{"id":60495,"date":"2013-11-02T17:02:54","date_gmt":"2013-11-02T15:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=60495"},"modified":"2014-01-13T01:43:28","modified_gmt":"2014-01-12T23:43:28","slug":"stefano-bollani-allauditorium-rai-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/stefano-bollani-allauditorium-rai-di-torino\/","title":{"rendered":"Stefano Bollani all\u2019Auditorium RAI di Torino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><em>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014 <\/em><br \/>\n<strong>Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">Direttore <\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">\u00a0Francesco Lanzillotta<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">Pianoforte\u00a0<\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">Stefano Bollani<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">Registrazione dell\u2019ultima puntata del programma <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">\u201cSostiene Bollani\u201d<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> (Rai3), con Stefano Bollani, Caterina Guzzanti, Mafalda Arnauth, Oren Lavie, Massimo Altomare e l\u2019OSN RAI diretta da Francesco Lanzillotta<br \/>\n<\/span><em>John Adams<\/em>: &#8220;Short Ride in a Fast Machine&#8221; per orchestra<br \/>\n<em style=\"font-size: 13px;\">Igor Stravinskij<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">: &#8220;<\/span>Circus Polka&#8221;<span style=\"font-size: 13px;\"> per orchestra<br \/>\n<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">George Gershwin<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">: &#8220;<\/span>Rhapsody in Blu&#8221;e<span style=\"font-size: 13px;\"> per pianoforte e orchestra (orchestrazione di Ferde Grof\u00e9)<br \/>\n<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Torino, 30 ottobre 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 13px;\">Per averlo frequentato di persona, o per averne viste tante fotografie, i lettori di \u00abGBopera\u00bb hanno presente il sobrio palcoscenico dell\u2019<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Auditorium<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> RAI \u201cArturo Toscanini\u201d di Torino. Bene: lo stesso <strong>palcoscenico \u00e8 ora diventato sgargiante studio televisivo, in occasione dello spettacolo-concerto condotto da Stefano Bollani, che vi registra l\u2019ultima puntata del suo programma <\/strong><\/span><strong><em style=\"font-size: 13px;\">Sostiene Bollani<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"> (andr\u00e0 in onda su Rai3, domenica 3 novembre alle ore 23ca). La tradizione del direttore d\u2019orchestra, o del grande solista, o del compositore, nelle vesti di didatta e intrattenitore del pubblico annovera nomi illustri e realizzazioni degne dei protagonisti: si potrebbe partire dal 1946, anno in cui Benjamin Britten compone <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">The Young Person\u2019s Guide to the Orchestra<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, per un film documentario sugli strumenti dell\u2019orchestra, e arrivare, attraverso le celebri lezioni di Leonard Bernstein, al programma <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">C\u2019\u00e8 musica e musica<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di Luciano Berio, o ad altri ancora pi\u00f9 recenti. In ogni caso \u00e8 un gioco piacevole, tanto pi\u00f9 gradito quanto meglio il conduttore riesce a spiegare la musica senza darvi troppa importanza, senza trattarla come una disciplina con cui erudire l\u2019uditorio. <strong>Bollani nel suo programma televisivo si occupa di musiche d\u2019ogni genere e d\u2019ogni paese; ora, con l\u2019OSN della RAI, si dedica al funzionamento di un\u2019orchestra nella sua pienezza,<\/strong> discorrendo con apparente disordine &#8211; secondo il suo stile tipico &#8211; di strumentazione, agogica, intonazione, disposizione degli strumenti. Molto apprezzabile la variet\u00e0 di citazioni musicali che l\u2019OSN enuncia, sotto la bacchetta del giovane direttore Francesco Lanzillotta, e con l\u2019intervento al pianoforte dello stesso Bollani: da <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Le Boeuf s\u00fbr le toit<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di Milhaud all\u2019<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Intermezzo<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Cavalleria rusticana<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, dall\u2019<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">ouverture<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> delle <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Nozze di Figaro<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> alla V Sinfonia di Shostakovi\u010d, dalla colonna sonora di <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Star Wars<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di John Williams a <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">The Typewriter<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di Leroy Anderson, fino alla <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Marcia funebre di una marionetta<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di Gounod. I frammenti sinfonici si alternano a brevi didascalie, siparietti, <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">sketches<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> e canzoni, in cui si esibiscono Bollani e i suoi ospiti (sulla qualit\u00e0 artistica di questi ultimi potranno esprimersi coloro che vedranno la puntata in televisione). Il momento pi\u00f9 interessante \u00e8 l\u2019esecuzione di <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Encore<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, di Luciano Berio, ricordato da Bollani nel decennale della scomparsa; \u00e8 un brevissimo brano, commissionato dalla Rotterdam Philharmonic Orchestra nel 1978 e poi incluso nella <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Vera storia<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">: direttore e solista sottolineano le ascendenze stravinskjane delle percussioni e dei fiati.