, completato nel 1874 per la memoria di Alessandro Manzoni scomparso l\u2019anno prima, ogni elemento occasionale perde d\u2019importanza, e quasi si annulla di fronte alla grandezza assoluta della musica.\u00a0<strong>Si festeggia Verdi e si inaugura la nuova stagione dell\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI,<\/strong> con sede presso l\u2019Auditorium \u201cArturo Toscanini\u201d, a Torino.<em> Beau geste<\/em>, senza dubbio, avviare una stagione sinfonica nel segno del grande polittico che all\u2019epoca consacr\u00f2 definitivamente Verdi all\u2019altezza della pi\u00f9 innovativa e sicura espressione musicale (con il <em>Requiem<\/em> &#8211; \u00e8 risaputo &#8211; caddero anche le ultime perplessit\u00e0 di chi teneva lontano l\u2019operista italiano dalla tradizione germanica, che nel rivoluzionario Wagner aveva trovato il suo corifeo). L\u2019omaggio a Verdi appare cos\u00ec naturale e sincero nella cultura italiana di oggi, da potersi spiegarsi con le parole che lo stesso compositore utilizz\u00f2 per rendere ragione del suo mesto omaggio a Manzoni: <em>\u00ab\u00c8 un impulso, o dir\u00f2 meglio, un bisogno del cuore che mi spinge a onorare, per quanto posso, questo grande, che ho tanto stimato come Scrittore, e venerato come uomo, modello di virt\u00f9 e patriottismo!\u00bb<\/em> (lettera del 9 giugno 1873 a Giulio Bellinzaghi, sindaco di Milano).<br \/>\n<strong>Nelle sedi RAI di Torino il Requiem mancava dal 2006, quando fu diretto da Gianandrea Noseda<\/strong>; ora la direzione \u00e8 affidata a <strong>Juraj Val\u010duha<\/strong>, che dal 2009 \u00e8 il Direttore principale dell\u2019OSN. Il Coro \u00e8 invece quello Filarmonico C\u00e8co di Brno, un complesso vocale proveniente dall\u2019Europa orientale, fondato nel 1990 e specializzato nel repertorio sacro di Otto- e Novecento, oltre che nel melodramma; istruito da <strong>Petr Fiala<\/strong>, affronta la complessa partitura verdiana con agio e professionalit\u00e0, con buona pronuncia del testo latino (anche se non sempre la dizione lascia intendere tutte le parole), e con accenti ben marcati. Forse c\u2019\u00e8 qualche acciaccatura non perfettamente risolta, qua e l\u00e0, ma \u00e8 molto bello l\u2019effetto di smorzatura della pagina iniziale, su cui s\u2019innesta per la prima volta il quartetto vocale, con perfetto attacco da parte del tenore. <strong>A proposito dei solisti, va detto che nel corso dell\u2019esecuzione l\u2019amalgama complessivo delle quattro voci migliora, si tempera progressivamente,<\/strong> e si integra in crescendo (per raggiungere il culmine nella penultima sezione, \u00abLux aeterna\u00bb, soprattutto grazie a mezzosoprano e tenore); all\u2019inizio, appunto nel \u00abKyrie\u00bb, i quattro cantanti sembrano invece gareggiare tra loro nei toni forti (a onor del vero, piuttosto inopportuni in una preghiera che invoca piet\u00e0). Soltanto verso il finale dello stesso \u00abKyrie\u00bb il direttore raggiunge il giusto grado di levit\u00e0 orchestrale per mezzo di interessanti ritardando. Nei contigui \u00abDies irae\u00bb e \u00abTuba mirum\u00bb le sonorit\u00e0 di orchestra e coro sono condotte al massimo (con soverchiante fragore da entrambe le parti), ma \u00e8 molto funzionale l\u2019effetto stereofonico delle sezioni di trombe collocate nell\u2019alto della galleria, poich\u00e9 valorizza la costruzione drammatica e polifonica della terribile fanfara: mai i versetti di Tommaso da Celano, il probabile autore del Dies irae, erano stati intonati con tale potenza musicale, e con una cos\u00ec spaventosa percezione dell\u2019ineluttabile.