{"id":60089,"date":"2013-10-24T18:31:31","date_gmt":"2013-10-24T16:31:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=60089"},"modified":"2023-03-03T14:34:54","modified_gmt":"2023-03-03T13:34:54","slug":"il-metodo-di-enrico-caruso-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/il-metodo-di-enrico-caruso-2\/","title":{"rendered":"Il Metodo di Enrico Caruso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">\u00a0<strong>Come sviluppare la voce naturale di Pasqual Mario Marafioti<br \/>\n<em>a cura di Ludovico Valoroso<br \/>\n<\/em><\/strong><em>effequ editore <\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">pgg.261 \u2013 \u20ac 14,00<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La prima impressione che, man mano che c\u2019inoltriamo nella sua lettura, suscita il libro di Pasqual Mario Marafioti,<\/strong> intitolato \u2018<em>Il metodo di Enrico Caruso\u2019,<\/em> \u00a0\u00e8 di incredulit\u00e0: \u00a0vi si descrive infatti lucidamente un mondo del canto fatto di studenti ossessionati dall\u2019idea di dover allenare atleticamente i muscoli per diventare macchine vocali perfette, di cantanti dalla carriera della durata di quattro\/cinque anni (giusto il tempo per distruggersi la voce\u2026), che si riciclano come prestigiosi (e perniciosi) maestri di canto, di pianisti e critici musicali che, semplicemente per aver imparato quattro parole del gergo dei cantanti, incominciano a pontificare in materia di tecnica vocale, di impresari che vogliono ad ogni costo guadagnare e di aspiranti cantanti che vogliono ad ogni costo \u2018arrivare\u2019\u2026..<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">Insomma un quadro perfettamente realistico della situazione del canto dei nostri giorni, ma con un piccolo particolare: che il libro, incredibilmente, non \u00e8 stato scritto oggi, ma pi\u00f9 di novant\u2019anni fa ! \u00a0L\u2019autore, <strong>Pasqual Mario Marafioti, era infatti un foniatra, amico di Caruso<\/strong>, ed essendo appassionato di canto, a un certo punto si propose di individuare le cause della decadenza della scuola di canto del suo tempo (niente di nuovo sotto il sole\u2026) e di riformarne l\u2019insegnamento. La soluzione del problema viene trovata in una nuova concezione del canto, opposta a quella foniatrico-meccanicistica (tuttora in voga !) e che Marafioti chiama \u201ccanto naturale\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>E\u2019 una felice combinazione\u00a0 che a proporre il concetto di canto naturale sia stato un foniatra come Marafioti<\/strong> e che a fare da emblema e incarnazione di questo tipo di canto, Marafioti abbia scelto Caruso. Proprio a causa dell\u2019aberrazione meccanicistica tuttora imperante nella didattica vocale, succede infatti che ogni riproposta del principio di naturalezza nel canto provochi una reazione che si esprime con i soliti luoghi comuni e le solite frasi fatte, che vanno dal \u201cse fosse cos\u00ec, allora tutti canterebbero subito\u201d al \u201cnessuno vuole pi\u00f9 sacrificarsi per imparare la tecnica vocale e pretende di cantare come gli viene\u2026\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Il fatto che a proporre questa concezione sia invece un foniatra, con una <em>forma mentis<\/em> razionale e scientifica<\/strong> quindi, contribuisce non poco a eliminare questi pregiudizi, il pi\u00f9 nocivo e falso dei quali \u00e8 quello che si esprime con l\u2019equazione\u00a0 naturalezza = casualit\u00e0 = mancanza di tecnica. In effetti quello che la gente dimentica \u00e8 che non esiste solo una naturalezza di primo grado, gi\u00e0 data, ma anche una naturalezza di secondo grado, da scoprire e fare propria, e\u00a0 che entrambe contribuiscono a creare la vere tecnica vocale. Pensare, al contrario, che la tecnica sia l\u2019acquisizione di una serie di espedienti