{"id":63048,"date":"2013-12-01T16:12:59","date_gmt":"2013-12-01T14:12:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gbopera.it\/?p=63048"},"modified":"2013-12-07T02:36:14","modified_gmt":"2013-12-07T00:36:14","slug":"liberta-va-cercando-catone-in-utica-di-vivaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/liberta-va-cercando-catone-in-utica-di-vivaldi\/","title":{"rendered":"\u00abLibert\u00e0 va cercando\u00bb \u201cCatone in Utica\u201d di Vivaldi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Antonio Vivaldi<\/strong><\/em> (<em>1678-1741): <strong>&#8220;Catone in Utica&#8221; <\/strong>RV 705, dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio.\u00a0Edizione critica a cura di Alan Curtis. <b>Topi Lehtipuu<\/b> (Catone);\u00a0<b>Ann Hallenberg<\/b> (Emilia); <b>Roberta Mameli<\/b> (Cesare); <b>Sonia Prina<\/b> (Marzia); <b>Romina Basso<\/b> (Fulvio); <b>Em\u00f6ke Bar\u00e0th<\/b> (Arbace). <b>Il Complesso Barocco<\/b>,<\/em> direttore <b>Alan Curtis<\/b>. Registrazione: Lonigo (Vicenza), settembre 2012 &#8211; <strong>3 CD OP 30545 Na\u00efve<\/strong> <strong>(<i>The Vivaldi Edition<\/i>) 2013<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pietro Metastasio scrisse il <i>Catone in Utica<\/i>, suo terzo dramma, nel 1727,<\/strong> quando fu rappresentato per la prima volta al teatro delle Dame di Roma con musica di Leonardo Vinci. Nel 1738 l\u2019intonazione del testo fu poi realizzata da Antonio Vivaldi, con un\u2019opera che la casa francese Na\u00efve include ora nella sua collezione di musiche vocali e strumentali <i>The Vivaldi Edition<\/i>. Come il lettore di Metastasio sa bene, il <i>Catone<\/i> \u00e8 un capolavoro; non soltanto per la trasposizione di affetti personali, in una vicenda squisitamente politica che avrebbe affascinato tutta l\u2019et\u00e0 imperiale romana, e poi il mondo medioevale almeno fino a Dante, ma anche per l\u2019ininterrotta trama di sottointesi, di doppiezze, di ambiguit\u00e0 paradossali che caratterizzano i personaggi sulla scena (Cesare ama Marzia, la figlia di Catone, ma le confessa di amare ancor pi\u00f9 la <i>virtus<\/i> del padre; anche il principe numida Arbace ama Marzia, e per compiacerla quasi tradisce l\u2019alleato Catone; Fulvio, messo del senato di Roma, ama Emilia, vedova di Pompeo, e le dichiara di essere disposto ad assassinare Cesare, ma in realt\u00e0 resta sempre fedele e difensore del dittatore). Il suicidio finale del protagonista, unico carattere inflessibile nel mare di incertezze smaniose di tutti gli altri, lascia ogni personaggio nella prostrazione, a cominciare dallo stesso Cesare, che alla notizia della morte di Catone getta a terra il lauro trionfale. Vivaldi, da parte sua, non solo provvede a sostituire quasi tutte le arie originali di Metastasio, ma soprattutto elimina il finale tragico e ne interpola uno inverosimilmente riconciliante tra Marzia e Cesare, che si impegna a restituirle il padre sano e salvo (Catone per\u00f2, prudentemente, non rientra in scena). Considerato il <i>pastiche<\/i> delle arie e lo schiaffo alla Storia, si potrebbe pensare che il <i>Catone<\/i> vivaldiano fosse opera convenzionale, appunto un \u201cmelodramma\u201d, nell\u2019accezione deteriore del termine. La musica del compositore veneziano, al contrario, redime tutto, risana ogni incongruenza, rinforza la drammaticit\u00e0 del libretto (fatta eccezione per le poche battute del finale).<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/Rd4JQq6Ysr4\" height=\"315\" width=\"420\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><br \/>\nE l\u2019invenzione musicale vivaldiana raggiunge con questa terzultima opera dell\u2019imponente catalogo teatrale la pienezza della maturit\u00e0 e dell\u2019efficacia compositiva. <strong>Per quanto riguarda l\u2019edizione dell\u2019etichetta francese, con il dire che il direttore del Complesso Barocco \u00e8 Alan Curtis<\/strong> si dice tutto quel che importa sapere sull\u2019affidabilit\u00e0 delle scelte musicali, sull\u2019equilibrio delle sonorit\u00e0, sulla