{"id":61508,"date":"2013-11-20T14:37:38","date_gmt":"2013-11-20T12:37:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=61508"},"modified":"2016-12-21T12:28:08","modified_gmt":"2016-12-21T11:28:08","slug":"teatro-del-maggio-musicale-fiorentinolelisir-damore-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/teatro-del-maggio-musicale-fiorentinolelisir-damore-2\/","title":{"rendered":"Teatro del Maggio Musicale Fiorentino:&#8221;L&#8217;elisir d&#8217;amore&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino<\/em><br \/>\n\u201c<strong>L\u2019ELISIR D\u2019AMORE<\/strong>\u201d<br \/>\nMelodramma giocoso in due atti di Felice Romani, dalla commedia \u201cLe Philtre\u201d di E. Scribe<br \/>\nMusica di<strong> Gaetano Donizetti\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><br \/>\n<em>Adina <\/em>ROCIO IGNACIO<br \/>\n<em>Nemorino <\/em>DANIELE BERRUGI<br \/>\n<em>Belcore <\/em>MARIO CASSI<br \/>\n<em>Dulcamara\u00a0 <\/em>MARCO CAMASTRA<br \/>\n<em>Giannetta <\/em>ELENA BORIN<br \/>\nOrchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino<br \/>\nDirettore\u00a0 <strong>Giuseppe La Malfa<br \/>\n<\/strong>Maestro del Coro<strong> Lorenzo Fratini <\/strong><br \/>\nRegia\u00a0 <strong>Rosetta Cucchi <\/strong><br \/>\nScene <strong>Tiziano Santi <\/strong><br \/>\nCostumi\u00a0 <strong>Claudia Pernigotti <\/strong><br \/>\nLuci\u00a0 <strong>Daniele Naldi <\/strong><br \/>\nVideo proiezioni <strong>Roberto Recchia <\/strong><br \/>\nDirettore del coro <strong>Lorenzo Fratini<br \/>\n<\/strong><em>Firenze, 15 novembre 2013<br \/>\n<\/em><strong>Tornati idealmente sui banchi di scuola ai tempi del nostro liceo, stasera abbiamo assistito ad un spettacolo riuscito in fondo solo a met\u00e0, tra propositi lodevoli sulla carta ma non riusciti nei fatti da parte della regia e una buona compagnia di canto che ha risollevato con la musica gli scollamenti evidenti tra testo e realizzazione scenica.<\/strong> Lo spettacolo ha delle indubbie qualit\u00e0, data l\u2019energia impiegata da tutti, dai solisti al coro e comparse, per raccontare in questa versione del tutto nuova la storia d\u2019amore\u00a0 di Nemorino e Adina, in un impianto di scene, costumi, luci e video proiezioni di grande qualit\u00e0. Tuttavia, dopo qualche minuto di piacevole sorpresa, le scelte registiche mi hanno lasciato perplesso e anche alquanto deluso. <strong>Perch\u00e9 se si deve rileggere e reinventare la drammaturgia, tanto varrebbe farlo anche con il testo. Mi chiedo, cio\u00e8, perch\u00e9 devo sentire parole e concetti che la scena sempre contraddice o vice versa<\/strong>. E quindi, in presenza di tutta questa fantasia con cui la regia rivede a proprio uso e consumo la trama e l\u2019ambientazione del libretto originale, a che pro tutto questo rispetto per i suoi versi? Come si fa traducendo dalle altre lingue opere, operette e musical, sarebbe stato in fondo molto pi\u00f9 coerente una bella riscrittura verso per verso che coincidesse almeno al prodotto complessivo proposto stasera al nostro pubblico. <strong>Rosetta Cucchi<\/strong> parte probabilmente da un assunto che condivido assolutamente: protagonista di quest\u2019opera \u00e8 l\u2019innocenza e la purezza della giovent\u00f9 incarnate dal tenero Nemorino, e quindi del tutto logico vedere questo adolescente alle prese con esperienze a tutti comuni negli anni del liceo: il primo amore, il primo bacio, le gelosie e le rivalit\u00e0, il bullismo da alcuni subito, i \u201ccasini\u201d da tutti combinati, le cocenti delusioni e le grandi speranze. Tuttavia, per insistere nell\u2019ambientazione dentro l\u2019High School all\u2019americana con specializzazione in arti performative (stile \u201cSaranno famosi\u201d dei gloriosi anni Ottanta), lo scollamento tra testo e scena \u00e8 stato cos\u00ec evidente da portarmi spesso a rinunciare a seguire la parola e farmi condurre solo dalla musica che, in questa lettura, \u00e8 la colonna sonora portante di questo strano film. Per cui si segue il racconto pi\u00f9 per intuizioni logiche e riconoscendo i soliti clich\u00e9s, e non perch\u00e9 vi sia un senso musicale profondamente legato a quello testuale.<br \/>\n<strong>Primo tra tutti i problemi Adina che smette i panni della vivace \u201clocandiera\u201d (con tutto il passato teatrale che le apparterrebbe) per diventare la leader del gruppo delle ragazze belle e di successo<\/strong> che, del tutto logicamente, non pu\u00f2 certo essere innamorata di uno sfigato senza stile come Nemorino. E dovrebbe essere divertita e lusingata dalle avances del maschio alfa, qui non pi\u00f9 nei panni di un sergente prestante ma di un teppista che capeggia un gruppo di coatti, padroni dello stile pi\u00f9 trash\u2026 Per non parlare di un Dulcamara che non pu\u00f2 evitare di farci temere che stessimo per assistere piuttosto a \u201cLa canna d\u2019amore\u201d, dato che sono le erbe \u201caromatiche\u201d e inebrianti i filtri che va distribuendo al piccolo mondo del cortile scolastico. Per fortuna che una barbona di passaggio gli ha lasciato in dote una fiaschetta di vino e cos\u00ec ci riporta indietro almeno un vago ricordo del testo di Felice Romani. Il massimo dell\u2019assurdo poi \u00e8 il momento drammaturgicamente cruciale in