<br \/>\nDopo la grande scena apocalittica affidata al coro, poi, diventano protagonisti i quattro solisti. <strong>Marianna Pizzolato<\/strong> ha voce di naturale bellezza, pastosa, ricca di colori delicati, omogenea nei vari registri. Abituata alla vocalit\u00e0 rossiniana, deve un poco forzare l\u2019emissione per reggere il peso dell\u2019orchestra di Val\u010duha (anche in alcuni acuti dell\u2019iniziale \u00abLiber scriptus proferetur\u00bb); nei momenti in cui \u00e8 scoperta, la voce rende al meglio, come nello struggente attacco del \u00abQuid sum miser\u00bb.<br \/>\n<strong>Hui He<\/strong> ha un timbro anche pi\u00f9 scuro di quello della Pizzolato; ha note basse davvero corpose, sostenute con robustezza del suono; gli armonici vibranti attenuano il carattere di un timbro vocale non bellissimo; l\u2019effetto generale di questa voce \u00e8 insomma di solidit\u00e0 (almeno all\u2019inizio dell\u2019esecuzione). Il duetto con il mezzosoprano, \u00abRecordare, Jesu pie\u00bb, \u00e8 commovente, anche se le due voci appaiono un po&#8217; sbilanciate (il volume vocale della He sovrasta quello della Pizzolato, in quanto la He\u00a0 si presenta come soprano tendenzialmente drammatico, con relativa cavata, sebbene si avverta una tendenza a un registro acuto forzato nei &#8220;forti&#8221; forte). Se la lunga messa di voce nel \u00abDomine Jesu Christe\u00bb \u00e8 apprezabile, nella parte conclusiva della Messa la resa del soprano va incrinandosi: l\u2019ultima sezione, \u00abLibera me, Domine\u00bb, \u00e8 aggredita con troppa enfasi, e tutta la pagina sembra trasformarsi in una concitata scena d\u2019opera. Effetto drammatico notevole, ma stilisticamente discutibile, in rapporto al complesso dell\u2019esecuzione; e poi va registrata la tensione della cantante nell&#8217;affrontare i pianissimi: l&#8217;ultima invocazione \u00abRequiem\u00bb (quella che richiede l\u2019impervia smorzatura in acuto) \u00e8 dura e calante. <strong>Francesco Meli<\/strong> \u00e8 tenore verdiano ormai a tutti gli effetti, e la sua versione del Requiem \u00e8 di grande suggestione, soprattutto per la correttezza della linea vocale: l\u2019\u00abIngemisco tamquam reus\u00bb \u00e8 mirabile, per la bellezza dei suoni, per la spiccata personalit\u00e0 vocale, per gli acuti e i filati nitidi e saldi. Il tenore ha per\u00f2 la tendenza a ostentare la grandezza della sua voce, e quindi cade nella tentazione di cantare tutto troppo forte; il suo ruolo, al contrario, non pu\u00f2 trasformarsi in un\u2019esibizione personalistica (non \u00e8 Manrico, e neppure Otello; basti pensare alle frasi di dolente umilt\u00e0 che Verdi gli affida, come appunto le quattro terzine dell\u2019\u00abIngemisco\u00bb, il lugubre concertato del \u00abLacrymosa\u00bb e l\u2019angelica oblazione di \u00abHostias et preces\u00bb). Il momento migliore del canto di Meli \u00e8 forse nel bellissimo versetto \u00abInter oves locum praesta, \/ et ab haedis me sequestra, \/ statuens in parte dextra\u00bb (Prepara un posto tra gli agnelli; strappandomi dai capri, collocami alla tua destra), cantato finalmente in pianissimo, con il tono angelicato dell\u2019uomo supplice di fronte a justus judex.<br \/>\n<strong>Aleksandr Tsymbalyuk<\/strong>, oltre a risonanze vocali un po\u2019 cavernose, \u00e8 caratterizzato da un porgere piuttosto superficiale, in alcuni tratti anche greve; ed \u00e8 un peccato nell\u2019economia del quartetto, perch\u00e9 gli altri tre cantanti fanno invece del fraseggio un elemento qualificante della loro interpretazione. Le messe di voce del \u00abConfutatis, maledictis\u00bb sono approssimative, anche perch\u00e9 l\u2019emissione diventa fissa e porta a qualche cedimento dell&#8217;intonazione. Negli acuti la voce del basso perde di armonici, e il timbro si sbianca leggermente; appare anche incerto\u00a0 negli attacchi, visto che quelli del \u00abLacrymosa\u00bb sono in parte imprecisi.<br \/>\n<strong>Qual \u00e8 il rapporto tra voci e orchestra, nella concertazione di Val\u010duha?