{"id":61343,"date":"2013-11-18T15:06:37","date_gmt":"2013-11-18T13:06:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=61343"},"modified":"2016-11-30T19:02:45","modified_gmt":"2016-11-30T18:02:45","slug":"la-manipolazione-architettonica-dei-corpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/la-manipolazione-architettonica-dei-corpi\/","title":{"rendered":"La manipolazione architettonica dei corpi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Reggio Emilia, Teatro Valli, Stagione di Danza 2013\/2014<br \/>\n<\/em><strong>&#8220;ATOMOS&#8221;<\/strong><br \/>\n<em>ideazione, direzione e scene<\/em> <strong>Wayne McGregor<\/strong><br \/>\n<em>Coreografia<\/em> <strong>Wayne McGregor<\/strong> e compagnia <strong>Random Dance<\/strong>:<br \/>\nCatarina Carvalho, Travis Clausen-Knight, Alvaro Dule, Michael-John Harper, Louis McMiller, Daniela Neugebauer, Anna Nowak, James Pett, Fukiko Takase, Jessica Wright.<br \/>\n<em>Musica <\/em><strong>A Winged Victory For The Sullen<\/strong><br \/>\n<em>Disegno luci <\/em><strong>Lucy Carter<\/strong><br \/>\n<em>video<\/em> <strong>Ravi Deepres<\/strong><br \/>\n<em>costumi<\/em> <strong>Studio XO<\/strong><br \/>\n<em>Reggio Emilia, 15 novembre 2013<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Un cono di luce \u00e8 una lente d\u2019ingrandimento<\/strong> se rivela qualcosa che la vista non pu\u00f2 (potrebbe mai) vedere, n\u00e9 la ragione sa (saprebbe mai) dimostrare. <strong>Qualcosa accade, diviene e si mostra per la sua singolarit\u00e0 che, nel movimento e nell\u2019insieme, diviene pluralit\u00e0, perci\u00f2 significato<\/strong>. Siamo come osservatori che guardano ammirati attraverso un microscopio quello che avviene per natura, ma non possiamo vedere: il formarsi di un pensiero. Che vediamo quello che scaturisce dai gesti (atomi), ci\u00f2 che d\u00e0 vita alle azioni (molecole), cio\u00e8 <strong>coreografie che sono cognizioni del mondo percepito. <\/strong><br \/>\nPer <strong>Atomos<\/strong>, per la messa in scena dei suoi \u201c<strong>pensieri coreografici<\/strong>\u201d McGregor si \u00e8 avvalso di un software (<em>Becoming<\/em>), un dispositivo in grado di catturare le movenze dei suoi ballerini e di trasformarle in sculture 3D visibili su schermo; su quei cinque schermi apparsi sopra il palco. E poi c\u2019\u00e8 la musica, dopo la luce e il gesto. Diciamo: suoni monot\u00f2ni, come atomizzati. Anche questi concepiti per farci esplorare tra le nostre percezioni visive. Infatti McGregor ha rilasciato in un\u2019intervista di aver voluto isolare (atomizzare): gesti, scene e suoni per farne cogliere la singolarit\u00e0, la loro indivisibilit\u00e0 come intendevano l\u2019atomo al tempo di Democrito ed Epicuro, indivisibile.<br \/>\nInfine, <strong>i costumi, come tute tecnologiche, con quei tratti di colore nelle maniche come se fossero bracci molecolari, qui col compito di comporre il continuo divenire coreografico, per esempio nell\u2019atto di sollevare una gamba in <em>attitude<\/em><\/strong>. Infatti il braccio \u00e8 protagonista, lo si nota al punto in cui i ballerini ripetono due volte la disposizione in riga: dieci maschi e femmine, alternati e frontali. Le braccia dapprima distese in diagonale verso il basso, incrociate lievemente l\u2019una con quella dell\u2019altro, e cos\u00ec il piede: come nell\u2019onda espressa dalle ballerine-cigno, ne \u201c<em>Il lago dei cigni<\/em>\u201d. Poi, abbracciati e subito gi\u00f9 a corpo flesso e braccio teso in avanti che cambia posizione sventagliando da un estremo all\u2019altro, indicando la platea. Sembrano il \u201c<em>Christ Unlimited<\/em>\u201d di Herman Makkink, <strong>la famosa scultura dei gesucristi, scesi dalla croce, lucidi di ceramica ma sanguinanti e fatti danzare a suon di montaggio nel film \u201c<em>Arancia Meccanica<\/em>\u201d. <\/strong><br \/>\nE scendono dal cielo cinque monitor mentre indossiamo gli occhialini 3D (<em>consegnati all\u2019ingresso<\/em>). Vi scorgiamo colori che sfumano nella direzione del gesto; sciami di insetti che nel palco si riproducono, nelle movenze dei danzatori, e poi svaniscono lasciando lo spazio a vampate di fuoco e a immagini sfocate di paesaggi lontani. E arriva il gesto, cio\u00e8 ritorna. Solo questo appare sforare da essi e protrarsi. La danza monot\u00f2na continua solo sugli schermi fino a dissolversi in un altro sciame, questa volta di numeri. Che ora cadono, ora strisciano in stringhe infinite di codice (<em>Matrix<\/em>). Allora <strong>i ballerini ritornano ma si fermano a declamarci qualcosa che sembra detta al contrario, un suono monovocalico. Le loro voci sono appena udibili<\/strong>. Infine appare in quinta un grande braccio meccanico, orizzontale, con un neon rosso che sale, come se fosse lo scanner che deve memorizzare ogni cosa che accade e fermarla. <strong>Quindi i ballerini si riuniscono tutti in cerchio in una spirale verso l\u2019alto: un ingranaggio di carillon<\/strong>. Forse \u00e8 proprio questo: il voler comunicare in qualche modo un pensiero, usare un linguaggio di immagini e di suoni; un intento creativo che parte dalla sua funzione emotiva, passa per quella f\u00e0tica e metalinguistica e arriva a quella conativa.<br \/>\n<strong>La nostra reazione, alla fine, \u00e8 stata d\u2019incanto<\/strong>. Per aver assistito a uno spettacolo ricco di significati, bello nell\u2019armonia, giustamente drammatico nel suono: di quelli che ti fermano sulla sedia a luci accese a pensarci su e a parlarne con chi ti \u00e8 stato seduto accanto.\u00a0 Uno spettacolo che il Guardian ha definito: &#8220;simply extraordinary\u2026 McGregor&#8217;s choreographic curiosity hasn&#8217;t lost its power to thrill&#8221; e l\u2019Observer: &#8220;thrilling flights of grandeur and lyricism&#8221;.<em>Foto Ravi Deepres<br \/>\n<\/em><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/74889725\">Video ufficiale della performance<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reggio Emilia, Teatro Valli, Stagione di Danza 2013\/2014 &#8220;ATOMOS&#8221; ideazione, direzione e scene Wayne McGregor Coreografia Wayne McGregor [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":122,"featured_media":61347,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[744],"tags":[8877,14677,8876,1630,463],"class_list":["post-61343","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-danza","tag-atomos","tag-danza","tag-random-dance","tag-teatro-valli-di-reggio-emilia","tag-wayne-mcgregor"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61343","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61343"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61343\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61347"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61343"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61343"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61343"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}