cui Adina, per dispetto e rabbia causati dal comportamento del \u201cnuovo\u201d Nemorino meno sfigato a causa dell\u2019elisir-Bordeaux (la barbona americana si trattava molto bene), accetta la proposta di matrimonio di Belcore che sta per partire per la sua guerra (immaginiamo non pi\u00f9 una lunga serata di battaglie a colpi di pugni e calci per combattere la banda di teppisti avversaria, a circa 4 fermate di metropolitana di distanza\u2026) e che la data della cerimonia venga anticipata da sei a un sol giorno: certo, con gli scioperi dei mezzi pubblici non si sa quando potrebbe tornare dalla sua guerra\u2026 Naturalmente Adina gi\u00e0 a sedici anni non ha famiglia, pur essendo vestita come una perfetta ragazza della buona societ\u00e0, e dispone della possibilit\u00e0 di sposarsi senza bisogno di parlarne a mamma e pap\u00e0, anche da un giorno all\u2019altro. Come una locandiera del Sette-Ottocento, Adina sui banchi del liceo si sarebbe guadagnata l\u2019indipendenza e la libert\u00e0 di scelte di vita con una media dell\u2019otto e mezzo in ginnastica? E mi fermo qui.<br \/>\n<strong>Nella lettura musicale di Giuseppe La Malfa sono privilegiati ritmi ammorbiditi e tempi piuttosto lenti in generale<\/strong>, ma questa dilatazione generale si compensa con scelte dinamiche interessanti, specie nei colori delle famosissime pagine del secondo atto. La risposta dell\u2019orchestra \u00e8 stata stasera meno brillante del livello a cui ci hanno abituato alcune ottime esecuzioni dello scorso Festival e della stagione invernale scorsa. Il coro ha cantato bene ed interpretato con slancio e buona recitazione la direzione narrativa scelta dalla regia, affiancati molto brillantemente da un ottimo gruppo di comparse raccolte tra giovanissimi studenti dei licei cittadini.<br \/>\nCon il meritato omaggio di calorosi applausi nelle due arie del secondo atto, sia l\u2019Adina di <strong>Rocio Ignacio<\/strong> che il Nemorino di <strong>Giorgio Berrugi<\/strong> sono stati la parte migliore del cast vocale. Il soprano ha dato vita ad una interpretazione molto incisiva e brillante del suo ruolo con una vocalit\u00e0 sicura in tutta la tessitura, vivace e molto convincente anche come attrice (grazie ad una fisicit\u00e0 perfettamente credibile nei panni di una ragazza cos\u00ec giovane). Il tenore ha fatto evolvere non solo in senso teatrale il suo personaggio da uno stato di povera vittima del bullismo generale a eroe ammirato e rispettato, ma anche la sua stessa voce che \u00e8 passata da una certa opacit\u00e0 e monotonia nella prima aria e tutta la scena compresa nel primo duetto con Adina e poi quello con Dulcamara, a una vieppi\u00f9 brillante e sonora proiezione nelle pagine musicali del finale primo e del secondo atto, che ha culminato in una esecuzione davvero emozionante della famosa aria \u201cUna furtiva lagrima\u201d. Se \u00e8 una scelta artistica, chapeau! Riguardo le voci dei due baritoni, nonostante la loro buona resa generale, mi sono trovato di fronte ad alcune perplessit\u00e0: <strong>Mario Cassi<\/strong>, dalla voce ampia e sonora, \u00e8 veramente un buon interprete di questo Belcore stile cafoncello poco educato e per niente raffinato, ma \u00e8 per questo che fraseggia con cos\u00ec poca fantasia e butta via l\u2019occasione di fare quei bei colori che gli sarebbero sicuramente possibili? Sar\u00e0 forse per essere aderente alla nuova lettura del ruolo che, anche se cita la mitologia classica per corteggiare la fanciulla del giorno, in realt\u00e0 ha come punti di riferimento soltanto i metodi seduttivi di quel Fonzie della famosa serie televisiva. E pure <strong>Marco Camastra,<\/strong> molto simpatico, sornione e del tutto a suo agio scenicamente nei panni di questo pusher piuttosto a mal partito, opta per una vocalit\u00e0 stretta in gola, molto poco belcantista, che toglie colore al suo bel timbro vocale naturale e rende aspra la zona acuta, anche se effettivamente dona al suo personaggio una certa interessante ruvidezza e vivacit\u00e0, specie nella sua divertente e brillante parte nel duetto con il soprano. Gli interventi musicali di <strong>Elena Borin<\/strong> nel ruolo secondario di Giannetta sono stati di buona resa vocale e scenica. Apprezzamento generale per tutti da parte del pubblico presente in sala.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino \u201cL\u2019ELISIR D\u2019AMORE\u201d Melodramma giocoso in due atti di Felice Romani, dalla commedia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":61511,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[2952,5772,238,5937,3455,165,4720,1296,145,2566,824,6642,3520],"class_list":["post-61508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-claudia-pernigotti","tag-elena-borin","tag-gaetano-donizetti","tag-giorgio-berrugi","tag-giuseppe-la-malfa","tag-lelisir-damore","tag-marco-camastra","tag-mario-cassi","tag-opera-lirica","tag-rocio-ignacio","tag-rosetta-cucchi","tag-teatro-del-maggio-musicale-fiorentino","tag-tiziano-santi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61508"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87092,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61508\/revisions\/87092"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}