<\/strong> Va pur detto che nei momenti di pienezza orchestrale il direttore non si preoccupi troppo di coprire le voci, anche se per il resto il suono complessivo \u00e8 assai curato. Se il ritmo \u00e8 per lo pi\u00f9 incalzante (ma privo di accelerazioni immotivate), l\u2019accentazione prediletta dal direttore \u00e8 di tipo cadenzato, preciso, metronomico: solo sporadicamente l\u2019agogica si fa cullante, manierata, con glissandi e portamenti melodici di gusto un po\u2019 slavo. Per quanto concerne omogeneit\u00e0 e policromia strumentale, va registrato un piccolo miracolo che avviene in orchestra: in corrispondenza della frase \u00abin lucem sanctam\u00bb (verso la luce santa), nel III blocco della partitura, il direttore riesce a rappresentare musicalmente il traguardo della sancta lux evocata dal testo, facendo emergere dal fondo il suono del flauto (lo stesso che diverr\u00e0 poco oltre protagonista in \u00abFac eas, Domine\u00bb). L\u2019effetto \u00e8 davvero prodigioso: una lama di luce si irradia dall\u2019orchestra e accompagna il canto del fedele, memore della promessa di redenzione ai discendenti di Abramo (\u00abQuam olim Abrahae promisisti \/ et semini ejus\u00bb, [la santa luce] che un giorno Tu hai promesso ad Abramo e alla sua stirpe). Un prolungamento di tale ricerca coloristica \u00e8 anche nel corale \u00abSanctus\u00bb che segue, tanto che il passaggio dalla sezione concertata a quella del coro appare del tutto naturale.<br \/>\n<strong>Il <em>Requiem<\/em> di Verdi \u00e8 una partitura decisamente composita, screziata di numerosi colori e continuamente cangiante<\/strong> nei dosaggi di sonorit\u00e0; pi\u00f9 che cercare unit\u00e0 nel discorso musicale, il direttore esalta la molteplicit\u00e0 delle componenti (con il pregio di non forzare mai quella funerea o luttuosa). A tale proposito, anche le scelte ritmiche tradizionali, mai rilassate, permettono di individuare una lettura laica e \u201cmelodrammatica\u201d, pi\u00f9 che liturgica. Su tutto, del resto, domina la dimensione sinfonica, che Val\u010duha rende molto bene: per il direttore la Messa non \u00e8 una semplice sinfonia con l\u2019aggiunta di voci soliste e di coro; \u00e8 piuttosto un grandioso oratorio, magari di ascendenza haendeliana, aggiornato alla drammaturgia di <em>Don Carlo<\/em> e di <em>Otello<\/em>. <strong>Il successo \u00e8 strepitoso: molte chiamate per tutti gli artisti, applausi prolungati e intensi per il coro, per il direttore, per i solisti<\/strong>. Ma non c\u2019\u00e8 dubbio che, nella gioia del pubblico, e dunque in quell\u2019impulso di continuare a battere le mani con entusiasmo, resti saldo il pensiero alla memoria verdiana, e all\u2019appartenenza italiana di quella memoria, ossia quel \u00abmodello di virt\u00f9 e di patriottismo\u00bb che Verdi stesso venerava in Manzoni. VIVA<em> VERDI,<\/em> dunque (e non solo nel giorno del bicentenario).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.spreaker.com\/user\/www.gbopera.it\/verdi_2013_messa_da_requiem_2\">Da qui <\/a><strong>potete ascoltare l&#8217;intera registrazione di questo concerto.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Coro Filarmonico C\u00e8co di Brno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":59423,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[8679,8680,536,153,1900,1508,310,6515],"class_list":["post-59397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-aleksandr-tsymbalyuk","tag-coro-filarmonico-ceco-di-brno","tag-francesco-meli","tag-giuseppe-verdi","tag-hui-he","tag-juraj-valcuha","tag-marianna-pizzolato","tag-orchestra-nazionale-della-rai"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59397"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59397\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87314,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59397\/revisions\/87314"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59423"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}