{"id":59700,"date":"2013-11-03T11:29:32","date_gmt":"2013-11-03T10:29:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59700"},"modified":"2020-08-06T00:55:44","modified_gmt":"2020-08-05T22:55:44","slug":"mascagni-150-i-rantzau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/mascagni-150-i-rantzau\/","title":{"rendered":"Pietro Mascagni (1863-1945): &#8220;I Rantzau&#8221; (1892)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Il successo di <em>Cavalleria Rusticana<\/em>, rappresentata per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 17 maggio 1890<\/strong>, aveva regalato una straordinaria e inattesa notoriet\u00e0 a Pietro Mascagni che, a distanza di due giorni dalla prima, non riusciva a trattenere l&#8217;emozione in una lettera indirizzata il 19 maggio al padre: <em>&#8220;Babbo mio, la commozione intensa mi impedisce di scriverti dettagliatamente sulla serata di ieri l&#8217;altro che \u00e8 stata addirittura sbalorditiva. Io non mi sono ancora rimesso dall&#8217;emozione e dalla confusione. Mai mi sarei immaginato un entusiasmo simile, tutti applaudivano in platea, nelle poltrone erano tutti in piedi, tutta l\u2019orchestra pure in piedi mi fece una dimostrazione colossale. Tutte le signore, compresa la regina, applaudivano. \u00c8 stato un successo colossale, come non si \u00e8 mai veduto. Gi\u00e0 l\u2019avrete constatato dai giornali che parlano tutti all\u2019unanimit\u00e0. \u00c8 una cosa che commuove. L\u2019impressione grandissima, qua a Roma, continua e cresce\u201d<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Dopo questo grande, quanto inatteso, successo, Mascagni, divenuto ormai l\u2019operista del momento,<\/strong> fu sommerso da proposte editoriali e librettistiche. Un periodo di febbrile lavoro si annunciava per il compositore livornese il quale, dopo <em>Cavalleria<\/em>, scrisse, su libretto di P. Suardon, pseudonimo di N. Daspuro,\u00a0<strong> <em>L\u2019amico Fritz<\/em> che and\u00f2 in scena per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 31 ottobre 1891<\/strong> con grande successo. Prima di accingersi alla composizione dell\u2019<em>Amico Fritz<\/em>, Mascagni aveva maturato il progetto di scrivere <em>I Rantzau<\/em> su libretto della collaudata coppia Targioni-Tozzetti e Menasci, attratto dal mondo della commedia piccolo-borghese di <em>Les deux fr\u00e8res<\/em>, ma soltanto dal mese di gennaio 1892 pot\u00e9 dedicarsi alla realizzazione di questo suo progetto in modo sistematico nella pace della sua casa a Cerignola, come lo stesso compositore afferm\u00f2 in una lettera indirizzata alla moglie che in quel periodo risiedeva a Livorno: <em>\u201cEccomi qua nella nostra casetta che ha tanti dolci ricordi, nella nostra casetta testimone dei nostri dolori e delle nostre gioie [\u2026]. Ma \u00e8 bene che ti parli dei Rantzau. Ti dir\u00f2 che non ho perduto tempo. Questa Cerignola \u00e8 per me una vena feconda di ispirazione [\u2026]. Non ho mai avuto un periodo di ispirazione come in questi giorni\u201d.<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La prima rappresentazione, avvenuta il 10 novembre 1892<\/strong> sotto la direzione di Rodolfo Ferrari con un cast d\u2019eccezione di cui fecero parte il grande baritono Mattia Battistini nelle vesti di Gianni Rantzau, Hariclea Darcl\u00e9e (Luisa), Anna Berti-Cecchini (Giulia), Fernando De Lucia (Giorgio Rantzau), Giovanni Paroli (Lebel), Edoardo Sottolana (Fiorenzo), Luigi Broglio (Giacomo Rantzau), si risolse in un successo, anche se pi\u00f9 tiepido rispetto a quello tributato alla <em>Cavalleria<\/em> e all\u2019<em>Amico Fritz<\/em>. Lo stesso Mascagni se ne rese conto affermando a proposito di questa sua creatura: <em>\u201cMi sono studiato di fare una cosa nuova, di sottrarmi quanto pi\u00f9 possibile dalle vecchie tradizioni [\u2026] il pubblico non \u00e8 preparato ancora a questa modernit\u00e0 [\u2026]. Prima che il pubblico penetri veramente nello spirito dei miei Rantzau, occorreranno parecchi anni\u201d.