<br \/>\n<\/span><strong style=\"font-size: 13px;\">Il concerto tradizionalmente inteso inizia soltanto dopo la conclusione della puntata<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">, ed \u00e8 di per s\u00e9 molto breve: i quattro minuti, metronomici, d\u2019ispirazione anche glassiana, di <\/span><strong><em style=\"font-size: 13px;\">Short Ride in a Fast Machine<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\"><strong> (del 1986) di Adams<\/strong> avrebbero potuto essere utilmente inseriti all\u2019interno del precedente spettacolo, in quanto esempio perfetto dell\u2019orchestra come congegno inesorabile; Lanzillotta fa risaltare le percussioni, a volte anche a discapito di altre sezioni dell\u2019orchestra (come gli archi, che non devono perdere la loro funzionalit\u00e0 nell\u2019economia del testo di Adams). Altri quattro minuti d\u2019impagabile divertimento sono quelli della celebre <\/span><strong><em style=\"font-size: 13px;\">Circus Polka<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di Stravinskij, <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">composed for a young elephant<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">, secondo il sottotitolo della versione originale del 1942: sonorit\u00e0 e ritmi circensi sono perfetti, ma ha adeguata evidenza, in clausola, anche l\u2019inaspettata citazione della <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Marcia militare<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> n. 1 in re maggiore di Schubert, sulla cui pomposa fanfara la polka si chiude.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 13px;\"><strong>Da ultimo ritorna in scena Bollani per eseguire il suo \u201ccavallo di battaglia\u201d<\/strong>, quel brano che per eccellenza \u00e8 indicato alla confluenza tra musica della tradizione colta e musiche di altro genere, in particolare del <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">jazz<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, \u00abuna sorta di multicroma fantasia, un caleidoscopio musicale dell\u2019America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio nazionale, i nostri <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">blues<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, la nostra pazzia metropolitana\u00bb, come defin\u00ec lo stesso Gershwin<strong> la <\/strong><\/span><strong><em style=\"font-size: 13px;\">Rhapsody in Blue<\/em><\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">. Bollani tende a parcellizzare gli interventi del pianoforte in una serie di scene autonome, a s\u00e9 stanti ma interdipendenti, secondo un procedimento di variazioni virtuosistiche; l\u2019interazione tra pianoforte e orchestra non \u00e8 sempre marcata, ma va detto che le sonorit\u00e0 scelte dal pianista non risultano mai eccessive: suoi grandi pregi sono certamente il garbo, la pacatezza, applicati sia nel ruolo di esecutore sia in quello di <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">showman<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">. Nella seconda parte della <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Rhapsody in Blue<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, per esempio, la pacatezza si traduce addirittura in indugio lirico, in tempi piuttosto rilassati in cui si stemperano gli schizofrenici schemi ritmici della componente orchestrale. <strong>La lettura \u00e8 nel complesso impressionistica, pi\u00f9 che grandiosa o sfacciata<\/strong>. Il pubblico, naturalmente, va in visibilio, e induce il solista a concedere un <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">bis<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> (anzi, a introdurre una serie di brani fuori programma, gi\u00e0 preannunciati in apertura della serata). L\u2019unico <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">bis<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> propriamente solistico di Bollani \u00e8 una sua reinterpretazione, in parte improvvisata, di \u00abAmerica\u00bb, da <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">West Side Story<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> di Bernstein; anche a partire da una suggestione del genere (che dunque potrebbe svilupparsi al massimo grado di concitazione), il pianista non rivela alcuna volont\u00e0 di eccedere, ma resta nell\u2019ambito del garbo, dell\u2019agilit\u00e0 elegante, soprattutto della levit\u00e0, davvero molto apprezzabile. Dopo, insieme a Bollani, tornano in scena i suoi ospiti, per altre canzoni con cui concludere la serata.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 13px;\"><strong>Grandissimo successo complessivo, per tutti, e grande festa all\u2019interno della stagione dell\u2019OSN della RAI.<\/strong> Il frequentatore abituale, per\u00f2, e con lui l\u2019osservatore del fenomeno musicale <\/span><em style=\"font-size: 13px;\">tout court<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">, non pu\u00f2 nascondere la domanda finale, di retrogusto amarognolo: perch\u00e9 l\u2019<\/span><em style=\"font-size: 13px;\">Auditorium<\/em><span style=\"font-size: 13px;\"> \u201cToscanini\u201d \u00e8 esaurito in ogni ordine e grado soltanto in occasioni come queste? Possibile &#8211; in altre parole &#8211; che in una citt\u00e0 cos\u00ec attenta alla musica come Torino il grande pubblico, di giovani, di scolaresche in frotta, ma anche di professionisti e di pensionati \u201cnon abbonati\u201d, raggiunga la sala da concerto soltanto quando un nome di richiamo, magari esulante dal repertorio strettamente classico, campeggi in locandina?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino, Auditorium RAI \u201cArturo Toscanini\u201d, Stagione Concertistica 2013-2014 Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI Direttore \u00a0Francesco Lanzillotta Pianoforte\u00a0Stefano Bollani [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":60496,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1005],"tags":[14678,2709,3305,180,80,6483,8832],"class_list":["post-60495","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-concerti","tag-concerti","tag-francesco-lanzillotta","tag-george-gershwin","tag-igor-stravinskij","tag-john-adams","tag-orchestra-sinfonica-nazionale-della-rai","tag-stefano-bollani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60495"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60495\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}