meccanici \u2018esterni\u2019, applicati come protesi alle zone anatomiche \u2018strategiche\u2019 del canto (la \u201cmaschera\u201d, il \u201cdiaframma\u201d ecc.), porta direttamente a quel tipo di canto rigido, semigridato, costantemente spinto e privo di sfumature e di dinamica, che caratterizzava la maggior parte delle scuole di canto dei tempi di Marafioti e, purtroppo, \u00a0anche dei nostri\u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>La seconda felice combinazione, ai fini della divulgazione dei principi di questo tipo di canto<\/strong> (che Marafioti chiama \u2018fisiologico\u2019, ma che si potrebbe anche chiamare \u2018eufonico\u2019, all\u2019italiana\u2019, a risonanza libera ecc.) \u00e8 che a rappresentarlo sia stato chiamato un cantante come Enrico Caruso. \u00a0Se infatti fosse stato scelto come modello, invece di Caruso, Tito Schipa (che ugualmente avrebbe avuto i titoli per rappresentarlo), sarebbe stato facile per i fautori di quel particolare tipo di canto declamatorio e a risonanza forzata, chiamato \u2018affondo\u2019 (basato su una costante spinta muscolare e sull\u2019assunzione di posizioni rigide e prefissate), obiettare che la tecnica vocale belcantistica (ossia il \u2018canto naturale\u2019 di Marafioti) \u00a0ha come esito un suono genericamente morbido, ma privo di potenza drammatica, insufficiente insomma per affrontare il grande repertorio lirico a cavallo tra Ottocento e Novecento, per il quale sarebbe \u00a0necessaria (secondo loro) una diversa tecnica vocale, una sorta di tecnica \u2018turbo\u2019, in grado di superare la barriera orchestrale. Ebbene, questo falso storico, fatto circolare ancora ai nostri giorni dai fautori dell\u2019affondo, \u00e8 smentito da un semplice dato di fatto: Enrico Caruso, cantante dalla voce potente e drammatica per antonomasia, seguiva principi tecnico-vocali belcantistici (come provano i suoi scritti di tecnica vocale) ed \u00e8 stato chiamato a impersonare i grandi ruoli tenorili delle opere del verismo dagli stessi autori di queste opere; cantanti come Mario Del Monaco, invece, sono storicamente cantanti post-veristi, mentre il maestro di canto di Del Monaco, Arturo Melocchi, inventore del famigerato affondo, \u00e8 stato (non a caso) espulso dal conservatorio di Pesaro a causa della pericolosit\u00e0 del suo metodo; questo per decisione ufficiale (documentata) proprio di uno dei grandi compositori del verismo e cio\u00e8 Umberto Giordano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Nella riproposizione dei grandi principi tecnico-vocali del belcanto, cio\u00e8 di un tipo di canto che, se \u00e8 giusto, deve essere sempre emesso liberamente, con facilit\u00e0, senza il minimo sforzo, anche cantando fortissimo e a \u2018piena voce\u2019<\/strong>, sta il grande merito del libro di Marafioti.\u00a0 I problemi incominciano quando Marafioti si sposta dall\u2019ambito teorico a quello pi\u00f9 specificamente tecnico-vocale. E\u2019 qui che si rendono visibili i limiti del suo libro. Questi limiti paradossalmente sono dovuti proprio a ci\u00f2 che \u00e8 alla base della chiarezza e della razionalit\u00e0 del testo e cio\u00e8 dall\u2019essere Marafioti un foniatra e non un cantante. La sua conoscenza del canto \u00e8 in effetti solo esterna oltre che fortemente condizionata dai suoi pregiudizi scientifici, che spesso diventano presunzione vera e propria. Questa presunzione si esprime in vari modi, il primo dei quali \u00e8 rappresentato dal seguente sillogismo, costruito su due premesse vere e una conclusione falsa:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">1)- cantare liberamente \u00e8 cantare in modo naturale (vero).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">2)- cantare in modo naturale \u00e8 cantare rispettando le leggi fisiologiche (vero)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">3)- <em>ergo <\/em>chi conosce la fisiologia, cio\u00e8 il foniatra, \u00e8 il pi\u00f9 indicato per educare la voce (falso).