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/w.soundcloud.com\/player\/?url=https%3A\/\/api.soundcloud.com\/tracks\/868839781&amp;color=%23ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false&amp;show_teaser=true&amp;visual=true\" width=\"100%\" height=\"300\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/em><\/span><\/p>\n<div style=\"font-size: 10px; color: #cccccc; line-break: anywhere; word-break: normal; overflow: hidden; white-space: nowrap; text-overflow: ellipsis; font-family: Interstate,Lucida Grande,Lucida Sans Unicode,Lucida Sans,Garuda,Verdana,Tahoma,sans-serif; font-weight: 100;\"><a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"www.gbopera.it\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.gbopera.it<\/a> \u00b7 <a style=\"color: #cccccc; text-decoration: none;\" title=\"Pietro Mascagni (1863-1945): &quot;I Rantzau&quot; (1892)\" href=\"https:\/\/soundcloud.com\/gbopera\/pietro-mascagni-1863-1945-i-rantzau\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pietro Mascagni (1863-1945): &#8220;I Rantzau&#8221; (1892)<\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Argomento e Musica &#8211; Preludio e atto primo <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L\u2019opera \u00e8 introdotta da un preludio che ha trovato posto nel repertorio sinfonico<\/strong> sia per la raffinata orchestrazione sia per la sua struttura melodica costituita dai temi principali dell\u2019opera tratti soprattutto dal primo atto. La scena, che si apre sulla piazza di un villaggio affollata di uomini e donne che inneggiano alla primavera, sembra ripetere quella iniziale della <em>Cavalleria<\/em>, ma con risultati artisticamente inferiori nonostante <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">la piacevole introduzione orchestrale in 6\/8 di carattere spensierato. Un po\u2019 farraginosa e involuta appare invece la struttura melodica caratterizzata da frequenti cambi di ritmo che la rendono frastagliata, mentre il coro \u00e8 di ottima fattura contrappuntistica. Un tema brillante in 9\/16 introduce l\u2019ingresso del maestro Fiorenzo, la cui funzione, in questo punto, \u00e8 quella di rivelare al pubblico sul palcoscenico (il coro) e al pubblico in sala la causa scatenante della contesa che oppone i due fratelli Rantzau: Giacomo, che \u00e8 anche il sindaco del villaggio, e Gianni, ricco possidente. Gi\u00e0 in lite perenne per ragioni di eredit\u00e0, da quando \u00e8 morto il loro padre, i due fratelli adesso si contendono un podere che divide le loro propriet\u00e0 e che era stato messo all\u2019asta. Subito dopo appaiono sulla scena i contendenti Giacomo e Gianni accompagnati dai rispettivi figli Giorgio, che si presenta con uno slancio da tenore eroico su un tremolo degli archi, e Luisa che si impone immediatamente per un puro lirismo reso ancor pi\u00f9 celestiale dal timbro degli archi (Es. 1).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-59721\" title=\"Mascagni es. 1\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-1-290x105.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"105\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-1-290x105.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-1-1024x371.