raffinatezza della concertazione, sulla cura dei cantanti. La compagnia vocale \u00e8 infatti molto omogenea, decisamente professionale ed esperta del repertorio barocco. Ma l\u2019ascoltatore potr\u00e0 facilmente riscontrare altre due caratteristiche nettamente positive: l\u2019eccellenza del mezzosoprano <strong>Ann Hallenberg<\/strong> nel ruolo di Emilia, e la cura espressiva delle tre voci femminili italiane,<strong> Roberta Mameli<\/strong> nel ruolo <i>en travesti<\/i> di Cesare, <strong>Sonia Prina<\/strong> come Marzia, <strong>Romina Basso<\/strong> nell\u2019altro ruolo maschile di Fulvio; tre personaggi, tre registri vocali, e tre grandi interpreti, nelle pagine virtuosistiche come nei recitativi, tutte e tre capaci di trascorrere dalla furia dell\u2019aria \u2018di tempesta\u2019 ai toni carezzevoli e flautati della mozione degli affetti amorosi. Se la Hallenberg attira l\u2019attenzione per i mezzi vocali e la tecnica di cui dispone, per un timbro pastoso e ricco di armonici, per l\u2019irruenza con cui d\u00e0 corpo all\u2019incoercibile smania di vendetta della vedova di Pompeo, le interpreti italiane lavorano di cesello sull\u2019espressivit\u00e0 dei recitativi, sul fraseggio e sull\u2019arguzia maliziosa delle battute che si scambiano. Il tenore <strong>Topi Lehtipuu<\/strong> ha una cavata piuttosto leggera, ma interpreta bene il carattere nobile e sdegnoso di Catone (anche perch\u00e9 alcuni dei recitativi pi\u00f9 belli sono affidati a lui, come quello celebre del II atto, per definire Roma: \u00abElla \u00e8 per tutto \/ dove ancor non \u00e8 spento \/\u00a0 di gloria e libert\u00e0 l\u2019amor natio; \/ son Roma i fidi miei, Roma son io\u00bb). <strong>Em\u00f6ke Bara\u00e0th<\/strong> \u00e8 un altro carattere vocale <i>en travesti<\/i>, poich\u00e9 interpreta da soprano (ruolo in origine del castrato) il personaggio di Arbace: la voce \u00e8 chiara e omogenea, precisa nelle ardite colorature della sua parte. <strong>La qualit\u00e0 musicale della registrazione \u00e8 pari a quella esecutiva:<\/strong> il suono \u00e8 pulitissimo, nitido, le voci e gli strumenti perfettamente calibrati, e l\u2019ascolto dei tre <i>cd<\/i> \u00e8 godibilissimo. Soltanto, oltre il rigore filologico con cui Curtis affronta e concerta l\u2019opera, si vorrebbe che almeno ogni tanto nelle riprese \u2018da capo\u2019 delle tante arie i solisti si cimentassero in qualche variazione, in qualche espressione musicale dei sentimenti pi\u00f9 intimi o pi\u00f9 furiosi, e infine in qualche puntatura acuta un po\u2019 pi\u00f9 audace. Ma tant\u2019\u00e8; l\u2019aderenza al testo scritto e alla nudit\u00e0 della linea di canto riguarda anche la Vivaldi <i>renaissance<\/i>. &#8211; Piccola clausola nominalistica, sul fatto che i nomi all\u2019opera siano \u00abpuri, purissimi accidenti\u00bb: vedova di Pompeo era Cornelia, mutata in Emilia \u00abper comodo della musica\u00bb &#8211; scrive Metastasio &#8211; al pari del principe numida Iuba, divenuto Arbace; le ragioni del canto vincono perfino la Storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Vivaldi (1678-1741): &#8220;Catone in Utica&#8221; RV 705, dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio.\u00a0Edizione critica a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":102,"featured_media":63050,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[2347,385,137,9089,146,9090,2900,5918,2803,3449,1587,721],"class_list":["post-63048","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cd-e-dvd","tag-alan-curtis","tag-ann-hallenberg","tag-antonio-vivaldi","tag-catone-in-utica","tag-cd","tag-emoke-baraath","tag-il-complesso-barocco","tag-pietro-metastasio","tag-roberta-mameli","tag-romina-basso","tag-sonia-prina","tag-topi-lehtipuu"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/102"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63048"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63048\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.studioroldo.it\/gbopera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}