<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>In effetti proprio nel suo sforzo di porre al primo posto la figura del foniatra nell\u2019educazione della voce, Marafioti cade in una serie di evidenti contraddizioni e affermazioni non veritiere.<\/strong> Innanzitutto non bisogna dimenticare che il principio di naturalezza nel canto non \u00e8 qualcosa che sia caduto improvvisamente dal cielo o che sia stato scoperto dalla foniatria: storicamente esso infatti \u00e8 sempre stato il cardine della scuola di canto italiana, tanto che lo troviamo riproposto come vero e proprio <em>leit motiv<\/em> nei pi\u00f9 importanti trattati di canto dal Settecento al Novecento. Ora quando Marafioti teorizza che per rifondare la didattica del canto non \u00e8 possibile rifarsi alla scuola del belcanto perch\u00e9 si tratta di una tradizione solo orale, ma che bisogna far riferimento alla moderna ricerca scientifica in ambito vocale, dimentica due fatti fondamentali:<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">1)- che in realt\u00e0 di quegli insegnamenti ci \u00e8 rimasta testimonianza scritta nei trattati di canto storici, primo tra tutti il trattato di Giambattista Mancini;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\">2)- che molti degli inconvenienti da lui \u00a0lamentati (ad esempio l\u2019approccio muscolare e pseudo-atletico al canto) sono la conseguenza diretta proprio dei metodi foniatrici applicati al canto. Dal colpo di glottide al controllo diretto della laringe e del palato molle alla mitizzazione del \u2018diaframma\u2019 innumerevoli sono i feticci introdotti nel canto dalla \u2018scienza\u2019, col risultato di togliere al cantante quel senso di libert\u00e0 e di facilit\u00e0, giustamente esaltati da Marafioti e messi in relazione col canto naturale di Caruso e altri cantanti della tradizione italiana. A riconoscerlo indirettamente \u00e8 lo stesso Marafioti quando, criticando la tecnica vocale tedesca pesantemente \u2018muscolarizzata\u2019, precisa che essa \u00e8 nata e si \u00e8 affermata come sistema di canto \u201cfisiologico\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Inoltre \u00e8 da rilevare che, per quanto velate dall\u2019educazione, le obiezioni al concetto di \u201cCultura scientifica della voce\u201d<\/strong> (questo il titolo originale del libro) come base dell\u2019educazione vocale sono presenti sia nella lettera del baritono storico Victor Maurel, sia in quella dello stesso Enrico Caruso, dedicatario del libro, entrambe scritte in risposta all\u2019invio del libro da parte di Marafioti e pubblicate nel testo.\u00a0\u00a0 Pi\u00f9 specificamente Maurel prende le distanze da Marafioti, stabilendo la distinzione tra una <em>\u201cscienza della voce\u201d<\/em>, che si occupa delle patologie vocali, e una \u201cscienza del canto\u201d, intesa come educazione vocale, che per\u00f2 non c\u2019entra nulla con la scienza <em>tout court<\/em> ed \u00e8 di esclusiva pertinenza di cantanti e maestri di canto, che hanno praticato in prima persona il canto. Da parte sua anche Caruso nella sua lettera si premura di chiarire di \u201c<em>aver sempre sentito che a ispirare e guidare la sua arte\u00a0 c\u2019era qualcosa di naturale<\/em>\u201d, che \u00e8 come dire che questa guida non \u00e8 da ricercare nella scienza\u2026.. Ma la dimostrazione della falsit\u00e0 della tesi secondo cui la conoscenza scientifica della voce costituirebbe il miglior antidoto contro le impostazioni vocali errate, \u00e8 fornita involontariamente dallo stesso Marafioti l\u00e0 dove, parlando delle cavit\u00e0 di risonanza, cita <em>\u201cla maschera, composta da tutte le cavit\u00e0, i seni frontali e dalle ossa mascellari superiori e frontali\u201d.