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-1-270x98.jpg 270w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Allontanatisi i contendenti, sulla scena resta Luisa in compagnia di Giulia, figlia di Fiorenzo e sua confidente, che le fa notare l\u2019atteggiamento interessato del cugino Giorgio nei suoi confronti, mentre parlava con Lebel al quale il padre Gianni l\u2019aveva promessa in sposa. Luisa si produce, allora, in una romanza di acceso lirismo (<em>Fa che i pensier non tornino<\/em>) nella quale, ricordando i felici e innocenti momenti vissuti con il cugino Giorgio, si lamenta dell\u2019odio che oppone i due fratelli e che rende impossibile il matrimonio fra i due giovani. Dal punto di vista musicale la romanza sfrutta elementi tematici gi\u00e0 uditi nel preludio e si dispiega in una melodia di ampie volute. Un tema concitato in orchestra introduce l\u2019ingresso di Fiorenzo che ha assistito poco prima alla lite tra i due fratelli a causa del podere che, secondo i partigiani di Giacomo, Gianni si sarebbe aggiudicato con un inganno. Subito dopo giungono i due fratelli caratterizzati magistralmente in modo diverso, in quanto a Gianni, che si presenta piuttosto grossolano sin dal suo primo intervento in scena, quando comunica, in una scrittura vocalica che indulge quasi al parlato grazie ai ribattuti, la sua vittoria alla figlia, si contrappone Giacomo che si distingue per un afflato lirico nel quale sono riconoscibili alcuni temi gi\u00e0 uditi nel preludio. Questo passo d\u00e0 il via al <em>concertato<\/em> conclusivo, all\u2019interno del quale si distinguono la voce di Giorgio che, nonostante la sconfitta subita, contempla Luisa e \u00a0quella della giovane che si lamenta della sua sorte e soprattutto dell\u2019odio che divide i due fratelli non pi\u00f9 memori della <em>cara et\u00e0 passata<\/em>. Dopo un nuovo intervento di Gianni che, su un rullo di timpani, invita gli astanti a casa sua, si conclude l\u2019atto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Atto secondo <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Anche il secondo atto \u00e8 introdotto da un breve preludio dalla struttura formale piuttosto insolita<\/strong>, dal momento che incastona al suo interno la romanza di Luisa, <em>C\u2019era una volta un re<\/em>, nella quale la donna, impegnata a ricamare, si identifica nella figlia di un re, protagonista di una vecchia ballata, il quale, spinto dalla sete di potere, muove guerra e alla fine resta solo rendendo infelice anche la propria figlia. La romanza, che presenta una struttura formale tripartita A-B-A<sup>1<\/sup>, si conclude con la ripresa di uno dei temi del preludio e presenta elementi tematici che ricorrono all\u2019interno dell\u2019atto creando una struttura sinfonica. Entra in scena Gianni che, come nell\u2019atto precedente, non riesce a prodursi in momenti lirici particolarmente definiti; il suo dialogo con la figlia Luisa, da lui invitata a prepararsi per festeggiare la vittoria nell\u2019asta per il podere, \u00e8 tutto condotto su un classico recitativo accompagnato che solo raramente si libra in brevi momenti di arioso. Poco dopo giunge Fiorenzo che, in seguito alle ripetute richieste di Gianni, si mette a suonare all\u2019organo un <em>Kyrie<\/em> il cui carattere religioso stona con quello della festa. Questo <em>Kyrie<\/em> \u00e8 un autentico brano polifonico sacro dalla struttura tripartita con la prima parte in stile omoritmico-accordale, eccezion fatta per qualche breve vocalizzo del soprano, la seconda, corrispondente al <em>Christe<\/em> in stile fugato, e la terza, che \u00e8 una ripresa della prima, ancora una volta in stile omoritmico. Un coro disturba l\u2019esecuzione del <em>Kyrie<\/em>, ma Gianni, un po\u2019 volgarmente, ordina di cantare ancora pi\u00f9 forte per non farsi sopraffare dalle voci che vengono dall\u2019esterno. Alla fine sulla scena rimane solo Fiorenzo che si era assunto l\u2019ingrato compito di comunicare a Luisa la decisione del padre di darla in sposa a Lebel, dando vita, subito dopo, ad un duetto con Luisa nel quale l\u2019uomo svela le crudeli mire matrimoniali del padre suscitando nella ragazza il desiderio di rifugiarsi nello stesso monastero dove era stata educata da ragazza. Il