{"id":59823,"date":"2013-10-20T01:03:32","date_gmt":"2013-10-19T23:03:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59823"},"modified":"2016-12-06T19:49:13","modified_gmt":"2016-12-06T18:49:13","slug":"como-teatro-socialela-finta-semplice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/como-teatro-socialela-finta-semplice\/","title":{"rendered":"Como, Teatro Sociale:&#8221;La finta semplice&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Como, Teatro Sociale<\/em>, <em>Stagione lirica 2013<\/em><br \/>\n<strong>\u201cLA FINTA SEMPLICE\u201d<\/strong><br \/>\nDramma giocoso in tre atti KV 51<br \/>\nLibretto originale attribuito a Carlo Goldoni, rielaborato da Marco Coltellini.<br \/>\nMusica di\u00a0<strong>Wolfgang Amadeus Mozart<br \/>\n<\/strong><em>Rosina\u00a0<\/em>SALOME JICIA<br \/>\n<em>Don Cassandro\u00a0<\/em>ANDREA CONCETTI<br \/>\n<em>Don Polidoro\u00a0<\/em>RAOUL D\u2019ERAMO<br \/>\n<em>Giacinta\u00a0<\/em>ELENA BELFIORE<br \/>\n<em>Ninetta\u00a0<\/em>BIANCA TOGNOCCHI<br \/>\n<em>Fracasso\u00a0<\/em>MATTEO MEZZARO<br \/>\n<em>Simone\u00a0<\/em>GABRIELE NANI<br \/>\n<em>Narratrice\u00a0<\/em>ANNAGAIA MARCHIORO<br \/>\nOrchestra I Pomeriggi Musicali di Milano<br \/>\nDirettore\u00a0<strong>Salvatore Percacciolo<\/strong><br \/>\nRegia<strong>\u00a0Elisabetta Courir<br \/>\n<\/strong>Scene <strong>Francesco Arrivo <\/strong><br \/>\nCostumi<strong>\u00a0Anna Cavaliere<\/strong><br \/>\nLight Designer\u00a0<strong>Giuseppe Ruggiero <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Coproduzione Teatri del Circuito Lirico Lombardo<br \/>\nNuovo allestimento<br \/>\n<em>Como, 17 ottobre 2013 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensare ad un bambino di appena dodici anni che si mette a comporre un\u2019opera lirica in tre atti, \u00e8 quantomeno qualcosa di surreale. Eppure \u201cLa Finta Semplice\u201d nasce proprio cos\u00ec, scritta precocemente dalla piccola mano di uno tra i pi\u00f9 grandi geni musicali che l\u2019umanit\u00e0 conosca. Un titolo poco conosciuto, che certo non trova spazio nell\u2019olimpo dei capolavori immortali, ma ci troviamo pur sempre di fronte all\u2019arte di un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart la cui impronta compositiva che tutti conosciamo si riesce gi\u00e0 a percepire chiaramente. Addirittura scorrendo la partitura si riconoscono motivi ed intervalli che verranno ripresi fedelmente in et\u00e0 matura, come \u201cPorgi amor\u201d dalle <em>Nozze di Figaro<\/em> o il celebre finale del <em>Don Giovanni<\/em>. Ma l\u2019inconfondibile firma mozartiana \u00e8 gi\u00e0 ben evidente in tutta la sua freschezza e vitalit\u00e0 fin dalle prime note della sinfonia. Al suo termine, il sipario si apre svelando una piccola casetta bianca e un ampio telo sul fondo. Subito si intuisce la pulizia e l\u2019eleganza che caratterizzeranno l\u2019intero allestimento, affidato per scene e costumi\u00a0 rispettivamente a <strong>Francesco Arrivo<\/strong> e <strong>Anna Cavaliere<\/strong><em>.<\/em> Per tutta la durata dell\u2019opera si susseguono graziosi giochi visivi basati sul movimento e la varia sovrapposizione di lunghi teli bianchi calati dall\u2019alto, che pur nella loro semplicit\u00e0 riescono a dar vita a suggestioni sempre nuove senza annoiare mai. Su un palco quasi totalmente vuoto &#8211; in particolare nel primo atto, pi\u00f9 statico rispetto al secondo e al terzo \u2013 si inseriscono elementi che vanno a completare i semplici suggerimenti spaziali dati dai teli: oltre ad oggetti d\u2019arredo quali scrittoi, materassi e sedie Thonet, compaiono galleggiando nell\u2019aria una grande mongolfiera bicolore e palloncini coperti di tessuto bianco che restituiscono un senso di gradevole leggerezza, che rimanda all\u2019impronta di spensierata allegria della partitura mozartiana.