<\/em> Ora la moderna ricerca scientifica ha riconosciuto recentemente che queste cavit\u00e0, lungi dall\u2019essere cavit\u00e0 di risonanza, sono, al contrario, cavit\u00e0 di assorbimento del suono. Non solo: indagando pi\u00f9 a fondo, si scopre che a \u2018inventare\u2019 e a esaltare la funzione di queste presunte cavit\u00e0 di risonanza, la famosa \u2018maschera\u2019 insomma, inducendo con ci\u00f2 gravi squilibri tecnico-vocali in conseguenza delle spinte muscolari attuate nel cercare di portare il suono in questo \u2018luogo magico\u2019 immaginario, non sono stati i cantanti, ma i foniatri di fine Ottocento&#8230;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Ma tutti questi rilievi critici avrebbero ancora un\u2019importanza marginale, se non fosse per un fatto molto pi\u00f9 grave, riscontrabile nel trattazione di Marafioti: quello di non resistere alla tentazione di farsi maestro di canto<\/strong> e spingersi a interpretazioni del tutto arbitrarie della tecnica vocale italiana storica, alcune delle quali sono state smentite recentemente proprio dalla scienza, altre dai trattati di canto storici del belcanto e altre addirittura dallo stesso Caruso. \u00a0Incominciamo da queste ultime, pi\u00f9 paradossali in quanto contenute in un libro, dedicato a Caruso, che ha per oggetto la tecnica vocale di Caruso !<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>A proposito di respirazione, Marafioti teorizza che il respiro del canto \u00e8 \u201c<em>il respiro normale\u201d<\/em> e che \u00e8 uno sbaglio <em>\u201cprendere un respiro prima di incominciare, per poi cantare sul fiato\u201d<\/em><\/strong> (!), per cui <em>\u201cbisogna prima usare l\u2019aria gi\u00e0 esistente nei polmoni.\u201d<\/em> Qui Marafioti commette uno sbaglio evidente, che \u00e8 quello di stabilire l\u2019equazione respiro naturale = respiro del parlato. In questo modo Marafioti contraddice clamorosamente tutta la tradizione della didattica belcantistica, Caruso compreso, il quale in un passo del suo scritto di tecnica vocale (citato dallo stesso Marafioti nel suo libro !) scrive invece, in conformit\u00e0 con i principi belcantistici, che <em>\u201cin primo luogo i polmoni devono riempirsi completamente\u201d<\/em> e che <em>\u201cuna nota emessa coi polmoni mezzi vuoti perde met\u00e0 della sua autorevolezza.<\/em>\u201d L\u2019errore che qui commette Marafioti \u00e8 di confondere la respirazione naturale <em>profonda<\/em> (che \u00e8 l\u2019elemento\u00a0 che trasmuta il parlato in canto) con la moderna respirazione \u2018atletica\u2019, basata sull\u2019attivazione diretta del diaframma e dei muscoli addominali, che \u00e8 la modalit\u00e0 respiratoria introdotta nel canto proprio dalla didattica foniatrica ed \u00e8 una delle cause principali delle tensioni negative, che tolgono libert\u00e0 al canto. \u00a0L\u2019ampiezza dell\u2019inspirazione in effetti non \u00e8 affatto sinonimo di rigidit\u00e0 muscolare (a meno che il cantante non si senta in dovere di trattenere l\u2019aria prima di attaccare il suono), ma \u00e8 al contrario la causa di quella distensione preliminare profonda del corpo, che crea lo spazio del canto e la rotondit\u00e0 del suono (da cui l\u2019accenno di Caruso all\u2019 <em>\u201cautorevolezza\u201d<\/em> che cos\u00ec acquisisce il suono). Privato del \u2018fattore di trasmutazione\u2019 rappresentato dal vero respiro, che \u00e8 naturale come quello del parlato ma <em>non <\/em>\u00e8 superficiale come quello del parlato, il principio belcantistico del \u201c<em>si canta come si parla\u201d<\/em>, che secondo Marafioti <em>\u201c\u00e8 la base del canto\u201d,<\/em> non \u00e8 sufficiente da solo a creare il canto e il massimo a cui pu\u00f2 dar luogo, \u00e8 il banale parlato intonato.