{"id":59911,"date":"2013-10-21T01:40:28","date_gmt":"2013-10-20T23:40:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=59911"},"modified":"2013-12-06T03:07:36","modified_gmt":"2013-12-06T01:07:36","slug":"weill-stravinsky-e-milhaud-al-san-carlo-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/weill-stravinsky-e-milhaud-al-san-carlo-di-napoli\/","title":{"rendered":"Weill, Stravinsky e Milhaud al San Carlo di Napoli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Solisti dell\u2019Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli<\/strong> diretti da <strong>Jeffrey Tate<\/strong>;<strong> Enrico Pieranunzi<\/strong> (pianoforte),<strong> Gabriele Pieranunzi<\/strong> (violino), <strong>Alessandro Carbonare<\/strong> (clarinetto). <em>Kurt Weill<\/em>: Concerto for violin &amp; wind orchestra, Op. 12; <em>Igor Stravinsky<\/em>: <em>\u201cHistoire du soldat\u201d<\/em> (Suite for clarinet, violin and piano); <em>Darius Milhaud<\/em>: Suite for violin, clarinet and piano, Op. 157b. Registrazione: Teatro San Carlo di Napoli, ottobre 2006 e maggio 2012. <strong>1 CD Concerto 2071<\/strong>.\u00a0<!--more--><br \/>\n<strong>Meravigliose sonorit\u00e0 novecentesche, quelle del <em>cd<\/em> Concerto che propone due registrazioni dal vivo presso il Teatro San Carlo di Napoli<\/strong>, con un repertorio senz\u2019altro inusuale nell\u2019abbinamento del luogo alle scelte esecutive: non l\u2019opera, non la sinfonia, ma il concerto cameristico, e per di pi\u00f9 sul filo del rasoio tra sentieri del Novecento, <em>jazz<\/em> e musica d\u2019ispirazione popolare. Il disco \u00e8 suddivisibile in due parti, non tanto per l\u2019avvicendarsi degli autori o degli interpreti, quanto piuttosto per l\u2019organico, dal momento che il primo brano \u00e8 una composizione strumentale di Kurt Weill, il Concerto per violino e orchestra di fiati, risalente al 1924, mentre le due <em>suites<\/em> che seguono, di Stravinsky e di Milhaud, limitano gli strumenti impegnati a un trio composto da clarinetto, violino e pianoforte. Lo stile e le ambizioni comunicative, per\u00f2, si ritrovano in ottima consonanza, sia nella ricerca di quelle sonorit\u00e0 tipicamente novecentesche (espressioniste), stagliate in modo netto dagli strumenti a fiato, sia nelle cadenze ritmiche, che fano perno sul tango, e dunque dimostrano l\u2019apertura a forme di origine popolare, da rivisitare in termini meditativi, sperimentali, ironici.<br \/>\nL\u2019<em>Andante con moto<\/em> che apre il<strong> Concerto di Weill<\/strong>, per esempio, \u00e8 tornito sulla rivisitazione del tango e di altri ritmi di danza popolare, al pari del <em>Notturno.<\/em> <em>Allegro un poco tenuto<\/em> che segue. La trasparenza del suono cameristico \u00e8 affidata a uno dei direttori pi\u00f9 competenti nel repertorio novecentesco come Jeffrey Tate: un artista di straordinaria generosit\u00e0 e meticolosit\u00e0 interpretativa, indimenticabile e autentico \u201cinterprete\u201d di qualsiasi genere cui si accosti, dall\u2019opera britteniana al sinfonismo bruckneriano. Tate guida apparentemente senza farsi notare il complesso dei solisti del San Carlo, e forse soltanto al termine dell\u2019ascolto ci si accorge quanto prezioso sia il ruolo del direttore nel trattenere le fila ritmiche di un discorso musicale continuamente teso sulla dialettica del <em>ritardando<\/em> e dell\u2019<em>accelerando<\/em>. La tromba che apre la <em>Cadenza. Moderato<\/em> guida il movimento pi\u00f9 virtuosistico del concerto, nel cuore della struttura, prima che la <em>Serenata. Allegretto<\/em> ritorni ai ritmi del tango, cadenzati da un tenue brillio di triangolo (che emerge dalla perfezione della registrazione dal vivo, nitido come da studio d\u2019incisione). L\u2019<em>Allegro molto. Un poco agitato <\/em>conclude nervosamente il Concerto, permettendo al violino protagonista di tornare a cadenze pi\u00f9 cupe, quasi lugubri, come liberato dalle tentazioni melodiche dei movimenti precedenti. <strong>Il violino solista di Gabriele Pieranunzi<\/strong> \u00e8 del resto in ogni sezione tagliente e misurato: non eccede nelle sonorit\u00e0, eppure