duetto, musicalmente, si distingue per un afflato lirico e per toni patetici ottenuti grazie anche a una scrittura cromatica. Alla fine, in un nuovo recitativo, Luisa chiede a Fiorenzo di dire al padre che non avrebbe mai assecondato i suoi disegni matrimoniali; le sue parole sono ascoltate da Gianni che si infuria con il pauroso Fiorenzo, reo di non esser riuscito a convincere la figlia. Alla fine, adirato, intima a Fiorenzo di lasciarlo solo con la figlia, mentre la musica si ferma su un\u2019enigmatica settima di terza specie di <em>mi minore<\/em> che non risolve. L\u2019uomo, deluso da Luisa, si abbandona a uno dei rari momenti lirici della sua parte (<em>Io che sognavo<\/em>), nel quale egli cerca di mostrare tutto il suo affetto per la figlia. Con un tono minaccioso, rappresentato da un ritorno alla scrittura con ribattuti che indulge al parlato, Gianni, il quale aveva scoperto l\u2019amore di Luisa per Giorgio, ribadisce alla figlia la sua volont\u00e0 di darla in sposa a Lebel, ma, di fronte all\u2019atteggiamento risoluto della figlia, esplode in un\u2019ira ancor pi\u00f9 feroce e riesce a stento a trattenersi dal non uccidere Giorgio la cui sagoma era ben visibile dalla finestra.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Atto terzo <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">All\u2019inizio del terzo atto, che si apre sulla piazza del villaggio del primo atto, alcune donne, mentre vanno ad attingere l\u2019acqua, intonano un coro piuttosto convenzionale nel quale esprimono le loro cure amorose. Certamente pi\u00f9 vivo \u00e8 il successivo <em>Cicaleccio<\/em>, il cui carattere pettegolo \u00e8 rappresentato icasticamente da un tema di rapidi suoni staccati in un insinuante pianissimo. Mentre le donne chiedono a Giulia notizie di Luisa, sopraggiunge Fiorenzo che, lungi dal far cessare il <em>Cicaleccio<\/em>, diventa oggetto di nuove domande alle quali non risponde suscitando la delusione delle donne che si allontanano. Rimasto solo, l\u2019uomo si produce in una puntatina misogina contro le donne ciarliere e proprio in quel momento giunge Giacomo con una duplice notizia: l\u2019annuncio pubblico delle imminenti nozze di Luisa con Lebel e il dissidio sorto con il figlio a causa dell\u2019amore di quest\u2019ultimo per la figlia del fratello, suo acerrimo nemico. Poco dopo fa la sua apparizione Giorgio che dichiara con veemenza e in un moto di espansione lirica il suo amore per Luisa (Es. 2), acuendo cos\u00ec il suo dissidio con il padre che alla fine afferma perentoriamente: <em>ma d\u2019ora innanzi come due stranieri vivremo<\/em>. <a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-59723\" title=\"Mascagni es. 2\" src=\"http:\/\/www.gbopera.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-2-290x92.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"92\" srcset=\"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-2-290x92.jpg 290w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-2-1024x325.jpg 1024w, https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Mascagni-es.-2-270x85.jpg 270w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Giacomo, in presenza del figlio, si abbandona ad un triste sfogo (<em>Lo vedete Fiorenzo<\/em>) che prende le forme di una melodia ricca di <em>pathos<\/em> costituita, nella parte iniziale, da un disegno tratto dal preludio all\u2019atto primo e, nella seconda parte, da un movimento cromatico discendente gi\u00e0 sentito all\u2019inizio di questo terzo atto. Preso atto dell\u2019insanabile dissidio con il figlio, Giacomo vorrebbe addirittura morire sentendosi solo e alla fine rientra in casa, lasciando sul proscenio Giorgio con Fiorenzo al quale il giovane narra la storia del suo tormentato amore in un cantabile (<em>Quando volevano<\/em>) di commosso lirismo il cui materiale tematico \u00e8 