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Questa incapacit\u00e0 di Marafioti di distinguere tra loro due tipi di respirazione naturale (quella superficiale del parlato e quella profonda del canto)<\/strong> <strong>\u00e8 l\u2019errore che dopo di lui faranno molti altri studiosi del canto<\/strong>, tra cui la Rohmert, ed \u00e8 la conseguenza di una presunzione: non prendere in considerazione certe affermazioni di una chiarezza incontrovertibile, contenute nei trattati del belcanto, e questo perch\u00e9 pregiudizialmente sono state giudicate erronee. Volendo ricorrere a dei paragoni, creare il canto col solo elemento del parlato, come \u2018utopizza\u2019 Marafioti, \u00e8 esattamente come sperare di creare l\u2019acqua col solo idrogeno o il pane senza usare il lievito\u2026Questa \u00e8 la situazione in cui si pone Marafioti nel momento in cui esclude dal canto la respirazione belcantistica \u2018a pieni polmoni\u2019 (o, meglio, ad ampi polmoni\u2026)\u00a0 Ecco che allora, per spiegare in qualche modo il mistero di un parlato che a un certo punto si trasforma magicamente in canto, Marafioti \u00e8 costretto ad arrampicarsi sugli specchi e tirare fuori teorie insostenibili (se non risibili) proprio dal punto di vista scientifico. Una di queste \u00e8 la teoria secondo cui l\u2019italiano sarebbe la lingua del canto per eccellenza, in quanto \u201cgi\u00e0 naturalmente posizionata\u201d, e quindi la \u2018lingua didattica\u2019 del canto, a differenza di altre lingue, come l\u2019inglese, che invece sarebbero lingue \u201cdeteriorate\u201d per quanto riguarda il modo di articolazione delle consonanti e di produzione delle vocali. Come se esistessero lingue naturali, di serie A, e lingue \u2018degradate\u2019, di serie B, o come se la creazione di una nuova lingua, ad esempio lo spagnolo dal latino, non presupponesse una lenta modificazione e introduzione di nuovi suoni rispetto alla lingua originaria, processo in assenza del quale l\u2019italiano e lo spagnolo sarebbero rimasti latino\u2026. Partendo da questa mitizzazione totalmente antiscientifica dell\u2019italiano, l\u2019articolazione secondo Marafioti dovr\u00e0 riportarsi a questa purezza originaria e ideale, e in questo modo potr\u00e0 nascere il canto\u2026 Questo luogo comune che vuole l\u2019italiano la lingua del canto per antonomasia, in quanto lingua pi\u00f9 vocalica che consonantica rispetto alle altre, \u00e8 smentita da una semplice considerazione: se fosse vero questo criterio, la lingua del canto non sarebbe l\u2019italiano, ma il giapponese, che ha le stesse vocali, lo stesso rapporto vocali\/consonanti, e per di pi\u00f9 non conosce n\u00e9 le doppie consonanti n\u00e9 il raddoppiamento sintattico dell\u2019italiano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>Ma il ragionare per luoghi comuni e pregiudizi di Marafioti non si ferma purtroppo qui e procede verso altri aspetti della tecnica vocale<\/strong> con una faciloneria che lascia stupefatti. Cosa pensare infatti dell\u2019affermazione secondo cui l\u2019educazione della voce dovrebbe procedere dalle note pi\u00f9 basse perch\u00e9 <em>\u201cle fondamenta di un palazzo costituiscono il vero supporto di tutta la sua struttura\u201d ?<\/em>\u00a0 Se queste sono le argomentazioni \u2018scientifiche\u2019\u00a0 grazie alle quali si dovrebbe assegnare il primato alla foniatria nella didattica vocale, \u00e8 molto meglio tornare alla didattica \u2018empirica\u2019\u2026 Basta infatti cambiare metafora e dire che l\u2019educazione vocale basata sulle note pi\u00f9 basse dell\u2019estensione rappresenta non le fondamenta della voce, bens\u00ec il suo bunker sotterraneo o la sua tomba (entrambi ugualmente collocati in basso\u2026), e subito ci avviciniamo di pi\u00f9 alla verit\u00e0, che \u00e8 quella da sempre proclamata dalla didattica belcantistica, ovvero: la voce non