sovrasta sempre in maniera riconoscibile la compagine di fiati e percussioni, con una calibratura perfetta tra l\u2019unico strumento a corda &#8211; che per\u00f2 \u00e8 il <em>main character<\/em> &#8211; e tutti gli altri. Pieranunzi realizza molto bene una sorta di vocazione di Weill alla freddezza espositiva dei numerosissimi disegni melodici e ritmici affidati al violino: le agilit\u00e0, le volate, i trilli, sono enunciati con naturalezza, e con intensit\u00e0 crescente nel finale, ma senza compiacimento lirico o sentimentale. Sopra ogni altro carattere musicale predomina infatti l\u2019intento architettonico, costruttivo dello spazio sonoro, secondo un approccio che meglio non potrebbe introdurre &#8211; nel seguito ideale che il <em>cd<\/em> propone &#8211; la <em>suite<\/em> di Stravinsky dall\u2019<em>Histoire du soldat. <\/em><br \/>\n<strong>Il violino di Gabriele Pieranunzi, dunque, \u00e8 adesso affiancato dal pianoforte del fratello Enrico<\/strong>, per la prima volta impegnato in un repertorio \u201cclassico\u201d, e <strong>dal clarinetto di un grande virtuoso come Alessandro Carbonare<\/strong>; ed \u00e8 bellissimo il nuovo effetto ritmico, poich\u00e9 sulla ripresa del tango (come in apertura del lungo brano di Weill) s\u2019innesta la cadenza del valzer (<em>Tango &#8211; Valse &#8211; Rag<\/em> \u00e8 la didascalia del I movimento). Seguono, senza soluzione di continuit\u00e0, il n. 3 dai <em>Three Pieces for Clarinet solo<\/em> (in cui Carbonare incastona una gemma stravinskyana della sua arte solistica), un fantastico \u201cImproigor\u201d, che pare improvvisazione jazzistica di Enrico Pieranunzi al pianoforte, e il ritorno (poco filologico, ma irresistibile) allo Stravinsky della <em>Danse du diable<\/em>, a coinvolgere nuovamente i tre strumentisti nella ridda finale.<br \/>\n<strong>Composta nel 1936, la brevissima <em>Suite<\/em> di Milhaud<\/strong> per gli stessi tre strumenti si apre con una gaiezza tutta francese (<em>Ouverture<\/em>), che mancava sicuramente nell\u2019ironico e brillante cinismo dei brani precedenti; appena pi\u00f9 malinconico il <em>Divertissement<\/em> che segue, in cui si contemperano, anzich\u00e9 inseguirsi come in Stravinsky, soprattutto violino e clarinetto; <em>Jeu<\/em> \u00e8 un\u2019altra fulminea fanfara, avviata e conclusa con la gaiezza dell\u2019<em>Ouverture<\/em> ma ripiegata sulla malinconia centrale; <em>Introduction et Final<\/em> \u00e8 didascalia del IV movimento, il pi\u00f9 articolato della <em>Suite<\/em>, in cui Milhaud sembra stemperare in una dolcezza struggente i ritmi del tango (ancora!), con una trasformazione quasi irriconoscibile rispetto ai modelli. Come se alla sardonica vena di Stravinsky o all\u2019ombrosa ispirazione di Weill si sostituisse un macchinario capace di alterare e alternare le velocit\u00e0: rallentate in chiave elegiaca, accelerate in chiave sbruffoncella; una memoria, forse un poco malinconica e tardiva, degli sberleffi del <em>Boeuf sur le toit<\/em> del 1919.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solisti dell\u2019Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli diretti da Jeffrey Tate; Enrico Pieranunzi (pianoforte), Gabriele Pieranunzi (violino), [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":59912,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[8755,146,8757,8410,8756,4534,1061,985,8754],"class_list":["post-59911","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-alessandro-carbonare","tag-cd","tag-darius-milhaud","tag-enrico-pieranunzi","tag-gabriele-pieranunzi","tag-igor-stravinsky","tag-jeffrey-tate","tag-kurt-weill","tag-solisti-dellorchestra-del-teatro-san-carlo-di-napoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59911","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59911"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59911\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59912"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59911"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59911"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59911"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}