{"id":60160,"date":"2013-10-26T18:22:21","date_gmt":"2013-10-26T16:22:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=60160"},"modified":"2016-12-02T16:34:49","modified_gmt":"2016-12-02T15:34:49","slug":"festival-verdi-2013-i-masnadieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/festival-verdi-2013-i-masnadieri\/","title":{"rendered":"Festival Verdi 2013: &#8220;I Masnadieri&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Parma, Teatro Regio, Festival Verdi 2013<\/em><br \/>\n<strong>&#8220;I MASNADIERI&#8221;<\/strong><br \/>\nMelodramma tragico in quattro parti su libretto di Andrea Maffei da <em>Die R\u00e4uber<\/em> di Friedrich Schiller<br \/>\nMusica di <strong>Giuseppe Verdi<\/strong><br \/>\n<em>Massimiliano, conte di Moor, reggente<\/em> MIKA KARES<br \/>\n<em>Carlo, figlio di lui<\/em> ROBERTO ARONICA<br \/>\n<em>Francesco, figlio di lui<\/em> DAMIANO SALERNO<br \/>\n<em>Amalia, orfana, nipote del conte<\/em> AURELIA FLORIAN<br \/>\n<em>Arminio, camerlengo della famiglia reggente<\/em> ANTONIO CORIAN\u00d2<br \/>\n<em>Moser, pastore<\/em> GIOVANNI BATTISTA PARODI<br \/>\n<em>Rolla, compagno di Carlo Moor<\/em> ENRICO COSSUTTA<br \/>\nFilarmonica Arturo Toscanini<br \/>\nCoro del Teatro Regio di Parma<br \/>\nDirettore <strong>Francesco Ivan Ciampa<\/strong><br \/>\nMaestro del Coro <strong>Martino Faggiani<\/strong><br \/>\nRegia <strong>Leo Muscato<\/strong><br \/>\nScene <strong>Federica Parolini<\/strong><br \/>\nCostumi <strong>Silvia Aymonino<\/strong><br \/>\nLuci <strong>Alessandro Verazzi<\/strong><br \/>\nNuovo allestimento del Teatro Regio di Parma<br \/>\n<em>Parma, 23 ottobre 2013<\/em><br \/>\nCi prova anche il Teatro Regio di Parma, inserendolo come ultimo spettacolo delle celebrazioni verdiane, a far rivivere <strong><em>I Masnadieri<\/em><\/strong> dopo la recente produzione che ha visto coinvolti il Gran Teatro La Fenice di Venezia e il San Carlo di Napoli. Ci prova per\u00f2 limitandosi a seguire quanto avvenuto lo scorso anno per <em>La battaglia di Legano<\/em>: cantanti e direttore beniamini di casa pi\u00f9 un nuovo allestimento. Meno fastosi (e meno \u201cgi\u00e0 visti\u201d rispetto al Pizzi del Festival trascorso) i <em>Masnadieri<\/em> di <strong>Leo Muscato<\/strong> vengono posposti dal XVI secolo in un\u2019epoca non ben precisata. Un vago richiamo all\u2019ambientazione originaria potrebbe essere ravvisato nei costumi creati da <strong>Silvia Aymonino<\/strong> mentre le scene di <strong>Federica Parolini<\/strong> sono completamente atemporali e fisse, tranne per gli alberi calati dall\u2019alto a simulare la foresta alla parte terza. Gran parte dell\u2019aspetto visivo viene assolta dalle luci di <strong>Alessandro Verazzi<\/strong>; uno sfondo boschivo, l\u2019atmosfera notturna e caliginosa durante la visita di Amalia ai sepolcri attigui al castello, gli improvvisi lampi di luce che abbagliano Francesco durante i suoi incubi\u2026 Viene dato cos\u00ec grande rilievo alla componente gotica del dramma.<br \/>\nIn effetti, sembra di essere catapultati in un romanzo di Ann Radcliffe dove ogni aspetto, ogni tratto di personaggi e vicende viene portato alla massima esasperazione, talvolta fino alla caricatura &#8211; come per le improponibili scene di \u201clascivia\u201d da parte dei masnadieri alla parte prima o al duetto tra Francesco e Amalia -, sempre in bilico tra realt\u00e0 e allucinazione, come sempre in bilico sembrano le assi lignee della scena su cui si muovono i protagonisti. Francesco viene rappresentato con il viso dipinto di rosso per met\u00e0, in modo di rimanere subito impresso nello spettatore come l\u2019elemento \u201cmarchiato\u201d, quello che possa rappresentare al meglio il volto di questa famiglia marcescente; \u00e8 l\u2019unico per il quale vengono utilizzate candele per illuminarne l\u2019incedere allucinato per il palco. Gli oggetti e arredi scenici sono pochi, pressoch\u00e9 inesistenti, in modo da essere sempre facilmente riconducibili all\u2019azione in atto, come per il letto e lo scranno che affiancano il vecchio conte di Moor. Circa il resto molta routine, sia per quanto riguarda la gestione del coro che il lavoro sui rimanenti personaggi.