gi\u00e0 stato sentito nel preludio dell\u2019atto primo. Dopo aver ribadito il suo amore per Luisa, Giorgio incontra il suo rivale Lebel sfidandolo a duello in un drammatico recitativo alla cui conclusione una dolorosa scala cromatica, quasi come una pugnalata, introduce la ripresa di uno dei temi lirici maggiormente utilizzati in questo terzo atto. I rintocchi della campana indicano che l\u2019ora \u00e8 tarda e che la notte sta per avvolgere tutto nel suo mistero foriero di dolore. Un coro interno di uomini si ode in lontananza, mentre Fiorenzo cerca di far desistere Gianni dal suo proposito di dare la figlia, quasi moribonda, in moglie a Lebel. Gianni, commosso non solo dalle parole di Fiorenzo ma anche dalla situazione dolorosa in cui versa la figlia, si abbandona ad uno dei rari momenti di lirismo (<em>Dicea stamane<\/em>) della sua parte e, deciso a fare il bene della sua Luisa, va dal fratello, mentre una nuova enfatica espansione lirica orchestrale conclude l\u2019atto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Atto Quarto\u00a0<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L\u2019orchestra ritorna protagonista nel successivo <em>intermezzo<\/em>, nel quale, in mezzo agli echi di qualche situazione armonico-timbrica della <em>Cavalleria<\/em> e a qualche espansione lirica per la verit\u00e0 un po\u2019 retorica,<\/strong> emerge un tema che ritorna alla fine dell\u2019opera anticipando lo scioglimento finale. L\u2019atto quarto, invece, \u00e8 aperto dallo stesso tema che aveva concluso il terzo atto, marcando un\u2019ideale continuazione con l\u2019atto precedente. Sulla scena appaiono in successione Fiorenzo, il quale fa intendere che finalmente i due giovani possono coronare il loro sogno d\u2019amore, e Luisa che canta la romanza, <em>Non gridate<\/em>, nella quale dichiara di essere guarita dalla sua pena d\u2019amore. Questa fragile serenit\u00e0 \u00e8 turbata, per un breve attimo, da Giulia la quale informa i presenti del duetto tra Lebel e Giorgio che, al suo apparire, fugando ogni preoccupazione, d\u00e0 vita con Luisa ad uno dei duetti pi\u00f9 vibranti di passione dell\u2019opera (<em>Pel nostro amore<\/em>) grazie ad una melodia che supera l\u2019ottava e che, dopo aver insistito sulle note gravi del registro del soprano, si libra verso territori pi\u00f9 acuti nei momenti di passione. Alla fine del duetto Fiorenzo manifesta la sua gioia, insidiata dalla preoccupazione che il contratto di nozze da lui stesso preparato possa compromettere i futuri sponsali. Giunge prima Gianni il quale, senza nemmeno leggere il contratto, per amore della figlia, firma accettando condizioni durissime, tra cui quella di non rivedere pi\u00f9 Luisa. Giorgio, a sua volta, strappato il contratto dalla mano di Fiorenzo, con slancio rifiuta quelle condizioni e si produce in un accorato appello alla pace che si conclude con la ripresa del tema dell\u2019intermezzo. <strong>In allegato il libretto dell&#8217;opera<\/strong><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il successo di Cavalleria Rusticana, rappresentata per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 17 maggio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":48,"featured_media":59701,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,124],"tags":[14671,8720,14673],"class_list":["post-59700","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-pietro-mascagni","tag-approfondimenti","tag-i-rantzau","tag-pietro-mascagni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/48"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59700"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87013,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59700\/revisions\/87013"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59701"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}