{"id":60397,"date":"2013-10-30T21:50:11","date_gmt":"2013-10-30T19:50:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=60397"},"modified":"2016-12-05T04:38:16","modified_gmt":"2016-12-05T03:38:16","slug":"da-bach-a-mozart-dal-mottetto-al-requiem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/da-bach-a-mozart-dal-mottetto-al-requiem\/","title":{"rendered":"Da Bach a Mozart, dal mottetto al Requiem"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Torino, Auditorium \u201cGiovanni Agnelli\u201d,\u00a0<\/em><em style=\"font-size: 13px;\">I Concerti del Lingotto 2013-2014<br \/>\n<\/em><strong style=\"font-size: 13px;\">Kammerorchester Basel<br \/>\n<\/strong><strong style=\"font-size: 13px;\">Estonian Philharmonic Chamber Choir<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">Direttore <\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">Paul McCreesh<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">Soprano <strong>Kaia Urb<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Contralto <strong>Iris Oja<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Tenore <strong>Oliver Kuusik<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Basso <strong>Uku Joller<br \/>\n<\/strong><\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Johann Sebastian Bach <\/em><span style=\"font-size: 13px;\">: \u00abKomm, Jesu, komm\u00bb BWV 229<br \/>\n<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Felix Mendelssohn Bartholdy<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> : \u00abMitten wir im Leben sind\u00bb op. 23 n. 3<br \/>\n<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Charles Parry<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> : \u00abLord, let me know mine End\u00bb, da <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u201cSongs of Farewell\u201d<br \/>\n<\/em><em style=\"font-size: 13px;\">Wolfgang Amadeus Mozart<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> : &#8220;<\/span>Requiem&#8221;<span style=\"font-size: 13px;\"> in re minore per soli, coro e orchestra KV 626 (ed. R. D. Levin)<br \/>\n<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Torino, 29 ottobre 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\"><strong>Pu\u00f2 essere significativo notare come, tra la fine dell\u2019estate e l\u2019inizio dell\u2019autunno, due importanti rassegne musicali, MITO e i \u201cConcerti del Lingotto\u201d, presentino nell\u2019annata 2013 un avvio dedicato alla musica sacra<\/strong>, e alla tradizione liturgica di origine medioevale, con il mottetto. Era gi\u00e0 accaduto al Teatro alla Scala di Milano e al Teatro Regio di Torino per le due serate<\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">\u00a0<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">inaugurali di \u201cSettembre Musica\u201d, e accade ora per il secondo dei \u201cConcerti del Lingotto\u201d (dopo il <\/span><strong style=\"font-size: 13px;\"><a href=\"http:\/\/www.gbopera.it\/2013\/10\/myung-whun-chung-e-la-ix-di-mahler-a-torino\/\">primo<\/a><\/strong> <span style=\"font-size: 13px;\">interamente mahleriano), <strong>che apre nel nome di Bach, splendidamente eseguito a cappella dall\u2019Estonian Philharmonic Chamber Choir<\/strong> (fondato nel 1981), diretto da <strong>Paul McCreesh<\/strong> (celebre ideatore e direttore del Gabrieli Consort &amp; Players). La nota \u00e8 significativa, si diceva, perch\u00e9 testimonia la crescita del pubblico italiano, ormai disposto a confrontarsi con un repertorio fino a qualche anno fa ritenuto incongruo (tranne un esiguo mannello di titoli) alle sale da concerto e ai festival di musica sinfonica. Ancora una volta, poi, la spazialit\u00e0 del Lingotto e la sua <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">allure<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> acustica stupiscono per la restituzione perfetta delle variegate sonorit\u00e0 vocali bachiane (che, a dispetto della probabile occasione d\u2019origine del mottetto BWV 229, non hanno nulla di funereo). Il timbro sopranile \u00e8 la tinta dominante del brano d\u2019inizio, mentre nel mottetto successivo, di Mendelssohn, l\u2019effetto di contrasto \u00e8 offerto dalla continua alternanza dei registri e delle prominenze di categorie vocali diverse (in apertura, quelle maschili). Il \u00abKyrie eleison\u00bb con cui il mottetto si spegne \u00e8 un meraviglioso modulo bachiano, che permette di riconoscere il valore d\u2019un\u2019intera tradizione musicale. La triade di mottetti si chiude in un ambiente inglese d\u2019et\u00e0 vittoriana, grazie a uno dei sei <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Songs of Farewell<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> (1916-1918) di Charles Parry: un brano d\u2019impianto classico, aderentissimo alle parole del salmo intonato (39, 5-15), la cui recenziorit\u00e0 musicale \u00e8 tradita forse soltanto dagli ampi intervalli armonici; per il resto si respira un\u2019aura tipicamente britannica da <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Coronation Anthems<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, ma naturalmente pi\u00f9 austera. Nella grande suggestione del finale, tutto a mezza voce, il coro nella sua compattezza eguaglia sonorit\u00e0 organistiche, ma di un organo le cui canne siano intrecciate di rose e di viole della tradizione biblica riformata.