{"id":59726,"date":"2013-10-19T20:21:38","date_gmt":"2013-10-19T18:21:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59726"},"modified":"2017-01-04T01:25:17","modified_gmt":"2017-01-04T00:25:17","slug":"rovigo-teatro-socialetosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/rovigo-teatro-socialetosca\/","title":{"rendered":"Rovigo, Teatro Sociale:&#8221;Tosca&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Teatro Sociale di Rovigo, Stagione Lirica 2013-2014 <\/em><br \/>\n<strong>\u201cTOSCA\u201d <\/strong><br \/>\nOpera in tre atti. Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou<br \/>\nMusica di <strong>Giacomo Puccini <\/strong><br \/>\n<em>Floria Tosca <\/em>TIZIANA CARUSO<br \/>\n<em>Mario Cavaradossi <\/em>KRISTIAN BENEDIKT<br \/>\n<em>Il Barone Scarpia <\/em>ELIA FABBIAN<br \/>\n<em>Cesare Angelotti <\/em>PAOLO BATTAGLIA<br \/>\n<em>Sagrestano <\/em>DOMENICO COLAIANNI<br \/>\n<em>Spoletta<\/em> ORFEO ZANETTI<br \/>\n<em>Sciarrone<\/em> ANDREA ZANIN<br \/>\n<em>Un Carceriere <\/em>VICTOR GARCIA SIERRA<br \/>\n<em>Un Pastore <\/em>GIOVANNI TRIMURTI<br \/>\nOrchestra Regionale Filarmonia Veneta<br \/>\nCoro Li.Ve. e Coro Piccoli Cantori San Bortolo<br \/>\nDirettore <strong>Fabio Mastrangelo <\/strong><br \/>\nMaestri dei Cori <strong>Dino Zambello<\/strong>, <strong>Giorgio Mazzucato <\/strong><br \/>\nRegia, Scena e Costumi <strong>Hugo De Ana<\/strong><br \/>\nripresi da <strong>Giulio Ciabatti <\/strong><br \/>\nLight Designer <strong>Sandro Dal Pr\u00e0 <\/strong><br \/>\n<em>Rovigo, 13 ottobre 2013<br \/>\n<\/em>Ormai alla fine dell\u2019anno dei bicentenari verdiani e wagneriani, il Teatro Sociale di Rovigo affida a Puccini l\u2019apertura della Stagione Lirica e di Balletto. Va in scena l\u2019amatissima<em><strong> Tosca<\/strong><\/em>. Lo spettacolo andato in scena a Rovigo domenica 13 ottobre non delude le aspettative nostre e del pubblico, accorso in gran numero. Regia, scene e costumi sono di <strong>Hugo De Ana<\/strong>, garanzia di qualit\u00e0 e grande frequentatore del titolo pucciniano, del quale questa volta propone una versione definita da lui stesso pi\u00f9 intima e cinematografica. La ripresa che ne fa <strong>Giulio Ciabatti<\/strong> riassume al meglio i punti cardine della poetica del maestro argentino, che risolve lo spazio attraverso una combinazione magistrale di luce, colore e di vertiginose diagonali di diretta derivazione caravaggesca, attorno a pochi elementi monumentali portati all\u2019evidenza. La cifra caravaggesca emerge con grande evidenza in tutti e tre gli atti. Difficile non accorgersi delle citazioni pi\u00f9 o meno esplicite da capolavori quali la \u201cVocazione di San Matteo\u201d (I Atto) o \u201cGiuditta e Oloferne\u201d (II Atto). I costumi integrano e completano un cromatismo pittorico e misurato, che riduce le tinte forti e l\u2019uso dell\u2019oro. <strong>Nel complesso la regia costruisce uno spettacolo che funziona e che scorre senza alcun intoppo.<\/strong> Unica nota dolente: l\u2019attesissimo momento della morte della protagonista, che non cade, ma scompare miseramente dietro un muro, lasciando il pubblico in una <em>suspence<\/em> irrisolta, che, se non annulla, certo non aumenta l\u2019effetto drammatico.