<br \/>\nAnche gli effetti di luce firmati da <strong>Giuseppe Ruggiero<\/strong> sono d\u2019impatto: nonostante nell\u2019allestimento domini il bianco delle stoffe, esse si illuminano talvolta di colori tenui che segnano l\u2019alternanza tra giorno e notte, talvolta di colori vivaci sullo sfondo che delineano deliziosi effetti di controluce. Inoltre si fa uso di interessanti espedienti figurativi, come la proiezione dell\u2019efficace sagoma di una vetrata per dare forma alla dimora di Don Cassandro, oppure un cerchio perfetto per suggerire albe o tramonti avvolti in atmosfere sognanti.<br \/>\nIn questo spazio sobrio ed elegante si muovono con vivacit\u00e0 i protagonisti del dramma giocoso, guidati dall\u2019attenta regia di <strong>Elisabetta Courir<\/strong>. Spesso l\u2019eccessiva pulizia della scena priva i cantanti degli appigli necessari a rendere un\u2019interpretazione attoriale convincente, ma non \u00e8 questo il caso: le indicazioni della regista sembrano molto precise ed ogni azione \u00e8 ben studiata, ma non per questo innaturale o sgradevole. Nondimeno, ogni singolo movimento dei personaggi paga anche dal punto di vista compositivo, restituendo un senso costante di equilibrio e bellezza. Le intenzioni della Courir di evidenziare l\u2019allegra naturalezza giovanile della partitura \u00e8 riuscita perfettamente, e la resa finale dell\u2019allestimento \u00e8 luminosa e frizzante, con punte di riso e buon umore davvero efficaci (grazie anche alla simpatica disinvoltura degli interpreti). Tuttavia il troppo stroppia, e la scelta di inserire una Narratrice (ben impersonata da <strong>Annagaia Marchioro<\/strong>) che ci guida attraverso la trama e ci racconta cosa stia succedendo sul palco, \u00e8 parecchio inopportuna. Il risultato \u00e8 piuttosto fastidioso e invasivo, una continua frattura inserita prepotentemente tra un\u2019aria e l\u2019altra che ci saremmo volentieri risparmiati. Ma nel complesso le luci prevalgono sulle ombre, e \u201cdove sono i bei momenti\u201d? Sparsi un po\u2019 ovunque. Tra i pi\u00f9 piacevoli ricordiamo Giacinta che si \u201ccostruisce\u201d il marito ideale con cubi colorati, o l\u2019atmosfera magica data da tante piccole mongolfiere bianche che brillano nella penombra azzurrata durante l\u2019aria \u201cAmoretti, che ascosi qui siete\u201d, o ancora i sei drappi annodati nel finale a simboleggiare l\u2019unione in matrimonio delle tre coppie, che chiude in bellezza questa mise-en-sc\u00e8ne che non ci scorderemo facilmente.<br \/>\nIndimenticabile \u00e8 stata anche la prova della protagonista <strong>Salome Jicia<\/strong>, che ci ha regalato una Rosina da manuale. La sua bella voce dal timbro dolce e pieno, gestita con incredibile freschezza, ci regala un\u2019interpretazione impeccabile, come raramente al giorno d\u2019oggi capita di ascoltare in teatro quando ci si imbatte in un\u2019opera del \u201cfinto semplice\u201d genio di Salisburgo. Dotata di un tipo vocalit\u00e0 sorprendentemente vicino a quello delle grandi dive mozartiane del passato, la giovane e promettente artista georgiana sconvolge di continuo per perfezione esecutiva.