<br \/>\n<\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">Nella seconda parte del concerto, per il <em>Requiem<\/em> di Mozart fa il suo ingresso la Kammerorchester Basel<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"> (complesso nato nel 1984, ispirato alla storica Basler Kammerorchester di Paul Sacher). L\u2019attacco dell\u2019<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Introitus<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, con un tempo leggermente trattenuto che conferisce un inaspettato ritmo, quasi danzante, \u00e8 davvero sorprendente, e prelude alla cura minuziosa di ogni particolare coloristico e ritmico nella componente strumentale. Il coro, che passa dal canto tedesco a quello latino, non si preoccupa di operare alcun accorgimento fonetico, e quindi non palatalizza i suoni, ma neppure adotta la filologica <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">pronuncia restituta<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">; soprattutto legge \u00ablux perpetua lu<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">z<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">eat eis\u00bb (con <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">z<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> sorda, che corrisponderebbe appunto all\u2019analoga <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">c<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> tedesca).<br \/>\n<\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">Purtroppo, come quasi sempre accade nei concerti vocali di musica sacra, i solisti si rivelano per lo pi\u00f9 inadeguati al compito che dovrebbero sostenere;<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"> la mancanza di una collocazione specifica nella compagine degli esecutori \u00e8 un primo segno della deliberata mancanza di attenzione da parte del direttore d\u2019orchestra. I quattro cantanti sono infatti confusi con il resto del coro, e se ne distaccano soltanto in occasione di numeri musicali che li richiedano protagonisti (restando comunque a met\u00e0 tra coro e orchestra; in uno spazio vasto quanto quello del Lingotto, considerato anche il peso specifico delle singole voci, essi avrebbero dovuto essere schierati davanti l\u2019orchestra). Il basso, <strong>Uku Joller<\/strong>, ha voce troppo chiara e non bene appoggiata; il tenore, <strong>Oliver Kuusik<\/strong>, ha voce dal timbro gradevole, ma gravata da difetti di respirazione che compromettono tutta la linea di canto; il contralto,<strong> Iris Oja<\/strong>, ha voce vibrante, ma non sempre perfettamente a fuoco (ed \u00e8 forse la pi\u00f9 corretta del gruppo); il soprano, <strong>Kaia Urb<\/strong>, \u00e8 caratterizzato da un\u2019emissione molto leggera, insufficiente nelle note acute. Il quartetto dell\u2019\u00abIngemisco, tamquam reus\u00bb \u00e8 il momento d\u2019insieme pi\u00f9 bello, ma permette di intuire come ciascuna delle quattro voci abbia un\u2019autonomia fortemente limitata. Al \u00abBenedictus\u00bb, infatti, il quartetto sembra reduce da un terremoto alle pieghe vocali, perch\u00e9 nessuno \u00e8 capace di sostenere la propria parte con voce adeguata per pi\u00f9 di qualche battuta, se non con una linea di canto sfocata, troppo tenue, insufficiente.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 13px;\"><strong>Molto pregevole \u00e8 invece il \u00abLacrimosa\u00bb, al vertice dell\u2019esecuzione, c<\/strong>on un\u2019orchestra che va crescendo, dalle trame sottili degli archi alle sonorit\u00e0 di fiati e timpani, e con un coro perfetto nell\u2019omogeneit\u00e0 delle voci (imperfetta, forse quale conseguenza al termine del \u201cpezzo di bravura\u201d pi\u00f9 impegnativo, \u00e8 invece la resa dei soprani nel successivo \u00abAmen\u00bb).\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">Nell\u2019ultimo brano (il \u00abLux aeterna\u00bb della <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Communio<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">) \u00e8 un abbrivio leggero, pi\u00f9 che giustificato dalla ripresa del tema fugato gi\u00e0 ascoltato in precedenza. Mirabili gli inseguimenti tra gruppi vocali e singoli strumenti (in particolare i fiati), che suggellano l\u2019opera nel segno della pi\u00f9 schietta polifonia. Il pubblico apprezza entrambe le parti del concerto, con lunghissimi applausi, rivolti soprattutto all\u2019insieme corale. E non importa se non \u00e8 proprio tutto di Mozart, nella seconda parte del <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Requiem<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, perch\u00e9 lo spirito di pagine come il \u00abLacrimosa\u00bb soffia cos\u00ec intensamente da raggiungere anche le propaggini apocrife della partitura.<em>\u00a0Foto Pasquale Juzzolino<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium \u201cGiovanni Agnelli\u201d,\u00a0I Concerti del Lingotto 2013-2014 Kammerorchester Basel Estonian Philharmonic Chamber Choir Direttore Paul McCreesh Soprano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":60399,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[8813,4491,6288,8810,488,8809,8807,8811,3998,8808,8812,253],"class_list":["post-60397","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-charles-parry","tag-felix-mendelssohn-bartholdy","tag-i-concerti-del-lingotto","tag-iris-oja","tag-johann-sebastian-bach","tag-kaia-urb","tag-kammerorchester-basel-estonian","tag-oliver-kuusik","tag-paul-mccreesh","tag-philharmonic-chamber-choir","tag-uku-joller","tag-wolfgang-amadeus-mozart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60397"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60397\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}