<br \/>\nDello strumento un tempo squillante di <strong>Roberto Aronica<\/strong> (Carlo) colpisce ora una cerca difficolt\u00e0 nel passaggio all\u2019acuto, piuttosto laborioso, che si risolve spesso in falsetti o suoni puntuti e spinti; il canto, poi, \u00e8 sempre impostato sul forte cos\u00ec da vanificare una qualsivoglia ricerca di colori e accenti, come ad esempio al duetto con Amalia. <strong>Damiano Salerno<\/strong> (Francesco) ha una tipica voce \u201ca piramide\u201d, con acuti sempre coperti e poco proiettati; ad un volume non propriamente debordante, si aggiunge una certa tendenza a \u201ccantarsi in bocca\u201d, cos\u00ec da rendere inudibili frasi come \u00abRimanti! Un altro invia.\u00bb. Nei panni di Amalia, <strong>Aurelia Florian<\/strong> \u00e8 forse quella che tenta pi\u00f9 degli altri di rifuggere da una semplice meccanicit\u00e0 nel cantabile; restano per\u00f2 irrisolti i problemi legati al canto fiorito e un registro acuto sbiancato e teso, scollato dal resto della voce. Delle due voci di basso, <strong>Mika Kares<\/strong> (Massimiliano) e <strong>Giovanni Battista Parodi<\/strong> (Moser), ci limitiamo a rilevare come suonino costantemente \u201cindietro\u201d. Bene l\u2019Arminio di <strong>Antonio Corian\u00f2<\/strong>, sonoro e squillante, l\u2019unico che sia riuscito a tirar fuori da questo personaggio diviso tra sottomissione e disobbedienza nei confronti di Francesco una certa rilevanza musicale e drammaturgica. Davvero eccellente la prova \u2013 strettamente musicale ma anche attoriale &#8211; del <strong>Coro del Teatro Regio di Parma<\/strong> guidato da Martino Faggiani, in particolar modo la sezione maschile che trova in quest\u2019opera un impiego davvero massiccio. <strong>Francesco Ivan Ciampa<\/strong>, a capo della <strong>Filarmonica Arturo Toscanini<\/strong> ancora una volta in ottima forma, offre una direzione s\u00ec rispettosa di canto e scena ma davvero povera di colori e dinamiche: sicch\u00e9, come abbiamo riferito sopra, chi canta sembrerebbe farlo secondo una propria logica e direzione. Molti i consensi per tutti; particolarmente festeggiato dal pubblico Roberto Aronica. <em>Foto Annalisa Andolina \u2013 Teatro Regio di Parma<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parma, Teatro Regio, Festival Verdi 2013 &#8220;I MASNADIERI&#8221; Melodramma tragico in quattro parti su libretto di Andrea Maffei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":61,"featured_media":60168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[8776,939,8777,2509,1041,5933,615,6329,6383,2383,153,5143,5932,2508,7397,145,4342,3076,635],"class_list":["post-60160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-alessandro-verazzi","tag-antonio-coriano","tag-aurelia-florian","tag-coro-del-teatro-regio-di-parma","tag-damiano-salerno","tag-federica-parolini","tag-festival-verdi","tag-filarmonica-arturo-toscanini","tag-francesco-ivan-ciampa","tag-giovanni-battista-parodi","tag-giuseppe-verdi","tag-i-masnadieri","tag-leo-muscato","tag-martino-faggiani","tag-mika-kares","tag-opera-lirica","tag-roberto-aronica","tag-silvia-aymonino","tag-teatro-regio-di-parma"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/61"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60160"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87182,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60160\/revisions\/87182"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60168"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}