si costruisce partendo dalle note gravi, ma dalle note centrali, altrimenti si introduce nella voce una corposit\u00e0 in eccesso, scambiata per \u2018volume\u2019, che far\u00e0 da zavorra alla voce e le impedir\u00e0 di volare (metafora pi\u00f9 consona alla vera realt\u00e0 del canto rispetto alla metafora architettonica di Marafioti\u2026)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>In sintesi l\u2019esito paradossale dell\u2019impostazione di Marafioti \u00e8 che, partendo da un ideale tecnico-vocale belcantistico, identificato con Caruso<\/strong>, alla fine ci si ritrova a condividere molte delle credenze dei fautori dell\u2019affondo, se non per quanto riguarda la respirazione, sicuramente per quanto riguarda il\u00a0 consiglio di \u201cenfatizzare la pronuncia parlata\u201d nonch\u00e9 l\u2019idea (folle) secondo cui lo spazio di risonanza delle note gravi sarebbe quello da cui nasce e si sviluppa anche lo spazio delle note acute.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>L\u2019ultima gravissima e arbitraria deviazione operata da Marafioti dalla strada indicata dalla didattica del belcanto<\/strong>, \u00e8 la sua negazione dell\u2019esistenza del passaggio di registro. Anche in questo caso \u00e8 incredibile come questa negazione sia basata unicamente sul proprio personale e arbitrario \u2018<em>ipse dixi\u2019<\/em>, ignorando una tradizione secolare che afferma il contrario. E anche in questo caso \u00e8 clamoroso il doppio paradosso in cui Marafioti cade: la teoria del registro unico, infatti, \u00e8 negata non solo da tutti i trattati canto del Settecento e dell\u2019Ottocento, Garcia compreso, ma \u00e8 smentita esplicitamente dallo stesso destinatario e presunto ispiratore del libro di Marafioti, Enrico Caruso, e, <em>last but not least<\/em>, dalla moderna ricerca scientifica, che in anni relativamente recenti ha addirittura chiarito il preciso meccanismo laringeo che ne \u00e8 alla base.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif;\"><strong>In conclusione, si pu\u00f2 dire che il principio di naturalezza nel canto, messo meritoriamente al centro della didattica vocale da Marafioti, rappresenta un fattore fondamentale di sviluppo della voce.<\/strong> Esso rischia per altro di rimanere qualcosa di sterile e solo teorico nel momento in cui non si ha l\u2019umilt\u00e0 di rispettare <em>in toto<\/em> le indicazioni tecnico-vocali tramandateci da quella scuola di canto (da cui \u00e8 scaturito questo stesso principio), ma ci si affida con l\u2019entusiasmo del neofita (o dell\u2019apprendista stregone..) alle ipotesi di una \u2018scienza del canto\u2019 che, a quasi due secoli di distanza dalla sua nascita, ha gi\u00e0 accumulato una serie di clamorosi abbagli: dalla \u2018maschera\u2019 all\u2019affondo al cosiddetto <em>voicecraft\u2026.<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Come sviluppare la voce naturale di Pasqual Mario Marafioti a cura di Ludovico Valoroso effequ editore pgg.261 \u2013 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":46235,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[6953,6316,6954],"class_list":["post-60089","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libreria","tag-il-metodo-di-enrico-caruso","tag-libri","tag-pasqual-mario-marafioti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60089","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60089"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60089\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":110771,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60089\/revisions\/110771"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60089"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60089"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60089"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}