<br \/>\nNel ruolo della protagonista abbiamo ascoltato <strong>Tiziana Caruso<\/strong>, cantante che affronta il personaggio con sicurezza, forte anche di una bella presenza scenica. Il canto\u00a0 \u00e8 solido con suoni molto ampi e sicuri, soprattutto nel registro acuto. Se l\u2019effetto e la tenuta vocale del personaggio sono garantiti, l&#8217;impostazione complessiva \u00e8 orientata a un &#8220;verismo&#8221; di maniera: la linea di canto e il fraseggio sono\u00a0 generici, poco attenti a quei colori colori che determinano le sfumature del temperamento del personaggio. Questa impostazione interpretativa porta, in diversi momenti, a fare apparire la sua Tosca\u00a0 slegata fisicamente ed emotivamente dai suoi principali interlocutori (Cavaradossi, Scarpia).<br \/>\nMario Cavaradossi \u00e8 <strong>Kristian Benedikt<\/strong>. Il tenore lituano, gi\u00e0 allievo di Gianfranco Cecchele, ci propone un Cavaradossi convincente e appassionato. Dopo un inizio un po&#8217; incerto (i centri appaiono &#8220;velati&#8221; e con qualche sfasamento ritmico), prende quota sfoggiando qualit\u00e0 timbrica unita a un&#8217;ottima dizione, musicalit\u00e0 e\u00a0 un registro acuto timbratissimo e sicuro. Una prestazione complessivamente di ottimo livello, anche se qua e l\u00e0 il cantante tende a &#8220;spingere&#8221; nell&#8217;emissione. Imponente, musicalissimo e naturalmente nobile lo Scarpia del baritono trevigiano <strong>Elia Fabbian<\/strong>, cantante dotato di un bel timbro e di una emissione morbida e naturale. Auguriamoci che non vada a forzare questa sua natura vocale con scelte artistiche troppo azzardate.<br \/>\nAppare invece piuttosto soffocata la vocalit\u00e0 di\u00a0 <strong>Paolo Battaglia<\/strong> (Angelotti), al contrario di <strong>Domenico Colaianni<\/strong> un Sagrestano dalla vocalit\u00e0 brillante e assai efficace scenicamente. Corretti lo Sciarrone e il Carceriere, rispettivamente di <strong>Andrea Zanin<\/strong> e <strong>Victor Garcia Sierra<\/strong>, tenero il pastore di <strong>Giovanni Trimurti<\/strong>. Giornata &#8220;no&#8221; per\u00a0 <strong>Orfeo Zanetti<\/strong> (Spoletta), vittima di una improvvisa afonia, che non ha rinunciato a \u2018salvare il salvabile\u2019 fino alla fine. La concertazione \u00e8 stata affidata al\u00a0 M\u00b0 <strong>Fabio Mastrangelo<\/strong> che ha mostrato un gesto gesto energico ma allo stesso tempo sempre controllato nel tenere insieme gli equilibri tra le voci e un&#8217;orchestra che, per le ridotte dimensioni della buca, era anche dislocata sui palchetti di proscenio (arpa e percussioni) e di conseguenza non sempre pronta ad assecondare e a cogliere le sollecitazioni della direzione. Corretto l\u2019intervento del Coro e dei Piccoli Cantori di San Bortolo, diretti da <strong>Dino Zambello<\/strong> e<strong> Giorgio Mazzucato<\/strong>. Pubblico numeroso, entusiasta e prodigo di applausi (puntuali le richieste di bis delle arie pi\u00f9 celebri) per uno spettacolo, che merita di essere visto e ascoltato con attenzione. <em>Foto Nicola Boschetti<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro Sociale di Rovigo, Stagione Lirica 2013-2014 \u201cTOSCA\u201d Opera in tre atti. 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