<br \/>\nQualche difficolt\u00e0 in pi\u00f9 si riscontra nella performance di <strong>Elena Belfiore<\/strong> (Giacinta), convincente scenicamente, ma non altrettanto dal punto di vista canoro. A partire dalla cavatina \u201cMarito io vorrei\u201d, appare insicura e traballante in alcuni passaggi, probabilmente a causa di un ruolo inadeguato che non valorizza affatto le indubbie qualit\u00e0 vocali di cui \u00e8 dotata. Troviamo infine nel ruolo di Ninetta una spumeggiante <strong>Bianca Tognocchi<\/strong>, eccellente soprano in grado di cesellare una lunga serie di acuti cristallini che costellano le sue arie (tra cui citiamo in particolare \u201cSono in amore, voglio marito\u201d, ottimamente interpretata).<br \/>\nPassiamo al reparto maschile, di cui il trionfatore indiscusso \u00e8 indubbiamente <strong>Andrea Concetti<\/strong>. Padrone del palcoscenico, con gesti scenici disinvolti e un bel timbro brunito che corre senza problemi per tutta la sala, il baritono interpreta brillantemente un efficacissimo Don Cassandro, burbero, scontroso e divertente al tempo stesso. Buono anche il Fracasso di <strong>Matteo Mezzaro<\/strong>, che nonostante qualche imprecisione nelle agilit\u00e0 pi\u00f9 complesse, risolte con scarsa fluidit\u00e0, sfoggia una bella voce tenorile chiara e gradevole che ben si adatta alla partitura. Speriamo invece sia stata una serata &#8220;no&#8221; quella del tenore <strong>Raoul d\u2019Eramo<\/strong>. Totalmente in linea con la personalit\u00e0 dell\u2019impacciato Don Polidoro, ruolo che gli \u00e8 stato affidato in questa occasione, il cantante \u00e8 parso in evidente difficolt\u00e0 non tanto nella performance attoriale quanto in quella vocale, che presenta gravi ed evidenti problemi di intonazione. Chiude il cast <strong>Gabriele Nani<\/strong> (Simone), sostanzialmente corretto anche se talvolta grossolano negli attacchi.<br \/>\nSul podio <strong>Salvatore Percacciolo<\/strong>. Nonostante la giovane et\u00e0, questo promettente direttore \u00e8 riuscito a dare una\u00a0 prova di orchestrazione corretta e convincente, dimostrando ammirevole sensibilit\u00e0 e polso. Un personale e meritato successo, salutato al termine della serata da entusiastici applausi da parte di un pubblico &#8211; purtroppo &#8211; non particolarmente numeroso, forse a causa di un\u2019opera dal titolo cos\u00ec desueto. Sperando di ridurre il numero di poltrone vuote, ricordiamo che <em>La Finta Semplice<\/em> torner\u00e0 in scena al <strong>Teatro Fraschini di Pavia (23 e 24 ottobre) e al Teatro Ponchielli di Cremona (6 e 8 dicembre).<\/strong><em> Foto Elisabetta Molteni<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Como, Teatro Sociale, Stagione lirica 2013 \u201cLA FINTA SEMPLICE\u201d Dramma giocoso in tre atti KV 51 Libretto originale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":59828,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[499,8740,8738,8736,3445,5895,8739,4260,8741,231,3049,145,8735,8737,8734,4444,253],"class_list":["post-59823","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-andrea-concetti","tag-anna-cavaliere","tag-annagaia-marchioro","tag-bianca-tognocchi","tag-elena-belfiore","tag-elisabetta-courir","tag-francesco-arrivo","tag-gabriele-nani","tag-giuseppe-ruggiero","tag-la-finta-semplice","tag-matteo-mezzaro","tag-opera-lirica","tag-raoul-deramo","tag-salome-jicia","tag-salvatore-percacciolo","tag-teatro-sociale-di-como","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59823","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59823"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59823\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87379,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59823\/revisions\/87379"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59823"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59823"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59823"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}